lunedì 1 agosto 2022

Dibba ritorna!


di Alessandro Di Battista 

Si può dire che la campagna acquisti, il mercato delle vacche, le sigle e siglarelle di sedicenti statisti a rischio overdose di xanax, i veti solo sulle poltrone (mai su questioni vitali per i cittadini), i programmi inesistenti, le facce come il culo, le natiche ricoperte di vinavil, i partiti che nascono, quelli che si sciolgono, quelli che cambiano nome in meno di 3 settimane (evidentemente ”Insieme per la colla vinilica” ha capito che il nome era già bruciato e si è data al restyling), i tromboni che stanno in Parlamento ancor prima che Zico arrivasse ad Udine e che ci vogliono dire come si risolvono in problemi…

Si può dire che si tratta di uno spettacolo stomachevole? Questi pensano che non vi sia vita al di fuori delle mura di Montecitorio. È una roba di una tristezza inaudita. Ma fosse solo triste ci riderei su. Il problema è che questo “sūq” parlamentare non farà altro che allontanare ancor più i cittadini dalle urne. Cioè renderà di fatto ancor meno democratica questa claudicante democrazia.

Ha proprio ragione!



di Andrea Scanzi 

Siamo a livelli altissimi.

Tali D’Incà e Crippa, ex 5 Stelle noti per non essere mai stati noti, hanno presentato il loro nuovo soggetto politico (?): si chiama “Ambiente 2050”. Sono già state transennate le scuole per gestire l’enorme flusso di elettori che non vedono l’ora di votarli il prossimo 25 settembre.

C’è poi Di Maio, che oggi ha presentato “Impegno civico” con Tabacci (no, non è uno scherzo). Per prima cosa Di Maio ha promesso di “cambiare l’abuso d’ufficio”. Nel 2019 diceva: “Non si tocca”. Un uomo davvero coerente.

Ma c’è di più. Impegno civico è nato grazie a Centro democratico, il partitino di Tabacci che è servito a Di Maio per non raccogliere le firme (come la Bonino quattro anni fa). 

Il simbolo di Impegno civico è brutto come il vaiolo. Ed è pure a rischio plagio. “Impegno civico“ è anzitutto pericolosamente simile alla “Scelta civica” di Mario Monti, che ben presto diventò “Sciolta civica”.  Praticamente Di Maio si è portato sfiga da solo in partenza. A livello locale, il nome “Impegno civico” è poi stato già usato da una trentina di liste tra il 2019 e il 2022, mentre “Insieme per il futuro” (il nome usato da Di Maio in parlamento dopo la scissione col M5S) arriva a una cinquantina. 

Non solo: il nuovo contrassegno dimaiano è quasi identico a quello di “Italia al centro“, la nuova federazione guidata da Giovanni Toti. E l’ape stilizzata, che per Di Maio simboleggia l’ambiente (ahahahah), è un altro mezzo plagio: Francesco Rutelli ne aveva messe addirittura due nel simbolo di Alleanza per l’Italia, il partito che fondò nel 2009 (staccandosi dal Pd) proprio insieme a Tabacci, e il cui acronimo era proprio “ApI”.

Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. 

L’involuzione politica di Di Maio è paragonabile a quella di un homo sapiens che regredisce al livello di ameba. Poveraccio.

Obbrobriosa canicola

 

Distolti, minimamente, da una campagna elettorale che s'annuncia pessima e vergognosa, facciamo scivolare attorno a noi episodi di una tristezza inaudita che, come araldi, annunciano il decadimento morale di questa nazione in balia di garruli orchi senza scrupoli da più di trent'anni. Dove sia finita la nostra italianità paciosa, compagnona, solidale, è un mistero, ed è lampante come l'egoismo, la sfrontatezza, l'arroganza, l'invidia, la facciano da padroni. 

Non serve entrare nei dettagli, ma gli ultimi eventi accaduti parlano fin troppo chiaro: l'omicidio nelle Marche di quel questuante da parte dello psicopatico, la morte per stenti della bimba lasciata da quella bastarda della madre da sola per giorni interi, la bimba di due mesi lasciata in macchina dai genitori cocainomani che per due ore han discusso di chissà cosa e solo grazie all'intervento di una ragazza si è potuto evitare l'ennesima tragedia; ed infine la morte delle due sorelle travolte da un Frecciarossa. 

Si ha la sensazione che molti valori ci siano scappati di mano; attoniti veniamo smentiti sull'aver raggiunto il fondo del barile, invece ancora più profondo, apparentemente senza fine.

La tragedia delle due sorelle pone degli interrogativi sociali sbugiardanti le attuali regole in vigore nel rapporto genitori - figli; non sono padre e pertanto non mi permetto di dire nulla di personale in proposito. Pongo delle domande, la prima è se sia giusto filosoficamente, umanamente, socialmente che la gran parte dei minorenni abbia il lasciapassare per rientrare all'alba, a volte pure storditi. E' la modernità che lo impone? Il divertimento è questo? Sono applicate le norme che portano a chiudere gli esercizi che somministrano alcolici ai minorenni? E' chiaro ad un gestore di discoteca che se venisse accertato che nel suo locale si vendono pasticche e droghe la chiusura dell'esercizio diverrà definitiva? Ci sono adeguanti controlli in merito? Lo sballo è sinonimo di allegria? Esiste un vuoto abnorme nelle teste di molti giovanissimi? Concretamente la società civile come si adopera affinché la gioventù venga protetta dai pericoli sempre più maggiori ed infami? 

Mi fermo qui, avvolto in un dolore infame, in un senso di impotenza infinito, amareggiato oltremodo per come stiamo buttando alle ortiche le nostre perle comuni, circondati come siamo da infimi bastardi senza alcuna gloria.    

domenica 31 luglio 2022

Lotta in coda



Ridotto ad elemosinare un androne a Tabacci, a Tabacci, il nuovo partito dell’Innamorato della Poltrona si chiamerà ”Impegno Civico” e si contenderà il ruolo di fanalino di coda al Bimbominkia, al momento dato sotto la soglia Panda. Sarà una bella sfida!

Certezza



Esiste, esiste! Eccome se esiste! Grazie!

Alle origini

 


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