sabato 24 gennaio 2026

Cialtroni

 



Da sempre si credono i migliori: sempre silenti, smanettoni con le loro linde banche accoglienti, anche di nero malavitoso che tanto gli aggrada; settari e, per certe forme, persino razzisti. Sbiancano se vedono un mozzicone sul marciapiede. La loro neutralità non è del tipo “ci facciamo i cazzi nostri per campare cent’anni!”.

No: non vogliono beghe, clamori, scocciature.

Ma la liberazione di questo bifolco, con cauzione di duecentomila euro — per lui una decina di serate a vendere a minorenni bottiglie di spuma a trecento euro — li riporta nello smerdatoio globale, assieme ad altri balordi che è inutile elencare.


E quell’interrogatorio di garanzia svolto alla presenza della moglie — dicono sia norma giuridica, stridente però con il concetto investigativo che vorrebbe le dichiarazioni in solitaria, per il confronto e la ricerca di contraddizioni — ribadisce la loro pochezza culturale, anche se ospitano la sede della Croce Rossa, ma anche quella della Nestlé.

I due coniugi lucrosi, supportati dal solito avvocatone ben remunerato, stanno cercando di scaricare le colpe sul personale — compresi i morti — e sul fato.

E in quel paese sanno bene come lavarsene le mani…


Ne avrei tante, troppe!

 



Natangelo

 



L'Amaca

 Tutti gli uomini del Presidente 

di Michele Serra 

Si dice che Lenin, per lodare il comunismo, sostenesse che anche la sua cuoca, nella nuova società, sarebbe stata in grado di governare. Ma né la cuoca di Lenin né la casalinga di Voghera, a conti fatti diversamente illuse, sono riuscite a spuntarla.

I vecchi assetti del potere si sono lasciati appena scalfire dalle due grandi illusioni del Novecento, la rivoluzione socialista e la democrazia. E difatti siamo qui a fare i conti con la sola figura davvero dominante, che è l’affarista di Mar-a-Lago.

Con tutti i suoi derivati. Il finanziere, l’immobiliarista, lo speculatore, il manipolatore di bitcoin, il giocatore in Borsa: in parole semplici, il ricco nel suo modello invariabile — maschio bianco ricco.

Non c’è uno, dico uno, degli uomini del presidente che non corrisponda a questo cliché. Non c’è un tramviere, un operaio, un insegnante, un geologo, un elettricista, un politico; e tantomeno una tramviera, una operaia, una insegnante, una geologa, una elettricista, una politica. Fanno tutti lo stesso lavoro: l’uomo bianco molto ricco.

Il nuovo nome, ennesimo, è tale Josh Gruenbaum, 40 anni, ultimo arrivato nello staff di negoziatori americani per la guerra in Ucraina. Viene dal mondo finanziario: gestione fondi di investimento.

Sono fatti con lo stampino, gli uomini di Trump. Sono un comitato d’affari, stufo della democrazia e delle sue regole, effettivamente ingombranti, che ha deciso di mettersi al timone in prima persona.

Anche nell’ipotesi che siano abili (ladri, ma abili), quello che li distruggerà è la loro monotonia. Sono tutti uguali, sono tutti la stessa persona. L’umanità non è disposta a morire di noia.

Censura fascista

 

I nostri ayatollah 


Il caso di Meta, il democraticissimo colosso dei social che fa capo a Zuckerberg e si permette di oscurare il video di Alessandro Barbero per il No al referendum in quanto sedicenti fact checker l’hanno definito “falso”, la dice lunga sulla direzione imboccata dalle cosiddette democrazie occidentali. Quelle che si stracciano le vesti perché l’Iran stacca Internet e non si accorgono che c’è una sola cosa peggiore dello shutdown della Rete: la censura selettiva. Se un privato cittadino, nella fattispecie un docente universitario di Storia, non può far circolare il suo pensiero sul web perché altri privati cittadini, con autorevolezza e titoli di studio infinitamente più miseri dei suoi, hanno il potere non solo di contestarlo (cosa pienamente lecita), ma anche di farlo oscurare e squalificarlo con l’etichetta di “falso” come il Ministero della Verità di Orwell, tanto vale spegnere tutto. Il fatto poi che questi poliziotti del web scelti non si sa come (anzi si sa: si nominano da soli) decidano di bocciare un video perché troppo “virale”, cioè perché raccoglie milioni di visualizzazioni mentre le loro sbobbe non le guarda nessuno, aggiunge un tocco di farsa alla tragedia della censura. Anche perché questi sfollagente, così allergici alle verità di Barbero, si guardano bene dall’oscurare le balle di politici e trombettieri del Sì. A cominciare da Nordio e Meloni, cioè dagli autori della schiforma.

E, se lo fai notare, ti rispondono con supercazzole. Tipo che i discorsi dei politici sono di per sé “notiziabili” e li giudica il pubblico. Cioè: un politico somaro può mentire quanto gli pare, mentre un prof universitario deve sottoporsi alle pagelle di gente magari ignorante come una capra, ma investita del potere censorio dai magnati del web e dai sinedri europei. Le colpe di Barbero sarebbero tre. 1) Ha detto che i membri laici del Csm li sceglierà il governo, anziché la maggioranza parlamentare: come se in Italia non fosse la stessa cosa. 2) Ha notato che nell’Alta corte disciplinare e nei due Csm aumenterà il peso dei politici: e anche questo è vero, visto che per i 15 membri dell’Alta corte il rapporto 2 a 1 diventa 3 a 2 (un politico in più e un magistrato in meno); e sia lì sia nei due Csm la quota togata estratta a sorte è molto più debole e disomogenea di quella laica nominata dal governo col finto sorteggio. 3) Ha previsto che questa deriva porterà i pm agli ordini dell’esecutivo: e questo lo dice pure Nordio, quando promette alla Schlein che col Sì non verranno più indagati neppure ministri di centrosinistra. Ma per Nordio il fact checking oscurante non scatta. E neppure per la Meloni che promette: “Se vince il Sì, non vedremo più vergogne come Garlasco” (dove pm e giudici, a carriere unite, si contraddicono a vicenda da 19 anni). Molto meglio gli ayatollah.

venerdì 23 gennaio 2026

Click

 


Le cose sono due: o il non procrastinabile intervento tecnico in questo specifico intervallo, oppure la mastodontica incapacità di chi ne ha deciso l’orario: dalle 20 alle 3 del mattino. Bisogna essere pure stronzi a mandare a letto in prima serata persone anziane che hanno nella tv l’unico svago. E domando: se invece questa interruzione si fosse fatta da mezzanotte alle 7 cosa caxxo sarebbe cambiato? 

La vostra collaborazione leggo nell’avviso. Questa non è collaborazione! È idiozia allo stato puro e giramento di coglioni da Guinness!

Buona serata!