sabato 17 gennaio 2026

Oggi è così

 

Scusate ma le vicende della mia città La Spezia, ovvero l'assassinio di un diciottenne per mano di un altro neo maggiorenne, suggeriscono ed impongono un momento di silenzio e meditazione, di fortezza davanti ai probabilissimi latrati sul colore della pelle e sul fatto che non se ne vadano a casa loro; ha pure contribuito ieri sera il sindaco ad "Otto e Mezzo" facendo una figura a dir poco becera. 

Ma oggi m'impongo il silenzio. 

Non si può venire accoltellati a morte a scuola. 



 

L'Amaca

 Servire lo Stato o servirsene 

di Michele Serra 

Odio la retorica “anti-casta”, che è stata la nefasta base ideologica del populismo. Mi piacerebbe tanto, però, che la casta (ovvero: chi lavora alle dipendenze della Repubblica italiana) aiutasse a diradare i sospetti e le dicerie sul proprio conto.

Per esempio: le carte della Procura di Roma sulle attività dei membri del Garante della Privacy, sebbene soggette, come è ovvio, alle controdeduzioni degli avvocati difensori, non consentono di nutrire eccessive speranze sul rigore etico delle persone coinvolte: in teoria civil servants, servitori della comunità.

Sia ben chiaro: non ho niente contro le auto blu, considero ovvio che chi lavora per lo Stato sia, dallo Stato, equamente retribuito e degnamente assistito nelle sue attività. Ma il macellaio, santo cielo, me lo pago da solo, e dopo cinquant’anni di fortunato lavoro e di tasse felicemente versate (viva Padoa-Schioppa!) viaggio in economy perché la business, per me, è troppo cara.

Chiunque rivesta incarichi pubblici deve avere ben presente che vive di quattrini pubblici. E pretendere alberghi a cinque stelle da raggiungere in business class non dimostra una speciale preoccupazione in questo senso.

L’immoralità pubblica è dieci volte peggiore di quella privata. Non lede questo o quello, lede la comunità intera. Servire lo Stato non è facile, chiama fatica e pretende trasparenza. Bisogna sentirsi pronti. Sentirsi all’altezza.

Nel nostro Paese, duole dirlo ma va detto ugualmente, spesso si pensa che sia lo Stato che deve servire noi. Ed è da questo esiziale equivoco che dipende la maggior parte dei nostri mali: politici, culturali e morali.

Castalmente

 


Truffe d’assalto

DI MARCO TRAVAGLIO

Parlavamo giusto ieri della giustizia di classe costruita pezzo per pezzo dai manigoldi che ci sgovernano quasi ininterrottamente da 30 anni. E ora preparano il colpo di grazia con la schiforma Nordio e le altre che seguiranno a stretto giro. Funziona così: più soldi rubi, più paghi e la fai franca se ti beccano; e il resto te lo tieni. Lo slogan del Comitato del Sì è azzeccatissimo: “Questa volta il giudice sei tu”. Prima delinqui e poi ti assolvi. L’altroieri, per dire, è arrivata la sentenza d’appello sull’ex eurodeputata forzista Lara Comi, condannata in primo grado a 4 anni e 2 mesi per corruzione e due truffe al Parlamento europeo. La condanna è stata ridotta a 1 anno perché è stata assolta dalla corruzione e dalla prima truffa, mentre la seconda è stata confermata, ma con pena ridotta perché la Comi ha rimborsato 500 mila euro all’Ue. Quindi la corruzione non è stata commessa? No, magari: l’accusa si reggeva sulla confessione dell’utilizzatore finale della mazzetta, il ras varesotto di FI, che aveva patteggiato 4 anni e 10 mesi; e sulle chat fra lei e una collaboratrice, acquisite dai pm col consenso di quest’ultima. Essendo semplici documenti, le chat riguardanti parlamentari potevano essere acquisite senz’autorizzazione del Parlamento. Ma questo poi salvò Renzi dalle sue chat sul caso Open, inventandosi che fossero “corrispondenza” immune da indagini, salvo via libera delle Camere (che non arriva mai). E incredibilmente la Consulta si associò. Così la prova, validissima quando fu acquisita, è diventata carta straccia e i giudici hanno dovuto assolvere la Comi. E, già che c’erano, pure la sua fedelissima, che non è parlamentare ma diventa immune per contagio. Pensate come devono sentirsi gli altri 11 imputati che hanno patteggiato, ora che i loro complici sono stati quasi tutti assolti da quasi tutto. Negli Usa i colpevoli patteggiano perché se no li stangano. In Italia patteggiano solo i fessi: basta aspettare e scatta la prescrizione, o l’improcedibilità, o l’inutilizzabilità delle prove. Un tempo “assolto” e “innocente” erano sinonimi: ora sono contrari.

Alla lettura della sentenza, anziché accendere un cero a Santa Casta, la Comi ha pianto e ha parlato: “Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese e in Cassazione dimostrerò la mia innocenza per quest’ultimo pezzettino”. Cioè per la truffa all’Ue rimasta: quella per cui, essendo innocente e non avendo preso un soldo, ha risarcito mezzo milione. Il Foglio straparla di “altro flop” e “disastro” della Procura che ha “rovinato per anni vite e carriere a persone che fanno politica”, ovviamente “innocenti”. E il Giornale titola, impagabile: “Comi condannata solo per truffa. Non era corruzione. Il sollievo degli azzurri”. Mi sa che rischia l’espulsione.


venerdì 16 gennaio 2026

Annuncio

 L’Accademia della Crusca annuncia che il termine Machado entra di diritto nella lingua italiana quale sinonimo di Piaggeria.



Vicini al Lontano!

 



L'Amaca

 La strana pace di Gaza 

di Michele Serra 

E Gaza? Da quando, in ottobre, è entrato in vigore il “cessate il fuoco”, l’esercito israeliano ha ucciso più di quattrocento palestinesi: alla faccia della pace. Le ong, indispensabili per un minimo di soccorso medico, logistico, alimentare, ancora non hanno accesso libero perché Israele le ritiene infiltrate da Hamas, o potenzialmente tali: e questo divieto “politico”dell’attività umanitaria internazionale è forse la novità più rilevante, nonché la più oscena, del nuovo disordine mondiale.

Médecins sans Frontières ha più volte denunciato questo scandalo che è sotto gli occhi di tutti, ma, come molte altre cose, viene messo nel conto dei tempi nuovi. Considerare normale ciò che non lo è: è la ricetta per adeguarsi al futuro. Anzi, al presente.

Il piano di pace, parola da usare con le molle, prevede che Hamas deponga le armi e Israele si ritiri: ma nessuna delle due circostanze sembra, al momento, verosimile, e l’annunciato insediamento di un Comitato per l’amministrazione di Gaza, composto da “figure tecniche” e supervisionato da un Consiglio di Pace guidato da Trump (pensa che roba!), è scritto sulla carta ma non si vede come possa essere messo in opera.

Nel frattempo l’attenzione mediatica su Gaza, che ha visto momenti molto intensi, e piuttosto efficaci per l’informazione di ciò che resta delle opinioni pubbliche, si è affievolita fino a quasi sparire. Così funzionano i media, a ondate, a flussi emotivi. Schiacciati sul momento.

È un difetto? Lo è. Ma ha le sue contromisure. Basta cercare di fare memoria, di non vivere solo sull’onda del momento, e ogni tanto domandarsi: e Gaza? Come sta andando, a Gaza?

Sta andando male, ragazzi. Tende stracciate dal vento, e nubi nere all’orizzonte.

Natangelo