Chi ha avuto ieri sera la fortuna/sfortuna di assistere a Atalanta-Bayern, terminata 1-6, avrà sicuramente compreso l'abisso in cui si muove il calcio nostrano, retto da un ultrasettantenne scialbo, inadeguato, irriguardoso con la sua inettitudine al compito assegnatogli. Un divario incredibile da lasciare basiti, come assistere a un confronto tra Fabiola Gianotti e la Picierno, o tra Nino Cartabellotta e, a scelta, il Cazzaro Supremo o Donzelli, o anche tutti e due assieme, tanto non cambierebbe nulla. Una devastante prova di superiorità calcistica quella ostentata dal Bayern, e dire che l'Atalanta è una delle squadre meglio strutturate, con ottimi bilanci e scelte giuste su vivai e politiche sportive.
Ma il giostraio Gravina, pervicacemente, prosegue nelle scellerate scelte che ci porteranno prima o poi al disastro definitivo: pochi ricambi dirigenziali in FIGC, primo lui che dovrebbe essere messo a riposo, nessuna politica a protezione dei vivai, una rincorsa all'indebitamento, all'immobilismo, alla mancanza di progettualità. E soprattutto: mancanza assoluta di dignità, di severità, vedasi la convocazione in nazionale del Tuffatore Nerazzurro. A proposito: sarebbe giusto e sacrosanto saltare anche i prossimi mondiali per come siamo organizzati e ci stiamo strutturando per affrontare il futuro di questo gioco ancora in auge ma, per le nuove generazioni, soporifero, stantio, obsoleto, come confermano gli indici di gradimento. Il calcio italico è in mano ai procuratori, agli sciacalli assetati di prebende, i giovani italiani sono schiacciati e trascurati, molti se ne vanno all'estero, come in altri campi, vedasi quello universitario.
La scelta è quella in foto: rimanere sulla nostra giostra con Gravina che ci guida o guardar fuori, imparare da squadre come il Bayern che ieri sera sembrava di un altro pianeta, con schemi, scambi, finte, velocità che non ci appartengono. Unico sollievo: l'applauso finale della curva atalantina ai propri giocatori, speranza per un calcio italiano migliore, diretto da competenti e visionari.

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