Fingersi svenuti Giorgia, la cristiana e madre tra Ponzio Pilato e Badoglio
Dopo dodici giorni di guerra, oggi Giorgia Meloni apparirà alle Camere, quello che si dice una risposta tempestiva. Non sappiamo, al momento, chi sia il suo più ascoltato consigliere in politica estera, ma ci sono degli indiziati: le tre scimmiette non-vedo-non-sento-non-parlo, Ponzio Pilato e un antico nobile francese, monsieur de Paracul. In effetti la posizione “Non-condivido-e-non condanno”, a proposito dell’aggressione israelo-americana all’Iran, è stata elaborata dopo accuratissime riflessioni e ha prevalso su un’altra strategia di comunicazione: “Mi fingo svenuta”. Il tutto senza rinunciare alla solita e sempre agile scappatoia del “parliamo d’altro”. Certo, la mamma cristiana Giorgia sotto referendum non poteva non cavalcare in chiave anti-giudici la faccenda dei “bambini del bosco”, anche se la stessa mamma cristiana non ha detto una parola su 168 ragazzine tra i 5 e gli 11 anni assassinate in Iran dal suo amico Donald, per cui auspicava (audio e video disponibili) il premio Nobel per la pace.
Essere molto amico di qualcuno, complice e sodale, diventa un po’ scomodo quando quel qualcuno fa qualcosa di monumentalmente folle che avrà ricadute drammatiche sulle vite di tutti, dal pieno di benzina in su, quindi fischiettare e passare ad altro ci sta, è nella logica delle cose. Chiamiamola “sindrome Badoglio”, per stare in famiglia.
Il ministro della Difesa Crosetto, anche dopo essere diventato una barzelletta planetaria, ha detto in sedi istituzionali che l’intervento di Usa e Israele è “fuori dal diritto internazionale”, lasciando intendere che noi non possiamo farci niente, tipo la mucca che guarda passare il treno. Leggermente più preciso il suo collega ministro degli Esteri Tajani che disse (testuale) che “il diritto internazionale conta fino a un certo punto”. Due statisti di rara grandezza, insomma, cui si è aggiunta l’ineffabile presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha dichiarato con una certa solennità: “Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne”. Tutto chiaro, grazie. Del resto, questa cosa del diritto internazionale è un po’ variabile, a seconda di chi si ammazza e di chi conviene ammazzare. Donald Trump, il bombardiere aspirante Nobel, dice “Non mi serve il diritto internazionale”, e si capisce perché. Ancora più diretto il ministro israeliano Smotrich, una specie di Goebbels in servizio effettivo permanente: “Il diritto internazionale non si applica agli ebrei. Questa è la differenza tra il popolo eletto e gli altri”. Che in effetti fa un po’ discorso motivazionale da tenere alle milizie ariane sul grande spiazzo di Norimberga.
Insomma, i ministri italiani sono in buona e ottima compagnia nella loro considerazione del diritto internazionale, e quindi non c’è da stupirsi se Meloni Giorgia si barcamena aspettando di vedere come si mettono le cose, pronta iscriversi all’ambo dei vincitori comunque vada. Spoiler: è una cosa che non funziona mai. Mentre ci balocchiamo con queste sottigliezze italo-italiane, Human Rights Watch ci fa sapere che Israele usa bombe al fosforo in Libano, ordigni vietati dal famoso diritto internazionale. E intanto Reuters (dopo altre fonti e le mezze ammissioni del Pentagono) rivela che la scuola elementare di Minab è stata colpita dagli americani con la tecnica del double tap, cioè una bomba e poi, all’arrivo dei soccorsi, quaranta minuti dopo, un’altra bomba: un crimine di guerra, una di quelle cose per cui dire “non condivido e non condanno” serve a poco.
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