mercoledì 3 febbraio 2021

Pensierino

 E' stata tanta la gioia di non ritrovarsi tra i ministeri "Ella" con la sua mnemonica cadenza, che di primo acchito ho esultato per l'arrivo di Draghi, tutto sommato una persona per bene ma, inviato, e questo occorre sottolinearlo, di quel mondo che, sbavante, vuol mettere le mani sopra la Torta europea. Probabilmente Draghi opererà per il bene di tutti, sperando che tutti non siano solo loro. Ad ogni modo la priorità è dirimere e affrontare la pandemia, ogni altro discorso e progetto dovrebbe ragionevolmente decadere. C'è da preparare il piano per il Recovery, da combattere inoculando i ristori a chi è fermo da troppo tempo, da decidere al fine di depotenziare il sempre minaccioso virus. Sullo sfondo resta la sfrontatezza di tutti coloro che se ne sono infischiati dei morti, dei ricoverati, delle cruente sofferenze di molti connazionali. E il principale colpevole è sempre lui, che probabilmente starà già macchinando l'avvicinamento alla mefitica corazzata del Cazzaro, sostanzialmente perché nelle lande a lui abituali, per molto tempo, farebbe bene a transitarvi accuratamente mascherato. Per il bene suo e dei suoi Panda.

Travaglio


Un no gentile ma netto

di Marco Travaglio

Non è vero che l’esplorazione di Fico sia stata totalmente inutile. Non ci ha ridato un governo, ma almeno ha spiegato fino in fondo a chi ancora avesse dubbi cosa c’era dietro la crisi più demenziale e delinquenziale del mondo scatenata da Demolition Man: al netto delle ragioni psicopolitiche, dall’invidia per la popolarità di Conte alla frustrazione per l’unanime discredito che lo precede su scala mondiale (Arabia Saudita esclusa), ci sono l’inestinguibile bulimia di potere, l’acquolina in bocca per i 209 miliardi in arrivo, la fame atavica di poltrone del Giglio Magico e la congenita allergia per una giustizia efficiente e uguale per tutti. Mentre a favore di telecamere andava in scena lo spettacolo dei tavoli tematici – una farsa dove Iv chiedeva di tutto e di più, forse anche Nizza e Savoia e l’Alsazia-Lorena, e i 5Stelle aprivano financo al “lodo Orlando” per rivedere la blocca-prescrizione se entro sei mesi non fosse passata la legge Bonafede accelera-processi – dietro le quinte si discuteva della ciccia: le famigerate “poltrone”. Mister Due per Cento vi è talmente allergico che voleva passare da due a tre o quattro. Possibilmente anche per la solita Boschi, possibilmente alle Infrastrutture per perpetuare e anzi ingigantire la tradizione dei conflitti d’interessi (Maria Etruria è indagata con l’Innominabile per finanziamenti illeciti, anche da Toto, concessionario autostradale di cui sarebbe diventata il concessore).

Che fosse tutta una questione di poltrone era chiaro fin dall’inizio a tutti, fuorché alle civette sul comò dei talk pomeridiani, che ogni giorno si arrampicano sugli specchi per dar la colpa ora a Conte, ora ai 5Stelle, ora al Pd, ora a fantomatiche “crisi di sistema” pur di proteggere il loro beniamino nell’unico luogo in cui ancora lo prendono sul serio: certi studi televisivi. Il bello è che il noto frequentatore di se stesso, oltreché ai ministri suoi, pretendeva pure di scegliere quelli altrui. Cominciando, indovinate un po’, da Bonafede, Azzolina, Gualtieri e Arcuri, per mettere le mani su Giustizia, Tesoro, Scuola e acquisti anti-Covid. Mentre le civette ancora gli guardavano le spalle, il Tafazzi di Rignano confessava tutto ai suoi (e all’Ansa): “Crimi non cede su nessun nome”. E meno male che non era una faccenda di poltrone. Ora, perché le cose non finiscano male con governissimi o altri orrori, basta che M5S, Pd e LeU siano coerenti e dicano un garbato ma fermo no all’ammucchiata del Colle e di Draghi, per salvare l’unica coalizione che può competere con queste destre: la via maestra è il rinvio di Conte alle Camere; e, in caso di sfiducia, il voto al più presto possibile. Di regali a Salvini & C. ne ha già fatti troppi il loro cavallo di Troia.

martedì 2 febbraio 2021

Riepilogo



Ecco dunque il motivo per cui il Saltimbanco ha nuovamente sparigliato le carte, fregandosene di pandemia e morti! E fuori, come da copione tipico di un circense, si è sciacquato la bocca con alti discorsi morali di ‘sta ceppa! Gli auguro una sana, agognata da molti, estinzione politica! Pagliaccio!

I giudizi di una cantante

 Ascolto Radio Capital quando vado al lavoro, e oggi mi sono imbattuto in una severa critica dell'assessore all'istruzione della Regione Veneto, in merito ai famigerati banchi con le ruote. Ineccepibile sotto certi aspetti la critica, anch'io credo che l'acquisto di codesti semoventi sia stata una sonora stronzata. Ma l'assessore è andata giù pesantemente, facendo sorgere il sospetto che vi sia intrinsecamente una ragione politica nazionale. Elena Donazzan è il suo nome e devo dire che ho ascoltato con attenzione le sue sonore critiche, fino a quando l'intervistatore le ha rivolto la domanda svelante l'arcano: "E' pentita di aver cantato Faccetta Nera?"

Cribbio, anzi: cazzo! E' lei la sciagurata e gracchiante cornacchia che cantò la fetida canzoncina fascista! Cribbio, anzi: cazzo! Ed è ancora a dirigere l'istruzione veneta, porcaccia di una miseriaccia nera come quella canzonaccia fascista? Zaia l'ha lasciata nel suo ruolo? E questa fascista pentita, si sa che i fascisti fingono sempre di pentirsi essendo conigli, come s'azzarda a criticare i banchi con le rotelle, una cazzata ripeto, dal basso del letamaio da lei rinvangato? 

La cantò in quella orribile trasmissione radiofonica che anch'io una volta ascoltavo, la Zanzara, retta da quel Cruciani che non vorrei mai incontrare durante un viaggio per una serie interminabile di ragioni. La cantò e fu solo redarguita dallo Zaia di tutti loro, senza venir degradata sul campo, come generalmente si confà coi fascisti. 

Mi chiedo: abbiamo un assessore all'istruzione palesemente fascista e ci facciamo stordire dalle sue polemiche sugli oramai famigerati banchi a rotelle senza proferir alcun commento in merito del tipo "taci fascista!"? 

Mi ero messo a dieta al riguardo, riproponendomi di ridurne la quantità; ma come faccio a non mandare a fare in culo la cornacchia nera canterina? Ditemi come potrei tacere? Probabilmente solo col collutorio di ricino molto in voga presso la lettiera di casa comune alla Donazzan che, ripeto, è assessore all'Istruzione alla regione Veneto! Ma vaffanculo! (repetita iuvant. Ehhh se iuvant!)   

Polluzione virale




Risposta Travagliata

 

E questa è la risposta di Travaglio a Padellaro


Sì, ma è ancora lunga


di Marco Travaglio

Caro Antonio, io mi fido meno di te. Partito in tromba per far fuori Conte, bombardare la coalizione giallorosa, spaccare 5Stelle e Pd, dirottare dove sa lui i 209 miliardi del Recovery, il tutto per nobili ragioni ideali e non certo per vili poltrone, lo statista di Rignano è lì che traffica per sistemare la Boschi. E ogni cinque minuti alza la posta: via Bonafede, Gualtieri, Arcuri, Tridico, Parisi, Benassi, via la blocca-prescrizione, dentro il Mes e la Bicamerale sul Recovery, e magari anche una fettina di culo disossata. 
Anche se e quando votasse la fiducia al Conte-ter, continuerebbe a fare l’unica cosa che sa fare quando non comanda lui: rompere. Quindi sì: le elezioni sono la soluzione migliore. Anche perché ci libererebbero per sempre di lui. E il trionfo del centrodestra non è più così scontato ed è assai probabile che, se Demolition Man continua a fare il suo unico mestiere, si scivoli verso le urne più facilmente di quanto si immagini. Tutte le chiacchiere e i fiumi di inchiostro sui governi Draghi, Cottarelli, Cartabia, Severino, Giovannini, Panetta, Fico, Di Maio, Patuanelli, Franceschini sono sprecati: la scelta del premier spetta al partito di maggioranza relativa, cioè ai 5Stelle, che l’han detto e ripetuto: “O Conte o andiamo all’opposizione”.

Anche i governi istituzionali, tecnici, di larghe intese, di scopo e di scopone scientifico sono fantascienza, salvo che M5S e Pd non stiano raccontando balle. I 5Stelle, se perdono Conte, non appoggiano nessun altro, la Meloni non li lascia certo da soli all’opposizione e a quel punto Salvini ha grossi problemi a ritrovarsi la rivale che gli punta il fucile carico. Così le intese si fanno ristrettissime, perché restano FI, Pd e la Lega di Giorgetti, sempreché i dem facciano ciò che negano di voler fare: sommare i propri voti a quelli sovranisti. In ogni caso i numeri non bastano. Ed eccoci alla terza e ultima opzione possibile. Che purtroppo non sono le elezioni subito, cioè a marzo, come sarebbe naturale in tempi normali. Ma a maggio/giugno, quando si spera che finirà la nuova ondata pandemica.Più in là non si può andare perché a luglio scatta il semestre bianco. Quindi, senza maggioranza, Mattarella varerebbe un governo a tempo, di tipo tecnico-elettorale, anche di minoranza o “delle astensioni”, affidato a un personaggio super partes. 
E a fine aprile scioglierebbe le Camere. Prima, però, può rinviare il Conte-2 al Parlamento che – non dimentichiamolo – nell’ultimo voto di fiducia gliene aveva tributata una assoluta alla Camera e una relativa al Senato. Lì il Conte-2 aveva ottenuto 156 voti (più quello virtuale di un grillino malato di Covid e momentaneamente assente): tanti quanti ne avrebbe avuti l’opposizione se Iv avesse votato la sfiducia, come voleva l’Innominabile, poi dissuaso da molti dei suoi che oltre l’astensione non sarebbero andati e a quel punto avrebbero optato per la fiducia, regalando a Conte la maggioranza assoluta. Scena difficilmente ripetibile dopo l’ennesima rottura causata dal tappetino di Bin Salman: l’ultima, quella decisiva per portarci alle urne. 

A quel punto Iv potrebbe davvero spaccarsi, tra le evebraun renziane pronte a seguire il capo nel bunker perinde ac cadaver e gli italomorenti intenzionati a restare vivi. E il governo potrebbe persino ottenere la fiducia e andare avanti senza quel famoso gatto appeso ai maroni con uno che gli tira la coda da dietro. Insomma, la scelta fra Conte-ter ed elezioni non è immediata: passeranno purtroppo altri giorni, che sono esiziali per l’Italia, ma non per un leader totalmente irresponsabile.Se invece, dopo i fuochi d’artificio delle ultime ore, costui scendesse a più miti consigli ricordandosi del suo 2% e accontentandosi di qualche poltrona in più, Conte avrebbe il dovere di provarci. Per tre ragioni. 
1) Guidarci in questi mesi cruciali per il Recovery Plan, la guerra dei vaccini, i ristori alle categorie penalizzate dalle chiusure e la lotta alla pandemia (dovrebbe concentrarsi solo su queste urgenze, lasciando al dopoguerra tutti i temi “divisivi”). 2) Non prendersi la colpa di una crisi voluta da quell’altro. 
3) Salvare la coalizione 5Stelle-centrosinistra che, col valore aggiunto di Conte alla guida, potrebbe giocarsi la partita con Salvini con qualche chance di vittoria. Sempreché, naturalmente, Conte, 5Stelle, Pd, LeU ed Europeisti ritengano possibile andare avanti senza pagare un pizzo inaccettabile (tanto per essere chiari: Bonafede e le sue riforme non si toccano). Certo, l’eventuale Conte-3 partirebbe più debole del 2. Ma anche l’Innominabile perché, se tornasse a ricattare, a tradire gli impegni (stavolta scritti) e a far saltare il tavolo, anche le evebraun italomorenti potrebbero decidersi a mollarlo. O sedarlo e spedirlo in Arabia Saudita in una valigia. Sola andata.

StokkonAntonio!

 

Lettera di Antonio Padellaro al Direttore Marco Travaglio.
Demolition Man fa trappoloni: non è meglio andare alle urne?
Dubbi - Pd, 5S e il suk arabo del fan di Bin Salman
di Antonio Padellaro
Caro Marco, non so tu ma io non mi fido per niente. Perché nessuno mi toglie dalla testa che il percorso a ostacoli imposto da Demolition Man è stato studiato per esigere, giunti all’ultima curva, la non riconferma di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.Perché quando Matteo Renzi avrà concordato con il resto della coalizione il famoso cronoprogramma – con l’avvicendamento di tre o quattro ministri a lui sgraditi, a cominciare da Alfonso Bonafede alla Giustizia – egli con l’abituale gioco delle tre carte, ora perfezionato in qualche suk arabo, proverà a intortare gli astanti. È un trappolone abbastanza prevedibile, e mi sembra già di sentirlo mentre confeziona il pacco con l’inconfondibile stile arabo-rignanese: signori miei, visto che siamo d’accordo per arrivare insieme fino al termine della legislatura, e insieme eleggere anche il capo dello Stato, suvvia vogliamo paralizzare il Paese su Conte, come se non ci fossero personalità all’altezza in grado di guidare il governo? Se non l’ha già fatto potrebbe giocare la carta dell’esploratore Roberto Fico (visto che sta già lì) senza contare Draghi, Panetta, Cartabia, Cottarelli, e chi più ne ha più ne metta. 

Spero naturalmente di sbagliare, ma penso che fidarsi del campione del mondo dell’inaffidabilità sarebbe un po’ come nominare presidente di Amnesty lo sceicco Bin Salman.Perciò mi chiedo e ti chiedo: prima di finire mani e piedi impigliati nella rete renziana, non sarebbe preferibile dargli un taglio e procedere speditamente verso le elezioni? Conosco la prima obiezione: però, fissarsi sul Conte-ter non è la stessa modalità ricattatoria, sia pure di segno opposto, rimproverata a Renzi? No, perché se l’avvocato pugliese si trova saldamente in vetta alle classifiche di popolarità in Italia e in Europa, significa che la sua capacità di governo nel corso di un periodo tra i più drammatici della storia italiana viene largamente apprezzata. Senza contare che tre partiti su quattro della coalizione uscente lo hanno ricandidato senza se e senza ma. Quindi, piegarsi ai diktat del “politico più impopolare che vuole cacciare il politico più popolare” (Massimo D’Alema), quel tizio che si diverte a taglieggiare i governi dall’alto del 3% dei consensi, non sarebbe sommamente indecente?Poi c’è l’argomento che soprattutto nel Pd si considera decisivo: che se si va al voto possiamo trovarci Matteo Salvini a Palazzo Chigi, e Silvio Berlusconi al Quirinale. Ne siamo proprio sicuri? Secondo il sondaggio Ipsos pubblicato domenica dal Fatto la somma di Lega, FdI e Forza Italia fa 46,2%. Mentre M5S, Pd e Sinistra Italiana raggiungono insieme il 40,3%. Se ai due partiti virtuali, Italia Viva e Azione di Carlo Calenda, aggiungiamo Più Europa abbiamo un 8% circa di elettorato certamente non sovranista e neppure antieuropeo. 
In una campagna elettorale fortemente polarizzata sulla gestione dei 209 miliardi di fondi europei (ottenuti grazie al negoziato condotto da Conte) siamo così convinti che gli elettori tutti quei soldi li lascerebbero nelle mani di chi li considera sterco del diavolo, o quasi? Ok, insiste il partito del male minore, ma davanti al rischio che il destra-centro conquisti l’intero piatto elettorale non sarebbe meglio ingurgitare l’amaro fiele renziano piuttosto che mettersi nelle mani degli amici di Trump e di Putin?Controdomanda: quindi proprio noi che esaltiamo ogni giorno la Costituzione più bella del mondo dovremmo metterci di traverso per impedire l’attuazione dell’articolo 1 e del principio che la sovranità appartiene al popolo? E ciò perché temiamo che all’apertura delle urne vincano gli altri (oppure perché i mercati la prenderebbero male)? E se pure vincessero gli altri (e non è detto) la sconfitta del centrosinistra (o di ciò che ne ha le parvenze) non potrebbe essere l’occasione per riflettere sugli errori commessi? E stando all’opposizione, perché non cercare di costruire la futura maggioranza su basi più solide? Non si chiama democrazia? E non potrebbe anche essere la buona volta che ci togliamo dalle scatole quel signore lì?Dimenticavo lo strombazzato “governo dei migliori”. A parte che non si capisce come verrebbero scelti questi supposti “migliori” (per concorso o a cura delle note confraternite?) penso che abbia ragione Paolo Mieli quando giudica il governo istituzionale una finta soluzione, o nel migliore dei casi un ponte per arrivare al voto di giugno. In conclusione, se Renzi alzando ogni giorno il prezzo del ricatto alla fine costringesse Conte a farsi da parte, spero vivamente che Pd e 5Stelle mantengano l’impegno preso di chiudere questo teatro dell’assurdo e di dedicarsi alla campagna elettorale. Sinceramente, Marco, sto forse vaneggiando?