martedì 22 maggio 2018

Drinn!


Driinn!
Si Pronto?

Buonasera siamo della Vodafone, è a conoscenza delle nuove nostre proposte?

Senta, mi sto allenando per il mondiale di castelli con le carte da gioco, stavo per battere il mio record personale, cinque piani, ma quando lei ha suonato mi sono innervosito al punto da appioppare un pugno sulla vicina credenza, tanto forte da far impennare il cucchiaino della zuccheriera che a mo’ di catapulta ha sparato zucchero in aria, finito in bocca alla mia bisnonna diabetica che aveva le fauci spalancate in quanto stava gridando “chi telefona a quest’ora? non sarà mica quella cazzo di Vodafone?” e il glucosio assunto le ha impennato la glicemia tanto che a breve chiameremo il dottore, e il cucchiaino invece si è conficcato nel pertugio del cagnolino che, già spaventato dalle grida della bisnonna, ha iniziato ad abbaiare terrorizzando il criceto tanto da far girare la ruota dentro la gabbietta così velocemente da creare una folata di vento, abbattente il castello di carte, vanificando la mia prestazione. Comunque mi dica!

Tututututututu...

Musica mestro!



Pensieri regali



Ragogna



lunedì 21 maggio 2018

Festeggiamenti



Commovente dimostrazione d’affetto dei colleghi che mi hanno preparato una festa a sorpresa... con tanto di magliette.. grazie anche se avrei preferito restare... a torso nudo!!!

Impensabile


Dunque ci dovremmo essere: per la prima volta i partiti vincitori delle passate elezioni hanno iniziato a dialogare, a costruire partendo dal programma, fatto impensabile, inusuale, agli antipodi da quanto operato finora in questa disastrata nazione, dove da sempre il nome del premier e le fette di torta da assegnare a ciascun partito, a ciascun scellerato pretendente, frutto di sottobosco, inciuci, patti segreti, erano la legge granitica figlia del mercificazione estrema dei mestieranti politici che hanno fatto di un mandato popolare, un'attività lucrosa allo spasimo. 
La partenza da un programma condiviso quindi è una giusta e sacrosanta anomalia nella politica italiana, un viatico per lasciarsi alle spalle decenni di mielose commedie celanti accordi di potere travalicanti un serio, preciso e soprattutto decente progetto condiviso per una ripartenza della nazione, dopo sfracelli, ribalderie e rapto-leggi che ne hanno sfiancato la dignità.
Saremo giudici attenti sull'evolversi politica, osservatori indefessi sul rispetto dei punti contrattuali. E se il buongiorno si vede dal mattino, tutta questa frenesia polemica dei media proni al passato, ne costituisce un sintomo che fa ben sperare sulla pulizia degli inamovibili, da sempre granitici totem e simboli di quella casta che sa solo provocare macerie. 

Daidaidai!


Rumors nel sottobosco del regno Burocraticopeo vorrebbero sganciare la bomba spread al fine di terrorizzare coloro che, come mai prima d'ora, appaiono discoli impenitenti e spudorati, capaci di contestare, di negare la bontà della giostra di Bruxelles, la nostra saggia mamma che pretende, senza ritrosie, totale adesione e sottomissione ai suoi voleri, diktat della tecno-rapto-finanzacrazia, da anni in auge per volere dei soliti, diabolici, poteri forti: fondo monetario, multinazionali, comprese le confezionatrici di armi. 
Non sia mai detto che qualcuno osi scalfire questo sistema devastante le classi sociali, questo teorema vivente fondato sul capitale, sull'arricchimento, sulla diversità, sulla disparità affogante ceti medio bassi, annichiliti ed in attesa della brioche mattutina lanciata da terrazzi nobiliari ed aristocratici di gentaglia senza scrupoli. 
Intendiamoci: sarebbe veramente magnifico essere cittadini di un'Europa unita, solidale, attenta ai bisogni dei popoli, scrupolosa nel dispensare risorse, impegnata a combattere le differenze di classe. Non è così nella realtà, in questa Unione fondata sull'inchiappettamento sfrenato per autoalimentarsi, per arzigogolare su un nulla al fine di corroborare la pletora di burocrati, la centralità acclarata è di natura finanziaria, specificatamente subdola. 
Se guardiamo al passato il nostro paese si indebitò durante gli anni finto oro di matrice democristiana-socialista. A quel tempo il fremito, l'ingordigia di spendere più del dovuto raggiunse picchi impensabili, rinvangati durante l'Era del Puttanesimo. Il debito pubblico ha recentemente raggiunto un nuovo record, 2300 miliardi, un disavanzo quasi da fallimento. Il problema è che non vi sono strumenti equi per combatterlo, a cominciare da un'onesta, sana, integerrima lotta all'evasione fiscale, fattore questo impensabile da attuare finché in giro ci sarà il Principe dell'Evasione, il maestro dell'Offshore, la nostra vergogna nazionale nonché Delinquente Naturale. 
Senza una lotta seria alla sparizione di enormi capitali da parte dei soliti noti, non si potrà far nulla di dignitoso. L'Europa guidata da Gin Tonic Juncker, maestro al tempo ad insegnare alle multinazionali come evadere le tasse nel suo Lussemburgo, vorrebbe sacrifici sulla pelle dei soliti noti, senza alcun riguardo per le pensioni da fame che molti ricevono come elemosina, non permettenti di arrivare a fine mese. 
Il dedalo costruito dagl'imbelli burocrati europei non permette a nessuno che non sia scafato, di comprendere il fine, lo scopo delle troppe ed inutili norme soffocanti la vitalità dei popoli. E' il fine a cui la tecno-ribalderia persevera per arrivare allo scopo di un'obbedienza smisurata sfociante in sottomissione. E lo spread che s'innalza e s'innalzerà è una delle prime attuazioni di questo modo insano di guidare una comunità, europea solo sulla carta.