domenica 31 gennaio 2021

Artiglieria Selvaggia



di Selvaggia Lucarelli 

In questa risposta di Matteo Renzi sulla questione Arabia Saudita c’è tutto Matteo Renzi. Il suo ego, la sua boria, la sua spregiudicatezza.  Analizziamola. 
Parte dicendo che lui fa tante conferenze anche in altri paesi e le fa perché lui è figo e autorevole, non è che siano tutti così fighi e autorevoli come lui. 

Poi pensate, ci racconta che con i guadagni da conferenziere paga centinaia di migliaia di euro di tasse. Ma tu guarda. Un fatto inedito. Un uomo ricco che paga molte tasse. Quindi il sottotesto è: mica vado per arricchirmi io, vado per pagare gli ospedali in cui vi curate. 

Poi, siccome non è mica ossessionato da Conte, no, si dice certo che quello del conferenziere è anche il destino di Giuseppe Conte. Come se il problema fossero le conferenze e non dove, con chi e COME, ovvero complimenti e i tappeti rossi a che fa tagliare con una motosega un giornalista avverso al regime. 

E poi LA VERA PERLA, quella su cui deve aver meditato da giorni. Cosa posso dire di buono dell’Arabia Saudita? Che c’è sempre il sole? Che c’ho comprato un tappeto per il salotto bellissimo? Che ti puoi rotolare giù dalle dune? No, gli esce questo: “IL REGIME SAUDITA È UN BALUARDO CONTRO L’ESTREMISMO ISLAMICO. È grazie all’Arabia Saudita che il mondo islamico non è dominato dagli estremismi”. 

In effetti Osama Bin Laden era di Alghero, mica è nato e cresciuto in Arabia Saudita, dunque aderente al wahhabismo, una delle forme più rigide dell’Islam. Mica 13 degli attentatori dell’11 settembre erano sauditi. E, soprattutto, va ricordato a Matteo Renzi, che non solo l’Arabia Saudita finanzia gruppi estremisti in mezzo mondo, ma non può combattere alcun estremismo, perché l’estremismo quel paese lo pratica, lo promuove, ne è il baluardo. E il baluardo più pericoloso, perché supportato da un enorme potere economico e dunque politico. 

Ma soprattutto, il furbetto di Rignano, dovrebbe ricordare che l’Arabia Saudita combatte sì, il terrosimo, con l’unico problemino che per il governo “terroristi” sono anche coloro che manifestano pacificamente per i loro diritti, i giornalisti non inginocchiati, le attiviste donne molte delle quali condannate dalla corte anti-terrorismo al carcere per poi essere sottoposte ad elettroshock, frustate e violenze sessuali. 

E no, questi temi non sono pretesti per attaccarti, caro Matteo Renzi, come affermi alla fine della rispostina alla domandina della giornalista che non replica nulla alle tue affermazioni gravissime. Sono sostanza. E quel tuo conclusivo “ora occupiamoci di vaccini, poi risponderemo puntigliosamente IN TUTTE LE SEDI”, puzza come sempre di minaccia ai giornalisti seppelliti dalle tue intimidazioni continue. 
No, occupiamoci di questo invece. Mi sembrava di ricordare che la DEMOCRAZIA fosse anche la tua priorità fino a pochi giorni fa, quando serviva a disarcionare Conte. 
Quando il concetto di democrazia diventa un problema, perché ti costringe a dire due paroline sul paese che ti ha appena fatto un bonifico, “parliamo di vaccini”. 
Ma un po’ di vergogna, mai?

Ipotetico


Se ci fosse qualcuno nello spazio ad osservarci, si porrebbe alcuni quesiti che di seguito riassumo in un ipotetico dialogo:
1. Com’è possibile che uno gnomo politico gravitante attorno al 2% abbia potuto mettere in scacco un’intera nazione tra l’altro assediata da un’infausta pandemia?
Qui ad Alloccalia tutto è possibile, in virtù di un sistema generato da anni di malversazioni più o meno occulte, in grado di destabilizzare la cosiddetta democrazia, nella realtà dei fatti un immenso malaffare diretto da un club rapto-tecno-finanziario.
E lui ci porrebbe altre domande.
2. Com’è stato possibile defenestrare un Premier che ancor’oggi gode del 58% dei consensi e in Europa è dietro soltanto ad Angela Merkel?
Grazie al sistema di cui sopra, corroborato da una stampa devota e di proprietà di felloni già di per sé straricchi e potenti, che smaniano per partecipare al taglio della torta europea dei fondi in arrivo a breve da Bruxelles. E’ tanto incarognita la ricerca di estromettere una persona per bene, casualmente arrivata dentro la stanza dei bottoni, che ad esempio è scomparso, evaporato, il ringraziamento corale da parte del paese nei suoi confronti, allorché riuscì ad ottenere la più grande fetta di denari da investire nel post pandemico. Nessuno ricorda quei giorni in cui il Premier Conte partì dileggiato dalla mefitica opposizione, tornando vincitore assoluto dell’incontro europeo.
3. Quindi da quello che deduciamo, è probabile che sia stato mandato avanti il più…inetto per distruggere l’intero sistema politico?
Si, lo confermo.
4. Chi è quell’individuo che in ogni occasione continua a ripetere il mantra “i soldi europei dovranno per gran parte essere girati al mondo industriale che è in sofferenza, e che rappresenta la locomotiva del paese”?
E’ Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, il quale invece si dimentica sempre di spiegarci chi sono, da dove provengono, che lavoro fanno, tutti coloro che annualmente ci derubano di 120 miliardi, evadendo le tasse.
5. E’ quindi evidente per molti il pericolo di assistere ad un’equa distribuzione delle risorse europee?
Si, molti sono in ansia proprio per questo. Hanno il terrore di veder impiegate le risorse in opere sociali atte a ridistribuire ricchezza, diminuendo l’eclatante divario sociale del paese.
6. Parlavi prima di felloni proprietari di giornali. A chi ti riferivi?
Mi riferisco ad esempio alla Famiglia Sabauda una volta produttrice di auto, che è stata messa in grado di acquistare un grande giornale riformista qual era Repubblica, creando un polo mediatico molto importante, nei loro progetti depotenziato culturalmente per non alzare il velo nelle attività di Famiglia, tipiche dei riccastri, che vanno dal pagamento delle tasse in altri paesi, più economicamente vantaggiosi, ad aver richiesto lo scorso anno un prestito di 6,2 miliardi di euro mediante l’avvallo dello Stato, e nel contempo spartirsi allegramente 2,9 miliardi di utili ad inizio anno, alla faccia nostra naturalmente! Anni fa, quand’era un giornale libero, Repubblica avrebbe scatenato l’inferno in merito, ora invece è rimasta silente ed ossequiosa come un cagnolino inzuppato dalla pioggia.
7. Qual è stata la miccia che ha indotto, come lo chiami … ah si! il Bomba a rompere la compagine governativa?
Essenzialmente a lui di default, da fastidio che ci sia qualcuno in grado di superarlo nei consensi, per via di un problema psicologico confezionante un ego smisurato e smargiasso, che lo porta a contraddirsi continuamente, e che la medicina definisce “comportamento da bevitore incallito di gotti in osteria”
Un’altra causa è la fobia da estinzione che l’attanaglia da oramai molto tempo. Essendo caratterialmente un bullo, soffre per il futuro anonimo che l’attende, e memore del detto “Bene o male non importa, l’essenziale è che si parli di te” persegue questa stolta linea politica, avvicinante il paese al disastro finale: l’arrivo del Cazzaro e della fascista Sora Cicoria.
8. Non sarà che il … Bomba vero?, si il Bomba cerchi un’altra sponda per continuare la sua politica?
A lui non importa nulla né del dolore, né della situazione in cui siamo piombati. E’ solo interessato alle sue vicende, al suo partitucolo, ai suoi affari. Se vedesse uno spazio di visibilità nei monarchici, inizierebbe istantaneamente a lodare il Re e la Regina!
9. Come pensate di neutralizzarlo? Noi qui a bordo, ad esempio, abbiamo di quei laser spettacolari...
No, grazie! Se non fosse che le elezioni molto probabilmente porterebbero al potere il Cazzaro e Sora Cicoria, quello sarebbe il modo migliore per farlo definitivamente evaporare. Purtroppo al momento non si può, ma è pure moralmente inaccettabile continuare a fidarsi di lui, non essendo in grado di gestirsi gli attacchi di ego che l’assalgono in continuazione.
10. E allora?
Allora finirà che lo asseconderanno, trasformandolo in vincitore. L’unica speranza rimasta è che sia il Premier a sfancularlo pubblicamente. Altre strade al momento non sembano percorribili.

Grazie di tutto e state tranquilli: non verremo mai ad importunarvi; state già rovinandovi da soli, con le vostre mani. 

sabato 30 gennaio 2021

Dialoghi

 


Commozione

 


Cit.

 

La perfezione mi fa schifo, mi repelle.
Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati della società mi fanno venire il vomito.
Fottuti manichini di carne, senza personalità o amore per se stessi.
Stessi vestiti, stessa musica, stesse espressioni, stessi cibi, stesse scopate, stesse auto, stesse vite e alla fine?
Stessi suicidi neurali di massa.
Perché vivere come un automa è senza ombra di dubbio un suicidio.
-Charles Bukowski
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L'Amaca

 


La guerra dei vaccini
di Michele Serra
Comincia a farsi avvincente (anche divertente, non fossero in ballo stock di vite umane) l’intricato rapporto tra geopolitica e vaccini. Gli inglesi sono sospettati di versare il loro vaccino nei corn flakes pur di lesinarlo agli europei; gli ungheresi aprono al vaccino di Putin pur di mostrare le spalle all’Ue, con la quale, del resto, c’entrano poco; il vaccino cinese – che magari è super – viene trattato con sufficienza, come le altre cineserie da esportazione, non tutte note per la qualità; gli americani sventolano i dollari ma non è certo che bastino a domare Big Pharma, perché l’Azienda, cari miei, ormai è un’entità molto più tosta dello Stato, di qualunque Stato e anche di tutti gli Stati messi insieme (vedi la Ue, una intera comitiva di Stati costretta a discutere con un paio di Consigli di amministrazione).
Infine, di vaccini iracheni, congolesi o guatemaltechi non si sente parlare, a conferma che tra ricerca, quattrini, potere, c’è un nesso molto ovvio.
Si sa che la faccenda è irta di implicazioni tecniche, mediche, legali, neanche mi sogno di affrontarle. Era solo per dire che il concetto aureo di "neutralità della scienza" è soggetto a tante e tali deformazioni, pressioni, compravendite, che va preso con le molle. La scienza risponde in parte a se stessa, in parte ai Consigli di amministrazione, per ultimi ai governi.
Non c’è da scandalizzarsi, così funziona il mondo, e anche gli insigni e liberi cervelli che scoprirono come domare l’atomo dovettero poi inorridire per l’uso che di quella magnifica scoperta venne fatto. Qui, più in piccolo, si tratta di dire che c’è parecchia confusione; la tentazione sarebbe di ordinare su Amazon un cocktail di tutti i vaccini disponibili. Ma non credo sia possibile.

Boooooom!



Renzi: è ora di chiedersi per chi lavora davvero

di Daniela Ranieri

Questa sciagura che affligge l’Italia dal 2014 produce oggi i suoi effetti più esiziali. Il calibro dell’uomo è tale che non ha trovato momento migliore per esercitare la sua volontà di prepotenza dell’apice di una pandemia che ha provato il Paese allo stremo. Aveva solo l’arma di far cadere il governo, distruggere l’alleanza che lo reggeva, disarcionare il presidente del Consiglio che ha dieci volte il suo consenso, e l’ha usata.

Ora, incattivito dal sapersi odiato dalla maggioranza degli italiani da cui pretendeva di essere adorato (è la definizione di personalità narcisistica secondo Lasch: una formazione psichica in cui “l’amore rifiutato ritorna a sé sotto forma di odio”), dopo aver prodotto il disastro se ne va bel bello in Arabia Saudita a curare i suoi affari economici e ad adulare un regime efferato e liberticida; come un bambino che dopo aver distrutto un giocattolo si dirige verso un’altra distrazione senza alcun senso di colpa e responsabilità.

Il video che testimonia della sua gita è sconcertante. Nonostante sembri leggerla da un gobbo o recitarla a memoria, la prolusione in inglese grottesco è un’agghiacciante mistura di piaggeria e banalità. “È un grande piacere e onore essere qui con il grande principe Mohammad bin Salman. Per me è un privilegio poter parlare con te di Rinascimento… Credo che l’Arabia Saudita possa essere il luogo per un nuovo Rinascimento futuro”. E come no. Nascesse oggi a Riyad, l’omosessuale Michelangelo sarebbe arrestato, frustato, internato in clinica psichiatrica, amputato e ammazzato con esecuzione pubblica.

È di qualche rilevanza che il grande principe Mohammad bin Salman, chiamato con deferenza Vostra Altezza, sia ritenuto dall’Onu il mandante dell’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi, fatto a pezzi nel 2018 nel consolato saudita di Istanbul. Ora viene magnificato come un principe rinascimentale da colui che ha definito Conte un “vulnus per la democrazia”. (A proposito: chissà se dopo l’ospitata ancora se lo litigano l’Onu e la Nato).

Habitué dei regimi del Golfo, dove da tempo piazza discorsi (anzi: speech) lautamente remunerati (a lasciare interdetti è che nel mondo ci sia chi è disposto a pagare per starlo a sentire, quando la maggioranza degli italiani pagherebbe per non sentirlo più), si dice geloso del “costo del lavoro” locale, ignorando o fregandosene del fatto che in Arabia Saudita esistono forme di lavoro neo-schiavistico e milioni di immigrati lavorano alla crescita economica del regime in condizioni disumane. Le donne, che lui si vanta di “valorizzare” in patria (togliendo loro la parola, facendole dimettere a comando), non hanno alcun diritto e sono sottoposte alla tutela maschile, e se si ribellano alla legge vengono torturate. (Ma forse si riferiva al costo del suo lavoro: 80 mila euro sauditi l’anno).

Il discorso prosegue con le banalità che ci si aspetta da lui, già sentite nel documentario kitsch di cui fu autore: dopo la peste viene il Rinascimento, Firenze piena di soldi, “tanti soldi, così buoni finanziamenti, per creare un buon cittadino con un grande investimento nell’istruzione, nell’intelligenza umana” (traduzione di Fabio Chiusi). Baggianate da marketing, con spreco di quella “bellezza” da depliant turistico in albergo, che prima scriveva nei suoi “libri” e ora va a dire nelle petromonarchie più sordide del mondo. Lì dove partono le bombe per lo Yemen lui vede un nuovo Rinascimento. Lo sberluccichio dei soldi lo acceca, gli erode la eventuale moralità residua.

Da Riyad muove pedine in Italia per bocca delle vestali del suo partito-setta: spediamo Conte in Europa e mettiamo Gentiloni a capo del governo, anzi Sassoli, anzi Di Maio, anzi mettiamo Draghi all’economia e promettiamogli il Quirinale.

Torna per le consultazioni con aereo privato pagato dal fondo saudita nel cui board siede, si burla della massima Istituzione della Repubblica producendosi in un comizio in cui con voce stridula dice il contrario di quello che intanto fa trapelare dalle agenzie. Pare in preda a un delirio superomistico, uno che non ha più niente da perdere. Nel nostro ordinamento non esiste il reato di apologia di regimi dittatoriali e sanguinari. Ci si può recare in cambio di soldi a rendere omaggio ai loro padroni. Anche il suo idolo Tony Blair, quello che si era inventato armi di distruzione di massa in Iraq, e Obama lavorano come conferenzieri; ma nessuno di loro è ancora attivo in politica, mentre lui è senatore e membro della commissione Difesa: o nell’universo parallelo degli affari si è ritirato dalla politica nel 2016?

Come diceva lui quand’era al governo e si sentiva Nerone: poche chiacchiere. Per chi lavora questo personaggio? Perseguendo quali interessi? La domanda è lecita, visto che le risposte “per gli italiani” e “nell’interesse esclusivo della Nazione” sono a questo punto le meno probabili.