Nel 2018 impedì il governo 5Stelle-Pd, nel 2019 lo propiziò e nel 2021 lo abbatté. Si vanta di aver fermato Salvini nel 2019, ma l’ha riportato al governo nel ‘21. Ripete “mai col M5S”, ma ci governa da tre anni. S’è scambiato insulti e scomuniche con Calenda e ora è in lista con lui. Guadagna milioni, ma vuole levare 500 euro al mese ai poveri, con raccolte di firme per abrogare il reddito di cittadinanza, peraltro mai viste. L’altroieri assicurava che “Draghi accetterebbe un bis” e Draghi, a stretto giro, lo sbugiardava. Intanto saltavano fuori i suoi tour in jet da Premio Attila. Così, mentre la famiglia di Giggino ‘a Purpetta (imputato per camorra) aderiva al suo Centro, ha accusato Conte di “voto di scambio” e “clientelismo” con il Reddito di cittadinanza; e, quando quello l’ha sfidato a ripeterlo al Sud senza scorta, l’ha tacciato di “linguaggio mafioso” piagnucolando perchè per colpa sua “ho decine di minacce di morte su Instagram”; ma su Instagram non ne risulta nessuna e su Twitter una. Vergogniamoci per lui (anche perchè, come diceva Indro Montanelli, “ha la fortuna del gambero: non potrebbe arrossire neppure se volesse”).
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 19 settembre 2022
Tronfio travagliato
La fortuna del gambero
di Marco Travaglio
C’è in giro un poveretto che otto anni fa prese il 40,8% alle Europee e ora veleggia sul 2. Giurò di non andare al governo senza passare per le elezioni e poi lo fece, dopo aver garantito “Letta stai sereno”. Con altri giureconsulti del suo calibro (Boschi e Verdini) scrisse una schiforma costituzionale e una elettorale che, se fossero passate, oggi regalerebbero alla Meloni qualcosa in più dei pieni poteri. Minacciò di lasciare la politica se avesse perso il referendum, poi perse il referendum proprio perchè aveva minacciato di lasciare la politica (per gl’italiani la minaccia era una speranza), ma restò in politica, con annessi stipendio e immunità, per abbattere i governi più popolari del suo (tutti) e fare marchette a bin Salman e al suo “nuovo Rinascimento” al sangue. Chiedeva le dimissioni dei ministri di Letta coinvolti in scandali, indagati o meno, poi fu indagato per lo scandalo Open e chiese l’incriminazione dei pm. Infangò i pm e i carabinieri che indagavano su Consip accusandoli di complotti inesistenti contro il suo babbo, Lotti&C., ora rinviati a giudizio. Si vanta di aver combattuto il climate change, infatti vuole nucleare, trivelle, inceneritori, rigassificatori e fa campagna elettorale su un jet privato da 4,8 tonnellate di CO2 a viaggio. Invoca inchieste parlamentari sui rapporti fra Conte e Mosca, ma il suo governo autorizzò vendite di armamenti alla Russia in barba all’embargo Ue e lui ha seduto nel Cda di Delimobil, il gruppo di car sharing fondato in Lussemburgo dall’italiano Vincenzo Trani in società con una banca di Stato russa, fino all’invasione in Ucraina.
domenica 18 settembre 2022
Meraviglioso!
“Lei dice che quando è nata, il fascismo non c’era più. Dice anche di essere cristiana, ma quando è nata anche Cristo era già morto….”
Oggi è rosso puro!
Non frequentando il loro habitat per ovvie ragioni, ecco che al Mirabello finalmente ho avuto l’occasione d’incontrare un diversamente umano, un riccone o riccastro che dir si voglia, sceso con compagna o amante da una sfavillante Rolls per avviarsi, con la spesa Esselunga di corredo, verso la propria barchetta, che non ho potuto identificare perché il soggetto, visto che lo rimiravo come potrei osservare un gorilla bianco o una farfalla amazzonica in via d’estinzione, mi ha iniziato a guardare con fare minaccioso, dovuto credo al fatto che io e lui possediamo dna differenti, orizzonti e sinergie sinapsiche agli antipodi, che i suoi pensieri non sono i miei. Peccato perché avrei voluto domandargli che ne pensasse dell’aumento delle bollette luce e gas, ma probabilmente l’avrebbe annichilito col quesito “perché la corrente si paga?” Non sa il Paperone che io con il mio sigaro e con Bob Seger in auricolare, promotore del sigaro-footing, son felice forse quanto lui, o di più visto che nei “tu per tu” personali non mi pongo sensi di colpa su accaparramenti indegni o su distribuzioni delle risorse mai equanimi per l’umanità attualmente affittuaria, in modo indegno, la sfera blu, che dovrebbe essere comune, ma non lo è. E gli avrei anche detto che prima o poi andrò a La Higuera dove nel 67 assassinarono uno dei pochi uomini convinto che le disparità debbano essere combattute per quella giustizia oramai suola da scarpe dei buffoni ai quali come allocchì abbiamo delegato di decidere per noi.
Comunque e ovunque Hasta la Victoria Siempre!
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