Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 19 febbraio 2021
E Scanzi non è da meno!
Liberamente Marco!
giovedì 18 febbraio 2021
Nell’attesa
Draghetti
Gli osanna sparsi in etere da pennivendoli ed affini, l'inchino della politica oramai alla canna del gas, le ola del mondo bonomiano, leggasi confindustria, l'enfasi irrefrenabile del mondo di frammezzo pluto-aristo-rapto-tecno-finanziario, l'eccitazione generale trasformante tanti, troppi, in draghetti, sono le conferme essenziali della luna di miele tra molti e il Profeta della BCE, per altro tutto sommato degna figura internazionale. Chi si lecca le ferite attualmente è soprattutto il M5S, convitato di pietra al banchetto già splendidamente apparecchiato per l'arrivo della Torta europea.
Come da brogliaccio quindi le mani sul tesoro sono cambiate, gli uomini dragoniani sono l'essenza delle multinazionali e di Bankitalia, il futuro dirà se le regole della convivenza civile saranno rispettate.
L'enorme differenza tra il governo Monti e quello attuale è che quest'ultimo avrà il portafoglio pregno di risorse da spendere, evitando lo sperpero. Molti draghetti cattivi sperano inoltre che la prescrizione venga nuovamente riportata alla modalità liberi tutti di infausta e puttanesca memoria.
Quanto durerà l'idillio? Se vincerà il tragico proponimento fascioleghista, con l'aggiunta dell'Imbelle di Italia (Semi) Viva, di portare al Quirinale il Pregiudicato, Dio ce ne scampi, l'appoggio entusiastico all'Era Dragoniana, cesserà entro l'inizio del semestre bianco dell'attuale Inquilino del Colle, nello specifico entro luglio 2021. Solo così infatti, dopo le elezioni e la probabile vittoria del centrodestra corroborato dal Bullo in cerca di casa, tra l'altro ansiosi di accalappiare i voti di Farsa Italia, potrebbe conformarsi una maggioranza atta a prendere la decisione mefitica suddetta. Per questo, il mondo sano, ammesso che ancora esista, dovrà evitare lo scempio costituzionale del probabile settennato del pagatore seriale di tangenti alla mafia, ovvero: la fine certa di questa già troppo bistrattata italica democrazia.
mercoledì 17 febbraio 2021
Come non essere d'accordo?
Sul sito TPI la fiammeggiante Selvaggia ci parla della polemica di molti stolti, che vergognosamente si sono scagliati contro la scienza.
Eccovi l'articolo
L’improvvisa e insopportabile campagna contro gli scienziati “gufi”
Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato su TPI il 16 Feb. 2021 alle 16:37
Tira una brutta aria per la scienza. Avevano iniziato i no-vax, dopo la fine della prima ondata, a inseguire ambulanze, a riprendere le anticamere dei pronto soccorso, a creare gruppi Telegram in cui progettare rivolte contro la dittatura sanitaria, contro gli esecutori dello sterminio di massa negli ospedali, contro i soloni della medicina. Poi i no-vax si sono fatti via via più silenziosi e il processo di delegittimazione della scienza ha cominciato ad avere interlocutori più autorevoli: la stampa e la politica.
Non so se ve ne siete accorti, ma la scienza è passata dall’essere riferimento e àncora di salvezza a qualcosa di antipatico e fastidioso. I virologi non sono più “esperti”, ma “saccenti”.
Se nella prima fase bersaglio di ironia e critiche erano stati i grandi ottimisti (da Zangrillo a Bassetti), ora tocca ai pessimisti: i meme su Crisanti, le battute sul “gufo” Galli e così via, fino alla inspiegabile campagna contro il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi. Campagna che va avanti da giorni, con toni sprezzanti e impensabili, fino a qualche mese fa.
Il tutto perché Ricciardi ha osato dire che servirebbe un “lockdown totale” e il Cts ha bocciato la riapertura degli impianti di sci. Un lockdown totale invocato anche da Galli, Pregliasco e Crisanti, tanto per citare qualche nome, e che non sarebbe certo il capriccio di qualche esperto che gode nel mettere i lucchetti ai bar.
Semplicemente, la diffusione delle varianti del virus sembra fuori controllo e, considerato che a quanto pare la variante inglese ha un tasso di mortalità molto più alto del ceppo originario, secondo Ricciardi e gli altri la chiusura totale sarebbe necessaria.
Apriti cielo. La corazzata anti-chiusure sui giornali ha ribattezzato Ricciardi “Cassandra”, ha rispolverato dei vecchi video sul suo passato da attore, ha riportato sue frasi inesatte sul virus del febbraio 2020, ha addirittura ipotizzato che questa sua “cannonata” sulle chiusure nasca da un supposto livore per non essere stato nominato ministro.
In pratica, Ricciardi vorrebbe chiudere tutti gli italiani in casa per ripicca nei confronti del governo, certo. Se gli muore il cane che fa, ci fa inoculare arsenico anziché il vaccino?
Ma l’insofferenza, nei confronti di Ricciardi, si estende anche alla politica. A parte i soliti leghisti – per cui l’idea di chiudere è impensabile (Salvini: “Non ci sta che un consulente del ministero della Salute una mattina si alzi e senza dire nulla a nessuno dica che bisogna chiudere le scuole e le aziende. Prima di terrorizzare tutti ne parli con Draghi”) – Davide Faraone di Italia Viva ha twittato: “Qualcuno comunichi a Ricciardi che siamo passati alla fase in cui si parla meno e si lavora di più”.
Quindi, per Faraone, Ricciardi deve smettere di giocare a freccette al pub. Pub che vuole pure chiudere, per giunta, ma come si permette. “Ricciardi fa piombare la grande mietitrice sul collo, in un perenne ‘ricordati che devi morire’” scrive qualcun altro, come se non fosse chiaro che nel caso qualcosa dovesse andare storto e le varianti sfuggissero da ogni controllo, la colpa, ovviamente, sarebbe di Ricciardi, del ministro Speranza e di chi “doveva proteggere il paese e invece”.
Come se non bastasse, arriva anche Matteo Bassetti che, forte delle sue previsioni azzeccatissime alla prima ondata, si lancia in nuovi suggerimenti: “Il lockdown totale non serve, bisogna tenere il virus sotto controllo e conviverci come stiamo facendo adesso, cambiando i colori a seconda della diffusione”. In pratica, siamo passati dal “bisogna precedere il virus” a “bisogna rincorrerlo con un’Ape Piaggio”.
Il ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, battezza così la sua stima per Speranza e i suoi consulenti in tema di salute: “Assurdo che un ministro decida da solo”. Ma tu pensa, in tema di salute decide il ministro della Salute.
Giovanni Toti propone che nella cabina di regia Covid entrino anche i ministri economici: “Entrino anche quei ministri che rappresentano la parte economica del paese, ovvero quelle categorie che più hanno sofferto le misure di contenimento del virus, così da poter far compenetrare le misure sanitarie con gli effetti che producono anche sul mondo dell’economia”. Dunque, la salute non è più una cosa della scienza, ma è cosa dell’economia.
Esattamente un anno fa il virus si diffondeva in Val Seriana, si decideva di non fermare le aziende in una delle zone più produttive del paese e si contavano migliaia di vittime. Commentavamo indignati quell’osceno compromesso tra economia e salute, andavamo a caccia dei cinici che avevano deciso di non chiudere le aziende, ci sono indagini ancora in corso per accertare le responsabilità e oggi, quel compromesso odioso, lo si rivendica. A gran voce per giunta, e senza che nessuno si scandalizzi.
Del resto, non guardiamo neanche più i bollettini dei morti, siamo assuefatti. Quello che però sembra sfuggire alla politica e alla stampa che percula “i pessimisti” è che non dobbiamo perdere di vista un tema fondamentale: arginare le varianti vuol dire mettersi in condizione di continuare a vaccinare.
Se la pressione sulla sanità tornerà quella pesante della prima ondata, tutto il personale ospedaliero e i medici di base che devono vaccinare non potranno più farlo. Tutto verrà nuovamente inghiottito dall’emergenza, entreremo in un vortice di inefficienza che posticiperà le vaccinazioni e la ripresa per tutti, dunque anche per l’economia.
Volete le piste da sci piene e la moglie ubriaca, ma non si può. E dirò di più: andrebbe ricordato ogni tanto che Cassandra, alla fine, aveva ragione. Speriamo che la variante muti anche la mitologia greca, ma per ora – forse – meglio darle ascolto.

