sabato 20 settembre 2014

O Modaioli!


Ho visto immagini della settimana di sfilate a Milano che noi umani non possiamo comprendere! Parrucchieri sbuffanti a rincorrere starlette insignificanti, donne di altri pianeti alte 6mt rincorrere il tempo e la giovinezza, giornaliste spingere per acchiappare la sfilata successiva, snob, rifatti, strafatti, stralunati, ricconi, circensi, maniscalchi, fattucchiere e maghi tutti rapiti dal supermercato dell'apparire, da questa fiera preparata apposta con tempi contingentati in modo da donare a tutti quella eccentrica sensazione di non avere tempo, tipica di chi non gusta una minchia della vita. Il terrore aleggia nei volti cerulei ogni qualvolta vi sia la possibilità di sganciare il nemico numero uno di questi beoti, lo sbadiglio! 
Se solo qualcuno pronunciasse frasi tipo "ah! Che bello! Oggi non ho da fare un cazzo, al massimo mi gratto la trippa e sputo noccioli di oliva dentro ad un secchio", provocherebbe un'ecatombe!
I modaioli devono correre, ansimare, mai sudare, portarsi dietro una dozzina di cambi, sorridere a tutti i portatori di silicone e protesi, ridicoli come accordarsi con Verdini!
Perché non recintano gli spazi e ci lasciano il piacere di osservarli dal vivo, in diretta, liberi magari di potergli lanciare qualche nocciolina ?

Musica per le nostre orecchie!


"Davanti a tante esigenze pastorali, davanti a tante richieste di uomini e donne, corriamo il rischio di spaventarci e di ripiegarci su noi stessi in atteggiamento di paura e difesa. 
Da questo atteggiamento di paura e difesa, nasce la tentazione della sufficienza e del clericalismo, quel codificare la fede in regole e istruzioni, come facevano gli scribi, i farisei e i dottori della legge del tempo di Gesù. 
Avremo tutto chiaro, tutto ordinato, ma il popolo credente e in ricerca continuerà ad avere fame e sete di Dio”.

Papa Francesco.

Grazie Santo Padre! 
Grazie per queste parole che sono oro per i nostri timpani!
Con immodestia le sue parole navigavano da anni nei nostri cuori, ma il tempo e il chiacchiericcio romano quando Lei era portatore dell'Annuncio in Argentina, ci facevano desistere dall'esternarle.
Vedevamo e purtroppo ancora vediamo questa corsa sfrenata alle regole, ai paraventi, alle codificazione della fede da parte dei farisei che vivono il Vangelo in virtù di avere la vasca Iaccuzzi negli sterminati e purpurei bagni di case sfacciatamente mammone.
Grazie Santità per quello che sta facendo per noi, per il rinnovamento di una fede troppe volte messa a dura da prova da uomini e fatti in palese controtendenza con i dettami evangelici.
Grazie e tanto bene, Santità! 

Le sorelle Serracchiani


Se vi capitasse di passare da Udine approfittatene per andare a trovare le sorelle gemelle Serracchiani, Debora e Deborda.

Debora combatte dal 2009 la nomenclatura di quello che fu una volta un partito di sinistra ed ultimamente, come a me pare giusto, non si vede più in giro per la ovvia ritrosia a commentare un matrimonio così indegno quale è l'unione tra Tromby e Fanfar. 
Debora divenne a quei tempi paladina di tutti coloro che già annusavano l'aria del più grande inciucio mai operato nella nostra repubblica, iniziato con l'amnesia sul conflitto d'interessi e perfezionato ora, ove non vi è più nessuna differenza tra un Verdini ed una Burrosa Boschi. 
Ai tempi che furono, Debora dichiarò che un politico indagato avesse l'obbligo di farsi da parte per chiarire la sua posizione e qualora fosse risultato estraneo alla vicenda, avrebbe potuto rientrare nell'agone dalla porta principale.

Deborda Serracchiani invece sta facendo una carriera luminosa vicina come è all'amore per il carrierismo sfrenato, per i voli di stato a sbaffo, per la difesa degli inquisiti addirittura in procinto di entrare alla Consulta, massimo organo della Magistratura, vedi quel Donato Bruno che pare si sia cuccato 2,5 milioncini per una consulenza richiesta dai tre commissari straordinari della Ittierre, colosso tessile molisano ora con tutto il personale in cassa integrazione, e dove guarda caso uno dei tre richiedenti l'intervento del Bruno era un suo collega d'ufficio legale, anche se non associato.
Deborda Serracchiani ha testé pronunciato in merito la classica formuletta imparata a memoria proveniente dai meandri loschi dell'Ali Babà Forza Italia, detta milioni di volte dalle colleghe di Deborda, le varie Gelmini, Ravetto e compagnia: "Un avviso di garanzia serve all'indagato per far chiarezza!"
Se passate da Udine, salutatemi soltanto Debora!
Gulp!

venerdì 19 settembre 2014

Cosa Bollorè in pentola


Come da canovaccio immaginato da chi oramai conosce il suo nemico, Vincent Bollorè presidente di Vivendi, società di comunicazioni francese, ha acquistato attraverso un giro brasiliano di affari, il 5,7% di Telecom.

Bollorè tra l'altro è molto amico del Lestofante e recentemente il figliolo palestrato di quest'ultimo ha incontrato il CEO francese, certamente non per parlare della produzione di luppolo. 

Al di là delle dichiarazioni di circostanza, ovvero la felicità di investire in un bel paese come il nostro (e te credo!) si staglia quindi all'orizzonte il piano strategico di Mediaset per evitare di finire dissolta dal futuro mediatico mondiale.

Dopo aver infatti contrastato per decenni qualsiasi innovazione di reti e connessioni, per mano del Pregiudicato Proprietario, Mediaset ha annusato l'aria e improvvisamente ha agito per poter rimanere al passo con i tempi.

Vi è però un particolare che rende il tutto ... molto scorretto: questi progetti, queste idee innovative sono, a parer mio, oggetto di discussione durante gli oramai innumerevoli discorsi a quattr'occhi del Puttaniere con il Grullo che prendono il nome istituzionale di incontro del Nazareno. 

Non crederete mica infatti che il Tappo sia interessato ai problemi nostri, vero? 
Se ne è accorta persino anche la sua servitù, ovvero i proni deputati e senatori che lo accudiscono ossequiosamente da circa vent'anni! 
Il Menghino Molesto si fa solo ed esclusivamente gli affaracci suoi a scapito di tutti, e fregandosene di tutto. 

Pertanto in quelle simil riunioni ha patteggiato con il Fanfar Toscano ed in cambio della governabilità ha chiesto di poter avere un aiuto nell'acquisizione di Telecom o la stipula di un accordo che preveda l'utilizzo della banda larga per trasmettere via cavo, quello che da tutte le parti oramai rappresenta il cosiddetto futuro.

Aspettiamoci quindi azioni e rigiri per portare fieno in casa Mediaset. Tutto può succedere. Tutto succederà.
Per il bene comune, il suo.

Mi domando, già! Mi domando!


A leggere questo articolo di Repubblica di oggi...

Tagli per tutti, dagli assistenti parlamentari al segretario generale. E scatta la rivolta, alla Camera e al Senato, contro i tetti agli stipendi di funzionari e alti burocrati. La guida il cartello delle dieci sigle di Montecitorio e delle tredici di Palazzo Madama. Ma il piano delle presidenze Grasso e Boldrini viene imposto comunque. Le due vice presidenti con delega al personale, entrambe donne, entrambe del Pd, Valeria Fedeli e Marina Sereni, conducono il delicato confronto tenuto ieri pomeriggio finito però con una fumata nera. Sono loro che consegnano il testo in dieci articoli, cinque pagine in tutto, contenente l’accordo conclusivo sulla «Ridefinizione delle retribuzioni dei dipendenti». Spending review da 60 milioni per i 1600 della Camera e da 36 milioni per i 799 del Senato, da portare a compimento entro il 2018. Ma si parte già dal primo gennaio 2015. La Cgil di Palazzo Madama nemmeno si è presentata, come un paio di altre sigle di Montecitorio, gli altri erano presenti (rappresentati da una trentina di dipendenti). Giudicano il piano «irricevibile», sebbene una risposta formale dovrà essere comunicata entro le 20 di questa sera. Nei corridoi e negli uffici dei due palazzi ieri sera era tutto un parlottare e un organizzarsi, in vista della «battaglia », che passerà soprattutto attraverso una valanga di ricorsi al giudice del lavoro. Ma ecco il piano. Per la qualifica più alta, quella dei consiglieri, viene adottato un tetto allo stipendio già introdotto per la pubblica amministrazione, di 240 mila euro al netto degli oneri contributivi. A seguire, gli stenografi con 170 mila euro, i documentaristi con 160 mila, i segretari e i coadiutori con 115 mila, i collaboratori tecnici con 106 mila e infine gli assistenti parlamentari, cioè i commessi, che avranno un tetto pari a 99 mila euro. Ci saranno tre scaglioni per i tagli, a seconda di chi supera il tetto del 25 per cento, di chi lo supera tra il 25 e il 40 e di chi va oltre il 40. Al termine di uno screening, i vertici di Camera e Senato hanno constatato che il 40 per cento dei dipendenti — destinati a fondersi in un ruolo unico del Parlamento entro dicembre — sfonda i tetti individuati per ciascun livello. La prima «vittima», si fa per dire, sarà il segretario generale, carica apicale, che alla Camera passerà da una retribuzione che oggi si aggira attorno ai 406 mila euro l’anno ai 240 mila, appunto; al gradino più basso, un assistente col massimo di anzianità vicino ai 136 mila euro, si fermerà a 99 mila. La controproposta dei sindacati rilanciava con il piano introdotto dal Quirinale per i suoi dipendenti, laddove a essere intaccate sono essenzialmente le voci accessorie e non lo stipendio base e tanto meno il maturato negli anni di servizio, questa la tesi. Ma il piano, che comprende anche una serie di incentivi di produttività, è quello e non sarà modificato, è stata la risposta. Trascorsa una settimana dal responso già scontato di questa sera, i due uffici di presidenza torneranno a riunirsi per adottare comunque il piano, già passato in prima battuta a luglio con le sole astensioni dei grillini. «Ci muoviamo in analogia con la normativa che il Parlamento ha approvato in materia di pubblici dipendenti — spiegano in una nota scritta Sereni e Fedeli — L’impianto è ambizioso, con il contenimento dei costi si imposta anche una complessiva riorganizzazione delle due strutture». Ma non sarà facile condurlo in porto.

... mi domando: dove vivono questi signori?
Dove cazzo vivono, di quale pianeta sono?

1600 dipendenti alla Camera e 799 al Senato (sembra un prezzo invogliante tipo lavatrice a 799 euro) che già che c'erano potevano fare 800! 
Totale 2399 dipendenti che minimo ci tolgono 99 mila euro all'anno!!! 
E si lamentano perché qualcuno, forse arrossito dalla vergogna, ha proposto di ridurre loro gli emolumenti. 
Si lamentano! 
I consiglieri dovranno scendere a soli 240.000 euro, poverini. 
E che dire del Segretario Generale della Camera che poverino prendeva 406 mila e scenderà a soli 240 mila! Come farà il tapino? Datemi l'indirizzo che gli invierò qualcosa.
E gli stenografi che andranno a 170mila e i documentaristi a 160?
Ed i commessi, ahimè così distrutti dalla fatica non arriveranno a 100mila euro? 
Capisco le loro proteste, ci mancherebbe. Saranno infuriati.
Ma quello che mi fa incazzare oltremodo sono i sindacati! 
Ci sono decine di sigle, tra cui i confederali. Dove cazzo sta scritto che per tutti i lavoratori iscritti di debba intraprendere la lotta sindacale atta a proteggere i privilegi? 
Dove è scritto che occorra difendere questa gentaglia che non conosce cosa vi sia oltre le mura del Magazzino Generale Brigantaggio, vulgo Montecitorio, di come abbondino le difficoltà di chi ha famiglia e non raggiunge la fine del mese, di come vi siano persone anche più qualificate di questi Ali Babà che non hanno lavoro e mortificandosi la vita per questo, perdono la propria dignità.
Come cavolo si può lamentarsi difronte a queste ignobili buste paga, a questo ladrocinio continuo nei confronti della collettività, a questo sontuoso banchetto che cura e preserva il ceto peggiore, quello della politica, mestieranti del nulla, attaccati alle dorate regalie che un potere modificato elargisce loro, stravolgendo regole di questo stato oramai alla frutta?
Sindacati che contestano una ingiustizia, che protestano affinché la vergogna non cessi, non scompaia la casta di coloro che predicano sacrifici solo per gli altri.
Si! 
Occorre proprio dirlo, anche se a volta costa: ma Vaffanculo! 

Rieccolo!



Credevamo che fosse finalmente scomparso! 
Invece no! 
Rieccolo dunque emergere dal lago melmoso del tradizionalismo, il Paravento ove si rifugiavano coloro che, facendosi scudo di esso, perseguivano pedissequamente traguardi altrui di potere, inganni ed ingordigia.
Ha un nome questo Paravento riemerso dalla melma? 
Si, certo: principi non negoziabili! 

Paravento di tante battaglie pro-loro a favore di potenti di turno da tempi immemori, questo scudo ha permesso a tanti di porpora vestiti di acquisire potere, forza terrena e grande fortuna nel mondo che conta, abitato da nobili neri, ricconi sempre sensibili ad elargire pochi denari per ritenersi nel regno e politici affamati di consenso romano-cardinalizio la cui lista è enorme e si perde nella notte dei tempi di questo stato quasi affossato.

La forza carbonara che sembrava perduta dalle gesta dell'Argentino, ritrova coraggio dalla pubblicazione di un libro "Permanere nella Verità di Cristo" in cui cinque Principi di Santa Romana Chiesa attaccano Francesco sulle tematiche della famiglia e la possibilità di dare la Comunione ai divorziati risposati dopo un percorso "penitenziale".
Chi sono questi soloni del Paravento?

Gerhard Ludwig Mueller prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ossia il custode, il baluardo dell'ortodossia, che mette a dura prova la pazienza Argentina, visto il ruolo che ricopre e il danno che arreca alla giusta causa di Francesco.

Raymond Leo Burke prefetto della Segnatura Apostolica, una Cassazione paonazza dedita ai cavilli e in perenne arsura di porpora, dai calzini alle vesti.

Carlo Cafarra Arcivescovo di Bologna e noto per una ritrosia indefessa; pare che addirittura si aggiri per i portici bolognesi camminando all'indietro tanto è la smania di guardare ai tempi che furono.

Walter Brandmueller ex presidente di Scienze Storiche anch'egli amante delle polveri e ragnatele ove scorrazzava tra croci diamantate e incensi pregiati

Velasio De Paolis ex prefetto degli affari economici ed incaricato a suo tempo da Benedetto XVI di riorganizzare i Legionari di Cristo dopo che il loro Orco Fondatore Marcial Maciel ha finalmente lasciato questo mondo per abitare gli ambienti sulfurei dei gironi infernali.

Dietro di loro e del Paravento pare ci siano sicuramente il Card. Piacenza, ovvero il contrario dell'essenza del cardinalato e lui, l'abitante i 700 mq della bicocca a pochi metri dal modesto appartamento papale dentro a S.Marta, l'immarcescibile Tarcisio di poca veneranda memoria, ex potente e triste pensionato mai però abbandonante la lotta per il primato del porporato. 

Francesco vede davanti a sé nitidamente la fronda emergente dal fango e riesce a distinguere nettamente il paravento ma forte del consenso e della forza evangelica, siamo certi, riporterà gli amanti dell'Indietro al loro posto, il dimenticatoio di un'epoca che ha allontanato molti ed arricchito pochi.

Adelante Francisco!