martedì 12 gennaio 2021

Il Faro


Conte alla rovescia

di Marco Travaglio

I retroscena del Giornale Unico, sempre più simili alle “bombe di Mosca” al processo di Biscardi, danno per certo uno sbocco “pilotato” della crisi di governo che più ridicolo non si può: Conte si dimette dopo l’approvazione del Recovery Plan, perché Bettini ha parlato con l’Innominabile, che gli ha garantito l’appoggio a un “Conte-ter”, dunque c’è da fidarsi. Dopodiché 5Stelle, Pd, LeU e Iv si siedono al tavolo per spartirsi i ministeri all’insegna di un “riequilibrio” in base a fantomatici “nuovi rapporti di forze”. Magari con Orlando e Di Maio vicepremier, e/o Bettini sottosegretario a Palazzo Chigi, e ministri Iv al posto di due, compresi la Boschi, Rosato e magari pure l’Innominabile (sempreché vinca la naturale ritrosia alle “poltrone”). In cambio di queste radiose prospettive, Conte cederebbe la responsabilità sui Servizi (che gli spetta per legge) e rinuncerebbe alla fondazione sulla cybersicurezza (e ai 2 miliardi che l’Ue ci mette a disposizione). Così Messer Due Per Cento, ora isolato all’angolo, potrà resuscitare e cantare vittoria (“Mi han dato ragione su tutto, quindi avevano torto tutti gli altri”). Poi ricomincerà subito a ricattare e minacciare il nuovo governo sul Mes, il ponte, la prescrizione, il rapporto Barr e altre puttanate prêt-à-porter.

Ora, può darsi che Conte sia così fesso da accettare questo suicidio: nel qual caso, peggio per lui. Ma siccome a noi importa poco delle sorti dei singoli e molto di quelle dell’Italia, rivolgiamo qualche domandina facile facile agli strateghi di questa ideona. 1. Gli italiani quale beneficio ne trarrebbero? 2. Perché mai un premier che ha sempre teorizzato e praticato la parlamentarizzazione delle crisi, dovrebbe dimettersi senza essere stato sfiduciato dalle Camere? 3. Chi può fidarsi della parola di un bugiardo matricolato, detto il Bomba fin dalla più tenera età, che in vita sua ha sempre fregato chiunque avesse stretto accordi con lui? 4. Che senso ha buttare giù un governo che gode della fiducia del Parlamento per farne un altro con la stessa maggioranza? 5. Hanno idea, i giallorosa, di quanti voti regalerebbero alle destre con qualche settimana di mercato delle vacche su ministri, viceministri e sottosegretari mentre gl’italiani pensano al virus, ai vaccini, alle aziende chiuse, ai posti di lavoro in fumo? 6. Lo sanno lorsignori, 5Stelle in primis, che l’Innominabile e la Boschi sono indagati per illecito finanziamento e, quando finirà l’inchiesta Open, rischiano di diventare imputati? E che il Conte 2, come l’1, vantava il raro pregio di non avere ministri inquisiti? E che Conte ha cacciato dal governo gialloverde il sottosegretario Siri perché indagato in uno scandalo di soldi? 7.Quale mente malata può pensare di rimpiazzare una ministra competente come Lamorgese con un Rosato o una Boschi, fra l’altro molto più molesti e destabilizzanti di quanto oggi non siano la Bellanova e la Bonetti? 8. Per quale strano algoritmo un partitucolo del 2 virgola qualcosa per cento dovrebbe avere tre ministeri, mentre l’equivalente LeU ne ha uno solo (Speranza)? 9. Chi l’ha detto che è meglio farsi ricattare per tutto il resto della legislatura da quel pelo superfluo, anziché cercare in Parlamento i voti necessari per liberarsene per sempre? 10. Perché mai, in una democrazia parlamentare con sistema proporzionale, i voti di quei “transfughi” (purché gratuiti, diversamente da certi “responsabili” di B.) sarebbero più indesiderabili di quelli di Iv, tutta formata da transfughi dal Pd, da FI, da LeU, dall’Udc e dal M5S?

La via maestra è una sola: quella costituzionale. Conte non ha alcun motivo di dimettersi, a meno che non venga sfiduciato dal Parlamento. Ed è improbabile che ciò accada, sempreché M5S, Pd e LeU dicano la verità quando assicurano che, se cade lui, si vota. Ergo, non sono disponibili ad altre formule con altri premier. Nel qual caso altri governi non ne possono nascere perché non avrebbero la maggioranza. Basterà dunque tenere il punto “O Conte-2 o elezioni” per indurre i “responsabili gratuiti”, cioè interessati soltanto a completare la legislatura, a uscire allo scoperto nel voto di fiducia, quando Conte lo chiederà in Parlamento. Senza neppure l’imbarazzo di contattarli prima. Lì tra l’altro si vedrà quanti di Iv seguiranno il loro capetto al macello, o se se ne sganceranno all’ultima occasione utile. Così l’Innominabile e i suoi quattro guastatori andranno a cuccia fino alle elezioni del 2022, data della loro agognata estinzione.

Se invece qualcuno gioca sporco – e una parte del Pd che ancora tiene bordone all’Innominabile ne è gravemente indiziata – quella sarà l’occasione per smascherarlo in Parlamento. Il governo cadrà, Conte andrà a casa (tanto un mestiere ce l’ha) e chi avrà licenziato “il politico più popolare d’Italia per darla vinta al più impopolare” (copyright D’Alema) lo spiegherà ai suoi eventuali elettori, se troverà le parole. Noi ci ciucceremo per qualche mese un’ammucchiata con Pd, FI, Iv, Calenda e frattaglie poltroniste di Lega e M5S guidata dai premier preferiti dai giornaloni (Cottarelli, Cartabia, Amato, Cassese, robe così: Draghi non è fesso). Una sbobba talmente immangiabile che molta gente urlerà: “Ridateci Conte”. E lo costringerà a tornare in pista, come capo dei 5Stelle o di una lista al loro fianco. Allora sì che ci sarà da divertirsi. Perché si voterà prima che gl’italiani si scordino chi ha fatto cosa.

lunedì 11 gennaio 2021

Riflessione

 


Dal pandemico

 Buongiorno, qui dal pandemico tutto bene! 

Abbiamo solo alcune cosucce da aggiustare, ma per il resto si fila alla grande! Si, è vero, ci sono molti di noi che smaniano per andare a sciare o in qualche località amena, per il resto la stragrande maggioranza vive sottostando alle regole, sempre più strette e antidemocratiche asserisce qualcuno di spessore. Non ci possiamo lamentare dai! 

Comprendiamo la difficoltà di molti, ristoratori e proprietari di bar, ci mancherebbe! Ma non è che vi sia qualcuno che s'accanisce nei loro confronti, come spesso alcuni vorrebbero che fosse! No, sono luoghi dove il virus se la spassa alla grande, tutto qui! Certo le difficoltà, specie quelle economiche, sono enormi. Ma non è che starsene in casa, uscendo solo per motivi validi e scansando gli altri, sia un giubileo! Tutt'altro! 

Lo ha detto ieri Papa Francesco, in una magnifica intervista su Canale 5, e questo stona leggermente. Va bè, fa lo stesso: ci dovremmo muovere assieme, aspettando e soccorrendo l'altro, scansando gli individualismi, leggasi pure egoismi. Fronte comune per combattere il nemico, comune anch'esso. Si nota invece una sorta di fancazzismo generalizzato, in primis i giovani, ma vanno compresi ingalluzziti come sono; poi ci sono quelli che alla prima occasione partono per località lontane, lo ha detto anche Francesco ieri, che danno un'idea malsana della convivialità, quasi a comunicarci "ho i soldi e me ne fotto della battaglia comunitaria, sociale! Faccio i bagagli e ci vedremo tra qualche mese!" E' una sensazione, ci mancherebbe, non penso neppure lontanamente che costoro se ne strabattano i ciufoli, ci mancherebbe! 

Poi ci sono quelli che, essendo camparidipendenti, non riescono a vivere senza l'aperitivo serale, proprio non ce la fanno, poveretti, è una problema vitale! Dopo le 18 i bar dovrebbero servire solo in modalità asporto, ma invece praticano l'asporto 2.0 - ovvero "ad minchiam" - ma vanno agevolati pure loro.

Comprendiamo tutto, ci mancherebbe anche chi soffre di mancanza di "strisciate" con carta gold! Deve essere terribile pure per loro! Come non ricordare in vicinanza, anche quelli che hanno bisogno del contatto con altri, che sono impossibilitati a restar da soli! E' tragico, i suppose! Ci sono infatti nemici ugualmente infimi come il virus: la lettura di un libro, Dio ce ne scampi, la visione di un film, catastrofe!, l'ascolto solitario di buona musica, giammai! No, devono uscire caspiterina! Devono sfoggiare il capo d'abbigliamento nuovo, la scarpa fiammante, fare capannello, ridere, giustamente, scherzare sfanculando mascherine, poi se ne tornano a casa e chissenefrega se potrebbero infettare nonni, genitori e quant'altro! Vuoi mettere lo struscio serale, dai! 

E sul piano politico? Alcuni stanno agendo come se non esistessero i cinquecento morti al giorno, non se li filano minimamente! Siamo vicini anche a loro; poi ci sono quelli che da un anno a questa parte, criticano qualsiasi scelta di maggioranza, evidenzianone le difficoltà, le decisioni estreme, e sicuramente avranno riposto in uno scrigno il libro della Verità, manuale con giuste e sacrosante azioni che mai collimano con quelle messe in campo dal Premier e dalla compagine governativa. Peccato, se fossero loro al potere avremmo vissuto meglio e quasi in surplace questi mesi oscuri. 

Insomma dai, poteva andare peggio! Ci potremmo essere estinti, ed invece siamo ancora qui, su quest'altalena gravitante sul fancazzismo da zona gialla che in breve tornerà arancio, per poi, mediante l'asporto ad minchiam, trasformarsi nella rossa, e poi ritornare gialla... che al mercato mio padre comprò!   

Ci manca!



Abbiamo tanta nostalgia di lui e del suo cappotto così meravigliosamente abbottonato, del suo splendido inglese, della sua integerrima linea politica. Tiene in scacco noi tutti solo perché sa di essere insostituibile! Torna mitico condottiero! Ci manca tanto e troppo quella comicità che tu solo sei capace di infondere! 

Tempi andati ma moderni

 


Erano altri tempi si dirà. Certo, erano altri tempi, ma non per questo obsoleti, preistorici. Erano i tempi dei rapporti umani, di una grande persona che rappresentava molti, che compartecipava alle difficoltà del mondo del lavoro, il quale non è per niente migliorato, né modernizzato, tutt’altro: sono sorte nuove schiavitù, evolute alla 2.0 per intenderci, per mano di uno gnomo che gli è succeduto alla guida di quello che un tempo era un partito di sinistra.
Quanto ci manchi Enrico!
Quanto mancano la pacatezza, la risolutezza, il farsi carico delle gravi problematiche ruotanti attorno all’uomo nella sua individualità.
Oggi è cambiato tutto: se non sei broker, se non parli di finanza, di intrallazzi borsistici, non ti fila più nessuno; se non sei esperto di banche, di fondi internazionali, di aumento della divaricazione sociale, già di per sé enorme, nessuno si ferma a parlare con te. 

Anzi, a pensarci bene c’è ancora qualcuno che mastica quella “vaga idea di socialismo”, ed è vestito di bianco, è argentino, un autentico leone. Proprio ieri sera nel corso di un’intervista ha dichiarato: 

“In questo tempo non c’è il diritto di allontanarsi dall’unità. Per esempio, la lotta politica è una cosa nobile, i partiti sono gli strumenti. Quello che vale è l’intenzione di fare crescere il Paese. Ma se i politici sottolineano più l’interesse personale all’interesse comune, rovinano le cose”.

Ecco un altro uomo che vorrebbe andare in giro da solo, e lo ha fatto, fermandosi a parlare con lavoratori per ascoltarne le esigenze!
E chissà se queste parole riusciranno ad entrare nella testa di quel poveretto che da oltre un mese sta tenendo in scacco l’intera politica di maggioranza, per placare i personali rigurgiti di potere, coadiuvato da un’aretina molto ambiziosa, egoriferita anch'ella come il suo mentore. Chissà…

domenica 10 gennaio 2021

L’Amaca


Che c’entra Borsellino?

di Michele Serra

Il volto di Paolo Borsellino sulla mascherina del Salvini è il classico esempio di appropriazione indebita. Come se Donald Trump girasse con la fotografia di John McCain nel taschino. Borsellino era notoriamente un uomo di destra, ma era la stessa destra dell’avvocato Ambrosoli (e di McCain): una destra legalitaria, borghese, laica, che serviva lo Stato e onorava le sue leggi, e faceva della compostezza e del basso profilo una specie di dogma civile.
Il populismo, di quella destra, è precisamente agli antipodi, e la Lega di Pontida e degli elmi cornuti (l’America ci copia!), del cappio sventolato in Parlamento, della costante agitazione "anti-palazzo" salvo, nel palazzo, entrarci e mettersi comodi, a quelli come Borsellino sarebbe apparsa un corpo estraneo. Per non dire dei milioni di denaro pubblico ingoiati da quel corpo e già da tempo metabolizzati, e trasformati in trippa per i gatti: a proposito di legalità e dunque a proposito di Borsellino.
Il problema del Salvini è che inventarsi un Pantheon dal nulla non è semplice per nessuno.
Già disse, il Salvini, ai tempi in cui partecipava agli allegri cori lumbard pro-Vesuvio e pro-colera, che gli piaceva tanto De André, che è come se Berlusconi dicesse che il suo intellettuale di riferimento è Pasolini. Ora, per cortesia, il Salvini lasci riposare in pace Borsellino (e De André), e si accontenti della sola mascherina che gli compete, che gli appartiene, che lo definisce, che gli calza alla perfezione, che è quella di Trump. La destra faccia un poco di riordino interno, per cortesia: da una parte i McCain e i Borsellino, da quell’altra i Trump e i Salvini.

Errore cinguettante

 

No, non è stata la giusta soluzione oscurarlo definitivamente, perché oscurare un ignobile essere come lui, significa rinforzarlo, tremendamente. Twitter gli ha tolto la parola ma ha dato nuova linfa agli 88milioni di seguaci, per i quali, probabilmente, la media QI è attorno al 60 - caspita! Ho appena giudicato prossimi al ritardo mentale 88milioni di persone! E’ il social power bellezza! - con picchi del 5-max7 per quell’imbelle a torso nudo con le corna, imitante lo sciamano.
Twitter ha gettato benzina in un fuoco molto pericoloso, la maggioranza degli americani lo aveva già giudicato, lo aveva allontanato dai propri progetti, pensieri, aspettative.

Il Trombone Biondastro s’affacciò nel mondo cinguettante nel 2009; da allora ha sparato 57mila tweet, cinquantasettemila ostreghéta, toccando anche i 100 messaggi al giorno, cento messaggi… mi ricorda qualcuno nostrano … un altro imbelle … che se la marmellata è amara si lamenta perché è amara, se è dolce rimpiange l’amara, mettendo di mezzo figlie d’otto anni, baluardi antimafia come ha fatto indegnamente con Borsellino ieri l’altro, insomma: un piccolo ed insignificante gnomo italico che per giunta girava come un coglione fino a poco tempo fa con mascherina pro Biondastro, un calcio negli zebedei per tutti , e per fortuna ancora tanti, sani di mente in circolazione.

Twitter non avrebbe dovuto bloccarlo, perché da ora in poi il Riccastro si organizzerà, in un altro social, diventando una spina nel fianco enorme per la nuova amministrazione Biden. Dentro a quell’infausto serbatoio di aficionados c’è un mix letale di negazionisti, terrapiatisti, antivax, tradizionalisti, razzisti, xenofobi, armaioli, violenti misogini, suprematisti, insomma: tutto quanto occorre per abbattere ragione e coscienza costituzionale. Togliere la parola al loro vate, equivarrà a spronarli, ad agitarli generando ribellioni, conflitti, deturpazioni sociali. 
Tra gli 88milioni, non lo dico io ma sociologi e psicologi, vi è una grande fetta di instabili che oramai ha confuso la realtà con il verbo dell’Inetto Riccastro, uscendo da ogni logica, dal libero pensiero, dalla democrazia. Si sentiranno derubati, reietti, socialmente fustigati, e ciò provocherà nelle loro cervici oramai stravolte, riluttanza ai doveri, corsa ad accaparrarsi nuove armi, nuova tecnologia per abbattere il nemico, nero o democratico che sia.

Twitter avrebbe dovuto sanzionarlo, agevolando molti a controbatterne le molteplici idiozie, sfornate dal “culo di gallina” del suo cranio desolatamente desertico. Tra dieci giorni se ne andrà, finalmente, non prima di svelarci nuove sorprese, tra cui pare l’auto immunità penale. Twitter, oscurandolo, lo renderà più forte e, ahimè, faro nero per gli innumerevoli babbani destabilizzanti buon senso e convivenza sociale.