venerdì 26 settembre 2014

Fantastico!


Discorsi americani tradotti del Grullo

Cliccate qui sopra e leggete la traduzione in italiano dei discorsi fatti dal Grullo in inglese.
La meravigliosa bellezza è che sono fedeli a quello che gli americani hanno compreso! 

Preparate i fazzoletti.
Io a momenti mi strozzo dalle risa!!!

Fantastico!

La Leggenda del Topo e il Cinghiale


Narra la leggenda che tanti anni or sono un Cinghiale divenuto importante, molto importante scelse tra i suoi prediletti un topino molto socievole, molto scaltro per conquistare quel pezzo di terra su cui noi tutti ancora vi siamo seduti.
Il Topo crebbe all'ombra del Cinghiale, sfamandosi dell'arte non nobile dello stesso nell'accaparrarsi alimenti e potere. 

Vi fu un tempo in cui il Cinghiale rinverdì gli augusti fastigi della Roma Imperiale tanto fu il suo potere su uomini e donne, alcune anche fortunate e notate che si trasformarono in celebrità.
Il Cinghiale ed il Topo scorrazzarono per la penisola. 
Il Topo mandava avanti l'ungulato che travolgeva ogni cosa, abbattendo nemici e conquistando ogni dove. 
Il Topo imparava celermente visto l'alto Q.I. e nel corso delle razzie incontrarono anche un ometto a quel tempo molto simpatico, il quale stringendo amicizia con il Cinghiale e donando lui innumerevoli quantità di granaglie, divenne in tempi successivi anch'egli molto potente ma, a differenza dei sopra citati, cadde nelle innumerevoli botole sempre aperte e si trasformò con il tempo in un impenitente puttaniere anche se intrigante e molto molto bugiardo. Ma questa è un'altra storia.

Avvenne che durante la luna di miele tra il murino e il Cinghialone il piccolo roditore scrisse, attorno agli anni 80 del secolo scorso, queste frasi fraterne ma grondanti dell'essenza del topo, l'amore per il potere ed i soldi:

"Mi ha fatto molto piacere il consenso che ho visto crescere nel partito attorno alla mia candidatura per la Corte Costituzionale. Questo mi rafforza nella convinzione che il partito è davvero la mia casa. Io credo di essere adatto, anche perché, lo dico senza iattanza, so esercitare in ambienti come quello della corte, una notevole autorità."

Avvenne che un giorno la sorte volse le spalle al Cinghialone e tutto franò in breve tempo. 
Scomparvero il potere, gli amici, l'inviolabilità del suo nome. 
Venne attaccato al punto di doversi rifugiare in Africa. Scomparvero i sodali, i fratelli che avendo partecipato alle sue scorribande, temevano di rimanere in trappola anch'essi come il loro oramai ex vate. 
Il Topo oramai cresciuto e divenuto per tutti Topastro, si staccò anch'egli dalle sottane del suo maestro e quand'egli spirò per malattia, non si fece vedere per nulla sul luogo del lutto e dolore. 

Grazie alla sua ineffabile astuzia, il Topastro riuscì ad infiltrarsi nei palazzi di peso romano sino a ricoprire innumerevoli ruoli importanti e da tutti ricercati. 
Riuscì ad anteporre a tutto l'astuzia alla bieca voracità per tutto quello che luccica. 
Scaltro e felpato conquistò anime e teste, s'insinuò nelle fessure onnivore dove anche l'aria è secretata, divenne addirittura Presidente e fu unico nel riuscire, in una notte, a mettere le mani in tasca a tutti gli abitanti del Paese, prelevando loro forzatamente denari, per il bene comune. 

Passarono gli anni ed il Topastro, come tutti, invecchiò. 
Ma le canute tempeste che dovrebbero far riposare gli esseri viventi, per il nostro rappresentarono ulteriore carburante per continuare ad alimentare la sua sete immensa di monete ed importanza. 
Iniziò a raggranellare pensioni tutte d'oro ed anche se l'agiatezza lo baciò a lungo, il suo spasmo, la sua arrogante arsura, continuarono a mandarlo nei Palazzi per accaparrassi nuove nomine, nuovi incarichi a scapito di chi in giovane età, sognava occupazione.
Fu tanto scaltro che sfiorò per poco il posto lasciato dal Re ottuagenario, anch'egli però sempre alla ricerca di visibilità e grana e pur essendo in ballo dal 1953 non si dissuase dal riacciuffare il massimo titolo, unico caso nella storia del paese.

Pianse il Topastro allorchè il Sovrano fu riconfermato.
Pianse amaramente. 
Ma non si abbatte più di tanto. 
Si ricordò delle parole scritte al Cinghialone, oramai dimenticato ed andò a bussare al Re Riconfermato per tentar di scroccargli l'Augusta poltrona. 
Il desiderio si materializzò ed oggi, dopo decenni di bave e sogni, il Topastro siede lassù, nel più alto scranno della Magistratura, ossequiato, temuto ed adulato, sempre pronto a scattare in favore di amici e potenti. 
Questa è una parte di storia di un famoso Topastro incallito e rigeneratosi in vari modi, sotto innumerevoli tetti, spogliatosi frequentemente per indossare nuove divise, di tanti colori, che in apparenza potrebbe essere identificato con Giuliano Amato. 
In apparenza.
O forse no.

giovedì 25 settembre 2014

Quello sguardo...


Ho assistito ad una serie di colloqui per un'assunzione a tempo determinato ed ho visto gli sguardi di giovani che vi hanno partecipato. 
Giovani con la sorpresa nei volti per qualcosa che si potrebbe materializzare come una luce che rompe il paesaggio serale sotto il cielo plumbeo.
Fremevano dentro sé perché anche se si trattava di piccola attività; la speranza di entrare da vivente nel mondo del lavoro dopo mesi da spettatore, rendeva le loro facce ansiose, spaurite. 
Pensieri tristi questi, in un paese oramai allo sfascio che trascura i suoi giovani figli i quali saranno costretti ad emigrare, per far fortuna da altre parti.
Il pensiero poi che molti posti siano occupati da chi ha già ottenuto una pensione, rende il quadro nauseante, inqualificabilmente vergognoso.
Questi virgulti usciti da una scuola scassata e oramai fuori tempo massimo, è una macchia alla democrazia, un colpo alla sovranità del popolo, una spada che penetra nella dignità di chiunque abbia a cuore il problema, nauseandosi a sentir girare certe cifre accalappiate da briganti nullafacenti. 
Lo sguardo rimane come monito per impegnarsi a trovare lavoro per tutti, giovani compresi. 
Altrimenti non si potrà mai progredire.   


Un affare!


La Camera solennemente ci rassicura: acquisteremo la metà degli F35, la Fiat-Duna dei cieli, per la misera somma di 6,5 miliardi di euro.
6,5 miliardi di euro! 
Con le scuole cadenti, la gente in coda alla Caritas per mangiare, le capriole dei padri di famiglia per arrivare a fine mese, senza dubbio è un ottimo investimento!

Come se un assassino armato di mitra e bombe a mano, decidesse di farci fuori solo con un tenero ed umile coltello da cucina.


Saprei io dove mettervi gli F35, briganti!

Finalmente


L'editoriale di Ferruccio de Bortoli direttore del Corriere della Sera contro Fanfar-Bullo&Grullo di ieri, prepara il terreno ad un ridimensionamento del fiorentino e della sua scellerata politica fraterna con il Pregiudicato, aumentando il coro di dissenso già composto da Scalfari e dal Sole 24 ore ossia Confindustria.

L'aspetto inquietante però è un altro: de Bortoli è dimissionario e a primavera 2015 lascerà la direzione del maggior quotidiano italico. Di conseguenza viene in cervice un dubbio: prima della liberazione dai vincoli di proprietà, ossia Fiat e poteri forti, De Bortoli ha condotto il Corriere in stile fantozziano, ossequioso e prono? 

Parrebbe di si! 

Marchionne è subito intervenuto dicendo che non legge de Bortoli. 
Grande segno che il niet del Corriere ha centrato in pieno l'accozzaglia imprenditoriale guidata dal diversamente contribuente fiscale della mantenuta per decenni casa di auto torinese! 


Immagino de Bortoli sorridente, sereno, con un sigaro in mano e un rhum nell'altra ne suo studio, crogiolarsi dopo aver rievocato la fantozziana esclamazione al circolo degli amanti del film d'autore che trasportata ad oggi più o meno suonerebbe così:"per me il governo Renzi-Pregiudicato è una cagata pazzesca!"

Clap, clap, clap!

Palle italiche


Articolo 18 articolo 18 articolo 18!
Fanfar-Grullo ci sta rompendo i coglioni con questo specchietto per allodole ovvero l'abrogazione dell'articolo 18 che è una conquista di quello che una volta era il sindacato, ridotto oggi ad holding (a proposito Bonanni va in pensione con 4800 euro netti al mese).
Dietro questo ennesimo paravento scorrono tranquillamente i rivoli fognari frutto dell'accordo del Nazareno tra Tromby & Fanfar.

Esempi?
L'anti riciclaggio e il falso in bilancio sono stati stoppati in quanto Frankestein-Ghedini e la Burrosa stanno studiando un nuovo testo in proposito. In pratica tutto archiviato. Il Ministro Orlando avrà il coraggio di dimettersi?
Rai e Mediaset otterranno sconti per 200 milioni dalla nuova normativa in ambito del pagamento delle frequenze a scapito delle TV minori tipo La 7 che pagheranno di più.
Ieri la Camera ha solennemente dichiarato che acquisteremo la metà degli F35 prenotati per una spesa di soli 6,5 miliardi.
6,5 miliardi. 
Come se un assassino armato di mitra e bombe a mano decidesse di uccidere solo con un coltello da cucina!
Il prossimo Presidente RAI potrebbe essere tal Pilati ovvero un uomo del Condannato. Dal Nazareno quindi uscirà la protezione per le reti Mediaset e la solita politica d'indebolimento del servizio pubblico, con programmi soporiferi e senza meta in modo da permettere al Pregiudicato di arraffare sempre maggiori introiti pubblicitari.
E tutto questo scorre dietro alla prova di forza del figlioccio toscano del Puttaniere. 

Che sia sbagliato abrogarlo è chiaro per due ragioni: la mancanza di rispetto nei confronti di chi ha lottato per conquistarlo a prezzo di fame, rabbia e lotta (parola sconosciuta a questi yesmen travestiti da sindacalisti) e soprattuto perché la scomparsa di questa tutela sia caldeggiata dal vate dell'economia per pochi, dal luminare dell'evasione legalizzata per riempire sempre più le tasche dei suoi padroni, dal signore della violenza psicologica contro le categorie di lavoratori non più tutelati, dall'impresario di pompe funebri dei lavoratori, dall'inetto manager che travolge tutto per continuare a guadagnare centinaia di volte lo stipendio dei suoi subalterni: Marchionne!

Una domanda finale: ma non sarà che il mondo del lavoro sia in sofferenza più che per l'articolo 18, per le scorribande finanziarie tipiche di un casino dei grandi e piccoli imprenditori, per il nero creato dagli stessi a scapito dei figli di un dio minore, per la voracità esponenziale di molti che all'imprenditoria stanno come Borghezio alla razza umana?

Articolo 18, articolo 18, articolo 18!!!