mercoledì 23 settembre 2020

Un'ottima Amaca

 

L’amaca
Troppo mediocri per Di Battista
di Michele Serra
Di Battista è molto arrabbiato perché l’elettorato grillino è dimezzato, e la metà mancante è proprio la sua: quella anti-sistema (di destra) che dopo un breve ma clamoroso equivoco è ritornata a votare Salvini e Meloni, come è suo pieno diritto, oppure a non votare, nelle migliori tradizioni del qualunquismo italiano, che è la più immortale di tutte le tendenze politiche.
Perché non faccia altrettanto, Di Battista, tornando in seno alla robusta tradizione populista della destra italiana, non si capisce bene.
Forse sogna una specie di chavismo o peronismo in chiave europea, formalmente parecchio "de sinistra" eppure così oligarchico, nella prassi, da fondarsi su piccoli clan o famiglie regnanti, ma è appunto solo un sogno, ci sono troppi fusi orari e troppa storia politica a fare la differenza, capita che dalle nostre parti la democrazia indiretta, fondata sulla rappresentanza, abbia messo radici quante ne bastano per resistere alla piazza e alle piazzate.
Lo spazio politico che quel movimento voleva occupare in origine era così smisurato (sostituirsi ai partiti! Tutti!) che si capisce abbia potuto attirare, in mezzo a tante persone volonterose, anche i mitomani. Ma adesso quel momento, come perfino il più mediocre dei politologi aveva ampiamente previsto, è finito, destra e sinistra, ciascuna con le sue magagne, sono però sopravvissute all’idea di essere rimpiazzate da un algoritmo così come da un vaffanculo, e quelli come Di Battista devono arrendersi all’evidenza. Si fa politica anche tenendo conto delle zavorre, delle lentezze, delle consolidate abitudini. Siamo troppo mediocri per i Savonarola e troppo scafati per delirare per una Evita Peron, per giunta neanche bionda.

martedì 22 settembre 2020

Così facevano quasi tutti!

 Billyno Costacurta, Casini, Formigoni, Giannini, Giorgetti, Molinari, Mortadella: sembra un appello scolastico mentre invece è un parziale elenco di coloro che han tentato di convincerci a votare NO, fallendo miseramente, visto che il Popolo Sovrano ha testé deciso di levarsi 345 tra deputati e senatori, dalle ciap! 

Bene, benissimo, perfetto! Potremo finalmente adeguarci, snellendoci, agli altri paesi europei, avremo meno possibilità che si formino malefiche lobby, potremo controllare meglio l'operato dei nostri rappresentanti, diminuiranno pure le forcate ignobili, il menefreghismo galoppante, l'inverecondo arzigogolamento per supercazzole stordenti il comune senso del pudore. 

Saranno meno e, speriamo, migliori, più indaffarati, accorti nelle scelte e negli atti pubblici. Non vi sarà nessuna difficoltà, come i tradizionalisti hanno paventato, non ci sarà nessun inceppamento. Tutto filerà liscio, fluido e molti si accomoderanno finalmente sul divano di casa. Perché il parlamentare non è una carica eterna e, guarda un po' a volte com'è il destino, dovrebbe essere un servizio.     

lunedì 21 settembre 2020

Et voilà!




Checcèdinuovo!

 Mentre aspetto i risultati delle elezioni, Mentana è allupato per la diretta più che un circestense che avesse ricevuto la notifica di un incontro con l'Arcangelo Gabriele per una verifica globale della Buona Novella, mi aggrotto nel comprendere fulmineamente che alla fin fine il nocciolo della pace interiore scaturisce dalla consapevolezza di non essere destinato a vivere per sempre quaggiù e questo, lungi da me da essere male interpretato, determina una speciale forza sparigliante il desueto trascinamento giornaliero pregno di ripetitività, a guardar bene la mia giornata infatti, degli ultimi dieci anni, ma potrei andare a ritroso per molti altri, è tutto un inanellarsi di sonnacchiosi episodi - li ricapitolo così: sveglia, caffè, lettura giornali, paglia, lavoro, rientro e scanalatura improvvida della tv, recalcitrante diniego della lettura al grido mentale "no oggi sono stanco leggerò domani", cena, nuovamente tv con glaciale sonnecchiamento sull'esausto divano, resurrezione verso le due con meta letto - che non portano me stesso da nessuna parte se non verso una conclusione passiva della mia storia - spero tra una ventina d'anni almeno. 

Ma ne voglio parlare, ecco la novità! Ho scalato quindi una vetta, riesco a guardarmi intorno, noto l'insoddisfazione latente, m'atterrisce la smania di sparigliare la mia vita, lo scampolo che ne rimane, per quella soddisfazione essenziale per accettarne la complessa finitezza. 

Al di là di ogni personale credenza, di supporti atti ad ammorbidire la discesa dal treno. Aver centrato questo essenziale obbiettivo, mi rallegra oltremodo, spronandomi a dare il meglio di me, non per scopi commerciali. No! Solo per poter vivere ancora col timone in mano, che ora e non prima, purtroppo, scopro essere avvolto da pesanti ragnatele, non essendo stato mai usato seriamente dallo scellerato che è in me.    

domenica 20 settembre 2020

In ricordo



Saluto una grande donna!

Pensiero



Sono entrato nella cabina pensando a te e ad una data, il 12 luglio 1983, giorno in cui iniziò la prima legislatura che ti accolse in parlamento. Da quel giorno sei rimasto lì, ondeggiando, spostandoti a seconda delle necessità, per ben 37 anni. Tutto qui, solo semplici pensieri. Il resto l’ha fatto la matita!

sabato 19 settembre 2020

Rinforzino


Una volta li chiamavano i rinforzini, ma erano tutt’altra cosa rispetto a questa poesia recitata da Lucy nel capolavoro di Charlie Kaufam “Sto pensando di finirla qui”


Ossa di cane. 

Tornare a casa è terribile, che i cani ti lecchino la faccia o no, che tu abbia una moglie o solo una solitudine a forma di moglie che è lì che ti aspetta. 

Tornare a casa ti fa sentire solo, tanto da farti pensare all'opprimente pressione barometrica del luogo da cui sei appena venuto, con tenerezza, perché tutto è peggio quando sei a casa. 

Pensi agli insetti che si arrampicano sui fili d'erba, alle lunghe ore sulla strada, al carro attrezzi, ai gelati, alle forme particolari di certe nuvole e ai silenzi, con nostalgia, perché non volevi tornare. 
Il ritorno a casa è orribile. 

E le nuvole e i silenzi della casa contribuiscono solo al malessere generale. 
Le nuvole di casa sono in effetti sospette e fatte con materiale differente di quelle che hai lasciato dietro di te. 

Tu stesso sei stato tagliato da un diverso tessuto nebuloso, restituito, una rimanenza. Un incontro triste al chiaro di luna. Infelice di essere tornato, allentato in tutti i punti sbagliati. Un abito malfatto, uno strofinaccio consumato e logoro. 

Torni a casa, un extraterrestre, straniero. La forza di gravità della terra è uno sforzo ora raddoppiato, trascini i lacci bisunti delle scarpe e le tue spalle. La linea della preoccupazione sulla tua fronte più scavata. 

Torni a casa incupito, un pozzo inaridito, legato al domani con un fragile filo di... Comunque, ti rattristi nell'attacco dei giorni tutti uguali, tanto uno vale come l'altro. Be', comunque, sei tornato. Il sole va su e giù, come una puttana stanca. Il tempo è immobile come un arto spezzato e tu diventi vecchio. 

Nulla si muove, eccetto le correnti mutevoli del sale del tuo corpo. La tua vista s'indebolisce. Porti il tuo tempo con te. La grande balena azzurra, un'oscurità scheletrica. 

La tua vista è a raggi X, i tuoi occhi sono diventati fame. Torni a casa tua con i tuoi mutanti doni, in una casa di ossa. Tutto quello che vedi adesso sono ossa, solo ossa.