Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 7 ottobre 2021
D'accordissimo
mercoledì 6 ottobre 2021
Bonomi la senti questa voce?
Mi rivolgo, con sofferenza, al simbolo attuale di questo scapestrato e pericoloso capitalismo, a questo coacervo di inettitudine volgente all'ambito tenebroso della finanza, a Carlo Bonomi presidente di Confindustria, per esternargli il mio disgusto per quanto appreso dai media: la povera ragazza Luana D'Orazio, assassinata dalla manomissione dell'orditoio è morta per un 8% in più di produzione. Le chiedo, non vi fate schifo, non provate ribrezzo per le vostre battaglie onnivore tendenti a gozzovigliare sempre più sulle spalle dei più deboli?
Quando vi coricate alla sera riuscite a dormire in tranquillità? Dopo aver prorogato la produzione evitando le chiusure, vedasi Bergamo e dintorni, contribuendo a sparigliare sempre più in aere il mefitico virus bastardo, dopo aver piagnucolato e latrato ottenendo oltre 110 miliardi di sostegni, dopo aver iniziato a licenziare, a rimettere in cassa integrazione appena il lucro scendeva ulteriormente, e soprattutto: senza mai risposto alla canonica domanda "ma i 110 miliardi di evasione all'anno, da quale branchia dell'economia vengono fatti?", dopo tutto questo, non riuscite a frenare l'insana voglia dei vostri affiliati o simili, che antepongono alla salute dei lavoratori, la spietata corsa verso guadagni più corposi, a scapito della dignità oramai ricordo lontano.
Sempre pronti a batter cassa, a frignare sui costi, a delocalizzare, a imporre ritmi frenetici per una maggior produzione e mai a dimostrare di essere degli imprenditori seri, che ammetto, essere un concetto oramai destinato alla storia antica di questo triste e povero paese alla mercé di briganti.
Vergognatevi!
Degustibus
martedì 5 ottobre 2021
La Guida della comicità
La non politica vince
Testardamente continuo a credere nella buona politica, ovverosia quel mix d'impegno, d'ingegno, di scelte utili ed essenziali per il comune cammino su questo pianeta. Ammetto però che questo ideale esista oramai soltanto nell'immaginario comune delle persone per bene, dedite alla convivenza civile, sulla carta insomma. Guardando attorno con sguardo di pernice, noto infatti un imbarbarimento continuo, costante, ossessivo.
Partiamo dalla Calabria: non dovrebbe spingere ad entusiasmi l'eclatante vittoria del candidato di Farsa Italia, tutt'altro; dovrebbe generare cautela, sintomi di panico, per l'ovvio avvicinamento di molti pii devoti ad Al Tappone con la malavita organizzata, che convoglierà l'affarismo ruspante e deleterio, probabilmente, nei meandri della casa pubblica calabrese.
Altro punto dolente, la vittoria al primo colpo di Beppe Sala, leggasi infatti l'avanzare di una sinistra dedita al mix mefitico con le altre sponde, quell'accozzaglia che genererà il solito effluvio di cemento addobbato a festa, per ossequiare quel finto dogma che accosta la modernità allo scialacquio di risorse fagocitante ambiente e spazi verdi in nome appunto del progresso - tanto poi nella Milano da bere gli alberi li piantano sulle terrazze, come il bosco verticale testimonia. -
M5S: una debacle storica, un salto indietro colossale, una figura miserrima. Hanno stancato, perdendo la sana verve che li contraddistingueva dalla marmaglia appassita; si sono seduti miseramente su ciò che oramai è rimasto degli storici anatemi lanciati verso la casta, attualmente divenuti soltanto slogan patetici e borotalcati. Serve, a mio parere - quello di un ex aderente - il saluto finale agli imbolsiti e ingurgitati fetecchie alla Bibitaro, e il ritorno di cavalli di razza alla Di Battista per intenderci. Urge che Conte ridipinga la casa comune, in fretta, aprendo le porte al PD che conta, quello esclusivamente di sinistra vera, ammesso che ancora esista.
Post fascisti: stanno emergendo, come l'ascesa di Sora Cicoria testimonia. Il pericolo immane è che riescano a farsi identificare con l'idea di cambiamento, di moralità, di pulizia, di rinnovamento, che sta a loro come Merisi alla vita integerrima. La caduta del Movimento 5 Stelle agevola lo scambio d'identità, per lo sdoganamento di ciò che è ancora un partito accogliente nostalgici fascisti; in soldoni, un vero pericolo per la democrazia.
Cazzaro: è stato e rimarrà per sempre un Cazzaro con la famigerata Bestia dimezzata. E noi godiamo alla grande per questo sano ridimensionamento.
Draghi: in tanti auspicano che salga al Colle, lo stesso stesso oggetto del desiderio del Tappo erotomane. Mario tentenna perché dal suo punto di vista è molto meglio continuare a fare il premier, visto l'enorme massa di denaro in arrivo da Bruxelles. L'ascesa implicherebbe un nuovo premier: Giorgetti? Uno dei suoi scudieri?
Intanto nelle ceneri insonorizzate Pierferdinando cova, cova, cova. Franceschini e la Vien dal Mare anche loro sognano e agognano.
Per il resto è la solita monotona corsa ad accaparrarsi previlegi e prebende.