venerdì 2 settembre 2022

Questo si che è un Giornalista!

 

I desaparecidos
di Marco Travaglio
L’incantesimo sta per scadere, ma solo quando svanirà del tutto si potrà fare l’inventario dei danni della folle sbornia per i Migliori, che ha ammaliato milioni di persone, accecato le migliori viste, assordato i migliori uditi, ammutolito le migliori voci, rincoglionito i migliori cervelli negli ultimi 18 mesi. E ha impedito a quasi un intero popolo di rendersi conto in presa diretta dell’imbarazzante mediocrità e inettitudine del premier Draghi (il più sopravvalutato di sempre) e di quasi tutti i ministri. Questi supposti e supponenti fenomeni non hanno mosso un dito contro la crisi energetica che anch’essi hanno causato, aderendo beotamente alle sanzioni dell’Europa contro se stessa spacciate per diabolici dispetti alla Russia: nessun piano di razionamenti e risparmi (diversamente dalla Germania), nessun aiuto tangibile a imprese e famiglie (a parte i 6 euro lordi in più al mese per i lavoratori sotto i 12 mila euro annui previsti dal dl Aiuti-bis, per giunta senza coperture), una norma sugli extraprofitti scritta coi piedi e morta in culla, nessuna accelerazione alle rinnovabili, sabotaggi à go-go per l’unica misura ecoincentivante (il Superbonus). Anche sul resto, disastri su disastri: dalla scuola al Covid alla giustizia, la cui “riforma” Cartabia sulla “presunzione d’innocenza” ha avuto ieri un’esaltante prova su strada.
Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha ottenuto l’arresto di 202 fra politici, professionisti, imprenditori e ’ndranghetisti accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di droga, usura, armi, gioco d’azzardo, riciclaggio e altri reati. Quali fatti giustifichino una simile retata, non è dato sapere. Si conoscono solo i nomi dei catturati, fra cui spicca il sindaco di Rende e presidente dell’Anci calabrese Marcello Manna (sostenuto da FdI, FI e mezzo Pd), subito sostituito dal suo vice (fratello di un arrestato). Merito della Guardagingilli, come ricorda Gratteri alla stampa: “Stanotte sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare 202 presunti innocenti. I dettagli dell’operazione non li possiamo dire. Chiedete ai vostri editori di dire ai referenti politici di cambiare la legge. Io non intendo essere indagato né finire sotto procedimento disciplinare”. Grazie a questo mix di incompetenti e manigoldi travestiti da Migliori, è tornata in Italia una versione farsesca della tragedia argentina dei desaparecidos: una notte spariscono 202 persone e nessuno sa perché. Così, se tutti quegli arresti sono infondati, la stampa e l’opinione pubblica non possono chiederne conto alla magistratura. Se invece sono fondati, gli elettori non possono punire nelle urne i partiti degli arrestati. Quando la gente capirà i danni dei Migliori, andrà a cercarli coi forconi. E ci toccherà pure difenderli.

L'Amaca

 

Se ne occupi la destra
DI MICHELE SERRA
Tutti sottolineano quanto sia controproducente, per la sinistra, ripetere come un ritornello l’allarme antifascista: sembra un pretesto per sfuggire al confronto politico e non concentrarsi sui temi concreti. Chiederei a Liliana Segre e Emanuele Fiano quanto sia “tema concreto”, per loro, vivere sotto scorta, in quanto ebrei quotidianamente invitati a sparire nei forni.
Detto questo, per sollevare una volta per tutte la sinistra dalla fatica, effettivamente stucchevole, di segnalare che sono in circolazione parecchi nostalgici dei lager e delle leggi razziali, e di denunciare alla polizia postale gli eroici tastieristi che augurano lo sterminio ai figli e ai nipoti degli sterminati, avrei una proposta molto concreta da fare: se ne occupi finalmente la destra, dopotutto è un problema prima di tutto suo.
Dicano il Salvini e la Meloni, meglio ancora i navigati fascistoni di lungo corso come La Russa, di non volere i voti dei nazisti, tacitino o almeno cerchino di tacitare i tanti siti dei loro fan che chiamano gli stranieri “infetti” e le femministe “troie”. Maledicano le curve per le quali Anna Frank è un insulto e nazista un complimento, si attivino materialmente, sul territorio, contro chi, tra i loro, professa l’odio razzista e l’omofobia, e “la difesa della razza” la pratica sparando agli africani, come fece l’ex candidato leghista Luca Traini a Macerata nel 2018.
Rischierebbero di perdere un po’ di voti ma farebbero una buona figura, bonificando il loro elettorato dalla quota Salò tutt’ora ben presente, guadagnando l’applauso dei loro elettori moderati, rassicurando almeno un poco gli stupidi di sinistra come il sottoscritto, che quando vedono una svastica non si sentono di buon umore, e rimpiangono di non avere più la forza dei vent’anni per piegare all’indietro quei maledetti uncini.

Dico la mia

 





giovedì 1 settembre 2022

Prova inconfutabile



Esiste, esiste! Ed è pure democratico!

Dialoghi




Chissà che...

 E allora dai! Attendiamo l'infausto autunno, al lume di candela, con vestaglie di flanella e rutto libero! 

Prepariamoci alla nefasta fobia di non poter godere di quei 27 gradi in casa che tanto ci ricorderanno le trascorse vacanze in quei luoghi tanto intonsi quanto esclusivi! E la probabile mancanza delle luminarie natalizie, ne vogliamo parlare? Quando affannosamente annaspiamo nei vicoli cittadini per elargire alla zia la diciannovesima tazza da the con il Babbo Natale avvinazzato? 

Nefasta previsione? Chissà! Non sarà che finalmente ritroveremo l'essenza costantemente sopita di noi stessi, impegnati sempre più a correre ad minchiam per offuscarci l'ineluttabilità del ciclo biologico, prevedente tra l'altro, checché ne dicano gli illuminati chirurghi tanto bravi quanto riccastri, l'invecchiamento e la fine dell'esistenza? 

Siamo totalmente in mano, anzi ci siamo completamente sbragati lasciando loro che s'occupassero completamente delle nostre vite, a pochi scellerati che in nome di ideali di merda tanto sono distanti dal concetto d'umanità, fanno e disfano belligerando ed arricchendo multinazionali oramai con bilanci da nazioni medio grandi, tanto idioti da combattersi accanto ad una centrale nucleare; conviviamo con iracondi ex kgb saliti al potere con l'intento di sterminare chi non la pensi come lui, che inspiegabilmente la natura preserva invece di ridurli in polvere, e con ex comici con tanto di villona toscana da svariati milioni nel mese di agosto affittata alla modica cifra di 50.000 euro, che pur avendo nazisti in casa trainano beoti sonnolenti a stelle e strisce e vassalli serventi e mansueti di un intero continente in una spirale di violenza e crudeltà opprimente popoli ed arricchente smoderate lobby belliche; paghiamo, e pagheremo cifre folli per illuminare casa, per fare lavatrici, mentre società agghindate a festa, in realtà sepolcri imbiancati, festeggiano introiti favolosi incolpando guerre ed inondazioni per proseguire nella mastodontica presa per il culo giostrata dai nostri rappresentanti oramai in procinto di essere sostituiti dai diversamente fascisti, questo sì che è culo! 

E allora perché non benedire il futuro silenzio rabbuiato e freddino, occasione unica per sederci dinnanzi ad un qualsiasi elettrodomestico sopito dalla crisi energetica, per soliloquiare in modalità mantra con la inevitabile frase "quanto sono coglione, quanto sono coglione.."?          

Sta arrivando 2!


Buon ‘Sacrifice Ratio’ a tutti: firmato bce

di Marco Palombi 

E ora toccherà occuparci del “sacrifice ratio” o in italiano il rapporto di sacrificio. Questa è la definizione della Treccani: “In macroeconomia, si definisce rapporto di sacrificio (ingl. sacrifice ratio) il costo, misurato dal calo del Pil o dall’aumento della disoccupazione, di una riduzione dell’inflazione, spesso associata a interventi restrittivi di politica monetaria”. E perché tocca occuparsene? Perché la Bce dice che è ora. Per capire tutto bisogna tornare a sabato sera, quando Isabel Schnabel – economista tedesca nominata dal governo Scholz nel board della Bce – ha preso la parola a Jackson Hole, quel resort per miliardari nel Wyoming dove una volta l’anno si riuniscono i banchieri centrali: Schnabel è quella che parla quando Christine Lagarde, la governatrice, ritiene meglio tenersi in disparte. E che ha detto? Il discorso è stato lungo e tecnico, ma all’ingrosso che in questa fase bisogna far scendere i prezzi e bisogna farlo “vigorosamente” e a lungo. Solo che il mondo è cambiato, le cose non funzionano più come prima e dunque “è probabile che le Banche centrali debbano affrontare un sacrifice ratio più elevato rispetto agli anni 80”, vale a dire che la cosa sarà “ancora più costosa in termini di perdita di produzione e occupazione” rispetto ad allora. E cosa successe allora, quando il governatore della Fed Paul Volcker e poi tutti gli altri alzarono assai i tassi per far calare i prezzi, esplosi per il secondo choc petrolifero (la Rivoluzione iraniana del 1979)? Negli Usa la disoccupazione balzò ben oltre il 10% e tornò al punto di partenza solo nel 1987, in compenso i prezzi scesero abbastanza rapidamente (poco sopra il 3% nel 1983); al resto del mondo però andò un po’ o molto peggio e mezza America Latina saltò in aria (“crisi del debito”). Ecco Schnabel ci sta dicendo che stavolta sarà peggio, il sacrifice ratio più alto e, per come si sono messe le cose, pare che pure stavolta la parte più grossa dell’aggiustamento la pagheranno i salari in termini di perdita di potere d’acquisto e sotto-occupazione. Il “sacrifice” ce lo mette la popolazione dal ceto medio ai poverissimi, il “ratio” lo calcoleranno con calma i centri studi alla fine di questa tarantella, quando moltissimi conteranno i danni e pochi gli utili.