Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 25 agosto 2021
Su Charlie
Grande don Giulio....sull'Amaca!
martedì 24 agosto 2021
Addio al Tempo!
Ottimo Scanzi!
Bono Bono Bonomi!
Già la location dell'esternazione dice tutto: il conclave ciellino, ovvero come testicolare la verità in ambito mangereccio come la Compagnia delle Opere insegna da lungo tempo; ma sopra di ogni altra pusillanimità resta agghiacciante che il conducator di lor signori si permetta di blaterare ed insegnare attraverso un ragionamento spudoratamente di parte.
Nessuno si fosse alzato nella giara del cattoli-ciellinismo per domandare al sontuoso rappresentante della nobiltà industriale chi potrebbero essere, secondo lui, i maggiori evasori dell'attuale ed ignobile sistema fiscale italico. "Carletto dai, prima di proferir melense esternazioni, illuminaci: secondo te da quale spelonca della nostra vituperata economia provengono i ribaldi che non partecipano alle spese dello stato, costringendo i coglioni ai quali i balzelli si prelevano alla fonte, a pagare anche per loro? Carletto che dici se pensassimo che vi siano molti evasori tra i tuoi iscritti?"
Invece nulla di nulla. E Carletto ha spocchiosamente attaccato il decreto ancora in grembo al Dragone che punirebbe, molto borotalcamente, i nostri gran visir industriali che pur di ammassare maggiori granaglie nei loro abnormi forzieri, delocalizzerebbero la produzione in paesi canaglia, provocando licenziamenti e sciagure economiche in una moltitudine di famiglie nostrane.
Giammai ha sproloquiato Carletto! Non ci pensate neppure lontanamente ad attaccare gli eroici, secondo lui, imprenditori!
Questa è l'Italia oggi e la location ne ha perfezionato il messaggio: "noi siam noi, e voi nun siete un cazzo!"
venerdì 20 agosto 2021
Compendio illuminato
La guerra piace ai politici che non la conoscono. Che votano perché l’Italia invada l’Afghanistan, senza essere in grado di piazzare l’Afghanistan su una piantina muta del pianeta. La guerra piace a chi ha interessi economici, che se ne sta ben distante dai teatri di guerra. Chi invece la conosce si fa un’idea molto presto. Io che non sono tanto furbo ci ho messo qualche anno a capire che non importa perché c’è una guerra. Non importa se la si chiama guerra contro il terrorismo, guerra per la democrazia, per i diritti umani. Guerra per questo, per quello, per quello. Ogni guerra ha una costante: il 90% delle vittime sono civili, sono persone che non hanno mai imbracciato un fucile. Sono persone che molto spesso non sanno neanche perché gli scoppia una mina sotto i piedi o gli arriva in testa una bomba. Le guerre vengono dichiarate dai ricchi e dai potenti, che poi ci mandano a morire i figli dei poveri. Questa è la realtà.
(Gino Strada, Festa della Scienza e filosofia, 2018)

