La storia nasce dall’incontro tra la fallibilità della memoria e l’insufficienza dei documenti.
Leggendo "Il senso della fine" di Jiulian Barnes mi sono imbattuto in questa frase, pronunciata dal compagno di scuola Adrian Finn.
La memoria umana è imperfetta, tende a modificare, limare i ricordi, interpretandoli in manira diversa col passare del tempo. La biografia di ciascuno tende a narrare fatti adulterati, anche lontani dalla verità.
La storia manca di documentazione per ovvie ragioni.
Barnes quindi è incentrato sulla differenza fra narrazione storica personale e realtà dei fatti. La nostra memoria tende, caratterialmente, a presentarci un biografia diversa dalla reale.
Avrà ragione?
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