domenica 26 novembre 2017

Dixit


“Quando l’ombra del telaio si disegnò sulle tendine era tra le sette e le otto del mattino, e fui di nuovo dentro il tempo, sentendo il ticchettio dell’orologio. Era quello del nonno e quando me lo diede il babbo disse: Quentin, eccoti il mausoleo di ogni speranza e desiderio. Non te lo do perché tu possa ricordarti del tempo, ma perché ogni tanto tu possa dimenticarlo per un attimo e non sprecare tutto il fiato nel tentativo di vincerlo. Perché, disse, le battaglie non si vincono mai. Non si combattono nemmeno. L’uomo scopre, sul campo, solo la sua follia e disperazione, e la vittoria è un’illusione dei filosofi e degli stolti.”
(L’urlo e il furore - William Faulkner)

Coraggio alla Achab



L'incarnazione delle fake news, la fonte di ogni smargiassata, il circo equestre vivente, ha avuto la sfrontatezza di denunciare davanti alla platea di Leopolda 8, un possibile piano destabilizzante operato da chissà chi per cercare consensi, lanciando in aere bufale colossali spacciate per verità.
Quale coraggio sminuente persino quello leggendario di capitan Achab!
Lui, proprio lui s'è avventurato in detta sbertucciata, nell'eclatante, quasi goliardica, affermazione necessitante un epico, roboante "senti chi parla!"
Ricorda lo smemorato di Rignano che tutte le reti della tv pubblica sono al suo servizio? Che professionisti seri sono stati allontanati, pur con share alti, solo perché non sottostavano al diktat toscano di produrre notizie alterate per il bene comune, quello del giglio magico? 
Gabanelli, Floris, Giannini, Giletti han dovuto cambiare casacca, caro Fake-segretario, solo perché dicevano verità scomode per la vostra baracca oramai in estinzione, per fortuna! 
Con che coraggio continui dunque ad importunare il vero, il bello, l'animosità democratica, con queste invereconde sceneggiate circensi? 
Leopolda 8 è stata sfanculata praticamente da tutti gli importanti e sinistri pensatori attualmente in auge dalle nostre parti; l'alta presenza di giovani invece ci sconforta oltremodo, temendo per loro il peggio, visto che a contatto con l'Immoto travestito da rottamatore non potranno che apprendere nozioni lontane anni luce dalla democrazia, tra cui segnalo l'agire pubblico avente come unico obbiettivo la gratificazione personale, sano viatico per una riconferma a vita nella reggia della casta immarcescibile. 
La fobia di perdere consensi e potere, porta certi saltimbanchi a stravolgere la realtà, facendoli apparire come innovatori leali ed integerrimi, agli occhi, purtroppo, dei troppi allocchi ancora in circolazione. 
Aver fatto una legge elettorale capestro, denigrante la libertà di voto, ed averla spacciata per un esempio di lealtà, è una delle più grosse fake news mai prodotte dal pensiero umano!

Raccontare in giro che la lotta all'evasione stia producendo frutti insperati è una palla colossale, in quanto i soliti noti, gli amici degli amici, oltre ad aver cuccato prestiti dalle banche che non restituiranno mai, le famose sofferenze bancarie, proseguono nel vergognoso slalom evitante doveri fiscali e producenti aliquote altissime, generanti vere rapine nei confronti di chi, sentendosi anche coglione, paga i balzelli alla fonte. 
Nascondere scandali, come banca Etruria, Consip, rappresenta un tentativo di occultare notizie che in molte altre nazioni rappresenterebbero invece l'occasione sana per far pulizia nei meandri del potere, al fine di ripartire con una maggiore spinta democratica, per il bene della collettività. 
E quel pupazzo sbarcato dal treno degli Epiteti ci viene a raccontare del rischio organizzato delle fake news! 
Ci tratta da babbei, fingendo acrimonia, dialettica infuocata, voglia di scontro politico nei confronti del vecchietto erotomane rimesso a nuovo da maghi e fattucchiere, con l'optional della dentiera ipermoderna, come se non sapessimo che una volta votato regnerà con lui su queste macerie ancora fumanti, per lo sciacallaggio continuo, perpetrato da decenni in questa martoriata nazione! 
Se non è una fake news questa! 

Triste rimirar


Guardando servizi fotografici di uomini o donne di sport, a volte penso a quanto siano stati sfigati i componenti il mio apparato muscolare; che penseranno il deltoide, il bicipite, la fascia addominale, accessoriate al mio imbolsito fisico? A volte ho la sensazione che prima o poi qualcuno di loro mi denuncerà per stalking, vista l'inoperosità latente inflittagli da un adiposo come me. 
Li immagino con un giornale in mano a contare le ore, stufi di non far nulla da decenni, impegnati a guardare lo sforzo di altri componenti, fegato, stomaco, intestino ad esempio. Alcuni di essi, che so: il brachiale flettente l'avambraccio, i tricipiti, i quadricipiti, vivono nella quasi assoluta e noiosa immobilità smagrendo a vista d'occhio e sognando corpi di sciatori, di cultori dell'atletica, di nuotatori, di rugbisti in cui sarebbero stati messi in grado di realizzarsi. 
Quelli della fascia addominale invece a parer mio sono tanto rilassati da restare tutto il giorno sdraiati ed immersi nella cotenna, comprensiva di epiche maniglie e di un giro vita imbarazzante, tanto da sospettarne un flirt amoroso, sorto per l'epica inoperosità motoria del sottoscritto. 
Mi spiace immaginarli così, di averli ridotti ad essere bersaglio di sfottò da parte di colleghi più fortunati impiantati dentro a patiti di footing, di nuotate, di palestre. 
Le poche volte che prendo un'iniziativa con parvenza motoria,  avverto un'irrefrenabile stupore pervadente ogni tessuto, ogni organo; percepisco dall'assenza di risposta immediata all'impulso di contrarsi partito dalla cervice, una loro impreparazione colossale all'evento, con una successiva e stranita messa in movimento di chi da tempo immemore ne era stato privato, un coro di meraviglia generale, uno scricchiolio facente però presagire il peggio. 
Deltoidi con le estremità poggiate sul tavolo, intenti a rimirar paesaggi o ad interloquire del più e del meno con il perennemente sbuffante apparato digestivo, levarsi shoccati il pigiama di flanella per iniziare a contrarsi, tra ruggini e tarme! Poveretti! Domando loro scusa, promettendogli maggior movimento nei prossimi mesi, eccezion fatta però per il prossimo, ahimè effluvio gastronomico per eccellenza!  

sabato 25 novembre 2017

Tranquilla non me ne sono dimenticato!


Il nobile tema del primo incontro delle donne ministre delle pari opportunità, si è svolto a Taormina il 15 e 16 novembre scorsi. 
Al di là delle tematiche serie che speriamo abbiano seguito nei vari paesi partecipanti, compreso il nostro, evidenzio a mio parere una pruriginosa voglia d'apparire della nostra sottosegretaria Bella Etruriana, da sempre smaniante di visibilità.
Già al G7 dei capi di stato si era intrufolata ad arte 


se pur soltanto alla sera durante il concerto nell'anfiteatro. 
Ed ecco ora invece dirigere finalmente un incontro internazionale sulle pari opportunità! 


Chissà che gioia avrà assaggiato in un momento storico, anche se sottotono, come questo. 
Perché la nostra è ossessionata dall'esserci, dalla visibilità, dalla voglia abnorme di potere. 


Ripeto: il tema era nobile ma l'ego dell'Etruriana, a mio parere, l'ha offuscato un pochetto. 
La seguo sempre sottosegretaria! Stia serena...

News leopoldiane



venerdì 24 novembre 2017

Resistenza


Anche se mi è apparsa questa mattina la loro dea, vestita di un abito luccicante, con piccoli barattolini dorati ovunque, un mantello sponsorizzato, un viso gioviale ed intrigante, uno scettro tutto costellato di scontrini, si era proprio lei: la dea Shoppante la beneamata dal commercio e insufflante l'acquisto di ogni cianfrusaglia venduta subliminalmente come fosse indispensabile al proseguimento dell'esistenza sul pianeta, nonostante tutto questo ho resistito, o meglio, sto resistendo a questo cavolo di Black Friday ove tutto si sta trasformando in impellente, indispensabile quasi come la bombola d'ossigeno per un portatore d'enfisema. 
Resisterò "slalomando" tra gli inviti estasiati di dolci voci femminili arrivanti dall'etere, stranite per il fatto che ancora non mi sia deciso all'acquisto di frullatore, spazzola, rasoio, abito, scarpa, ritrovato tecnologico, marsupio e via andare. 
Resisterò perché non voglio darla vinta a "lor signori" i quali credono che non si sappia in giro che gli sconti incredibili sono rivolti solo ad avanzi di magazzino, ad obsolete cianfrusaglierie ammassate in lugubri magazzini. 
Certo è dura: ad ogni oggetto visionato scatta l'emozione della parte di me dedita al cazzeggio compulsivo, trasformate uno zaino monospalla in un articolo decretante la mia sopravvivenza quaggiù, così potente da indirizzare le dita sul mouse verso il tempio di Amazon ove tutto appare necessario, ove il sostentamento alimentare quotidiano viene surclassato dalla radiosveglia o dalla macchina fotografica con autozoom. 
Resisterò, credo, per non darla vinta a chi crede che per salvare la patria occorra moltiplicare gli oggetti già posseduti, perché il pil dicono si alza solo nel caso che possegga due tv, tre cellulari, svariati piumini, infinite camice, innumerevoli scarpe. 
Resisterò per non sottostare a mode dal sapore "amerigano" malefici inspiratori di necessaria trasformazione di chiunque in possidente di chincaglieria, già obsoleta una volta strisciata la carta, vedi il mondo da me tanto amato Apple, dove ogni sei mesi quello che hai appena comprato, si trasforma in reperto museale. 
Resisterò a tutti questi vigliacchi che campano egregiamente sulle mie debolezze eclatanti, sulle mie cadute consumistiche, sul mio onnivoro, brutale e compulsivo accanimento spendaccione, volano per un'economia tossica, sviante da principi e valori, conducente all'imbolsimento delle mie già miserrime sinapsi.
Resisterò e già che ci siamo: fuck off black friday      

Confronto


Al confronto i testimoni di Geova suonanti alla domenica mattina sembrano dei festosi mariachi!