giovedì 2 marzo 2017

Neologismo


E dopo petaloso, ecco nascere un nuovo termine: il prototipatore. Cosa vuol dire? Colui che si occupa di creare bandi di gara e capitolati (prototipi).
Comunque a Rignano questo neologismo già lo conoscono bene...

Scritti



martedì 28 febbraio 2017

Starbucks...nell'acqua!


Dunque son pronti a sbarcare!
L'enorme catena di caffetterie Starbucks, annunciata da palmizi e banani in piazza del Duomo a Milano, dal 2018 aprirà un megastore nel cuore del capoluogo lombardo.
Non contenti di averci convinto a festeggiare Halloween, dove tra un dolcetto ed uno scherzetto annusiamo la loro imbecillità, gli americani tenteranno a breve di modificare i nostri riti mattutini, di cui molti vanno fieri, me compreso.
Pronti quindi a vedere tra non molto festanti modaioli girovagare sul suolo italico con il classico bicchierone contenente liquido nero che, bestemmiando, alcuni convinti definiscono caffè. 
Pronti a modificare, sempre ossequiosamente, i termini a noi familiari in nome dei dio business. E pertanto: basta dire tazza piccola! Tell sarà la parola giusta! La media invece diverrà grande e la grande semplicemente "venti".
E già immagino chi entrerà convinto che chiedere del "latte" sia sufficiente per avere il classico bicchiere di latte appunto. Sbagliato! "Latte" sarà il caffèlatte! Dovremmo quindi aggiornarci, sfanculando le nostre abitudini, in nome e per conto di quello spazio enorme che Starbucks ci sta preparando, 2500 mq di locale?
Non sanno gli statunitensi che un rito mattutino, come quello della colazione al bar, necessita di regole spudoratamente ortodosse: il bar diviene per una ventina di minuti, il luogo ove consumare l'avvio della giornata e le modalità, il più delle volte, sono rigide e ferree; infatti proprio in virtù di un'abitudine consolidata, efficiente e rasserenante, se non per fattori legati a problematiche personali, si tende a non cambiare locale.
Il caffè al bar del primo mattino, richiede l'incontrarsi con le solite facce, ascoltando i soliti commenti sul tempo e soprattutto l'assaporare i giornali freschi, quasi intonsi tra cui svetta, idolatrata, la mitica Gazza. Mentre il bancone è strapieno di tazze ognuno dice la sua, tendenzialmente in un'ottica diversa rispetto a tutti gli altri.
Segue il commento del tipo, diciamo, naturalistico, su bellezze locali o trasmesse dalla tv, rigorosamente accesa su un notiziario.
Quindi il rito prevede l'eventuale giocata al superenalotto o l'acquisto di un grattino con la speranza, neppure troppo celata, di vincere per cambiar vita (tutti lo pensano nel locale).
Non esistono vincitori né vinti, conta il ritrovarsi, l'ascoltare le fregnacce di ognuno, esternando le proprie.
Il caffè deve essere rigorosamente ben fatto, secondo la nostra tradizione, che nel mondo è la migliore. Per questo il gestore del bar sta sempre attento a non presentare un caffè scialbo, acido, né troppo freddo.

Tutto questo costituirà un formidabile deterrente per chi vorrebbe portare mode e riti diversi dalla nostra normalità. Abboccheranno i soliti, quelli che grondano ansie modaiole, fini a se stesse.

Buongiorno


Aumento delle spese militari di 54 miliardi di dollari per arrivare a sfiorare i 600 annui. Fine della Obamacare, la legge che dava assistenza sanitaria a 10 milioni di poveri statunitensi. Taglio dei contributi statali alle scuole pubbliche. 
E ci si aspettava solo una voce di protesta, non arrivata, dai ricconi che vivono in villone lontani dalla realtà, impegnati nella caccia alla statuetta di zio Oscar.
Good Morning America.

Discussione


Si fa un gran parlare oggi di morte, di eutanasia, di suicidio assistito, alla luce di quanto ha deciso Dj Fabo. E' assolutamente una logica del nostro paese, affrontare i problemi non per evitarne conseguenze, ma solo dopo che qualcuno, sulla sua pelle, rispolvera l'ignominiosa patina di silenzio pilatesco che una becera classe politica, come la nostra, lascia depositare per ignavia, guardando altrove, che poi l'altrove si sa consiste nella tutela dei loro interessi di casta.
E' difficilissimo parlare in materia ma, presupponendo di essere in uno stato laico, occorrerebbe in primis tutelare e consolidare le aspettative dei cittadini, al di là di ogni schieramento filosofico di pensiero e di credenza, fermo restando che in materia è nettamente avvertibile la sensazione di camminare su un crinale pericoloso con ai lati, irte e scoscese discese ove pullulano orchi ed opinioni tipiche di questo novello medioevo culturale.
Già come antipasto molti hanno confuso i termini: la morte di Fabiano Antoniani non è stata eutanasia, bensì suicidio assistito. 
L'Adinolfi che è tra noi, vorrebbe blaterale di eutanasia, tirando in ballo costi e quant'altro di squallido concerne la vicenda. Non è così. DJ Fabo si è suicidato volontariamente, ha morsicato il bottone che ha aperto la valvola iniettante il liquido provocante la morte. 
Gli schieramenti sono chiari: i contrari, prevalentemente cattolici, parlano della sacralità della vita, in qualunque stato sia e che nessuno può permettersi d'interromperla perché essendo dono, non gli appartiene. Scuole di pensiero cattoliche assicurano che nel dolore fisico, nell'impedimento paralizzante, lo Spirito assiste i moribondi, alleviando il calvario senza speranza, senza risoluzione umana. Dall'altra sponda ci sono coloro che in virtù di un agnosticismo, di un ateismo o di qualunque altra filosofia umana, escludendo l'esistenza del divino, pretendono che lo Stato debba farsi garante della buona e dignitosa fine dell'esistenza allorché medicina e scienza ne escludano a priori una guarigione, decretandone conseguentemente l'ineluttabile morte.
Affiorano inoltre alcuni aspetti, a mio parere, di per sé gravi: quanto costa e quanto fa guadagnare l'accanimento terapeutico? 
Grande e grave quesito. Scordandoci che qualcuno impegnato e guadagnante nella sanità pubblica, operi per il bene dell'individuo, quest'aspetto necessita di ulteriori e soprattutto tecnici approfondimenti; Eluana ad esempio nei suoi diciassette anni di coma profondo, quanto avrà fruttato nelle tasche di fornitori di medicinali, di sondini, di altri palliativi? E non sarà quindi che, al solito, questa barriera, questo prolungarsi di tempi indecorosi, questo indegno girarsi dall'altra parte della classe politica, non sia frutto di timori di perdite di guadagni da parte delle multinazionali? 
Ed inoltre: quanto è necessario prolungare esistenze, quanto è lucroso creare padiglioni per ospitare coloro che rimarranno per sempre in balia di auto respiratori?
Vedo il marcio in ogni dove solo perché fondamentalmente mi sto rendendo conto dove vivo e chi intorno a me è delegato a guidarmi. 
Ed infine la mia indegna considerazione in merito: credo che l'eutanasia non possa essere attuata in quanto il medico di natura e, per Ippocrate, è destinato a curare, mai ad uccidere. 
Il suicidio assistito invece, essendo una scelta, dovrebbe essere oggetto di un'attenta, attentissima legge in materia, permettendo a chiunque, responsabile della propria vita, di agire come meglio creda, senza nessuna imposizione dall'alto, o dal basso, di chi finge di essere compartecipe con l'Alto. 
Sono invece favorevolissimo al testamento biologico, un atto di coraggio e di lucida autodeterminazione. Il no all'accanimento terapeutico non stride con nessuna fede, con nessuna dottrina, con nessuna filosofia.
Anzi: sarebbe un'ottima scogliera proteggente dal verificarsi di casi estremi, e ahimè numerosi, come quello di Antoniani. Senza accanimento terapeutico infatti, Madre Natura interverrebbe al solito, con naturalezza. 
Ma per questa legge, i nostri politici, di ogni sponda, sono timorosi e refrattari. Il perché e ancora lì davanti a noi: tutto quello che è un costo prolungato infatti, è un lauto guadagno per pochi. Che poi, a ben vedere, sono molti.   
   

lunedì 27 febbraio 2017

Mattina


Nel solito gustoso bar piacentino a far colazione, con paste e Gazza fresche, noto a fianco a me un signore con davanti a sé un bicchiere mezzo vuoto, che spero sia spuma bianca, ma non lo è. Finito di bere, ne chiede un altro e lo sguardo del barista e la bottiglia confermano la tristezza alcolica. Mi siedo a leggere ma il suo sguardo mi fa chiudere immediatamente il giornale. Basta che gli pronunci la classica frase d'ascensore "freddo oggi eh?" e il signore si siede davanti a me, presentandomi un compendio delle sue disavventure, confezionato sicuramente nelle ore di silenzio assordante che lo avvolgono da chissà quanto tempo. Lo ascolto senza proferir parola, primo perché non sono certamente in grado di consigliarlo e poi perché sentenziare che il vino al mattino faccia male, è inutile, visto che anche lui sicuramente lo sa.
Aveva voglia di parlare, di aprirsi, di snocciolare calamità, ingiustizie, soprusi, dolori. Compartecipo donandogli del tempo, assistendo mentalmente alla trasformazione della mia vecchia auto in una Ferrari triturbo e poi in un jet supersonico utili, visto l'ingigantir del ritardo, per arrivare in tempo ad un appuntamento. Quando ha finito di parlare mi guarda con gli occhi umidi, felice del mio ascolto muto, ma a lui utile per riordinare la mansarda buia e "ragnatelata". Mi alzo per uscire ed ascolto l'ultima frase, una domanda:"capita spesso lei qui?" seguita dal mimo delle pupille invocanti "dimmi di sì, dimmi di sì!"
"No, perché non sono di qui. A volte però vengo e se ci rincontreremo sarò felice di offrigli...un caffè!"
Sorride, come faccio anch'io. Per lui e per la certezza di quanto l'ascolto incondizionato sia molto più utile di filippiche, saggi comportamentali letti dall'alto dello scranno di chi si sente sempre migliore, credendo di avere verità, certezze in tasca, lugubremente forata.

domenica 26 febbraio 2017

Riconoscimento


Pur se si è messo a far pubblicità a Vodafone, se è sodale con il Bomba che gli ha elargito la ristorazione di Expo, senza far gara, devo riconoscere come l'autogrill di Farinetti a Modena sia un'eccellenza nella ristorazione autostradale e la focaccia genovese, che costa 4 euro e che ho dovuto mangiare non per gola ma come membro della CIFAB (Confraternita Italiana Focaccieri Amanti Bisunti) sia goduriosa come venire a sapere che i testimoni di Geova hanno suonato a casa Tyson, appena addormentatosi dopo notte insonne.