venerdì 16 agosto 2024

Rilevamento



Secondo un sondaggio, appena vista la foto, lo 0,00015% ha osservato la placida baietta, lo 0,00021% il mare calmo, lo 0,00028% il tetto della prima casa.

Buongiorno!



Gran bella notizia questa, di cui andare fieri! Nata la Nato per essere uno strumento di difesa, si trasforma, grazie anche alla servente Ursula e ai suoi vassalli, in uno strumento offensivo sul genere “non mi faccio i caxxi miei e blatero che la pace si possa fare solo con le armi, così foraggio gli amichetti sfornanti bellici ritrovati ipertecnologici” che tanto irriterà lo psicolabile del Cremlino, che possiede, tra l’altro, oltre duemila testate atomiche, che l’onta di figuracce tipo quella che gli sta infliggendo il comico esaltato ucraino, lo porterà prima o poi ad usare. Per la gioia dei grandi fondi d’investimento tipo BlackRock, convinti che il lucro debba tendere all’infinito e per il quale la guerra è il gelato agli occhi del bimbo nella canicola ferragostana.

giovedì 15 agosto 2024

Cartone



Bugs Bunny che sponsorizza il ponte dell’Imbecille! Ma che bella trovata! Tenace come lei, resisterà ad ogni problema! Brava Bugs!

Dixit



Raviolatam Ferragostanam est basilarem comex zuccherum velum soprae pandorum (Ferragnix permettendum)

Premio vicino



Tutto fatto in casa, come da nera tradizione: sorella, cognato, cari amici di famiglia e chissà portinai, ah si “quello che ci porta le uova fresche, perché non lo facciamo sottosegretario?” 
La Caciottara in svaccanza trama e ordisce per allargare la rete di potere delegato al parentado. La sorellina, sofferente per non riuscire a fare più shopping con Gioggia, adesso ha un’amica che verrebbe a puntino per prendersi le Ferrovie, sempre in ritardo checchè ne dica l’Imbecille! Ma lo schema è necessario, basilare per vincere il premio Repubblica delle Banane!

Fai piano!




Tonti di Ferragosto

 

Gli atlantonti
di Marco Travaglio
Per capire in quale trappola diabolica s’è cacciata l’Europa, basta unire i puntini delle ultime notizie, che sembrano fatte apposta per gli atlantonti che non vogliono vedere. 1) La Germania, mentre imbottisce l’Ucraina di armi e miliardi, spicca un mandato di cattura per l’incursore ucraino che due anni fa fece esplodere, su mandato di Kiev e con la copertura Nato, i gasdotti Nord Stream 1 e 2, costati 21 miliardi, che portavano il gas russo in Germania e di lì in tutta Europa e che Biden aveva già minacciato di distruggere. Risultato: ora compriamo più gas liquido e scadente dagli Usa, che ce lo vendono a prezzi quadrupli e ci tocca pure rigassificarlo; la Germania in recessione trascina nel baratro l’intera Ue, mentre l’economia americana (come quella russa) va come un treno. 2) Ora che Biden sta per diventare ex presidente, vengono desecretati gli atti sul figlio criminale Hunter che nel 2016, sotto il governo Renzi, chiese aiuto all’ambasciatore a Roma per procacciare affari nella Toscana pidina al colosso energetico ucraino Burisma, di cui era amministratore. Insomma, quello dei Biden per Kiev è un amore disinteressato: platonico. 3) Il più fanatico fra i consiglieri di Zelensky, Podolyak, spiega che l’invasione ucraina della regione russa di Kursk serve a ricattare i Paesi più prudenti della Nato per avere mano libera sull’uso delle nostre armi in Russia. Paesi tipo l’Italia, che ripudia la guerra per Costituzione, come ricorda financo Crosetto (subito linciato dai pretoriani Nato Mieli&Sallusti, che chiamano la Costituzione “ipocrisia” e “odio per l’Occidente”).
Il copione è fisso: il regime ucraino e i retrostanti Usa ricattano l’Europa con menzogne sempre più spudorate, ma i nostri sgovernanti sono ben felici di bersele mettendo mano al (nostro) portafogli e scavalcando le linee rosse che avevano tracciato. Ora Kiev, dopo aver finto di voler negoziare con Mosca per paura di Trump, scatena un blitz militarmente inutile, anzi suicida, che la priva dei reparti migliori condannati allo sterminio, sguarnisce il Donbass dove i russi avanzano vieppiù, al solo scopo di bruciare il tavolo dell’eventuale trattativa. E pretende di farlo coi nostri missili e il nostro permesso. Ma, siccome l’ultima linea rossa è sempre la penultima, dobbiamo prepararci alla prossima: quando i russi completeranno la conquista del Donbass e annienteranno i reparti ucraini a Kursk, Zelensky piagnucolerà che ha finito i soldati e vuole i nostri. I giovani ucraini fuggono all’estero, affogano nel Dnepr, si spaccano le tibie a martellate pur di non arruolarsi. Ma Repubblica canta l’epopea dei “soldati ucraini ‘felici di guidare un tank in Russia’”. È così che si precipita nella Terza guerra mondiale senza neppure accorgersene.