Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 6 febbraio 2024
Giustizia?
Estratto
Ecco là gli uomini che si chiudevano fra quattro mura per le otto migliori ore del giorno, tutti i giorni, e in queste otto ore nei caffè e negli sferisteri e sui mercati succedevano memorabili incontri d’uomini, donne forestiere scendevano dai treni, d’estate il fiume e d’inverno la collina nevosa. Ecco là i tipi che mai niente vedevano e tutto dovevano farsi raccontare, che dovevano chiedere permesso anche per andare a casa a veder morire loro padre o partorire loro moglie. E alla sera uscivano da quelle quattro mura, con un mucchietto di soldi assicurati per la fine del mese, e un pizzico di cenere di quella che era stata la giornata.
(La paga del sabato - Beppe Fenoglio)
A proposito di carote…
di Selvaggia Lucarelli
Cose che non ho capito: intanto il perché il permesso di andare via passi attraverso il sì del padre, mentre la madre sembra non contare un cazzo tanto più che il padre è uno che aggiusta biciclette di notte da solo in garage mentre piove quindi è chiaramente un sociopatico pericoloso.
Non ho poi capito perché cenano al buio. In realtà l’ho capito nel fotogramma successivo, sono di Genova come mio padre, la luce costa, e infatti pure per noi la cena era un’esperienza crepuscolare.
Non ho capito neanche perché il povero fratello maschio è sempre muto, ma forse se hai un padre che si acquatta in garage da solo col temporale, ti fa cenare al buio come sotto i bombardamenti e fa il karaoke con la carota nonostante un microfono Bontempi per karaoke costi 18 euro, perdere la parola è il minimo.
Ho capito invece perchè questa roba della scelta dei pubblicitari ricaduta sulla carota, ovvero così ci facciamo battute e meme fino al 2029 e Esselunga è contenta.
Della serie: “papà ho comprato due carote!”. “Ma dai è perché?l “Così una la mangi!”. E con l’altra ci fa il karaoke, cosa avete capito. Ah, mio padre quando gli ho detto a 18 anni che andavo via di casa mi ha risposto “ok, ne parliamo dopo, ora c’è la partita”.
Per questo non potrei mai scrivere spot emotivi per Esselunga, finirebbero tutti col no secco della ministra Roccella. Ah, ovviamente ho pianto, ma quello è il cane di Pavlov: se hai più di 40 anni e vedi uno spot con la pioggia e una musichetta stracciapalle, è subito gattino bagnato Barilla. Impossibile resistere. Comunque brava Esselunga, ci hai fregati ancora una volta, quindi oggi vado alla Coop.
Selvaggiamente Booom!
“Palla al centro”: l’influencer fallito Renzi se la prende con gli influencer
di Selvaggia Lucarelli
Palla al centro, libro evidentemente autobiografico sulla vita di un pallone gonfiato ossessionato dal centro del palcoscenico, è appunto l’ultimo parto letterario di Matteo Renzi. Un libro che si oppone alla dittatura degli influencer e lo dico perché ho visto la presentazione del suo libro anti-influencer su Instagram, poi su YouTube, perché ho ricevuto la newsletter di Renzi con l’invito a condividere la sua intervista su Facebook e perché Matteo mi ricorda che c’è l’elenco delle tappe di presentazione sul suo canale whatsapp col link per iscriversi.
Palla al centro, libro evidentemente autobiografico sulla vita di un pallone gonfiato ossessionato dal centro del palcoscenico, è appunto l’ultimo parto letterario di Matteo Renzi. Un libro che si oppone alla dittatura degli influencer e lo dico perché ho visto la presentazione del suo libro anti-influencer su Instagram, poi su YouTube, perché ho ricevuto la newsletter di Renzi con l’invito a condividere la sua intervista su Facebook e perché Matteo mi ricorda che c’è l’elenco delle tappe di presentazione sul suo canale whatsapp col link per iscriversi.
Mancava solo lo spacchettamento del suo libro su TikTok, ma ci arriveremo. Probabilmente si tratta di un libro contro gli influencer che, diversamente da lui e con molta meno fatica, ce l’hanno fatta. E in effetti, dalle succose anticipazioni date alla stampa, quello di Renzi sembra proprio un libro scritto da un influencer. Pare Ilary Blasi quando apre il suo whatsapp e ci legge i messaggi che si scambiava con l’amica parrucchiera o Giulia De Lellis che ci racconta le corna subite nel suo libro best seller. Matteo Renzi irrompe nel dibattito politico raccontandoci dunque di quella volta in cui ha incontrato Rocco Casalino in spiaggia a Mykonos e Casalino gli ha scritto “facciamo finta di niente”, di quella volta in cui ha scritto a Chiara Ferragni e lei non gli ha risposto, di quando ha visto Travaglio in tribunale e Travaglio non l’ha degnato di uno sguardo e di quella sera in cui ha inviato dei whatsapp a Meloni dicendole che doveva andare a cena con Biden e Meloni gli ha risposto che, diversamente da lui, lei non ha bisogno di foto con Biden perché lo frequenta. Insomma, abbiamo capito perché ce l’ha con gli influencer: nessuno vuole avere interazioni con lui. E visto che di fronte a una tragedia narcisistica di tale portata non servirebbe neppure comprarsi i follower dall’India, ha dovuto ripiegare sull’Arabia Saudita.
Vola Tom!
“Frequent Flyer” lo chiamano. Nel 1990 la United Airlines mise in vendita, al prezzo di 290.000 dollari, un biglietto aereo a vita. Tom lo acquistò immediatamente, pur se la cifra a quei tempi fosse esorbirante. Da allora, e non per lavoro, a cominciato a volare ovunque, per sfizio, divertimento e per curiosità. Hanno calcolato che se avesse pagato gli importi per i viaggi effettuati, avrebbe speso circa 2,44 milioni di dollari! Nel 2019, l’anno record, ha compiuto 373 voli!!! Vola come detto per divertimento, a volte va a Parigi solo per cenare! Vola ancora Tom!
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