Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 27 gennaio 2024
Verissimo
Perché ci odiano
di Marco Travaglio
Da quando la Nato e i suoi trombettieri decisero che Putin aveva le ore contate perché stava per morire, o era già morto (i famosi sosia), o era in default, o stava per essere destituito, o aveva perso la guerra in Ucraina, l’autocrate russo non è mai parso così saldo, mentre quasi tutti i capi di governo che lo davano per finito sono caduti come birilli: Draghi, Johnson, Truss, Rutte, Sanna Marin, Morawiecki, Ódor, e i superstiti Biden, Scholz e Macron non se la passano granché bene. Da quando l’Impero del Bene occidentale ha annunciato di avere isolato l’Impero del Male russo-cinese e si prepara alla terza guerra mondiale per sbaragliarlo, Mosca e Pechino non hanno mai avuto tanti amici dal crollo del Muro di Berlino. I Brics si allargano sempre di più e progettano una nuova moneta contro il dollaro. E ora, grazie ai crimini di Netanyahu e ai balbettii di Biden e della presunta Europa, l’Iran aumenta la sua influenza e il Mar Rosso è preda dei pirati Houthi, che si divertono pure a esibire i loro fotomodelli sulla stampa occidentale guadagnando simpatie, soprattutto da quando l’astuto Impero del Bene li rende pop in tutto l’Islam (e non solo) chiudendo gli occhi e la bocca sui crimini israeliani e bombardando lo Yemen (strepitoso il contrappasso degl’inglesi che combattono la nuova pirateria immemori di quella vecchia dei loro sir Drake e sir Morgan). Intanto in Africa i cinesi comprano terre su terre e i russi allargano la loro influenza anche dopo la morte (presunta) di Prigozhin: a Nord l’alleanza con Haftar in Libia (dove progettano nuove basi militari), a Sud quella col Sudafrica, al Centro il patto con la Repubblica Centrafricana, a sua volta alleata con l’Uganda, e il fronte delle tre giunte golpiste anti-occidentali in Niger, Mali e Burkina Faso che han cacciato i francesi al grido di “Viva Putin”.
Un odio sempre più inestinguibile contro l’Occidente si leva dal Sud e dal Centramerica, dall’Africa, dal Medio Oriente e dal resto dell’Asia e si butta fra le braccia del neocolonialismo russo e cinese. Non perché sia meglio del nostro, ma perché il nostro ha lasciato pessimi ricordi e non facciamo nulla per farli dimenticare. Anzi, perseveriamo con guerre guerreggiate ed economiche che ci rendono ancor più odiosi. Una leadership americana ed europea lungimirante si interrogherebbe sullo tsunami di odio e cambierebbe approccio per arginarlo. Invece il nostro piccolo mondo antico, sempre più isolato, declinante e spopolato, si arrocca sulla difensiva contro i “barbari” e s’illude di isolarli a suon di bombe e sanzioni. Regalando ogni giorno nuovi proseliti al nemico. Come il soldato della barzelletta: “Capitàno, ho preso dieci prigionieri!”; “Bravo, portali subito qui”; “Eh, ma non mi lasciano venire!”.
L'Amaca
Come Gassman nel “Sorpasso”
DI MICHELE SERRA
La polemica sul limite dei trenta all’ora in vaste zone di Bologna (e altrove) impressiona per la sua prevedibilità, quasi paradigmatica: quando si tratta di limiti (della velocità, dello sviluppo, del potere,dell’arricchimento individuale, del corteggiamento, di tutto) già si sa che la sinistra è favorevole a riconoscerli e/o a indicarli per legge; la destra è contraria. Il Salvini, in questo senso, andrebbe studiato da un pool di antropologhi: incarna l’uomo di destra — la destra moderna, alla Trump, alla Milei, alla Briatore, non quella antica, che era tutta un’altra cosa — con magistrale efficacia.
Se c’è una cosa di destra da fare o da dire, lui la fa e la dice.
Sorvolando sui tanti possibili corollari e le tante evidenti eccezioni, potremmo dunque dire che la sinistra pecca di pedanteria e di legalitarismo; la destra di menefreghismo e di superficialità. Mentre la sinistra rallenta meditando, la destra la sorpassa strombazzando. La destra spara ai ladri, la sinistra si affida, fiduciosa e un tantino babbea, all’iter senza fine della giustizia di Stato. La destra parla schietta come chi offende perché se ne strafrega di offendere, la sinistra parla cauta come chi ha a cuore tante di quelle cose che non sa più da quale cominciare.
A questo punto immagino che vi aspettiate una conclusione, ma una conclusione non ce l’ho. Mi riconosco, e lo sapete già, nel novero di quelli che rallentano, si guardano intorno, si domandano se stanno dando disturbo agli altri. Ma dubito di riuscire a prevalere sul fascino basico, animalesco, della prepotenza: a meno che, come Gassman nel Sorpasso, i menefreghisti vadano a schiantarsi, e tocchi a noi, non so dire quando e come, soccorrerli.
venerdì 26 gennaio 2024
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