venerdì 31 agosto 2018

Strano, molto strano...




Surf nell'orrore



Parma bene, tutto bene, ragazzo regolare, uomo di successo nella Parma bene, un negozio aperto alla grande, di conseguenza pure grande imprenditore-bene, ma Parma non c'entra nulla perché se sei una testa di cazzo puoi far pur parte della Milano bene, della Torino bene, del bene di quello che minchia vuoi! 

Foto del sito del negozio di abbigliamento bene: 



Osp! In manutenzione, prego sono comprensivo ci mancherebbe, si lo so è un inconveniente, ma gli incidenti di percorso ci sono nell'imprenditoria come nella vita. Solo che a volte la meschinità, la bassezza, la merda fuoriuscente da un cervello, simile a quello di questa persona corretta, bene, F.P., rasenta la voglia di spedire nello spazio cotanti orchi pregni di assenza di futuro e di socialità.
Si, perché questo ragazzo bene, uno che contava, uno di successo, ha avuto la brillante idea di rimorchiare una ventunenne a Parma, assieme ad un altro animale, pure spacciatore, di trascinarla nella sua splendida casa bene, magione degna per uno di successo come lui, e violentarla tutta la notte, corroborato da droga, droga-bene sia chiaro, che via via altri spacciatori gli consegnavano dietro richiesta, nella notte. E questo personaggio-bene ha utilizzato pure strumenti di tortura sadomaso, un'arte per uomini bene, tipo fruste, bavagli alla bocca, arnesi bloccanti braccia e gambe, per una splendida serata, di quelle da narrare poi ad altri compari-bene. 

Ed su Facebook come sarà il profilo del suo negozio bene? 



Per fortuna è già stato oggetto di commenti questa volta assennati! 

Sar...à cosi?


Uno dei dilemmi più occulti, per ovvie ragioni economiche, riguarda i cellulari: sono dannosi o no? 
Chi si schiera a favore della nocività a volte viene svergognato, equiparato a coloro che credono alle scie chimiche. 
Però l'Organizzazione mondiale della Sanità ha inserito le radiazioni dei cellulari tra i "cancerogeni possibili." 
A tal proposito esiste pure un'unità di misura: il Sar che misura la quantità di radiofrequenze assorbite dall'essere umano non solo quando lo usa, ma anche quando lo tiene in tasca o a ricaricare, magari vicino a dove dorme.  

Questa è la classifica degli smartphone con il più alto valore di Sar



giovedì 30 agosto 2018

Una caritatevole pensione



Ma ammiratelo questo vescovo Patrick McGrath della diocesi di San Jose in California! Giunto al termine della sua missione, irta, caritatevole, pregna di stenti, e lo potete notare dal viso lontano anni luce dal paffutello che si era speso per combattere l'angustiante mancanza di alloggi nella sua terra, con gente poveretta costretta a dormire in auto! 
La sua povera diocesi inizialmente, pensando alla sua pensione, gli ha comprato una bicocca, evangelicamente in sintonia con la sua canuta persona, 306 metri quadri, che volete che siano, con tanto di camera da letto hollywoodiana e bagno in marmo degno di una spa, alla modica cifra di 2,3 milioni di dollari! 
Che volete che siano per cotanto simbolo della carità evangelica, dello spendersi per le anime, con tanta fatica profusa negli anni, e si vede dal visto, a cercar pecorelle smarrite! 
Per fortuna McGrath ha annusato piamente l'aria merdona che si stava elevando, a mo' d'incenso, attorno a lui e ha fatto marcia indietro, preferendo andare a vivere in una casa per preti anziani. 
Quando si dice la forza spirituale di una comunità! 
Mangi qualcosa eccellenza, che la vediamo molto deperita! 
Prosit!

Occasione persa




Luigi Di Maio, incontrando l'illiberale Presidente d'Egitto Al-Sisi, ha perso un'occasione storica, lui che è figlio della terra dell'insuperabile maestro Totò. 
Nel momento in cui Al-Sisi ha pronunciato la frase "Regeni è uno di noi!", si sarebbe dovuto alzare e fare una mastodontica, epica, indimenticabile Pernacchiona nei confronti di chi, pare, si sospetta essere stato il mandante dell'assassinio del nostro connazionale.
Peccato Luigi! Saresti passato alla Storia! 

Un filo invisibile e becero


C'è qualcosa che unisce momenti drammatici da Amatrice, distrutta dal terremoto di due anni fa, all'alluvionata Livorno: le intercettazioni telefoniche riportanti il giubilo di chi, chiamato impunemente imprenditore, esultava per il disastro ambientale con frasi raggelanti del tipo "brinderemo all'alluvione!", simile all'esultanza da stadio di altri mononeuronici i quali, il giorno dopo il terribile terremoto nell'Italia centrale, ridacchiavano già sognando grandi guadagni sulle spalle di vittime e superstiti a cui il cataclisma portò via tutto, compresa la dignità.

A Livorno, a seguito di un'inchiesta accesa dal sindaco pentastellato, al vertice della piramide c'era Riccardo Stefanini, ex coordinatore della Protezione Civile locale, già arrestato lo scorso maggio per peculato (utilizzo improprio dell'auto di servizio e dei buoni benzina) e c'è pure la ditta Tecnospurghi con il suo titolare Emanuele Fiaschi ai domiciliari. Stefanini è accusato di aver pilotato le gare, facendo rimanere la Tecnospurghi unica impresa in gare poi vinte, durante l'emergenza livornese, gonfiandone i costi, approvando attività mai svolte e, comprando sacchi di sale da disgelo da 20 Kg a 15 euro, Iva esclusa, quando nella vicinissima Pisa confezioni da 25 Kg costavano 3,5 euro. 

Un filo macabro lega queste due tragedie, pullulanti di gentaglia senza cuore, frutto di questa società avariata, insensibile, viscida, senza sentimenti, ammaliata esclusivamente dal male odierno più temibile, il lucro. 
Nessuna pietà per questi avvoltoi senza scrupoli, con la speranza, oramai fievole, che la nostra nazione di possa impegnare in una seria manutenzione di menti e cuori, attraverso un lungo percorso culturale purtroppo mai iniziato, al fine di rimodulare scale di valori da troppo tempo sfasate, privilegianti denaro alla comunità, al sociale, nel rispetto di vittime e innumerevoli disagiati.    


Commento ai commenti


Ieri mi sono imposto, quasi scocciato, di leggere l'articolo su Repubblica di "Uolter" Veltroni imperniato sulla crisi, meglio dire scomparsa, della sinistra in Italia. Tutto sommato un bel articolo anche se il metodo, la medicina proposta da Uolter non la condivido pienamente. Scalfari stamani su Repubblica incensa l'articolo sperticandosi come solo lui sa fare e proponendo nomi su cui ripartire: Gentiloni, Minniti, Zanda, lo stesso Veltroni e naturalmente il Presidente Mattarella. Scalfari quindi propone il vecchio per cercare di portare novità all'interno dell'esangue sinistra. A mio parere un coacervo d'inutilità, una ripartenza senza movimento, un'iniezione palliativa senza futuro.
Interviene pure l'Eterno Scocciato Cacciari che, pungolando Uolter nel ricordargli gli errori che anche lui fece al tempo del segretariato del partito, propone un partito federale, transnazionale con il leader dal basso. Cacciari analizza pure i macroscopici errori fatti al tempo della nascita del PD: 

«La sinistra italiana ed europea li ha compiuti già dagli anni Settanta e Ottanta. Da un lato, ci furono grandi trasformazioni sociali, cambiamenti nel lavoro che fecero smottare la base della sinistra, senza che i suoi leader ne prevedessero le conseguenze.
Dall’altro, la questione istituzionale: in quegli anni la sinistra non affrontò le riforme, chiudendosi nel conservatorismo e rifiutando chi, come i sindaci del Nord, chiedeva una svolta in senso federale. Un atteggiamento che accomuna Veltroni a D’Alema e Prodi».

E questi sono i rimedi proposti sempre da Cacciari:

«Ricostruendo dalle fondamenta un partito con un radicamento territoriale, con gruppi dirigenti che emergano dal basso, dalle località. Che valorizzi chi nel suo ufficio, ospedale, giornale, scuola, sindacato rappresenta quel luogo. Il contrario di quanto ha fatto il Pd, che scelse le cooptazioni. Ci vuole discontinuità netta: un partito non liquido ma di massa».

E dirò pure la mia: per far rinascere la sinistra in Italia occorre che avvenga solo un fatto: anteporre i diritti degli esseri umani ai profitti, abbattendo senza remore l'alterazione democratica trentennale che chiamo tecno-rapto-finanziocrazia.
E propongo pure un nome su cui ripartire: Tomaso Montanari.