lunedì 7 febbraio 2022

Un mondo di vergogna

 

Probabilmente quello che sto per scrivere ha intriso in sé un insano olezzo di ovvietà, di qualunquismo, di populismo. Può essere, come è altrettanto vero, a mio parere, che il mondo attuale sia l'ennesimo mondo di merda. Di merda. 

Ci sono dei dati a supportare queste affermazioni: Lvmh colosso francese del lusso, che raccoglie marchi prestigiosi come Dior, Louis Vuitton, Bulgari e Moet & Chandon, ha chiuso il 2021 con un giro di affari sopra i 64 miliardi euro ed un + 46% rispetto all'anno precedente. 

Lvmh ossia, per come la penso io, un Robin Hood dei nostri tempi che fa spendere un sacco di grana a chi ne possiede smisuratamente, non foss'altro perché se non vi fosse il lusso, non si potrebbero auto identificarsi nel ricco, i ricchi. 

La svizzera Richemont, che vende gioielli ed orologi, ha aumentato del 32%, Prada del 41%. 

In questo mondo di merda quindi, lo sperpero a prezzi abnormi continua pervicacemente, la pandemia e le sofferenze di molti non fanno che aumentare il piacere di pochi che, infervorati allo sperpero, sbeffeggiano il clima pesante che si respira quasi ovunque. 

Ma c'è di più in questo mondo di merda: visto che si sta innalzando l'inflazione, che le materie prime stanno schizzando verso l'alto, i grandi e nobili marchi del lusso hanno già annunciato probabili aumenti del 2 - 3% e sapete perché? Per proteggere i margini di guadagno, già spudoratamente smisurati. Bignamicamente riassumo: la brodaglia degli spargitori di ninnoli costosissimi, con guadagni inimmaginabili a noi comuni mortali, dopo aver accresciuto stratosfericamente il lucro nell'anno che abbiamo appena trascorso con la mascherina in faccia, non contenti dei loro forzieri tanto ricolmi al punto di scoppiare, annunciano che, visto l'aumento del costo delle materie prime che sta spingendo all'aumento l'inflazione, alzeranno i prezzi delle loro creazioni, per proteggere i margini di guadagno, colossali. 

Appurato che nessuno al momento contesta tale nauseante affermazione, ribadisco: non è un mondo di merda questo? Chiedo per un amico.   

Fabiooo!

 


Due opzione per ieri sera: o il Papa tiene l'orologio sul fuso di Buenos Aries, e ci può stare visto che la capitale argentina è 4 ore indietro alla nostra, oppure Fazio ha spacciato una diretta con un programma registrato! Guardate l'orologio del Papa che segna le 17:30.

Mistero! 

domenica 6 febbraio 2022

Travaglio

 

 Luigi Di Mario


di Marco Travaglio 


I partiti della maggioranza-ammucchiata escono, chi più chi meno, con le ossa rotte dalla corsa al Quirinale, ultima tappa del loro lento assassinio pianificato un anno fa con l’Operazione Dragopardo. Ciascuno è stato infiltrato dal Partito Trasversale Draghiano per scardinarne la leadership e ribaltarne la linea dopo tre anni di governi sgraditi all’establishment. Missione compiuta nel Pd, con l’avvento di Letta jr., che tra il fronte giallorosa e i draghetti renziani sceglie sempre i secondi. Lavori in corso nella Lega, con Giorgetti&Fedriga contro Salvini; in FI, con i poltronisti Brunetta&Gelmini contro il cerchio nanico di Arcore; e nel M5S, col draghetto Grisù-Di Maio contro Conte. La differenza fra i partiti infiltrati è che nel Pd il voltafaccia di Letta sulla Belloni per compiacere Guerini&C. non produce alcun dibattito: si fingono morti per vivacchiare. Nella Lega qualche espulsione e tutti zitti. In FI ci pensa Mediaset con l’editto anti-Meloni. Invece nei 5Stelle come sempre si discute, forse troppo e scompostamente, ma si discute. E con le uscite allo scoperto di Conte, Di Maio e Grillo si parla della vera posta in gioco: non una lite di comari o di galli nel pollaio, né una guerra per la leadership; ma un dissidio politico sul draghismo.


    Di Maio non vuole cacciare Conte otto mesi dopo aver contribuito a incoronarlo, né prendere il suo posto (fuggì dopo tre anni, spossato dagli impegni ministeriali e dalle liti interne): da quel che si intuisce, vuole dirottare la nave verso la stella polare Draghi perché la ritiene irrinunciabile per i prossimi anni e, se non ci riesce, farsi una corrente nel M5S o traslocare altrove, ma sempre all’ombra del premier (infatti ha fatto di tutto per portarlo al Quirinale). Conte non vuole (purtroppo) uscire dal governo, ma lo considera una parentesi emergenziale da sopportare per limitarne i danni dall’interno e chiudere a fine legislatura per tornare alla politica (infatti ha sbarrato a Draghi la via del Colle). Perciò Conte piace alla base: perché appare molto più “grillino” di Di Maio. Basta leggere l’ultimo post di Grillo, che ritrova lucidità e indica obiettivi incompatibili col draghismo. Così discute un movimento che vuol “passare dagli ardori giovanili alla maturità”: non dei battibecchi e dei tradimenti personali, ma dell’enorme questione politica che li ha originati. Siccome il governo Draghi è nato anzitutto per spazzare via i 5Stelle, questi non possono sostenerlo per altri 12 mesi solo per difendere le cose fatte, ma a patto di ottenerne di nuove: salario minimo, nuovi ristori, aiuti contro il caro bollette, no al nucleare, nessuna scappatoia per i boss al 41-bis. Qui si parrà la nobilitate dei 5Stelle, di Conte e di Di Maio. Sempreché non sia già diventato Di Mario.

Post Festival

 


L'Amaca

 

La privatizzazione della salute
di Michele Serra
Qui non decide lo Stato»: ecco il concetto-chiave della drammatica vicenda No Vax.
La frase è stata pronunciata in un asilo steineriano di Roma per spiegare ai genitori perché il personale (contagiato) non era vaccinato e non indossava la mascherina: perché «qui non decide lo Stato».
È il vero succo dello spirito No Vax, l’aspetto più rilevante e anche più interessante di una rivolta altrimenti inspiegabile; ed è, mi scuso per la semplificazione, un succo di destra.
Lo Stato, con le sue regole e le sue leggi, non solo non è infallibile, ma sarà sempre un’approssimazione maldestra. Eppure molte persone, tra le quali mi annovero, non saprebbero farne a meno. L’esempio classico è quello dell’educazione: tra la scuola pubblica, affidata allo Stato e uguale per tutti, e una scuola dove decidono i genitori, non ho esitazione a preferire la prima. La famiglia non è — no che non lo è — un insieme più rassicurante e lungimirante dello Stato. Prima di tutto perché non esiste (esistono le famiglie, ben diverse l’una dall’altra). Poi perché l’educazione statale è la sola mediazione accettabile tra volontà differenti, etiche differenti.
Lo stesso vale per la sanità pubblica, la giustizia, l’esercito, la protezione civile. Per tutto. Sono statalista, con tutti i distinguo del caso, ed è anche (non solo) per questo che mi considero di sinistra. Diffido della privatizzazione della salute e della scienza, penso che porti danni ben più gravi di quanti ne produca lo Stato.
Quanto al povero Steiner è morto quasi cento anni fa, nel 1925. Un secolo di scienza e di pensiero ci separano da lui. Quando disse che «il mondo politico non deve occuparsi della salute», la sanità pubblica non esisteva.
Citarlo oggi come testimonial No Vax non è gentile nei suoi confronti.