sabato 22 aprile 2017

Happy Birthday, Jack


"La gente che parla per metafora dovrebbe farmi uno shampoo allo scroto!" (Cit.)

 

venerdì 21 aprile 2017

Solito spettacolo



In questo nostro depredato paese, il boss del Ventennio del Puttanesimo si è salvato ieri, per la nona volta, da una condanna che, in ogni altro paese democratico, ne avrebbe decretato la fine politica, grazie alla prescrizione, a questa forma illiberale di prescrizione voluta forsennatamente proprio dal pluricondannato, ai tempi in cui era al potere, grazie ad un'opposizione salvifica, per lui e per il sistema, visto che nel 2015 i colletti bianchi nelle carceri italiane erano 228 ed in Germania 6271.
Grazie alla prescrizione chi delinque dentro i meandri dello stato o nelle caverne brigantesche chiamate banche o nelle multinazionali, resta impunito.
Apparentemente la colpa di questa incresciosa situazione è da addebitarsi al partito al governo assieme al PD, guidato da colui che un tempo era il maggiordomo del Boss ed ora ministro degli Esteri, dopo aver ricoperto anche quello degli Interni: Angelino Alfano.
Ma non è così!
Esiste un piano scellerato, un accordo da taverna piratesca, per cui questo salvataggio, questa impunità continuerà pure nella prossima legislatura, sotto gli occhi del dormiente ministro di Grazia e Giustizia che per copione, finge di smarcarsi dall'ex segretario Bomba per riunirsi a lui, una volta certificatone il ritorno grazie alle oramai vicine elezioni del partito, un avanspettacolo stile anni 50.
Spariti i cosiddetti oppositori interni, una task force al borotalco che finalmente si è levata di torno, solo per opportunità politica, per il Clown Rigonfio la strada per un ritorno sulla tolda sarà spianata, larga e ben asfaltata.
Supportato da leggi vergogna tipo quella della prescrizione, stringerà un accordo con il partito del Boss, per schiantare il cosiddetto populismo e ripartire verso un futuro luminoso costellato di balle spaziali, di contentini e di Verdini.
Il Dormiente intanto custodisce gelosamente la legge di riforma dei tempi processuali nel cassetto, scordandosi della promessa fatta nel luglio 2016.
E quando la pantomima della segreteria sarà finita, riceverà il giusto premio dal suo sodale rignanese: un covone, ove potere gridare meglio al vento parole quali giustizia, onestà e giusta pena.


giovedì 20 aprile 2017

Articolo


Immenso. Ineguagliabile. 

giovedì 20/04/2017
Viale Vaccini

di Marco Travaglio

Ma vi rendete conto che un quivis de populo, un passante, un signor nessuno che non ha neppure un mestiere e che l’ultima volta che fu eletto fu al Comune di Firenze e poi basta, che non è più premier e neppure segretario del suo partito, tiene in ostaggio un intero Paese, che incidentalmente è il nostro? Vi rendete conto che questo noto frequentatore di se stesso ha appena nominato i vertici delle aziende di Stato, controlla militarmente le tre reti e i tre tg della Rai, dà ordini al governo e le pagelle ai ministri, pretende una punizione esemplare o meglio la chiusura dell’unico programma di giornalismo investigativo rimasto (Report) e – siccome l’unica qualifica che gli è rimasta è quella di figlio di papà Tiziano – fa il diavolo a quattro affinché il Csm o il ministro della Giustizia o magari i caschi blu dell’Onu radano al suolo la Procura di Napoli e il Noe che hanno osato scoperchiare le tangenti e i traffici alla Consip per truccare il più grande appalto d’Europa? Ieri abbiamo scritto che B. non sa più che dire e fare perché i renziani gli rubano le parole, le leggi e le malefatte di bocca. Ma c’è una differenza: pur con tutti i conflitti d’interessi, B. era un premier e un leader eletto dal popolo. Renzi non ha mai sottoposto se stesso né il suo programma (lo stesso di B.) agli elettori ed è improbabile che, se l’avesse fatto, avrebbe avuto la maggioranza.

Figurarsi quanti voti prenderebbe nel popolo del centrosinistra se li chiedesse per attaccare i pm e gl’investigatori che indagano su suo padre e i giornalisti che non gli chiedono il permesso. La canea scatenata dall’inchiesta di Report sul vaccino contro il papilloma virus fa dubitare della legge Basaglia. Prima di trasmetterla, il direttore Sigfrido Ranucci ha premesso che “il servizio non è contro l’utilità dei vaccini. Parliamo di farmaco-vigilanza. Di cosa succede quando ti inietti il vaccino e hai una reazione avversa. La legge prevede che il medico informi l’ufficio di farmaco-vigilanza entro 36 ore. Ma in quanti lo fanno?”. Poi il racconto di alcune ragazze affette da Hpv che, dopo il vaccino, hanno subìto reazioni avverse e faticato a segnalarle ai medici e alla vigilanza. Anche perché i dati sugli effetti negativi sono discordanti, inattendibili, sottostimati per la carenza di studi e istituti davvero indipendenti: forse per non creare allarmismi fra la gente poco informata, più probabilmente per compiacere le case farmaceutiche, che muovono capitali spaventosi, si comprano i media e spesso la ricerca, la medicina e la vigilanza. Di che altro dovrebbe occuparsi il “servizio pubblico”, se non della nostra salute?

Lo spiega bene al Fatto il farmacologo Silvio Garattini, interpellato da Report con altri esperti internazionali: “Nessuno scandalo, occorrono più trasparenza, più studi e più controlli indipendenti sugli effetti di tutti i farmaci, non solo dei vaccini”. Quanto al papilloma, “non esistono prove certe della sua correlazione col tumore alla cervice uterina”. Ma noi conosciamo solo “il 10% di quel che dovremmo sapere sulle sostanze che assumiamo” perché la gran parte degli studi sono “presentati dalle industrie farmaceutiche”: come chiedere all’oste se il vino è buono. Ma salta su tale Beatrice Lorenzin, del cui curriculum medico-scientifico nessuno può dubitare: maturità classica, stage al Giornale di Ostia, dirigente di FI ed Ncd, dunque ministra della Salute. Dall’alto di cotanta cattedra, spiega a Report (e dunque pure a Garattini e agli altri esperti intervistati) che chi non ha i titoli scientifici non deve parlare di vaccini, altrimenti “diffonde paura con tesi antiscientifiche”. Ha parlato Marie Curie. Poi c’è il novello Albert Einstein, al secolo Guelfo Guelfi, che sta nel Cda Rai perché scriveva i discorsi a Renzi, quindi ha la laurea ad honorem in farmacologia. Infatti discetta di vaccini e, già che c’è, chiede la testa di Ranucci e Berlinguer, e pure di Campo Dall’Orto che non li ha ancora decapitati. Il resto lo fanno i telegiornaloni e i giornaloni aggreppiati alla lobby del farmaco, che non ammette discussioni sui medicinali (ripetiamo: dibattiti tra scienziati sui pro e i contro, non inviti di ciarlatani a non vaccinarsi), e alla politica mainstream, che s’è autoproclamata Partito dei Vaccini contro il fantomatico Partito dei Virus, cioè – nella narrazione fumettistica della banda del buco – i 5Stelle.

Dopo 20 anni di difesa strenua, Repubblica unisce i suoi fuciletti a quelli del Pd contro Report. Il tutore dell’ordine Sebastiano Messina disperde con gl’idranti l’ultimo fiore all’occhiello della Rai perché nomina Benigni invano e, “anziché smascherare il grande imbroglio di chi vuole impedire agli italiani di vaccinarsi, sostiene la tesi opposta”. In attesa di svelarci chi vuole impedire agli italiani di vaccinarsi (la Papilloma Spectre? le Forze Oscure della Scarlattina in Agguato? la Morbillobby?), il gendarme chiede la cacciata di Ranucci che avrebbe tradito la lezione di Milena Gabanelli (peccato che fosse il suo braccio destro, che lei l’abbia scelto come suo successore e l’abbia difeso ancora ieri). Il tutto, beninteso, per “salvare Report da se stesso, allontanandolo velocemente dal sinistro latrato degli spacciatori di bufale”. Dunque Ranucci, nella prosa stilnovista di questo fuochista della macchina del fango, sarebbe un cane che latra bufale (e quali? Messina si scorda di indicarne una). Nasce così un nuovo reato: il leso vaccino. E un nuovo dogma di fede: l’Immacolata Vaccinazione. Il tutto, quando si dice la combinazione, pochi giorni dopo che Report ha smascherato i conflitti d’interessi fra l’Unità del figlio di Tiziano e il costruttore Pessina. Ma davvero questi impuniti pensano di farci credere che sparano su Report per difendere i vaccini? Ma pensano che siamo tutti fessi?

Chi vi vuole!

Ogni volta che parla, blaterando, provoca dannosi sbalzi pressori, quasi come una milf a Rocco. Ogni volta che s'inerpica in un ragionamento, evidenzia il suo stato di sherpa, utile e dedito unicamente a trasportar faldoni. 
Ma questa volta, impietosamente, con la dichiarazione squallida 
"purtroppo ancora una volta a Roma il corteo dell'Anpi è divenuto elemento di divisione, quando dovrebbe essere l'occasione di unire la città intorno ai valori della Resistenza e dell'Antifascismo. Per questo, come l'anno passato, non parteciperemo" 
raggiunge l'apice di un sommo sfanculismo nei suoi confronti.
Ma chi cazzo vi vuole, conciati in questa maniera, alla celebrazione della Liberazione, egregio Orfini?
Ma davvero credete di trasmettere valori minimamente accostabili a quelli fondanti la storia e la dignità di questo povero paese?
Via cicciobello! Fai il serio per una volta e continua a storpiare realtà e fatti per impreziosirti agli occhi del tuo padrone, quel Bomba Rigonfio di cui non avvertiamo minimamente l'assenza. Tutt'altro!
W il 25 Aprile!
W la Resistenza!
W l'Anpi!

lunedì 17 aprile 2017

Arrivano!


Ello le sta preparando
affinché noi tra una mesata,
le rosse trangugiando,
daremo il via all'abbuffata
muniti di soave mano scaltra,
confermando il detto: una tira l'altra!