Gli amici, i paradisi fiscali e le holding schermate: chi c’è dietro l’operazione “Twiga bis” di Santanchè
Il compagno Dimitri Kunz, l’amica Paola Ferrari, un ex nome della “cricca” del G8, fiduciarie e holding schermate tra Lussemburgo e Isole Vergini. Ecco chi c’è dietro la nuova avventura imprenditoriale di Daniela Santanchè: il turbolento affare per l’acquisto dei bagni a Marina di Pietrasanta partito quando lei era ancora ministra, in pieno conflitto di interessi. Nascerà un Twiga bis: 10-12 mila euro a stagione per una delle 40 tende extralusso da 23 mq, arredi griffati Ferragamo.
“Andremo in vacanza insieme, in montagna o in campagna. Io a leggere, lei a sferruzzare”. Paola Ferrari corre in soccorso dell’amica fresca di rovinose dimissioni. La giornalista sportiva dipinge il ritratto di una donna che “sa risorgere dalle difficoltà” e che nasconde la dote insospettabile di magliaia capace di sfornare “maglioni per tutti”. Il mare, però, non lo nomina. E un motivo c’è: la sabbia scotta. Dietro l’operazione milionaria guidata dal compagno della ministra c’è dentro fino al collo anche lei, insieme ad altri “strani” soci. La società creata su misura per fondere le concessioni del Bagno Felice e dell’adiacente Bagno Genzianella nell’esclusivo “Tala Beach” si chiama Marina 24 S.r.l., costituita in fretta e furia il 19 febbraio 2026, con alcuni soci che depositano le procure due giorni prima. Capitale sociale di 100 mila euro e oggetto ad hoc per l’operazione. Il volto pubblico è Kunz, nominato Ad con “ampi poteri” di spesa. Ma di soldi ne mette pochi: la sua holding Thor S.r.l. detiene solo il 15,8% del capitale. I veri fondi arrivano da terzi, tramite un “patto a quattro” diviso in quote paritarie del 21,05%. Il primo pacchetto è della Alevi S.r.l. di Paola Ferrari. Un film già visto: l’amica incrocia spesso i portafogli con la Santanchè, e nell’agosto 2023 staccò un assegno da 200 mila euro per salvarla dalla bancarotta di Visibilia. Un altro 21,05% è della Flumen Urbis S.r.l.: amministratore unico e socio al 94% l’ingegnere Francesco Piermarini. È il cognato di Guido Bertolaso, travolto dallo scandalo “Cricca” degli appalti d’oro dei cantieri del G8 alla Maddalena e poi assolto. Dalle macerie dei Grandi Eventi alle spiagge chic della Versilia. Sull’altra metà del capitale (42,1%) è nebbia fitta. Un 21,05% è schermato dalla “The Building Square SA”, fiduciaria del Lussemburgo che cela i reali proprietari. Il quinto socio è l’albanese Dashamir Seiti, socio di una lavanderia a Firenze che amministra l’immobiliare “Munroe K Italia S.r.l.”. Il socio unico di quest’ultima? La “Bithel Holdings Inc”, con sede a Tortola, Isole Vergini Britanniche: il classico paradiso offshore per capitali schermati.
Il problema sono proprio i soldi, e salta fuori insieme al cartello “Tala Beach – coming soon”. “Di quelli lì mi fido come di un cane morto di vescovo su una strada. A me i quattrini non me li hanno neanche dati”, era sbottato col Fatto Massimo Mallegni, ex senatore di Forza Italia approdato in FdI e proprietario del Bagno Felice. Nel giro di 24 ore, lui e Kunz provano a smentire ma la conversazione era registrata. Mallegni, una furia, inviava diffide a Marina 24 Srl: “Gli acquirenti telefonano ai clienti e dicono ‘abbiamo noi lo stabilimento’. Loro ce l’hanno il giorno che firmano e pagano”. Solo con la replica salta fuori una caparra di 800 mila euro versata a un preliminare il 13 marzo. Kunz, piccato, aggiunge: “il preliminare c’è ed è un atto pubblico liberamente consultabile”. Ma non risulta trascritto e, alla richiesta di mostrarlo, non risponde. Chi risponde è Mario Mallegni, 84 anni, titolare del Bagno Felice: “Per ora non è stato venduto”. Eppure è l’unico che può farlo: ha il 73% delle quote. Il titolare del Bagno Genzianella Vivaldo Maines, 71 anni, da 40 piega i lettini che saranno presto spazzati via da piscina e centro estetico. Esasperato, ansioso, si mostra estraneo alle dinamiche societarie dell’affare: “Il nome dell’acquirente non l’ho manco visto. È più grossa di me la cosa, non ho trattato con persone normali come noi, lì ci sono personaggi, società, io non ci capisco nulla. M’han detto firmi qui e qui, fine del discorso. Oltre a quel bagno non c’ho altro”. Il “Tala Beach” apre a maggio: restano libere solo 15 tende extralusso. Altro che “magliaia”.
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