giovedì 12 agosto 2021

Marmoreo




La mia prestanza li ha lasciati di marmo (rifugio Campo Catino - 1000 mt (27 gradi!!!))

Foto di gruppo



Milano, via Bellerio: direttivo dei seguaci dell’ampolla del dio Po. Il primo sulla destra è Durigon.

Il solito progetto



Il Toti pensiero lemme lemme entra nella normalità, senza che nessuno, o pochi, inalberino sentimenti di dignità e di gratuità della sanità pubblica. Certo, sappiamo da tempo immemore di come il privato entri nel pubblico solo per agevolare il benessere comune, la ricerca spasmodica di traguardi sociali per la collettività, come sta magnificamente facendo Pfizer nel pandemico, alla quale ogni tanto invio qualche euro per solidarizzare per la nobile causa. Yoghi dunque, partecipando col privato nella costruzione di un ospedale pubblico avvia un processo già sperimentato dal mefitico Celeste Lombardo, oggi sollazzante all’ombra dei settemila euroni che gli sganciamo mensilmente, che aprì la strada al gozzovigliare attorno al desco comune, ai signori delle cliniche private, vere idrovore del denaro di tutti noi, che porterà al solito valzer di milioni svolazzanti nelle tasche di pochi, senza alcun responsabile di sorta. Un modo perfetto, perfezionato, infallibile per inchiappettare noi allocchi sorridenti e paciosi.

Problematiche torride



Che estate tamarrica per il povero Cazzaro! Prima i pesci in faccia dragoniani sul Green Pass, poi l’amico del Papeete a cui hanno bloccato mezzo milione di euro per probabile evasione; il sindaco di Foggia, anch’egli misteriosamente adulante l’ampolla del dio Po, accusato di trescare con la mafia e il comune di conseguenza commissariato; il ciccione Duringon che propone di intitolare nuovamente il parco di Latina al fratello del Crapone Nero, levando i nomi di Falcone e Borsellino - a proposito firmate la petizione del Fatto per mandare a casa il grassone nostalgico, il quale oggi potrebbe farsi un giro a Sant’Anna di Stazzema visto che è l’anniversario dell’eccidio nazista per vedere l’effetto che fa -. Insomma un’estate molto instabile per il girovago dei consensi, pronto a dir qualsiasi cosa solo ed esclusivamente per compiacere il cosiddetto suo elettorato. Si riposi il buzzone barbuto, meditando sulla propria e costante carenza neuronale!

martedì 10 agosto 2021

L'infinita storia triste

 


Mi ero prefissato oggi di non pubblicare nulla, visto il clima vacanziero sia per lo scrivano che per i lettori. 

Ma l'ennesima tragedia sul lavoro mi obbliga ad esternare il mio disgusto per come viene gestito questo squallido assassinio sotto gli occhi di tutti.

Mi sono rotto le palle di usare i guanti di velluto cercando di dire e non dire. E allora: il solito rimbotto del Presidente Mattarella oramai è lapalissiano che nulla lasci di serio e riparatore. Scriva ufficialmente alle Camere e dica chiaramente che è giunto il momento di dire basta a questo vergognoso andazzo. 

Perché i controlli non ci sono, manca chi dovrebbe controllare, scientemente i cosiddetti ispettori vengono tenuti sotto la soglia minima per sperare che la loro azione possa servire a qualcosa; inoltre ci sono i subappalti dei subappalti dei subappalti! Via via che la catena si srotola, agli ultimi che dovranno svolgere l'attività, mancano le risorse per predisporre piani di lavoro utili ed idonei ad evitare la strage. 

Cantieri edili, fabbriche, ovunque la sicurezza viene vista come un costo da ridurre per portar più lucro a "lor ribaldi" 

Macchinari che vengono bypassati per produrre di più, Dpi che non vengono acquistati per il motivo già detto, piani di sicurezza evasi perché nemici della produzione portata all'eccesso solo ed esclusivamente per aumentare ricavi. 

I sindacati che proclamano l'oramai becero "scioperetto" che non serve ad una mazza. Le lacrime di coccodrillo ai funerali, le promesse di strette e controlli, chimere per allocchi. 

Mi sono rotto i coglioni di questa fiera del nulla, di questa giostra spietata sulle spalle dei soliti, e poveri, noti. 

Ogni giorno vengono assassinati inermi che tentano di portare il pane a casa. E questo stato colpevole, guidato da una casta inefficiente e dedita ai propri sollazzi, è responsabile in primis della strage di lavoratori. 

Ogni altra dichiarazione serve solo ad alimentare l'astio, il rancore, l'incazzatura, dei normodotati. 

Gente in piazza, presidi, blocco della produzione per giorni, se serve settimane. Occorre una seria risposta delle persone perbene, onde evitare l'ennesima e collaudata presa per il culo che ad ogni omicidio si ripercuote sulle nostre coscienze!

Basta! Basta morti sul lavoro!  

 

lunedì 9 agosto 2021

Storia triste

 

Una storia che vorrei raccontare e che nell'intimo mi porta a ringraziare il Fato per non essere caduto anch'io in questa miserrima situazione, riguarda tale Margherita Agnelli, si proprio lei, la figlia dell'Avvocato, ora signora de Pahlen, tre figli dal primo matrimonio, tra cui John attuale presidente di Stellantis, e cinque dal secondo.
Nel 2004 Margherita sottoscrive degli accordi con la madre Marella, scomparsa nel 2019, rinunciando alle quote nella società Dicembre, la società che controlla la Exor, holding dove sono custodite tutte le partecipazione societarie della "Famigliola Sabauda."
All'epoca Margherita riceve la sua parte: un miliardo e trecento milioni di euro. Quando scompare Marella riceve gli ultimi "ninnoli": la storica tenuta di Villar Perosa, una casa vicino al Quirinale, opere d'arte fra le quali Picasso, Goya, Klimt, Bacon.
Ma non gli sono bastati. Ne vorrebbe di più. Ha ricominciato la causa legale.
Vorrei precisare una cosa: non difendo gli altri componenti della famiglia, sia chiaro. Anzi, continuamente, sono orientato a pensare che nessuno sul pianeta dovrebbe detenere un'enormità di ricchezze come la famigliola in questione. Giusto realizzarsi, giusto divenir ricchi, onestamente s'intende il che è maledettamente più arduo, ma ci dovrebbe essere un limite, scolpito nella storia, invalicabile.
Detto questo mi rattrista, sconfortandomi oltremodo, che ci possa essere qualcuno sulla sfera blu che ritiene un miliardo e trecento milioni cifra non sufficiente per sbarcare il lunario.
E ringrazio l'Olimpo di non essere come Margherita.

Come no!