domenica 6 febbraio 2022

Travaglio

 

 Luigi Di Mario


di Marco Travaglio 


I partiti della maggioranza-ammucchiata escono, chi più chi meno, con le ossa rotte dalla corsa al Quirinale, ultima tappa del loro lento assassinio pianificato un anno fa con l’Operazione Dragopardo. Ciascuno è stato infiltrato dal Partito Trasversale Draghiano per scardinarne la leadership e ribaltarne la linea dopo tre anni di governi sgraditi all’establishment. Missione compiuta nel Pd, con l’avvento di Letta jr., che tra il fronte giallorosa e i draghetti renziani sceglie sempre i secondi. Lavori in corso nella Lega, con Giorgetti&Fedriga contro Salvini; in FI, con i poltronisti Brunetta&Gelmini contro il cerchio nanico di Arcore; e nel M5S, col draghetto Grisù-Di Maio contro Conte. La differenza fra i partiti infiltrati è che nel Pd il voltafaccia di Letta sulla Belloni per compiacere Guerini&C. non produce alcun dibattito: si fingono morti per vivacchiare. Nella Lega qualche espulsione e tutti zitti. In FI ci pensa Mediaset con l’editto anti-Meloni. Invece nei 5Stelle come sempre si discute, forse troppo e scompostamente, ma si discute. E con le uscite allo scoperto di Conte, Di Maio e Grillo si parla della vera posta in gioco: non una lite di comari o di galli nel pollaio, né una guerra per la leadership; ma un dissidio politico sul draghismo.


    Di Maio non vuole cacciare Conte otto mesi dopo aver contribuito a incoronarlo, né prendere il suo posto (fuggì dopo tre anni, spossato dagli impegni ministeriali e dalle liti interne): da quel che si intuisce, vuole dirottare la nave verso la stella polare Draghi perché la ritiene irrinunciabile per i prossimi anni e, se non ci riesce, farsi una corrente nel M5S o traslocare altrove, ma sempre all’ombra del premier (infatti ha fatto di tutto per portarlo al Quirinale). Conte non vuole (purtroppo) uscire dal governo, ma lo considera una parentesi emergenziale da sopportare per limitarne i danni dall’interno e chiudere a fine legislatura per tornare alla politica (infatti ha sbarrato a Draghi la via del Colle). Perciò Conte piace alla base: perché appare molto più “grillino” di Di Maio. Basta leggere l’ultimo post di Grillo, che ritrova lucidità e indica obiettivi incompatibili col draghismo. Così discute un movimento che vuol “passare dagli ardori giovanili alla maturità”: non dei battibecchi e dei tradimenti personali, ma dell’enorme questione politica che li ha originati. Siccome il governo Draghi è nato anzitutto per spazzare via i 5Stelle, questi non possono sostenerlo per altri 12 mesi solo per difendere le cose fatte, ma a patto di ottenerne di nuove: salario minimo, nuovi ristori, aiuti contro il caro bollette, no al nucleare, nessuna scappatoia per i boss al 41-bis. Qui si parrà la nobilitate dei 5Stelle, di Conte e di Di Maio. Sempreché non sia già diventato Di Mario.

Post Festival

 


L'Amaca

 

La privatizzazione della salute
di Michele Serra
Qui non decide lo Stato»: ecco il concetto-chiave della drammatica vicenda No Vax.
La frase è stata pronunciata in un asilo steineriano di Roma per spiegare ai genitori perché il personale (contagiato) non era vaccinato e non indossava la mascherina: perché «qui non decide lo Stato».
È il vero succo dello spirito No Vax, l’aspetto più rilevante e anche più interessante di una rivolta altrimenti inspiegabile; ed è, mi scuso per la semplificazione, un succo di destra.
Lo Stato, con le sue regole e le sue leggi, non solo non è infallibile, ma sarà sempre un’approssimazione maldestra. Eppure molte persone, tra le quali mi annovero, non saprebbero farne a meno. L’esempio classico è quello dell’educazione: tra la scuola pubblica, affidata allo Stato e uguale per tutti, e una scuola dove decidono i genitori, non ho esitazione a preferire la prima. La famiglia non è — no che non lo è — un insieme più rassicurante e lungimirante dello Stato. Prima di tutto perché non esiste (esistono le famiglie, ben diverse l’una dall’altra). Poi perché l’educazione statale è la sola mediazione accettabile tra volontà differenti, etiche differenti.
Lo stesso vale per la sanità pubblica, la giustizia, l’esercito, la protezione civile. Per tutto. Sono statalista, con tutti i distinguo del caso, ed è anche (non solo) per questo che mi considero di sinistra. Diffido della privatizzazione della salute e della scienza, penso che porti danni ben più gravi di quanti ne produca lo Stato.
Quanto al povero Steiner è morto quasi cento anni fa, nel 1925. Un secolo di scienza e di pensiero ci separano da lui. Quando disse che «il mondo politico non deve occuparsi della salute», la sanità pubblica non esisteva.
Citarlo oggi come testimonial No Vax non è gentile nei suoi confronti.

sabato 5 febbraio 2022

Allocchismo dilagante

 




Timori

 


Finzione Olimpica



Probabilmente per l’inaugurazione dei Giochi, che non guarderò minimamente, Xi Jinping, oppressore incontrastato, deve aver pensato “per la cerimonia d’apertura facciamo un po’ di quelle cazzate che piacciono tanto ai capitalisti” come se lui non lo fosse: e allora ecco il simbolo del fiocco di neve che, leggo, rappresenta il simbolo delle diversità, da lui sempre protette, come no! E l’onore di accendere il braciere affidato ad un’uigura, minoranza che Xi sta reprimendo tra il silenzio generale di noi proni; ma si avrà detto, giochiamo con quelle cazzate tipo Pace, Fratellanza, e perché no anche la cura dell’ambiente. Tanto poi a giochi finiti ricominceremo a far quel che ciufolo ci pare! Ciliegina sulla torta, l’accoglienza con tutti gli onori dell’Assassino per antonomasia, il Colbacco Fumante Vladimir! Davvero un bell’esempio di come lo spirito olimpico si sia tramutato nel classico “io so’ io e voi nun siete un caxxo!”


venerdì 4 febbraio 2022

Indagini



ANSA: Sanremo: scomparsa matassa di fibra di lino per togliere l’olio dai fiaschi, indagini in corso.