martedì 26 gennaio 2021

Verso il dirupo

 

Conte alla rovescia
di Marco Travaglio
Alla fine ci sono quasi riusciti. I poteri marci, con giornaloni e onorevoli burattini al seguito, non potevano perdere l’ultima occasione di mettere le zampe sui 209 miliardi del Recovery Fund piazzando a Palazzo Chigi l’ennesimo prestanome. Subito, con le larghe intese. O dopo le elezioni, che dovrebbero regalare Parlamento, governo, Quirinale e Costituzione alla cosiddetta destra, cioè agli stessi che hanno appena spedito la Lombardia in zona rossa perché ignorano la tabellina del 2. Gli italiani che attendono notizie sui vaccini, i ristori, il Recovery Plan e si ritrovano una crisi di governo assistono a questo spettacolo con un misto di sgomento e disgusto. Avevano appena ritrovato un po’ di fiducia nelle istituzioni per la partenza a razzo della campagna vaccinale e i contagi in calo qui e in aumento all’estero. Erano financo disposti a perdonare i trasformismi dei responsabili pur di neutralizzare i trasformismi degli irresponsabili. 
Ma il caso ha voluto che la risicata fiducia in Senato fosse seguita a stretto giro dalla relazione di Bonafede sulla giustizia: il marrano minaccia addirittura di impiegare 2,75 miliardi di Recovery per rendere più rapidi i processi e più capienti le carceri e, quel che è peggio, senza ripristinare la prescrizione. Una tripla minaccia a mano armata per chi vuole rubare in pace. Infatti alcuni che martedì avevano dato la fiducia al governo han subito precisato che una giustizia efficiente ed equa non la voteranno mai. Anche la crisi del Conte-1, per mano dell’altro Matteo, era scattata sulle due ragioni sociali del partito trasversale del marciume: affari (il Tav) e impunità (riforma dei processi e prescrizione). Ora la scena si ripete: affari (Recovery senza Conte e 5Stelle fra i piedi, né cabine di regia a controllare sprechi e mazzette) e impunità (riforma dei processi e prescrizione). Completa il quadro la candidatura di B. al Quirinale per bocca di Salvini. E in un sol giorno tutti i nodi vengono al pettine: nella crisi più demenziale e delinquenziale del mondo, tutto è possibile. Anche l’avverarsi delle barzellette più fantasiose: tipo un capo dello Stato pregiudicato, plurimputato, indagato per strage.
Oggi sapremo se i poteri marci faranno cappotto o verranno fermati in extremis. Basterebbe pochissimo, cioè che 5Stelle e Pd restassero fermi in blocco sulla linea decisa e ripetuta per dieci giorni: porte chiuse a chi ha scatenato la crisi, nessun altro governo, o Conte o elezioni. A quel punto i renziani che ancora credono al loro capo (accade anche questo) capirebbero che Iv ha chiuso e le urne sono dietro l’angolo. E magari si ricorderebbero chi li ha votati. Oppure andremmo alle elezioni e potremmo persino avere una lieta sorpresa.

Calcolando

 


lunedì 25 gennaio 2021

Ma si dai!



In fondo in fondo lo spero, sarei felice di vedere il Cazzaro premier e il Puttaniere capo dello Stato. Si paga per vedere un film horror, qui sarebbe tutto gratis! E poi l’Europa, la felicità di Bruxelles, la gioia dei ceti minori, le navi al largo con bimbi e donne a soffrire, le barze al culo di mela raccontate sul Colle, il discorso dell’ultimo dell’anno tramutato in cena elegante, il ritorno delle olgettine, le favole spacciate per verità, il ritorno del ponte sullo Stretto, Sora Cicoria al Viminale, la riscossa dei tradizionalisti con rosari a gò gò e nel contempo la caccia al diverso, Bazza e Porro sulla tolda di comando e perché no: il Pagliaccio agli Esteri. Dai si! Speriamo che tutto si realizzi! Largo ai migliori!

domenica 24 gennaio 2021

Zak!



Tutto così in fretta, è crollato e nel giro di pochissimo tempo l’acqua s’è portato via il furgone! E dire che la Regione Toscana si era mossa con una celerità tipica del suo nome, come mi conferma Paperoga che è qui con me!

Non ci siamo

 


Credo che si debba riordinare, rinvigorendo le idee, i progetti, le aspettative: eravamo partiti dal canotto bolognese sfanculante il sistema, ci ritroviamo a pendere dalle decisioni di Tabacci! Non direi che sia stato un percorso decoroso, tutt'altro! Dall'"Uno vale Uno!" di 'sta ceppa, alla smania di proseguire del Bibitaro, la debacle è ormai prossima a essere confezionata.

Certo: gli attacchi sono stati di una potenza inaudita, il coro dei media proni alle mefitiche conglobazioni della mortale finanziarizzazione economica, travolgente equilibri, idee, concetti di armonizzazione dei ceti sociali, pure.
Il continuo e pervicace screditare ad opera di giullari cacofonici non curanti dei miasmi di ere precedenti, smaniosi di ritornare a contare qualcosa, per spartirsi le ennesime risorse a scapito della collettività, la sonnolenza padrona di molte cervici ammaliate dai soliti ninnoli stordenti il senno, hanno compiuto il resto.
Siamo arrivati al punto che probabilmente verrà bocciata una riforma seria della Giustizia, non ci curiamo che i responsabili di atrocità sociali potranno un giorno sfangarla grazie a quella prescrizione "made in puttaniere" che ha protetto in anni passati molti orchi incravattati. Ma al Clown Rignanese ciò non frega 'na mazza, visto che pure gli oltre cinquecento morti giornalieri, gli hanno fatto un baff!. I cosiddetti "poteri forti" la stanno sfangando, il circo insalubre degli anni del Ballismo sta per tornare in tolda, per agguantare la Torta Europea.
Nessuno si impensierisce al riguardo, toti ops! tutti progettano nuove e maestose gettate cementifere in nome della crescita, del progresso, che qui ad Alloccalia, è pensiero comune cogitare, ossia che il futuro sia direttamente proporzionale alla cara e sempre amata betoniera, ideale questo preconfezionato dai disastri comunicativi di cui sopra.

Tutto quanto di corretto e serio è stato fatto in tutti questi anni è melanconicamente caduto nell'oblio, vedasi il taglio degli stipendi, l'assenza quasi assoluta di procedimenti in corso per rapto-politica, il sostegno economico a chi combatte ogni giorno per la propria dignità.
Nulla è riconosciuto dai grandi ed integerrimi Giornaloni, ora di proprietà di Famiglie Nobili che, ad esempio, lo scorso anno ottennero "Prestitoni" da 6 miliardi e passa con la garanzia dello Stato, che ci dicono essere noi, per poi dividersi, notizia di pochi giorni fa, tra compari ed amichetti consanguinei, quasi tre miliardi di lardo frutto di scorribande finanziarie.

La soluzione, a mio modesto parere, credo passi attraverso la porta stretta e sofferente del ritorno alle urne, per levarsi finalmente dalle gonadi lo gnomo ridanciano, lasciando che le sore cicorie ed i cazzari andando finalmente al potere con le ricette della casa, fasciste nella fattispecie, ed i disastri certi che ri-dovremo sopportare, non per molto ci si augura, costituiranno la nuova spinta propulsiva nel ricercare l'ennesima novità decente, corretta.

Ma esiste anche un'altra possibilità: il partito nascente della Persona Perbene, e proprio per questo sotto un attacco ignobile e senza ritrosia, con ricorrenti alterazioni della verità ad opera di peripatetici pennivendoli e Ruttologi, alla Maglie per intenderci, un partito questo già con percentuali di consensi otto-dieci volte quello simil panda di Italia (Semi)Viva.
In pratica, al momento, due italiani su dieci manifestano l'apprezzamento nei confronti della Persona Perbene che vorrebbe abbattere la nenia oramai vomitevole che concerta le aspettative di facoceri indegni (probabilmente già vaccinatisi in nome e per conto del blasone di famiglia "io so' io e voi nun siete un cazzo") con quelle di professionisti indomiti della politica (ossimoro) acchetata e silente per l'inamovibilità, i cui danni saranno sopportati e pagati dalle generazioni future. Un quasi 20% che tutto sommato ci permette d'intravedere uno squarcio di sereno, per rivedere le stelle. Non quelle di prima, che sono la copia di quelle di un tempo, bensì le vere, indicanti la rotta verso una completa pulizia e perché no: rottamazione.

Era ora!

 


Finalmente! Non vedevo l'ora: un look accattivante, semplice, da utilizzare per andare in gonna a far la spesa, molto remunerativo visto che probabilmente, se entri così in un market, ti omaggiano della spesa, accarezzandoti pure il coppino con tanta tenerezza! Ci sarà anche in versione celeste pastello?

Siamo ridotti così!

 

Fiale a parenti e amici I Nas stilano l’elenco dei primi abusivi
di Giuliano Foschini Fabio Tonacci
ROMA — All’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, nel Palermitano, su 1.121 vaccinazioni effettuate (dati aggiornati al 21 gennaio) ce ne sono 333 sotto inchiesta. Una su quattro, arrotondando per difetto. I carabinieri del Nas, delegati dalla procura di Termini Imerese, stanno facendo accertamenti perché a prima vista risultano essere somministrazioni sospette fatte a chi non rientra nelle categorie previste dalle direttive del governo. Non sono anziani delle Rsa, non è personale sanitario, non sono amministrativi né lavoratori delle Asl. Sono invece veterinari, dipendenti pubblici, commercialisti, braccianti agricoli, insegnanti, poliziotti, politici, sindaci, amici degli amici. I cosiddetti “furbetti del vaccino”, per dirla con una definizione assai abusata ma indubbiamente efficace. Gli investigatori hanno capito che a Petralia Sottana c’era qualcosa che non andava da un post su Facebook scritto il 5 gennaio da una dottoressa in pensione, soddisfatta per aver ricevuto la dose. «Sarebbe stato più corretto vaccinare chi è in prima linea», le risponde un amico in un commento. Che poi è il punto della questione. E non riguarda certo solo l’ospedale palermitano.
Ad oggi i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione guidati dal generale Paolo Carra stanno facendo approfondimenti su 540 dosi arbitrariamente erogate in alcuni centri del territorio nazionale. Le procure di Modena, Ragusa, Reggio Emilia, Forlì, Trapani e Palermo hanno disposto indagini per valutare se, oltre all’inopportunità di scavalcare in lista chi è più esposto al Covid-19, si possa ravvisare il reato di abuso di ufficio. Non è escluso infatti che qualcuno abbia fatto pesare il nome o la carica. Ha fatto molto discutere, al riguardo, la pretesa del governatore della Campania Vincenzo De Luca di farsi vaccinare al Cotugno di Napoli durante il V-Day del 27 gennaio.
A Scicli è saltato il responsabile del punto somministrazioni dell’ospedale Busacca per 24 dosi finite a chi non era nella lista, deferito per peculato e interruzione di pubblico servizio. Tra i destinatari: sua moglie, i parenti della dottoressa che lo ha sostituito. l’ex direttrice sanitaria, cinque ex sindaci, un preside in pensione, la figlia di una dirigente dell’azienda sanitaria provinciale di Ragusa. E ancora: la figlia, il marito e la madre di un’altra dirigente apicale dell’Asp di Ragusa. «Una organizzazione premeditata », sibila il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò, dopo aver letto il resoconto dell’istruttoria interna. «Quando un intero nucleo familiare che non ne ha diritto riesce a ottenere la vaccinazione vuol dire che dietro c’è una organizzazione. Non è stato un fatto estemporaneo legato alla necessità di non sciupare le fiale ormai scongelate, ma un vero e proprio atto di arroganza».
Rimanendo in Sicilia ma spostandoci a Salemi (Trapani), il Nas ha scoperto 140 vaccinazioni sospette su 546 al presidio “Vittorio Emanuele II”: le dosi Pfizer sono state fatte a insegnanti e dipendenti del comune di Gibellina, ai vigili urbani di Gibellina e Calatafimi Segesta. Siamo ad almeno 540 furbetti, dunque. Su questi stanno indagando. Ma non è detto che siano gli unici.