lunedì 16 novembre 2015

Spettacolo non ripetibile


Adesso ho capito perché civiltà superiori si guardano bene dal venirci a trovare! 
Non era difficile comprenderlo. Stanno a guardarci. Anche quelle ipoteticamente ostili. Sanno che tra non molto, ci autodistruggeremo. Parigi c’entra relativamente, è solo uno spunto in più. 
Sappiamo che tra massimo un decennio città come Londra, New York saranno per metà sott’acqua. Che facciamo? Aumentiamo la produzione di anidride carbonica! I cinesi non puoi mica convincerli, giusto?  
In ogni angolo del pianeta ci sono figli di troia che vendono ad idioti armi e insegnano a pusillanimi ad usarle. 
Ci sono migliaia di babbani pronti a farsi saltare in aria, uccidendo simili a più non posso, perché istruiti in merito alla successiva vita ricca di donne e piaceri, al cui confronto la vita di merda che stanno vivendo nella povertà sfrenata, è cacca.
Guardano le civiltà evolute oltre il sistema solare e si scompisciano dal ridere. 
Immagino schermi giganteschi piazzati in ogni angolo delle città aliene con immagini in diretta di spettacolari numeri comici, di meraviglie ridanciane. Soffermiamoci un attimo: come definire la distribuzione delle risorse, del potere d’acquisto, delle cure mediche se non istiganti ad una violenza auto-distruttrice?
Par di vederli con le loro innumerevoli braccia, vedere generali impegnati a bombardare inermi, califfi urlanti ed invocanti assassinii di massa, fabbriche d’armi produrre sempre più morte con il beneplacito dei governi democratici e non. 
Poveri impoveriti nella dignità vagare alla ricerca di pane e nel contempo ricconi che cercano sempre più denari. 
Che spettacolo ai loro occhi! 
Vorrebbero chiedere il bis. Avvertono, tristemente, che la rappresentazione sarà unica nel suo genere. 
Come una fantastica soap opera, sperano che il gran finale tardi a venire. 
Vedendo la recrudescenza attuale, ho dubbi in merito.
Ci spiace fratelli extra galattici! 

Per Amore

Voi che fingete di non vedere, capite ma sviate, surrogate la vostra impotenza attraverso violenza, vendetta, spegnimenti di vite preziosissime, uniche, irripetibili, voi che insufflate dentro ignoranti per causa vostra teoremi e rivelazioni lontane anni luce, come la vostra coscienza, dal binomio Dio-amore, voi che siete felici allorquando nascono liti, conflitti, stragi, guerre per il vostro commercio immondo come la vostra anima di armi, voi che godete nel consegnare morte fingendo dolore, partecipando a commemorazioni, voi che che fate fasci di uomini giudicando da razza, lingua, colore della pelle, voi che vorreste armi in mano a neonati, che sognate muri e baluardi per mantenere sacre le razze superiori a vostro dire soltanto in virtù di un accaparramento storico ed inumano delle risorse, voi che guardate con disprezzo il diverso equiparandolo all'assassino molte volte invece coccolato e cresciuto nelle periferie delle vostre terre, sappiate che qualunque sforzo sanguinario facciate niente e nulla potrà spegnere la forza di parole sgorganti da cuori affranti, storditi dalla crudeltà gratuita di pupazzi ammaestrati alla morte in nome di una felicità eterna che non vi apparterrà, non vi compete, non ci sarà. Parole che vivranno e si spargeranno nei deserti delle vostre coscienze, che entreranno negli atomi che respirerete, che vi accompagneranno nei preludi terreni degli inferni che vi attendono, nel male che vi scorterà verso una fine certa, prossima a divenire, che non vi ricorderà, che annacquerà le vostre gesta, spargendo la polvere delle vostre ossa lontano dal resto orgoglioso dell'umanità. 
Queste parole, grani d'incenso che stanno profumando la Vita così scossa in ogni luogo da pensieri, gesta e delitti in antitesi con lei, parole che soffocano chi le legge, che stordiscono noi spettatori inermi di atrocità oramai pericolosamente divenute troppo numerose da sconfinare nell'abitudine. Parole mai effimere, mai sopenti, mai vetuste, mai usuali, parole evangeliche vive, spade affilatissime entranti là ove riposano, a volte in letargo, i talenti di ognuno di noi. 

E tra queste ricchezze incommensurabili, s'ergono di diritto quelle scritte da Hellen Wilson, la ragazza innamorata di Nick Alexander, assassinato nella mattanza del Bataclan e facente parte dello staff del gruppo rock che suonava a Parigi dentro la sala funestata dai delitti:

"Tre anni fa ti ho incontrato all'angolo della Quindicesima East e Irving Place. Mi sono innamorata dal momento che ho messo gli occhi su di te. Questo era il rapporto più dolce, appassionato e ricco di eventi che abbia mai provato. Eri tutto. Il mio amante, il mio miglior amico, la mia anima gemella. Sono completamente schiacciata adesso. Ho il cuore spezzato. Mi mancherai terribilmente. Dormi bene, mio dolce principe. Io ti amerò sempre, Nick Alexander."




domenica 15 novembre 2015

Al bar

Colazione in un bar inusuale ed in compagnia del "Tenutario di pubblici giornali" che, entrato dopo di me, si è pubblicamente meravigliato di come mi fossi appropriato della Gazza mattutina, per via di un diritto "usucapionico" da tempo immemore, a suo dire, detenuto.

Alto, dinoccolato, con smorfia sorridente, ha vagato per una buona decina di minuti attorno alla preda rosea, volteggiando con fare da condor, facendo finta di leggere una rivista di cui, era lampante, non importava una mazza. Ogni tanto mirava il suo maltolto ed il sottoscritto, a suo pensare, un becero accalappiatore di privilegi altrui che al massimo avrebbe dovuto accostarsi all'elenco telefonico e non infangare una tradizione locale decennale.

Ma si sa, bastardi si nasce! Ed allora per contrastare questi rituali fuorvianti incentrati sulla bieca consuetudine che vuole il giornale al bar non sfogliato leggiadramente ed in tempi rapidi come l'educazione imporrebbe, bensì studiato alla "Della Mirandola" per un ipotetico concorso mnemonico, ecco che mi son messo a leggere anche di vela, judo, bocce e di necrologi, facendolo rosolare come un asado cotto al freddo di un paese alpino! L'imbelle divenne tanto nervoso da quasi nitrire per rabbia, muovendosi come la Minetti ad una "cena elegante", alzandosi per futili motivi e concentricamente avvicinarsi al mio tavolino, con fare alla Verdini.

La stoccata finale ammetto fu di una cattiveria fuor dalle righe: giunto alla pagina finale, rigirai il giornale dando per un attimo sensore di rileggerlo, innescando nel torvo quasi un gemito di dolore paragonabile a quello di Orfini davanti al suo Q.I.

Fu allora che mosso a compassione, appoggiai la rosea sul tavolo lontano da me, assistendo all'infoiata raccolta dello sbavante, simile a lasciare i dirigenti ciellini della cooperativa "La Cascina" da soli in un caveau!

Clik!

Gli istanti in cui si comprende il valore di una politica rivolta al bene comune universale e ad una crescita dell'umanità.

 

C'è nessuno?

Chi, tra italici normodotati, avendo alle porte della Capitale un Giubileo, obiettivi sensibili a tonnellate tra cui opere di immensa importanza, chi tra tutti coloro che temono un'escalation della violenza, becera e stramaledetta ma figlia di malefatte comuni, chi tra coloro che desiderano un Natale sereno, feste familiari riossigenanti animi stanchi e fuorviati da una realtà sempre più inumana, chi tra tutti costoro può sentirsi al sicuro, sapendo che intelligence e prevenzione saranno nelle mani di quest'uomo?

Se c'è qualcuno, lo dica apertamente, perché Vanna Marchi sta cercando nuovi utenti per rivitalizzare le proprie attività!

 

sabato 14 novembre 2015

Senza nulla

Quello che non ci facciamo mai mancare sono gli sciacalli della peggior specie! Cavalcherebbero anche una merda se ciò desse loro un pizzico di quella visibilità che ricercano voracemente per credersi ancora in vita!