mercoledì 13 settembre 2023

L'Amaca

 

Il capitalismo sul lettino

DI MICHELE SERRA

Che cosa è successo al capitalismo mondiale? E soprattutto, che cosa è successo ai capitalisti? Se vi fosse capitato di leggere, come è capitato a me, una intervista al boss di Ryanair, signor O’Leary, sui giornali, vi fareste la stessa domanda. È tutto un florilegio di “ce ne fottiamo”, “i decreti italiani sono spazzatura e non li rispetteremo”, “non ce ne frega un c….”, e via chiarendo che l’unica legge che conta è la sua.
Sembra la parodia di un western. Invece è il ritratto, temo attendibile, di una visione del mondo che ha letteralmente sbullonato ogni meccanismo di contenimento e di regolazione del mercato e — cosa perfino più grave — ogni forma di contenimento della vanità umana. “Io ho fatto i miliardi, voi non dovete permettervi, in nessuna forma, di disturbarmi”. È la versione aggiornata del marchese del Grillo: “Io so’ io e voi non siete un c…”. Gli Stati, le leggi, le tasse, le tariffe, contano poco, e comunque contano nella misura in cui assecondano quell’Io impazzito che è il Capitale.

Altrimenti, come direbbe mister Ryanair, “si fottano”.

Già quest’estate, con l’incredibile vicenda (non abbastanza commentata) della sfida a duello tra Musk e Zuck, eravamo autorizzati a ritenere che il capitalismo fosse entrato nella sua fase psichiatrica. C’è da chiedersi se esiste una cura. La politica, nella sua opera di mediazione e riequilibrio, ha fallito. Con ogni evidenza. Chissà, forse la strada della terapia psichiatrica, o psicoanalitica, qualche risultato potrebbe darlo.

martedì 12 settembre 2023

Rivelazione



L’avevo sempre sospettato che non fossero attaccati al lucro; sempre pronti a darti una mano; indefessi…parafrasando “ABI e qualcosa…Ab..normal! Si ne sono certo ABInormal!”

Simbolismi fetidi



E quindi Grosseto ha deciso di intitolare una via al segretario di redazione del quindicinale “La Difesa della Razza”, pubblicato dal 1938 al 1943, Giorgio Almirante, che in quegli anni scriveva:

“Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri.“ 

E ancora: “Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue!” 

La via intestata ad un così nobile padre della Patria è stata decisa dal prefetto Paola Berardino… mumble mumble … moglie del ministro degli interni Piantedosi… spero almeno che nella targa si evinca la vera essenza dell’allora segretario di redazione: Via Giorgio Almirante - Fascistone -

Paul

 



Botturamente

 


L'Amaca

 

L’anima nera di Brexit
DI MICHELE SERRA
ALondra, durante un concerto molto seguito, c’è stata una clamorosa e imprevista manifestazione anti-Brexit.
Gran parte del pubblico ha sventolato bandiere europee durante l’esecuzione di un celebre canto patriottico, Rule Britannia.
Come tutte le manifestazioni, ci sono i favorevoli e i contrari. Ma per dare un’idea degli umori dei contrari, della loro cultura politica e della loro misura umana, vale il commento, su Twitter, della animosa opinionista di destra Isabel Oakshott, per la quale Brexit è un punto di non ritorno: “I britannici non saranno mai schiavi”, scrive Oakshott citando uno dei versi del canto patriottico disturbato dallo sventolio delle bandiere dell’Unione Europea.
Decidete voi se ridere o piangere: questo, comunque, è il nocciolo di Brexit. Un nazionalismo goffo e insensato, specie alla luce del fatto che il Paese più imperialista, aggressivo e rapinoso di tutte le epoche (i romani, al confronto, furono un’associazione benefica), che ha svuotato i forzieri e rapinato le risorse del mondo intero, nella lettura “brexista” si dichiara vittima di altrui prepotenze, e assoggettamenti “stranieri”. Trascurando il fatto che l’Unione Europea è il frutto di una libera associazione, non di invasioni armate, non di Imperi imposti ai “selvaggi” come fu, in larga parte, l’imperialismo britannico.
Il nazionalismo è l’oppio dei popoli. È cervello all’ammasso, è imbroglio morale e contraffazione culturale. Forse è perfino peggio del fanatismo religioso, perché si manifesta nella forma, meno impresentabile, della rivendicazione della propria integrità domestica. Ma “casa”, per quelli come Oakshott, è il bottino della Compagnia delle Indie. Pollice verso.
Abbasso gli imperialisti, viva la libertà e l’uguaglianza tra i popoli.

Analisi

 

Che bell’alleato
di Marco Travaglio
Ogni volta che apre bocca il consigliere-portavoce di Zelensky, l’ex giornalista Mychajlo Podoljak, già fedelissimo del presidente filo-russo Yanukovich e poi del filo-Usa Poroshenko, già nemico del partito zelenskiano (“Servitore del Popolo è un altro raduno di cinici piccoli e arroganti”) e poi amicissimo, già capo-delegazione ai negoziati di pace coi russi di marzo-aprile 2022 e poi fiero avversario di ogni negoziato coi russi, molto vicino ai servizi ucraini e non solo, si capisce perché gli oligarchi di Kiev e i loro mandanti d’oltreoceano hanno scelto l’ex comico come frontman. E s’intuisce che potrebbe accadere quando Biden, per nobili ragioni elettorali, decreterà il “tutti a casa”. Prima di dichiarare guerra al Papa e all’Onu, questo nazistello s’era segnalato per un’escalation di deliri che gli “atlantisti” han sempre finto di non sentire, autorizzandolo ad alzare vieppiù il tiro e la posta.
Il 30.9.2022 interferisce nelle trattative del governo Meloni dicendo a Repubblica: “In Italia i partiti filo-Putin hanno preso soldi dal Cremlino. Possediamo elementi su chi è stato finanziato e con quanto, ma non possiamo fare nomi. Non vogliamo interferire”. Non sarebbe da lui. L’8.10 un Tir-bomba fa esplodere il ponte di Kerch in Crimea (tre morti) e lui rivendica l’attentato: “Il ponte è l’inizio: tutto ciò che è illegale dev’essere distrutto”. Poi fa retromarcia: “Il camion è arrivato dalla Russia. Chiaro chi ha causato l’esplosione”. Verrà smentito prima dagli Usa, poi dai suoi. Il Nobel per la Pace, oltreché al Centro Libertà Civili ucraino, va a un dissidente bielorusso anti-Lukashenko e a un’Ong russa anti-Putin; lui insorge: “Premiano i rappresentanti di un Paese aggredito e dei due Paesi aggressori”. Il 20.10, due giorni prima che nasca il governo Meloni, elogia la premier e insulta B. (“è sotto effetto della vodka russa”). L’8.11 la Casa Bianca svela negoziati con Mosca “per scongiurare una catastrofe nucleare” e lui la zittisce: “Parlare di negoziati non ha senso”. Il 15.11 un missile caduto in Polonia uccide due persone: lui parla di “lanci deliberatamente pianificati dalla Russia e mascherati da errori” e chiede l’intervento delle truppe Nato; peccato che il missile sia ucraino. Il 19.12 dà dell’asino a Kissinger: “Non ha capito la natura della guerra. Un sacrificio territoriale in cambio di garanzie di non aggressione sarebbe un accordo col diavolo”. Il 27.12 insulta il cancelliere Scholz che sta armando Kiev: “È ora che smettiate di tremare dinanzi a Putin”. Ora dice che il Papa “è filo-russo e non può essere mediatore”, accusa il Vaticano di farsi finanziare da Putin e insulta pure il segretario generale dell’Onu. Un giorno qualcuno dovrà spiegare come il “mondo libero” abbia potuto consegnarsi mani e piedi a simili figuri.