martedì 8 settembre 2020

Che succede?

 Oh qui andremo sul difficile, eh? Non vorrei essere frainteso, manipolato, interpretato ad minchiam. Non si tratta, questa è la premessa, di innamoramento, di sfasamento da teenager, no, no, qui travalico il subdolo per entrare nel karma delle sensazioni ancestrali, alle fameliche voglie innate di bello, dove bello è bello, filosoficamente parlando. 

E allora che succede? Sono sconsideratamente affascinato da un'attrice, Maggie Civantos, per ragioni slegate dalla bellezza terrena, corporea, arduamente svolazzante verso l'inconscio, l'ignoto, l'impalpabile. 

Intelligenza, estromissione dai rituali atavici del nulla, riservatezza, gentilezza, voglia di vivere succosamente, capacità professionale, rifiuto di tutto quanto serve al circo, segretezza del proprio modus operandi. E la frittata è fatta! Maggie è una dea che dell'arte cinematografico ha fatto un modo per librarsi in tutta la sua parsimoniosa bellezza, mai ondivaga, sempre tutelata e studiata - e sarebbe un peccato che tutto ciò fosse meditato a tavolino ma ci può stare - in grado di differenziarsi dalla marmaglia oramai tendente al decotto. Perché sempre ed in ogni dove ci vuole testa e polmoni saldi, la scivolosità popolare è sempre in agguato, al fine di avviluppare fagocitando nel gossip insulso. 

Maggie non è così, detesta apparire e farsi riprendere nella vita privata. Un cammeo vivente di una che sa di poter lasciare un segno, colmare quel gap delle nuove generazioni apparentemente incolmabile, occupare vastità lasciate da belle persone oramai scomparse, alla Audrey per intenderci. 

Ho bisogno di queste figure per rigenerarmi nello spirito, necessito di un Boss trasposto nel cinema! Ardo cercare la semplicità nell'arte, la sagacia, il nettare degli dei insostituibile ingrediente per sognare con i movies. Maggie lo sa fare alla grande. E tra parentesi, è pure gnocca! Ops!    

Bastardevoli


Sulla vicenda del povero ragazzo pestato a morte da degli ominidi - peccherò sicuramente, ma primordialmente sognerei che quei quattro rigonfi di nulla si trovassero accerchiati da una sessantina di camionisti inferociti per il post viaggio sull’autostrada dei Fiori dell’inconsapevole Toti Yoghi - pesa oltremodo la dichiarazione di uno dei parenti degli allocchi tatuati, in questo caso verissimo il detto parenti-serpenti :”ma cosa hanno fatto di male? Era solo un extracomunitario!” 
Fatemi scendere, non ne ho più voglia! Ho suonato, voglio scendere! Non voglio più avere nulla a che fare con questi diversamente idioti! Drin! Drin!
Davvero! Fatemi scendere please! 

lunedì 7 settembre 2020

Tutto ad un tratto!

Giornate di fine estate, le solite di fine estate, con l'apporto però della novità, tremenda, di Covid. 

Succede ad esempio che durante la classica giornata salutante l'estate, qualcosa nelle fauci si muova, un impercettibile, insospettabile quasi furtivo segnale durante il deglutire, e tu, corroborato dalla porchetta, ammaliato dal Chianti, gli dai poco peso, pensi "la solita catena - dolore in gola, raffreddore, tosse catarrosa - e lì per lì il gioco pare funzioni, ti rifugi nel caldo e nell'aria condizionata - mannaggia - e la giornata trascorre spensierata ma con quel segnale, innocuo, apparentemente innocuo. Perché arrivata la notte s'accende, arde, si staglia un enorme campanello turgido, lucente, dinoccolante un altisonante scampanellio, che ti porta ad allargare le pupille, le sopracciglia, il mento, la fronte, cazzo! E se fosse lui? La domanda sparata a velocità ultrasonica rimbomba dentro tutto te stesso, ma sono le tre di notte dove kavolo vuoi andare, il pensiero galoppa con sfrontata celerità, ti appare in un battibaleno la vita davanti, quella filosofia del "tanto capita tutto agli altri" che è sconcezza intellettuale, perché gli altri siamo noi, asinaccio! 

Rigurgiti mnemonici, aria calda dalle nari, spossatezza, tosse, la gola sicuramente arrossata - e se fosse lui, cribbio, non può essere lui - ti dici accidentando tutto il globo terracqueo, ansia oltre ogni limite, ausculto della tosse, della temperatura praticamente live ad minchiam, gli altri ti osservano notando quel non so aprente la strada a due opzioni - si è fatto qualcosa in vena o è andato definitivamente fuori di cabina - e t'accorgi di iniziare a cedere, spegnendoti perché, sembrerebbe, hai un pochetto di temperatura, ma poi controllando ti accorgi di non averne, la psiche invece galoppa e notando che gli altri attorno a te sono ancora in estate, inizi a desiderare il maglioncino. La giornata di ieri poi è stata troppo spossante, visto che ho accettato di andare in spiaggia! Sole e mare, cervello in ansia, sparisce il dolore ad inghiottire, arriva la tosse, pesante, potrebbe essere un raffreddamento, vallo a capire sotto l'ombrellone, la febbre non c'è, allora dai vai avanti, sfancula il destino e torna te stesso! Facile a dirsi.       

domenica 6 settembre 2020

Lettera aperta



Maestà,
mi rivolgo a lei con immutato affetto per segnalarle quanto avviene in questi giorni al Festival del Cinema di Venezia, dove il disagio per certe incomprensibili presenze di Ovvietà di rango vestite, mette a dura prova il decoro e la stessa storia della manifestazione. Vedere sopra gli sfreccianti motoscafi la palpabile inconsistenza di vippine alla De Lellis o alla Rodriguez per intenderci, oltre a recare disagio per la ricerca del motivo scatenante l’invito, porta tutti noi a ricordare sommessamente gli anni lontani ove la star era la star e tutto il resto brillava di luce riflessa.
Maestà, 
per fortuna abbiamo potuto contare su una sparuta pattuglia di attrici ed attori- tra cui segnalo Maggie Civantos la Macarena di Vis a Vis che non è un film ma una serie, ma fa niente: ella è proprio brava e recalcitrante gli sfarzi come un tempo era agio di Vostra Maestà- che hanno contribuito ad innalzare il livello. Quello che mi preme, Maestà, è che si inizi dal prossimo anno ad anteporre all’invito la domanda classica “tu cosa hai fatto nel cinema quest’anno?” e sulla base delle desertiche risposte, sfrondare l’elenco delle ansimanti all’apparire in Laguna. Un modo per preservare e mantenere quell’alone magico che solo presenze tipo la sua hanno contribuito ad alimentare.
La salutò con ossequio Maestà, rinnovandole l’immutata stima.
MS

Veganiii!!



Giochiamo alla guerra??! (Cit.)

sabato 5 settembre 2020

Addolorata e ciufoli



Estikazzi! Lo sarei pure io, visto l’assegnetto mensile da 1,4 milioni di euro!! Coraggio Silvio non mollare! (Lo dice Veronica e il suo commercialista naturalmente!)

Ke ka..



Questa foto non so perché ma mi ricorda un sommozzatore nel deserto, la Ferragni agli Uffizi - purtroppo l’hanno invitata davvero - Depardieu ad una convention di astemi, Putin direttore di un centro antiveleni, Sgarbi ad un raduno buddista, la Santanché ad un corso meditativo, Rocco ad un incontro claustrale benedettino; insomma, bignamicamente parlando: che kazzo c’entra costui col festival del cinema?