mercoledì 3 febbraio 2021

Nel sospetto

Solo la Storia confermerà il Sospetto dell'avvenuta sparigliata per mano babbanica del Bullo, solo la Storia spiegherà un giorno ciò che il Sospetto invoglia a credere, ossia un Piano Destabilizzante atto a bloccare le pericolose derive, così le vedono nel Club degli Inamovibili, quali sono ai loro languidi occhi il prolungamento di Madonna Prescrizione che tanto ha sparso "bene" e impunità nei meandri di Lorsignori, basti pensare al rapporto di colletti bianchi carcerati tra noi e la Germania (andate a cercarlo perché se no sembra che vi racconti una frottola), per poi passare alla distribuzione delle fette di Torta Europea equanimemente (giammai! dio non voglia! par di sentire nelle loro dorate magioni), alla gestione della Sanità pubblica tanto deturpata dai governi precedenti compreso quello del Bullo, fino ad arrivare alla distribuzione dei boiardi nelle società a partecipazione statale.

I Carlobonomi in apprensione dovevano cercare l'Araldo, il Condottiero, l'Artefice in grado di distruggere tutto quanto, grazie al mostruoso pelo sullo stomaco da sempre posseduto, che lo trascina a compiere nefandezze infischiandosene di morti e terapie intensive. E l'hanno trovato in quel pusillanime infingardo privo di dignità e rettitudine. Per lui è stato un gioco da ragazzi distruggere una vaghissima idea di socialismo, abituato com'è da oltre dieci anni a frantumare non solo i coglioni, no, pure e soprattutto qualsiasi tesoro conquistato con lotte sociali che storicamente sono state acquisite a prezzo di grandi sofferenze dagli Antichi Padri. Per questo Folletto del Nulla, diretto e movimentato come un burattino dal proprio smargiasso Ego, sminuzzare il lavoro di altri, anche per invidia ed accidia, è bere un bicchier d'acqua. Ed ha compiuto il presunto incarico. Quale sarà la ricompensa? Chi gli ritornerà un pezzo di agognato potere? Come lo pagheranno? 

Probabilmente il governo Draghi vivrà qualche mesata, non di più, solo per lavare le coscienze intrise di fascismo dei tanti orchi gracchianti. Dopodiché il Bulletto trasmigrerà verso le stanche braccia dello Zio Pregiudicato che non vede l'ora d'intravedere la continuazione della propria azienda politica che molti chiamano Forza It... no, non ce la faccio a dirlo, pardon!, a cui dedicherà del tempo anche il Verdini suocero del Cazzaro, attualmente ai domiciliari per bancarotta e proprio per questo in auge nel cuore del Puttaniere. L'unico ostacolo per questa reunion è costituita, pensate un po', da Sora Cicoria che continua a vedere nel Bischero, un bischero. Ma la smania di potere potrebbe addolcire la signora in nero, non dovrebbe essere un problema convincerla! Concludendo e probabilmente potremmo vivere l'ultimo anno di questa legislatura con il Cazzaro Premier, Sora Cicoria agli Interni, il Bomba agli Esteri e perché no? L'Erotomane al Quirinale! Se ci fosse in giro un asteroide di quelli buoni, lo inviterei volentieri per bloccare tale scenario! Ma non essendoci non resterà che assistere a tale scempio, gli effetti saranno gli stessi: tra l'asteroide e quella squadra infatti non noto nessuna differenza. 

Sursum corda!

Pensierino

 E' stata tanta la gioia di non ritrovarsi tra i ministeri "Ella" con la sua mnemonica cadenza, che di primo acchito ho esultato per l'arrivo di Draghi, tutto sommato una persona per bene ma, inviato, e questo occorre sottolinearlo, di quel mondo che, sbavante, vuol mettere le mani sopra la Torta europea. Probabilmente Draghi opererà per il bene di tutti, sperando che tutti non siano solo loro. Ad ogni modo la priorità è dirimere e affrontare la pandemia, ogni altro discorso e progetto dovrebbe ragionevolmente decadere. C'è da preparare il piano per il Recovery, da combattere inoculando i ristori a chi è fermo da troppo tempo, da decidere al fine di depotenziare il sempre minaccioso virus. Sullo sfondo resta la sfrontatezza di tutti coloro che se ne sono infischiati dei morti, dei ricoverati, delle cruente sofferenze di molti connazionali. E il principale colpevole è sempre lui, che probabilmente starà già macchinando l'avvicinamento alla mefitica corazzata del Cazzaro, sostanzialmente perché nelle lande a lui abituali, per molto tempo, farebbe bene a transitarvi accuratamente mascherato. Per il bene suo e dei suoi Panda.

Travaglio


Un no gentile ma netto

di Marco Travaglio

Non è vero che l’esplorazione di Fico sia stata totalmente inutile. Non ci ha ridato un governo, ma almeno ha spiegato fino in fondo a chi ancora avesse dubbi cosa c’era dietro la crisi più demenziale e delinquenziale del mondo scatenata da Demolition Man: al netto delle ragioni psicopolitiche, dall’invidia per la popolarità di Conte alla frustrazione per l’unanime discredito che lo precede su scala mondiale (Arabia Saudita esclusa), ci sono l’inestinguibile bulimia di potere, l’acquolina in bocca per i 209 miliardi in arrivo, la fame atavica di poltrone del Giglio Magico e la congenita allergia per una giustizia efficiente e uguale per tutti. Mentre a favore di telecamere andava in scena lo spettacolo dei tavoli tematici – una farsa dove Iv chiedeva di tutto e di più, forse anche Nizza e Savoia e l’Alsazia-Lorena, e i 5Stelle aprivano financo al “lodo Orlando” per rivedere la blocca-prescrizione se entro sei mesi non fosse passata la legge Bonafede accelera-processi – dietro le quinte si discuteva della ciccia: le famigerate “poltrone”. Mister Due per Cento vi è talmente allergico che voleva passare da due a tre o quattro. Possibilmente anche per la solita Boschi, possibilmente alle Infrastrutture per perpetuare e anzi ingigantire la tradizione dei conflitti d’interessi (Maria Etruria è indagata con l’Innominabile per finanziamenti illeciti, anche da Toto, concessionario autostradale di cui sarebbe diventata il concessore).

Che fosse tutta una questione di poltrone era chiaro fin dall’inizio a tutti, fuorché alle civette sul comò dei talk pomeridiani, che ogni giorno si arrampicano sugli specchi per dar la colpa ora a Conte, ora ai 5Stelle, ora al Pd, ora a fantomatiche “crisi di sistema” pur di proteggere il loro beniamino nell’unico luogo in cui ancora lo prendono sul serio: certi studi televisivi. Il bello è che il noto frequentatore di se stesso, oltreché ai ministri suoi, pretendeva pure di scegliere quelli altrui. Cominciando, indovinate un po’, da Bonafede, Azzolina, Gualtieri e Arcuri, per mettere le mani su Giustizia, Tesoro, Scuola e acquisti anti-Covid. Mentre le civette ancora gli guardavano le spalle, il Tafazzi di Rignano confessava tutto ai suoi (e all’Ansa): “Crimi non cede su nessun nome”. E meno male che non era una faccenda di poltrone. Ora, perché le cose non finiscano male con governissimi o altri orrori, basta che M5S, Pd e LeU siano coerenti e dicano un garbato ma fermo no all’ammucchiata del Colle e di Draghi, per salvare l’unica coalizione che può competere con queste destre: la via maestra è il rinvio di Conte alle Camere; e, in caso di sfiducia, il voto al più presto possibile. Di regali a Salvini & C. ne ha già fatti troppi il loro cavallo di Troia.

martedì 2 febbraio 2021

Riepilogo



Ecco dunque il motivo per cui il Saltimbanco ha nuovamente sparigliato le carte, fregandosene di pandemia e morti! E fuori, come da copione tipico di un circense, si è sciacquato la bocca con alti discorsi morali di ‘sta ceppa! Gli auguro una sana, agognata da molti, estinzione politica! Pagliaccio!

I giudizi di una cantante

 Ascolto Radio Capital quando vado al lavoro, e oggi mi sono imbattuto in una severa critica dell'assessore all'istruzione della Regione Veneto, in merito ai famigerati banchi con le ruote. Ineccepibile sotto certi aspetti la critica, anch'io credo che l'acquisto di codesti semoventi sia stata una sonora stronzata. Ma l'assessore è andata giù pesantemente, facendo sorgere il sospetto che vi sia intrinsecamente una ragione politica nazionale. Elena Donazzan è il suo nome e devo dire che ho ascoltato con attenzione le sue sonore critiche, fino a quando l'intervistatore le ha rivolto la domanda svelante l'arcano: "E' pentita di aver cantato Faccetta Nera?"

Cribbio, anzi: cazzo! E' lei la sciagurata e gracchiante cornacchia che cantò la fetida canzoncina fascista! Cribbio, anzi: cazzo! Ed è ancora a dirigere l'istruzione veneta, porcaccia di una miseriaccia nera come quella canzonaccia fascista? Zaia l'ha lasciata nel suo ruolo? E questa fascista pentita, si sa che i fascisti fingono sempre di pentirsi essendo conigli, come s'azzarda a criticare i banchi con le rotelle, una cazzata ripeto, dal basso del letamaio da lei rinvangato? 

La cantò in quella orribile trasmissione radiofonica che anch'io una volta ascoltavo, la Zanzara, retta da quel Cruciani che non vorrei mai incontrare durante un viaggio per una serie interminabile di ragioni. La cantò e fu solo redarguita dallo Zaia di tutti loro, senza venir degradata sul campo, come generalmente si confà coi fascisti. 

Mi chiedo: abbiamo un assessore all'istruzione palesemente fascista e ci facciamo stordire dalle sue polemiche sugli oramai famigerati banchi a rotelle senza proferir alcun commento in merito del tipo "taci fascista!"? 

Mi ero messo a dieta al riguardo, riproponendomi di ridurne la quantità; ma come faccio a non mandare a fare in culo la cornacchia nera canterina? Ditemi come potrei tacere? Probabilmente solo col collutorio di ricino molto in voga presso la lettiera di casa comune alla Donazzan che, ripeto, è assessore all'Istruzione alla regione Veneto! Ma vaffanculo! (repetita iuvant. Ehhh se iuvant!)   

Polluzione virale




Risposta Travagliata

 

E questa è la risposta di Travaglio a Padellaro


Sì, ma è ancora lunga


di Marco Travaglio

Caro Antonio, io mi fido meno di te. Partito in tromba per far fuori Conte, bombardare la coalizione giallorosa, spaccare 5Stelle e Pd, dirottare dove sa lui i 209 miliardi del Recovery, il tutto per nobili ragioni ideali e non certo per vili poltrone, lo statista di Rignano è lì che traffica per sistemare la Boschi. E ogni cinque minuti alza la posta: via Bonafede, Gualtieri, Arcuri, Tridico, Parisi, Benassi, via la blocca-prescrizione, dentro il Mes e la Bicamerale sul Recovery, e magari anche una fettina di culo disossata. 
Anche se e quando votasse la fiducia al Conte-ter, continuerebbe a fare l’unica cosa che sa fare quando non comanda lui: rompere. Quindi sì: le elezioni sono la soluzione migliore. Anche perché ci libererebbero per sempre di lui. E il trionfo del centrodestra non è più così scontato ed è assai probabile che, se Demolition Man continua a fare il suo unico mestiere, si scivoli verso le urne più facilmente di quanto si immagini. Tutte le chiacchiere e i fiumi di inchiostro sui governi Draghi, Cottarelli, Cartabia, Severino, Giovannini, Panetta, Fico, Di Maio, Patuanelli, Franceschini sono sprecati: la scelta del premier spetta al partito di maggioranza relativa, cioè ai 5Stelle, che l’han detto e ripetuto: “O Conte o andiamo all’opposizione”.

Anche i governi istituzionali, tecnici, di larghe intese, di scopo e di scopone scientifico sono fantascienza, salvo che M5S e Pd non stiano raccontando balle. I 5Stelle, se perdono Conte, non appoggiano nessun altro, la Meloni non li lascia certo da soli all’opposizione e a quel punto Salvini ha grossi problemi a ritrovarsi la rivale che gli punta il fucile carico. Così le intese si fanno ristrettissime, perché restano FI, Pd e la Lega di Giorgetti, sempreché i dem facciano ciò che negano di voler fare: sommare i propri voti a quelli sovranisti. In ogni caso i numeri non bastano. Ed eccoci alla terza e ultima opzione possibile. Che purtroppo non sono le elezioni subito, cioè a marzo, come sarebbe naturale in tempi normali. Ma a maggio/giugno, quando si spera che finirà la nuova ondata pandemica.Più in là non si può andare perché a luglio scatta il semestre bianco. Quindi, senza maggioranza, Mattarella varerebbe un governo a tempo, di tipo tecnico-elettorale, anche di minoranza o “delle astensioni”, affidato a un personaggio super partes. 
E a fine aprile scioglierebbe le Camere. Prima, però, può rinviare il Conte-2 al Parlamento che – non dimentichiamolo – nell’ultimo voto di fiducia gliene aveva tributata una assoluta alla Camera e una relativa al Senato. Lì il Conte-2 aveva ottenuto 156 voti (più quello virtuale di un grillino malato di Covid e momentaneamente assente): tanti quanti ne avrebbe avuti l’opposizione se Iv avesse votato la sfiducia, come voleva l’Innominabile, poi dissuaso da molti dei suoi che oltre l’astensione non sarebbero andati e a quel punto avrebbero optato per la fiducia, regalando a Conte la maggioranza assoluta. Scena difficilmente ripetibile dopo l’ennesima rottura causata dal tappetino di Bin Salman: l’ultima, quella decisiva per portarci alle urne. 

A quel punto Iv potrebbe davvero spaccarsi, tra le evebraun renziane pronte a seguire il capo nel bunker perinde ac cadaver e gli italomorenti intenzionati a restare vivi. E il governo potrebbe persino ottenere la fiducia e andare avanti senza quel famoso gatto appeso ai maroni con uno che gli tira la coda da dietro. Insomma, la scelta fra Conte-ter ed elezioni non è immediata: passeranno purtroppo altri giorni, che sono esiziali per l’Italia, ma non per un leader totalmente irresponsabile.Se invece, dopo i fuochi d’artificio delle ultime ore, costui scendesse a più miti consigli ricordandosi del suo 2% e accontentandosi di qualche poltrona in più, Conte avrebbe il dovere di provarci. Per tre ragioni. 
1) Guidarci in questi mesi cruciali per il Recovery Plan, la guerra dei vaccini, i ristori alle categorie penalizzate dalle chiusure e la lotta alla pandemia (dovrebbe concentrarsi solo su queste urgenze, lasciando al dopoguerra tutti i temi “divisivi”). 2) Non prendersi la colpa di una crisi voluta da quell’altro. 
3) Salvare la coalizione 5Stelle-centrosinistra che, col valore aggiunto di Conte alla guida, potrebbe giocarsi la partita con Salvini con qualche chance di vittoria. Sempreché, naturalmente, Conte, 5Stelle, Pd, LeU ed Europeisti ritengano possibile andare avanti senza pagare un pizzo inaccettabile (tanto per essere chiari: Bonafede e le sue riforme non si toccano). Certo, l’eventuale Conte-3 partirebbe più debole del 2. Ma anche l’Innominabile perché, se tornasse a ricattare, a tradire gli impegni (stavolta scritti) e a far saltare il tavolo, anche le evebraun italomorenti potrebbero decidersi a mollarlo. O sedarlo e spedirlo in Arabia Saudita in una valigia. Sola andata.