domenica 24 gennaio 2021

Era ora!

 


Finalmente! Non vedevo l'ora: un look accattivante, semplice, da utilizzare per andare in gonna a far la spesa, molto remunerativo visto che probabilmente, se entri così in un market, ti omaggiano della spesa, accarezzandoti pure il coppino con tanta tenerezza! Ci sarà anche in versione celeste pastello?

Siamo ridotti così!

 

Fiale a parenti e amici I Nas stilano l’elenco dei primi abusivi
di Giuliano Foschini Fabio Tonacci
ROMA — All’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, nel Palermitano, su 1.121 vaccinazioni effettuate (dati aggiornati al 21 gennaio) ce ne sono 333 sotto inchiesta. Una su quattro, arrotondando per difetto. I carabinieri del Nas, delegati dalla procura di Termini Imerese, stanno facendo accertamenti perché a prima vista risultano essere somministrazioni sospette fatte a chi non rientra nelle categorie previste dalle direttive del governo. Non sono anziani delle Rsa, non è personale sanitario, non sono amministrativi né lavoratori delle Asl. Sono invece veterinari, dipendenti pubblici, commercialisti, braccianti agricoli, insegnanti, poliziotti, politici, sindaci, amici degli amici. I cosiddetti “furbetti del vaccino”, per dirla con una definizione assai abusata ma indubbiamente efficace. Gli investigatori hanno capito che a Petralia Sottana c’era qualcosa che non andava da un post su Facebook scritto il 5 gennaio da una dottoressa in pensione, soddisfatta per aver ricevuto la dose. «Sarebbe stato più corretto vaccinare chi è in prima linea», le risponde un amico in un commento. Che poi è il punto della questione. E non riguarda certo solo l’ospedale palermitano.
Ad oggi i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione guidati dal generale Paolo Carra stanno facendo approfondimenti su 540 dosi arbitrariamente erogate in alcuni centri del territorio nazionale. Le procure di Modena, Ragusa, Reggio Emilia, Forlì, Trapani e Palermo hanno disposto indagini per valutare se, oltre all’inopportunità di scavalcare in lista chi è più esposto al Covid-19, si possa ravvisare il reato di abuso di ufficio. Non è escluso infatti che qualcuno abbia fatto pesare il nome o la carica. Ha fatto molto discutere, al riguardo, la pretesa del governatore della Campania Vincenzo De Luca di farsi vaccinare al Cotugno di Napoli durante il V-Day del 27 gennaio.
A Scicli è saltato il responsabile del punto somministrazioni dell’ospedale Busacca per 24 dosi finite a chi non era nella lista, deferito per peculato e interruzione di pubblico servizio. Tra i destinatari: sua moglie, i parenti della dottoressa che lo ha sostituito. l’ex direttrice sanitaria, cinque ex sindaci, un preside in pensione, la figlia di una dirigente dell’azienda sanitaria provinciale di Ragusa. E ancora: la figlia, il marito e la madre di un’altra dirigente apicale dell’Asp di Ragusa. «Una organizzazione premeditata », sibila il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò, dopo aver letto il resoconto dell’istruttoria interna. «Quando un intero nucleo familiare che non ne ha diritto riesce a ottenere la vaccinazione vuol dire che dietro c’è una organizzazione. Non è stato un fatto estemporaneo legato alla necessità di non sciupare le fiale ormai scongelate, ma un vero e proprio atto di arroganza».
Rimanendo in Sicilia ma spostandoci a Salemi (Trapani), il Nas ha scoperto 140 vaccinazioni sospette su 546 al presidio “Vittorio Emanuele II”: le dosi Pfizer sono state fatte a insegnanti e dipendenti del comune di Gibellina, ai vigili urbani di Gibellina e Calatafimi Segesta. Siamo ad almeno 540 furbetti, dunque. Su questi stanno indagando. Ma non è detto che siano gli unici.

sabato 23 gennaio 2021

Promessa


Ma si dai! Una serata di Sanremo la vedrò...



Matematica



Cambiando il comico (e che comico visto che trattasi di Stanlio-Brichetto) il prodotto non cambia.

Vergogna


Un popolo di eroi, navigatori e profittatori!



Travaglio!

 

Cesa una volta
di Marco Travaglio
Deliziosa, come sempre, la lettura dei giornali dominati da uno sconfinato stupore perché un giglio di campo come Lorenzo Cesa è finito indagato. Chi l’avrebbe mai detto che l’ex portamazzette di Prandini (per gli amici Prendini), arrestato nel ’93 dopo breve latitanza, reo confesso in un verbale che si apriva con un “Ho deciso di svuotare il sacco” degno di Pietro Gambadilegno, finisse nei guai giudiziari? Oltre al comprensibile sbigottimento, la libera stampa distilla le più varie interpretazioni politiche del blitz “a orologeria” di Gratteri nel pieno della caccia ai voltagabbana responsabili o costruttori. Il Cesa infatti era fino all’altroieri il segretario dell’Udc, già Unione dei carcerati, in cui non si sa come si sono ultimamente infiltrati alcuni incensurati, tipo la senatrice Binetti, interessati a sostenere il governo. Cesa non era della partita: sia perché non è più parlamentare, sia perché è fedelissimo del centrodestra e allergico a Conte e ai 5Stelle (non rubano). Poche ore prima della visita dei carabinieri, confidava a Minzolingua: “Non capiscono che noi non ci muoviamo. Io ho bloccato pure WhatsApp”. Ora sappiamo il perché.

L’idea che 58 arresti, più decine di avvisi di garanzia, sequestri e perquisizioni in tutta Italia si improvvisino last minute per interferire nella crisi di governo può venire solo a un malato di mente: infatti occhieggia su tutti i giornali. Le richieste di Gratteri (5.200 pagine) sono del 29 aprile e l’ordinanza del gip (422 pagine) è del 13 gennaio. Ma il Riformatorio non ha dubbi: “Cesa non ha votato per Conte? A lui ci pensa Gratteri” (Cesa non poteva votare una mazza, non essendo parlamentare, ma fa niente). Quindi Gratteri dà un aiutino a Conte. Anzi no, per Domani gli fa un dispetto: “Per i pm il ‘responsabile’ Cesa aiutava anche gli amici dei clan”. 
Da notare quell’“anche” (aiutava Conte e pure i clan, infatti è così “responsabile” che a destra era e a destra è rimasto). Sempre per l’angolo del buonumore, ecco il Giornale: “In campo anche le toghe” (ma non si precisa in quale campo). E La Verità: “Ciclone ’ndrangheta su Conte e Arcuri” (mai citati nelle 5.200 e 422 pagine, ma tutto fa brodo), “L’indagine sulle cosche spiazza Giuseppi”. Anche per il Corriere è “Un colpo alla trattativa per allargare l’alleanza”. E per Rep: “Addio Udc, si complica l’operazione Responsabili”. E per il Foglio: “Bomba Cesa sul governo: i centristi dicono bye bye. L’inchiesta rompe le trattative”. E per Libero: “I giudici indagano Cesa e mettono nei guai Conte” (non la destra, di cui Cesa fa parte: Conte). Quindi è ufficiale: anche l’inchiesta Cesa è giustizia a orologeria. Anzi, a orologerie: diversamente dai Soliti Ignoti, la banda del buco s’è scordata di sincronizzare gli orologi.

venerdì 22 gennaio 2021

Perché già c'è la bolletta!

 Il corso placido degli eventi incontra, verso fine febbraio-inizio marzo, il Festival della canzone italiana di Sanremo. Perché Sanremo è Sanremo e perché la Rai avrebbe già il prelievo dalla bolletta Enel! Ekkeccentra direte voi? Amadeus, forse anche giustamente, ha dichiarato che senza pubblico il Festival non andrebbe fatto. Ci può stare. Ma la ragione fondamentale per trovare almeno 500 persone, tra l'altro stan pensando, ossimoro, pure di isolare l'ipotetico mezzo migliaio di fortunati, dipende dai punti di vista, facendoli dormire su una nave da crociera ormeggiata nel porto della cittadina ligure, è prettamente economica, nel senso che gli sponsor verserebbero le laute tariffe nei forzieri perennemente in sofferenza della nostra, ossimoro2, ammiraglia mediatica di stato, solo in presenza del pubblico. E qui iniziano a volare gli stracci: Rai ossia una spelonca di sprechi, un coacervo di direttori - vicedirettori-votivi di politicanti-amici degli amici-correnti insane ed insalubri nei riguardi della Verità, da far rabbrividire pure i concorrenti mesti dipendenti della Famiglia Regale Arcoriana. 

Mi spiego meglio: migliaia di dipendenti, centinaia di società satelliti che fanno il lavoro che dovrebbero fare coloro che ricevono pubblici stipendi - ops! per certi versi e certi appisolati possiamo definirli regalie - da favola per non far una mazza pro die (non tutti chiaramente), un gettito costante prelevato dalle bollette della luce, e ci dobbiamo pure sorbire una quantità insana di spot inframezzanti la normale visione di un programma? Ma come cazzo siamo ridotti da queste parti? Il bello è che se anche decidessimo di non boicottare i programmi delle varie testate, per loro non cambierebbe nulla, il gettito sarebbe sempre garantito. Quest'anno chiuderanno con una ammanco di oltre cento milioni, ce ne rendiamo conto? Deficit per una gestione politica di una società che dovrebbe camminare con le proprie zampe equine! E mentre non possiamo fare assembramenti, le teste pensanti - ossimoro3- dell'azienda di stato partoriscono l'idea folle e malsana di dover noleggiare una nave da crociera per preservare il pubblico dal Covid, infarcendo le varie testate di spot infingardi! 

Rai e Alitalia: i bubboni ereditati da lontano, mali incurabili di una gestione folle del bene pubblico, prostrato agli interessi di correnti di pensiero, tendenti a perseverare nell'obbrobriosa linea politica proteggente pochi, infangando ragione e sentimenti comuni. Constato che neppure quelli dell'"Uno vale Uno" sono riusciti a far invertire la rotta, prossima alla collisione del default. Ed infine: Tokio sta per annunciare l'annullamento delle Olimpiadi. Qui da noi, per reclamizzare il caffè generoso - per loro - si arrampicano su specchi navali! Perché non solo Sanremo non è Sanremo; pure Rai e Alitalia non sono società dignitose!