Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 29 agosto 2025
La patacca
Che fare?
L'Amaca
giovedì 28 agosto 2025
Piuttosto che…
Ho fatto un gioco: piuttosto che stare su uno yacht con Fedez, la Santanché, suo marito Dimitri e Ignazio La Russa, dove avresti voluto essere?
- in casa a sparare raudi a mezzanotte avendo come vicini Olindo e Rosa
- a parlare dell’informazione libera con Mario Sechi
- a fare un gavettone a Mike Tyson
- ad ascoltare un comizio di Vannacci
- ad aiutare Borghezio ad attraversare la strada
- a parlare di politica con Ben Gvir
- ad andare ad un concerto di Sfera Ebbasta
- a fare un Bartezzaghi con Donzelli
- a chiedere informazioni sulla letteratura russa al ministro Giuly
- al Meeting di Comunione e Liberazione
Tra le fobie
Tra le fobie, le paure ancestrali spicca, come ovvio, quella di morire. È insita nell’animo umano e nulla può distoglierci dal pensarvici. Sembrano ovvietà ma, come tutti, anch’io ci penso non, per fortuna, ossessivamente, almeno per ora.
Se da un lato la fede corrobora e sostiene i credenti, dall’altro, quello dell’ateismo, supporta il pensiero di non essere più, senza dolore, fatica, tristezze.
E quando scompare qualcuno di conosciuto ci pervade la tristezza della sua mancanza, il non senso della dipartita, perché vorremmo che questa vita non finisse mai, vissuta però da giovani, come le varie tecniche di ringiovanimento ci portano a credere, da babbei quali siamo.
Un aiuto importante a me personalmente viene dall’astronomia, una scienza che se assaggiata bene ti rende capace d’incastonarti nel posto giusto, nella tua piccolezza conclamata. Se le stelle che hanno il loro ciclo e poi esplodono innondando lo spazio di polveri ed elementi che una volta che si riassembleranno rigenereranno nuovamente vita, anche noi, che siamo fatti della loro stessa sostanza, un giorno contribuiremo con i nostri mattoni a formare chissà cosa. È un ciclo, misterioso, inarrestabile, sontuoso. Si dirà: si campa troppo poco, il male accorcia pure molte vite, la malvagità umana ancor di più. Vero, ma è nel flash vitale che è basilare correre. Chi scrive ha 64 anni e solo da poco ha compreso quanto tempo datogli è stato scialacquato senza alcun ritorno: quanti rimpianti nelle relazioni perse, nei libri non letti, in quelle giornate ad aspettare sera e poi mattina etc!
Non torna più il tempo perso, ed Albert ci ha detto pure che può essere modificato, si può incurvare, può fermarsi attorno ai buchi neri ed è una sola cosa con lo spazio. Non conosciamo il 95% della composizione dell’universo, non sappiamo nulla e ci atteggiamo a grandi menti padrone del suddetto. Ecco quindi l’ennesimo supporto, la consapevolezza di essere pulviscoli sopra ad un pulviscolo blu, l’insensatezza dello spremerci per fetecchie senza dignità, la mancanza di comprendere la nostra nullità astronomica in questo sistema solare posto nella periferia di un’anonima galassia, in un antro infinitesimale di una qualunque porzione dell’universo.
Riassumendo:
Dobbiamo morire e non possiamo farci nulla!
Quello che ci sarà non lo sappiamo. Non serve flagellarsi quaggiù per sperare nella gioia futura.
Siamo nulla e nulla saremo in eterno.
Quest’anno non faremo la Champions (ma questo riguarda noi milanisti)
Dai, sollevate i cuori e vivete il secondo attuale (che è già passato tra l’altro)
Mondo silente
Forse per incrementare l’acredine la Gioggia di tutti loro ha in mano lo shopping bag di Radio Maria, la radio che ovunque, pure sul monte Huascáran, mentre cerchi sano rock, s’intromette con le preghiere dedicate tipo “da un sacrista infervorato alla sua lady dicendogli - oggi accendo per te tre lumini a San Burgondio”, facendoti traballare molto riguardo al secondo comandamento; la bionda cameriera del Biondone, leggendo dai teleprompter (o anche gobbo) un discorso probabilmente costruito dai fratelli Grimm, ove le fregnacce più smargiasse (la casa per i futuri sposi - ciao core! - probabilmente costruita in legno con le cassette contenenti le armi che dovremo comprare dal suo padrone schizofrenico - la lotta contro la magistratura comunista, con applauso giunto direttamente dal Mausoleo arcoriano - miracolo! - che ancora tenta di ingabbiare i suoi amici tutti intenti a far del bene lobbysticamente, i riferimenti a libri e a fumetti che scoperto l’inghippo si sono autocombusti, il riferimento alla lotta contro i migranti clandestini - e a questo punto ci fosse stato un ciellino che alzatosi, si fosse prorotto in un’escamazione del tipo “a Giorgia ma che caxxo sta’ a dì! Qua dentro dovrebbero regnare le Beatitudini giusto? E allora leggile prima di dire cazzate!” ma, essendo ciellini, ciò non è avvenuto. Ed infine il coraggio da film epico di sfiorare, di riferirsi al genocidio palestinese, con quell’arroganza coatta di chi sa di essere stata silente e complice, ma attacca lo stesso, sodale a Casapound com’è, asserendo che lei salva i bambini, da brividi queste parole, soprattutto perché, essendo ciellini, nessuno ha obbiettato nulla in merito. Accendo la radio perché sono oltremodo incazzato “ciao fedele del rosario delle 18, ti ho vista pregare magnificamente, ti dedico questo Ave-Pater-Gloria!” Azzz!!!


