giovedì 28 agosto 2025

Nataangelo

 



Chi è stato?

 

Ehi, dite a noi?
DI MARCO TRAVAGLIO
“Draghi è l’idraulico che viene a riparare il sifone del lavandino rotto e sbotta: ‘Ma che cazzo di lavoro le hanno fatto?’. E il lavoro lo aveva fatto lui”. Questa battuta sul web descrive alla perfezione il nuovo gioco dell’estate che ha sostituito lo yoyo e l’hula hoop: i principali responsabili del tramonto dell’Europa fanno a gara nel denunciare il tramonto dell’Europa. Draghi, ex capo della Bce e del governo italiano, traccia il solco. E tutti gli altri dietro, dalla premier Meloni agli “ex” Letta e Prodi (già presidente della Commissione Ue) alla Metsola (presidente del Parlamento Ue): sì sì, è vero, l’Europa è inutile, irrilevante, spettatrice, inerte, inetta, serva degli americani, dillo ancora, bene, bravo, bis! La domanda sorge spontanea: ma dite a noi? Sarà mica colpa nostra? E ve ne accorgete adesso? No, perché a sentirli parlare sembra che sia una cosa recente, dovuta al ritorno di Trump (e te pareva): invece prima, fino al 20 gennaio 2025, l’Ue era fortissima e utilissima. Vuoi mettere quando, anziché di Trump, era serva di Biden, Obama, Bush jr. e Clinton perché credeva di essere la Nato? Radeva al suolo Belgrado, invadeva l’Afghanistan e l’Iraq, bombardava la Libia con gli Usa per farli contenti, li lasciava liberi di destabilizzare la Georgia e l’Ucraina per provocare la Russia, sbaragliarla e smembrarla, non muoveva un dito quando sabotavano i negoziati russo-ucraini, si martellava le palle con le auto-sanzioni a Mosca e le decine di miliardi in fondi e armi a Kiev, ma allora sì che era protagonista. Poi purtroppo hanno rieletto Trump e la superpotenza europea, dalla sera alla mattina, s’è squagliata.
Dev’essere colpa di Trump se l’euro nacque senza la leva della svalutazione, diversamente da dollaro, yen e yuan; se l’Ue non ha regole tributarie comuni e i suoi soci si fanno dumping l’uno contro l’altro; se, pur di non uscire da quella gabbia di ghisa, ha stritolato la Grecia (la prossima, se farà l’errore di entrare, sarà l’Ucraina) e impoverito gli altri popoli; se si è allargata spensieratamente all’Est ex-comunista che c’entra poco o nulla con i Paesi fondatori e che ora si tenta di neutralizzare abolendo l’unanimità. E oggi naturalmente è colpa di Trump se lui tenta in ogni modo di chiudere la guerra in Ucraina, cioè in Europa, e l’Ue tenta in tutti i modi di allungarla e allargarla anziché aiutarlo. Perché non è affatto vero che l’Ue, sulla guerra in Ucraina, sia spettatore passivo. Magari lo fosse. È un sabotatore attivissimo: promettendo a Kiev soldi e armi che non ha, sta spingendo Zelensky a rivendicare sine die i territori perduti e a continuare a combattere, cioè a perderne altri. Quando gli ucraini si accorgeranno dei danni che fanno i nostri amorevoli consigli, ci bombarderanno con le nostre armi.

L'Amaca

 

La persona seria nuovo supereroe
di MICHELE SERRA
Dice Sorrentino che il protagonista del suo film La grazia, appena presentato a Venezia, è «una persona seria», e questa qualità mi ha colpito come se fosse una specie di super-potere. Come l’uomo invisibile, come Spiderman, come Hulk, la «persona seria» fa spicco per la sua eccezionalità, e ho voglia di vedere il film (anche perché amo molto il cinema di Sorrentino) per verificare se questa mia percezione abbia un fondamento. Se, cioè, la persona seria entra di diritto nel ristretto circolo dei supereroi.
Della scomparsa del concetto di serietà dalla scena politica ha scritto efficacemente, poche settimane fa, Walter Veltroni sulCorriere, ma mi sento di estendere questa osservazione anche al mondo della comunicazione in generale. Essendo lo scopo della comunicazione — a tutti i livelli — attirare l’attenzione degli altri a qualunque costo, si schiaccia su quasi tutti i tasti espressivi che “fanno il botto”: la brillantezza, la volgarità, l’aggressività, l’esibizionismo, il vittimismo e la richiesta di compassione, l’ostentazione dell’odio e quella dell’amore, l’emotività in ebollizione costante.
La serietà non corrisponde ad alcuno di questi registri, è riflessiva, spesso silenziosa, ha tempi lunghi e alla fine è sempre a rischio di essere noiosa. Ovvero di non essere notata, che è la peggiore sorte immaginabile da quando viviamo nella società dello spettacolo: se nessuno ci applaude e nessuno ci fischia, abbiamo il terrore di non esistere.
La serietà non è sinonimo dell’autorevolezza ma ne è la condizione: la introduce. Pare che la persona seria del film di Sorrentino abbia come suo compagno di strada il dubbio. Mi sono chiesto qual è l’ultima volta che ho sentito una persona pubblica rispondere “non lo so”, o “devo pensarci sopra”, a una domanda. Entrerebbe di diritto nell’albo, ristrettissimo, delle persone serie.

mercoledì 27 agosto 2025

Dal Meeting

 

Meloni: “L’Italia si è riappropriata del suo posto nel mondo”

“L'Italia si è riappropriata del posto che le spetta nel mondo, non è più considerata il malato d'Europa". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Meeting di Rimini. “La mia missione è fare in modo che l'Italia si riappropri del posto che le spetta, che merita, nel mondo: forte, fiera schietta, leale, in una parola autorevole. Oggi sono fiera che l'Italia venga vista così a livello internazionale che non venga più considerata la grande malata d'Europa ma addirittura un modello di stabilità di serietà di governo, che gli investitori internazionali ci considerino una Nazione sicura tanto che ormai i tassi di interesse che paghiamo sul nostro debito sono in linea con quelli che si pagano in una nazione come la Francia".




Il solito clap clap!

 


Non dovrebbe oramai far notizia lo spellamento di mani cielline dinnanzi al potente di turno, visto che al braccio cementifero chiamato Compagnia delle Opere non interessa alcunché di moralità o finalità politica dell’attuale presidente del consiglio, visto che a loro interessa solo il grano, anzi il Krano. Se poi colei che oggi è stata subissata da calore, affetto e giubilo, tanto da rimanerne colpita, occhieggia ancora al nero perdi sempre, se pratica una politica elitaria proteggendo evasori ed affini, se manda le navi zeppe di “Poveri Cristi” in porti lontani prolungandone l’agonia, se come il miglior predone uniforma i media al suo servizio grazie a pennivendoli peripatetici, se libera un aguzzino di inermi rispedendolo in patria con aereo di Stato e, soprattutto, se resta muta e vergognosamente silente davanti ad un genocidio compiuto da assassini sionisti a cui vende pure le armi, che volete interessi al celestiale popolo ciellino? Nulla di nulla. Tanto in caso fosse peccato che fare? Una bella assoluzione e via! Avanti il prossimo!

Nooo!

 


Sono contrarissimo a questa scelta del Movimento. Gli accordicchi con i figli dei cacicchi costituiscono un serraglio alla libertà della politica. Fico è una persona per bene, la coalizione è giusta per tentare di battere la destra. Ma permettere che il figlio del ras campano sieda sulla poltrona di segretario pidino è tutto quanto il movimento ha combattuto negli anni. E se la natura dei pentastellati non è cambiata, prevedo molte difficoltà in caso di vittoria. Se il figlio del cacicco s’incardina, prima o poi chiederà qualcosa. E si riandrà a votare. Almeno spero.

Mi sbagliavo!

 

Credevo che con Donzelli, la Caciottara e l’Idiota del Ponte si fosse toccato il fondo. Mi sbagliavo. Sambuca Molinari è una spanna sopra tutti. 

Il Premio Merdone è suo!