mercoledì 8 luglio 2026

Passo indietro

 

Antifascismo omeopatico 


di Marco Travaglio 

In vista del premio Flaiano, mi sono riletto i suoi aforismi, incluso quello da lui attribuito a Maccari: “I fascisti in Italia si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”. L’ho sempre trovato troppo tranchant. Poi però ho ricevuto il modulo di iscrizione alla fiera “Più libri più liberi”, con la tragicomica dichiarazione di adesione all’Ue, alla Costituzione, all’antifascismo, alle norme antincendio e a non so che altro: in preda alle convulsioni per la professione di fede antifascista e ignifuga, non l’abbiamo firmata. E, siccome precisava che la firma era vincolante per partecipare, non abbiamo inoltrato la domanda. Però ho rivalutato quell’aforisma, che non è affatto un’equazione tra fascismo e antifascismo: lo è fra i fascisti che toglievano la parola agli antifascisti e quegli antifascisti che tolgono la parola ai fascisti (o a chi tacciano di fascista perché la pensa diversamente da loro). Non basta essere o dirsi antifascisti per essere democratici: il mondo è pieno di antifascisti antidemocratici che trattano i fascisti come i fascisti trattavano gli antifascisti. Se tutti i fascisti sono antidemocratici, non tutti gli antifascisti sono democratici. La democrazia è faticosissima: fa parlare tutti, anche chi ha idee aberranti, che si contrastano col dialogo e la persuasione, mai con la censura. Invece il fascismo (quello doc e i suoi derivati) è comodissimo: uno pensa per tutti e chi non la pensa come lui non parla. Perciò non ho firmato: nel tuo club privato inviti chi vuoi; ma un evento che usa anche fondi pubblici non può obbligare gli editori a giurare fedeltà all’Ue, alla Costituzione e a tutto il resto per escluderne alcuni in base alle loro idee. E soprattutto non basta firmare un pezzo di carta per diventare qualcosa che non si è: altrimenti chiunque si vanta al bar di mirabolanti conquiste amorose sarebbe Don Giovanni. I veri antifascisti e cultori della Costituzione (sull’Ue stendiamo un velo pietoso) sono quelli che lo dimostrano ogni giorno con i fatti. Quando abbiamo ricevuto e respinto al mittente il patentino, avevamo appena difeso la Costituzione nel referendum sui magistrati, come dieci anni fa in quello sulla schiforma Renzi-Boschi. Una battaglia che vale mille autocertificazioni, magari firmate da chi la Costituzione tenta da anni di scassinarla.

Sapete com’è finita? La fiera s’è rimangiata tutto e ha deciso di “prendere in considerazione anche le sette domande presentate in forma incompleta”, cioè senza patentino. Quindi sette editori furbacchioni non l’hanno firmato ma, anche se era vincolante, hanno presentato ugualmente la domanda. Noi di Paperfirst no, perché abbiamo preso sul serio l’obbligo di firma, ergo resteremo fuori. Peggio per noi: ci siamo scordati che in Italia le regole sono sempre trattabili, anzi retrattili.

L'Amaca

 

Infantino è già nella storia 

di Michele Serra 

Potrebbe essere nata una nuova antonomasia: Infantino. Così come per definire una persona pavida si dice “è un don Abbondio”, e di una persona che infierisce “è un Maramaldo”, di qui in poi, per dire di una persona che si china ai potenti, si dirà “è un Infantino”. Frasi suggerite: “Quello? Che vuoi che conti, è solo un Infantino”. “Smettila di adulare il tuo capo, non fare l’Infantino”. “Perché subisci i capricci di quel tánghero? Non sarai mica un Infantino?”.

Se esistono i Trump, ovvero i despoti e i prevaricatori, è perché esistono gli Infantino, che oliano il percorso dei prepotenti. Se il presidente della Fifa avesse risposto a Trump “mi dispiace amico mio, ma non posso cambiare un regolamento riconosciuto e rispettato da tutti i paesi del mondo solo per far piacere a te”, non sarebbe accaduto niente di grave. O meglio: l’intero carico dell’onta sarebbe rimasto al solo Trump, l’imbroglione che ci prova ma viene respinto. Così, invece, la pessima figura è in larga parte sulle spalle di Infantino, con l’aggravante che era proprio lui, il capo della Fifa, colui che doveva fare rispettare le regole.

Si immagina il sollievo di moltitudini, in giro per il mondo, per non dire la grande felicità, vedendo il Belgio travolgere gli USA. A seconda del fuso orario si è gioito al risveglio, o all’ora di cena, o nel cuore della notte, e si è gioito in tutte le lingue, perché il calcio è un linguaggio planetario e dunque chiunque (tranne gli Infantino) è in grado di misurare quanto grave sia stato il sopruso, e quanto godibile vederlo fallire sul campo di gioco. La Nazionale Usa non c’entrava nulla? Beh sarebbe stato un gran gesto, di fronte al mondo, non far giocare il centravanti ripescato con la truffa. Il mondo avrebbe applaudito. Così invece: solo meritatissimi fischi planetari.


martedì 7 luglio 2026

L'Amaca

 

La colpa di fare il medico a Gaza

di Michele Serra


Per il niente a cui serve, aggiungo qualche inutile riga alle parole già spese da qualche ong, qualche associazione che si occupa di diritti, dai suoi familiari che non si arrendono, in favore del medico palestinese Hussam Abu Safieh, arrestato dagli israeliani a Gaza nel dicembre del 2024 perché si rifiutava di abbandonare il suo ospedale e i bambini che aveva in cura. Detenuto in Israele senza accuse, picchiato, torturato, secondo il suo avvocato è in imminente pericolo di vita.

Va bene che in quella carneficina che ha sepolto, insieme a decine di migliaia di vite umane, anche ogni ombra di diritto, è quasi impossibile stabilire una classifica di gravità e di disumanità. Ma insomma: ci sarà pure il modo di far presente al governo di Israele, pure se a ospedali già distrutti, a medici già uccisi, a sopruso già abbondantemente eretto a regola, che il carcere e le torture inflitte al dottor Safieh sono una porcheria orribile, inaccettabile, non importa se una tra le tante?

Possibile che non ci sia un governo europeo che convoca l'ambasciatore di Israele, o ritira il suo in segno di protesta, non «per Gaza» in senso lato (ormai lo sconcio è compiuto, la violenza ha stravinto) ma perché un medico che fa il medico non può essere imputabile di nulla, e va immediatamente scarcerato? E se si facesse di Safieh un simbolo, per provare a dire che, malgrado l'assuefazione alla violenza dei forti sui deboli, ci sono limiti invalicabili? Provando addirittura a crederci, che ci sono limiti invalicabili?

Trump è troppo occupato a truccare i mondiali di calcio. Ma l'Europa, i governi europei e la loro teorica somma, che è l'Unione Europea, non può almeno provarci, a salvare la vita di un medico trattato da terrorista?

Ricerca inutile

 



Intanto...




Nuova Era

 



Natangelo