domenica 26 giugno 2022

Fantastico Dibba!

 


di Alessandro Di Battista 

E così lo “stupor mundi” da Città della Pieve, il Presidente del Consiglio che tutto il sistema solare ci invidia, il politico che quando parla gli altri leader prendono appunti, il “Cristiano Ronaldo” delle Istituzioni, neppure è riuscito ad ottenere il vertice straordinario sul gas a luglio. Se ne riparlerà a ottobre insomma (del vertice, il tetto al prezzo del gas non è affatto detto che riusciremmo ad ottenerlo).
Nel frattempo le sanzioni alla Russia (ma non dovevano servire a far finire la guerra in fretta?) dissanguano molte imprese italiane. Nel frattempo il costo della vita è per i comuni mortali diventato insostenibile. Nel frattempo le armi inviate in Ucraina inaspriscono il conflitto (a proposito, sarebbe doveroso che qualche giornalista mainstream desse notizia dei bombardamenti ucraini degli ultimi giorni su Doneck esattamente come - giustamente - è stata data notizia dei bombardamenti russi sulle città ucraine…Di Battista filo Putin in 3, 2, 1...) e allontanano una soluzione diplomatica che l'Europa aveva il dovere di perseguire fin dall'inizio.
L'immortalità di Draghi e le sue doti taumaturgiche erano solo fake news insomma. C'è qualcuno che tutto questo ha provato a dirlo fin dall'inizio, mentre qualche neo-mastelliano preferiva inumidire le regali natiche del premier per poter dire “ricordati degli amici”. D'altro canto al “culo che non ha mai visto camicia er canavaccio je pare seta”...

Stupenda da Social slam

 


Degna risposta

 


Daje!

 


Simpaticone

 



Amaca

 

La differenza che pesa di più
DI MICHELE SERRA
Le donne ricche potranno sempre abortire in sicurezza, ovunque vivano. Il censo le mette in salvo più di ogni legge. Saranno le donne povere (che negli Usa sono una moltitudine, e con scarsi appigli nel Welfare) a rimanere triturate, nel corpo e nello spirito, dalla sentenza della Corte Suprema, lasciata a bella posta da Trump come una bomba a tempo, che esplodesse anche dopo la sua sconfitta. Due volte golpista, con l’assalto a Capitol Hill e con la manomissione della Corte Suprema.
Quando si dice “destra reazionaria”, ben al di là del velame religioso, ideologico, culturale, perfino oltre la eterofobia maschile che riduce le femmine a fattrici, si dice esattamente di questa spudorata indifferenza alla sperequazione sociale. Tirare una riga sopra l’aborto assistito equivale a tirarla sul Welfare, sull’assistenza pubblica, sulla speranza di autodeterminazione di chi nasce nel bisogno. Chi si batte con passione, in America e altrove, sulla lesione dei diritti delle donne, farà bene a sottolineare che per le donne povere l’offesa è doppia: perché donne, e perché prive dei mezzi per diventare madri, oppure non diventarlo, decidendolo e non subendolo.
Nessuna differenza rende più differenti della povertà, nessuna condizione è più indifesa e discriminata. La P di povertà non figura nel sempre più lungo elenco delle categorie che si sentono escluse, e questa mancanza, finalmente, comincia a sembrare madornale perfino alla sinistra americana meno attenta alle questioni sociali: come se nel vasto campo dei diritti negati non ci fosse anche quello di condurre una vita dignitosa. Tra le americane povere e le americane ricche la differenza, da domani, aumenta. Chissà che anche questa sentenza brutale non aiuti a recuperare la P tra le lettere degne di tutela.

Comprensione




Finalmente ho capito cosa significa parlare in corsivo, come Elisa Esposito, in foto, per così dire, insegna: una cantilena quasi irritante, una nenia evocante il mai dimenticato Bernardo, il servo di Zorro. Non mi tocca, né m’induce a qualsivoglia giudizio, perché di censori qui non ve ne sono. Volete parlare in corsivo? Liberissimi di farlo! Non però per le mie coclee! (Ps: signorina Esposito, una domanda forse un po’ personale: alla sua “veneranda” età quanto tempo passa al trucco? Glielo dico in corsivo: aee quaendoa avreai quaraentaenni chae faeraei? Doadici orae di truccoae al dì? Scusi l’impertinenza!