Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 6 aprile 2023
Scontatissimo!
Beh, era scontato che oggi il Number One dedicasse il suo articolo al neo direttore... di cui già pregusto gli scritti...
Il Riformatorio
di Marco Travaglio
Rimasto senza elettori, Renzi cerca lettori. E riesce là dove il suo babbo aveva fallito per colpa di Woodcock: farsi pagare da Alfredo Romeo. Però lecitamente, come neodirettore editoriale del Riformista, mentre Romeo progettava di dare sottobanco “30 mila al mese a T.” (iniziale di Renzi sr.) e 2.500 a “R.C.” (acronimo dell’emissario Carlo Russo) in cambio di possibili aiutini nella Consip dei manager nominati da Renzi figlio. E lo mise per iscritto nei celebri pizzini letti (e intercettati) al consulente Italo Bocchino, poi trovati dal Noe nei cassonetti della Romeo Gestioni, che ora è pure la sede del Riformista e della “nuova” Unità modello Samsonite. Romeo, Bocchino, Renzi sr. e Russo sono a giudizio per traffico d’influenze. Ma quel processo, anche grazie alla Procura di Roma, porta buono agli imputati: Romeo è editore del Riformista e dell’Unità; Bocchino dirige il Secolo d’Italia che canta le lodi di Meloni; il figlio di Renzi sr. è direttore editoriale del Riformista che le lodi di Renzi jr. le tesseva già prima, figurarsi ora: manca solo il povero Russo, che merita almeno la vicedirezione.
Si attende con ansia la prima ospitata del neo “collega” in tv: “Direttore Renzi, che ne pensa del senatore Renzi?”. O viceversa. Il massimo sarà quando il direttore Renzi intervisterà il senatore Renzi. O quando il direttore Renzi diffamerà qualcuno, sarà querelato e invocherà l’insindacabilità del senatore Renzi. O quando farà casino fra una querela e l’altra delle sue e si querelerà da solo. Lui peraltro è convinto di essere direttore responsabile e dice che, oltre a farne, ora potrebbe anche ricevere querele per articoli altrui. Ma è una balla: non è neppure iscritto all’Ordine dei giornalisti (lo è perfino Gasparri, ma lui no), infatti è direttore editoriale, non responsabile. Da quando lasciò la politica nel 2016 facendosi eleggere in Senato nel 2018 e nel ’22, ha le idee confuse. Parlamentare della Repubblica Italiana, prende soldi dalla Monarchia Saudita: cosa impensabile in tutto l’Occidente e persino a Montecitorio, ma non a Palazzo Madama. Entra nel Cda di Delimobil, società italo-russa di car sharing partecipata da una banca di Stato moscovita, ne esce con 40 mila euro il giorno dopo l’invasione dell’Ucraina e dà dei putiniani agli altri. Ora va a dirigere un giornale, come se non ne dirigesse già de facto quattro o cinque e non ne avesse già affondato uno (l’Unità). Si potrebbe pensare che lo faccia per sputtanare la politica e il giornalismo italiani, se non fossero entrambi già sputtanati per conto loro, almeno quanto lui. Più probabile che voglia stupire con effetti speciali: tipo spostare la redazione all’autogrill di Fiano con Mancini caporedattore; o affidare la rubrica “Libera stampa e motoseghe” a Bin Salman.
mercoledì 5 aprile 2023
Palmaria devastata
Di Fabio Giacomazzi
IL SACCO DELL'ISOLA E' PARTITO
Inizia oggi in concreto il grande assalto alla Palmaria, quello che cambierà definitivamente il suo volto ma ancora di più il modo di frequentarla...
Con l'avvio dei lavori per la costruzione dello stabilimento al Carlo Alberto, alle spalle di quelle rocce bianche e nere in cui gli amanti dell'isola sono soliti incontrarsi d'estate, tra una pozza di scogliera e l'altra, fruitori ormai abili a scendere da quegli scogli impervi in mare.
Qualcuno ha valutato che quel ben di Dio, quella vista di Porto Venere da oltre lo stretto, quel mare strepitoso, fossero troppo per dei comuni mortali che al massimo lasciano sull'isola i soldi del traghetto e quelli di un caffè ed una biretta al Secco ...
Ma il problema ovviamente non è l'im-prenditore (quei Paletti proprietari del Grand Hotel che si sono aggiudicati anche la ex scuola e sede dell'ostello chiuso per lasciar posto a qualche suite di lusso, che si affaccerà al più bel panorama di Porto Venere - anche lì troppo lusso per quei bambini che utlizzarono l'edificio come scuola elementare .... - Quei Paletti che ora potranno offrire ai propri facoltosi clienti anche una strepitosa location del loro nuovo stabilimento: per cui immaginiamoci camera all'ex convento / ex scuola + cabina con piscina a Carlo Alberto), dicevo il problema non sono i Paletti che fanno il loro lavoro, il problema è chi ha permesso (chi perché lo ha voluto per chissà quale guadagno, e chi lo ha tollerato per chissà quale perversa propensione a monetizzare tutto, "anca te mae, se te ghe l'è!") dicevo il problema è chi ha permesso di mettere mano alla "valorizzazione" della Palmaria, ovvero a metterla sul mercato, al miglior offerente: la logica del Masterplan quindi, che ha aperto alla speculazione di cui la realizzazione dello scandaloso stabilimento (all'interno di un Parco Naturale, ad una Zona Speciale di Conservazione) è la prima mossa (pur non essendo prevista nel Masterplan stesso .... insomma, un gentile antipasto).
Questa gente che era talmente cosciente di quale torto avrebbero fatto agli amanti della natura e della Palmaria, da aver avviato la Conferenza di Servizi in gran segreto, per avere i permessi prima che qualcuno se ne accorgesse e magari andasse a tirare la giacchetta alla Soprintendenza, alla quale forse avranno detto "Ah, ma qui sono tutti d'accordo!". Permessi dati quasi di nascosto, nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole. Eppure tutto in regola (più o meno ....), tronfi della loro furberia.
Il mondo va a rotoli, la guerra impazza, il cambiamento climatico ci promette lacrime e sangue, dovremmo preoccuparci solo di fare meno danni possibili alla natura sperando di alleviare le conseguenze del nostro impossibile stile di vita, ma questi predoni fino all'ultimo mirano a incassare, a privatizzare, a vendere, forse perché pensano che i loro soldi li salveranno dalla rovina ....
Sbagliano: ci portano via fette di futuro, e non saranno perdonati, perché oggi abbiamo tutti gli strumenti per capire che cosa bisogna fare e cosa no .... E loro lo fanno scientemente, da predoni quali sono. Ma non c'è abbastanza reazione, la società sembra anestetizzata, ognuno con il suo piccolo grado di coinvolgimento in questa società dei consumi che ci ha portato via anche l'anima ....
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