martedì 1 dicembre 2020

La Silente e lo Smargiasso

 Dura è stata dura, su questo non vi sono dubbi. Essere stata per quattro anni al fianco di uno smargiasso senza cultura, senza qualità, dedito ad imporre lo scapestro che è in lui, non è certamente impresa facile. 

Silente oltremodo, pare abbia sofferto questa unica esperienza, dedicandosi intensivamente agli sterminati armadi sfornanti abiti costosissimi per placare la propria inquietudine che, pare, sfocerà a gennaio nel sospirato divorzio, sembra che l'accordo sia stato raggiunto sulla cifra di cinquanta milioni di dollari. 

Ma il calendario non contempla riposi, e così Melania si è impegnata strenuamente negli ultimi addobbi natalizi nella reale Casa Bianca, con risultati non propriamente ottimali. 

Qui sopra vediamo quello che apparentemente potrebbe sembrare un emporio di alberi natalizi, mentre invece è uno dei saloni della presidenziale dimora. 

Ma c'è di peggio: 

Per fortuna che non sarò invitato dai Trump! Dovessi passare in questa stanza mi strizzerei due parti di me in segno di scongiuro! Belin Melania! Ma questi vasoni neri non mi sembrano per nulla strenne natalizie! Melania! D'accordo che vuoi esternare la tua costernazione di essere vicina al quell'essere biondastro! Ma daiii! E' Natale e tra non molto l'energumeno andrà fuori dalle balle! Resisti Melania, resisti! Jingle Bells! 

  

Il Pensiero di Lorsignori

 

Dunque, dunque: ci risiamo! Lorsignori (caro correttore lo so è sbagliato, è inutile che me lo segnali, li chiamo così: Lorsignori) si stanno riorganizzando, per nulla scottati dalle canagliate agostane che han causato la seconda ondata - chi pensa che sia stata la scuola è un Facci! - e non contenti stanno Toti, ops! tutti ciarlando schizofrenicamente di piste innevate salubri e nocovid, come se la virologia sia una scienza che s'ottiene con i punti del supermarket. 

Li sentite vero? Pedissequamente, come bradipi obnubilati dalla scorie del mondo, friniscono all'unisono per tentare di agevolare le sane ferie in allegra sciolina al popolo degli gnorri, all'allegra brigata del "tanto il virus lo prendono gli altri, che sono tutti babbei!"

Ma i sani di mente sembrano essersi scrollati di torno quell'intorbidimento culturale e psichico tanto deleterio quanto soporifero per le valide sinapsi che permettono di cogitare. 

Perché se ami la montagna puoi godertela liberamente praticando delle salubri camminate tra fiocchi bianchi e solitudine, ascoltando quel silenzio tipico di quei santuari delle bellezza quali sono i nostri gioielli alpini ed appenninici. Non c'è bisogno assolutamente di creare assembramenti in rifugi, in baite, in ristoranti, in vie luccicanti di ninnoli. La montagna la si ama anche in questa naturale modalità, lontano dai chiacchiericci blasonati ed affaristici. 

Perché la terza ondata va schivata e lo sci ne costituisce un serio pericolo. 

Perché quest'anno non potremo fare veglioni e feste, è chiaro il principio e spero che lo sia per Toti, ops! tutti. 

Le canaglie che tentano di ammansire le scelte giuste del Governo, sono le stesse che ad agosto menavano le gonadi chiedendo quella libertà tramutatasi dopo qualche mese in schiavitù pandemica. Sono scelte impopolari certo, e i sondaggi stanno penalizzando la maggioranza, visto che media compiacenti la dipingono come un correo negazionista di libertà, scambiando i farsi gli affaracci propri con il rispetto degli altri, un pilastro in una sana democrazia. 

Di conseguenza è certo, giusto e sacrosanto che quest'anno le feste natalizie saranno diverse, limitate, frenate dalla preoccupazione che a gennaio si possa ritornare ai livelli di novembre. 

C'è un temibile e bastardo virus in giro, capace di uccidere centinaia di persone al giorno: lo capite o no, stolti soloni del nulla?        

New entry


 L'insegnante Marco Galice entra di diritto nella mia personale Hall of Fame (in compagnia tra l'altro di Castro, Bergoglio, Belushi, il Cigno, Audrey, il Golden Boy, Onfray, Paperoga, il Boss, gli Stones, Babe e Stan, Rombo di Tuono, Travaglio, etc.)

Benvenuto Professore! E grazie!


IO VI ACCUSO
Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.
Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.
Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico.
Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.
Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.
Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.
Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione.
Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.
Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.
Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.
Marco Galice

Stramegamente d'accordo!

 

L’amaca

Il dibattito no!
di Michele Serra
Arriveranno i vaccini e il dibattito scientifico sui social sarà certamente infocato e appassionante, con risse tra fautori di quello tedesco, quello russo, quello cinese, quello americano se non lo sequestra Trump, quello argentino dedicato a Maradona. E ci sarà il derby tra la ricetta delle multinazionali e quella alternativa fatta in casa dalla casalinga di Voghera, e naturalmente i novax sempre presenti, come farne a meno, e infine verrà organizzato qualche spettacolare duello televisivo tra virologi, a colpi di provetta.
Desidero non partecipare al dibattito per una ragione — mi rendo conto — non troppo significativa rispetto ai tempi, ma per me insormontabile: e cioè che di vaccini non so niente, non sono medico, non ricercatore, non infettivologo, non sono mai entrato in un laboratorio.
Gli argomenti dei quali non so niente sono, per altro, quasi infiniti: è per questo che, lungo i secoli, si sono formate le competenze, i vari corsi di laurea, le specializzazioni, le professioni.
È per questo che se è rotto l’ascensore non mi calo nella tromba con un cacciavite e un martello, ma chiamo il tecnico dell’ascensore. Eccetera.
Dunque a mia tutela, e a tutela di quei pochi che non vorranno avere un’opinione sul vaccino anti-Covid, rivolgo una supplica alle autorità sanitarie del mio Paese: per piacere, decidete voi, decidete per il meglio ma soprattutto decidete con chiarezza, diteci la marca, la posologia, se digiunare prima o dopo, come vestirci per andare a vaccinarci, tutto quello che volete purché non ci lasciate in balia del dibattito.
Sui vaccini, per cortesia, il dibattito no.

lunedì 30 novembre 2020

Cani rognosi



Dai Riva con i loro guadagni immondi, fino ai bastardi di AcelorMittal e il loro squallido piano depotenziante l’acciaieria, per arrivare ad oggi con il probabile ingresso dello stato: nessuno al momento mette al primo posto la salute di Taranto, al primo posto davanti al lavoro, all’occupazione e a quel cazzo che gli pare. Intanto Vincenzo è morto a dieci anni, soffrendo come un cane, e con lui altri bimbi, giovani, adulti. Non c’è altro da aggiungere, eccetto che assassini!

Golosamente keccèdinuovo

 Imperturbabile agli eventi! E' questo il segreto per tempi duri e difficili qual è il presente. Imperturbabile come il velista solitario che non curandosi dei marosi, dei venti imponenti, guarda la rotta, fissa l'ago della bussola, incurante di tutto. 

Accadono fatti strani sapete? Non so voi ma a me fibrilla l'animo, aggrottandomi sugli spifferi gelidi di chi, o cosa, vorrebbe distoglierci. 

Vaccino si, vaccino no. Quello costoso e da tenere a -80 e quello da pochi euro bloccato da tenere normalmente in frigo che necessiterà di ulteriori conferme - quelli di Astrazeneca si sono accorti che sbagliando dose, dimezzandola, han portato dopo il richiamo l'efficienza del loro vaccino al 90%, e ci può stare perché l'errore, c'è chi lo chiama la Mano di Dio, e qui ripenso anche al mitico Diego, fu alla base della penicillina con Fleming che inavvertitamente contaminò una fiala di Staphilococcus aureo con colonie fungine, muffe, che inibirono la crescita del batterio, quindi Astrazeneca potrebbe essere anch'essa sulla strada giusta, ma come detto occorreranno ulteriori investigazioni, cioè tempo, tempo, mentre gli altri sono prontissimi e molti verranno vaccinati con Pfizer a -80, un ritrovato che modifica l'Rna e nessuno sa cosa comporta modificarlo, alcuni virologi tra cui la Gismondo, sostengono che occorrerebbe più tempo, tempo, tempo. 

Ma non possiamo permettercelo. E allora vaccineranno milioni di persone, e intanto il clima natalizio s'infervora, nessuno vuole rinunciare agli acquisti, allo shopping sano, o insano. Siamo chiamati a corroborare il PIL, a lenire le sofferenze di tanti commercianti, a riempire gli sterminati centri commerciali, a far code, pazienti per il gadget nuovo ed indispensabile, parlo così perché anch'io sento il frizzantino tipico della corsa folle verso il nuovo ritrovato, non sono migliore, o peggiore, di tanti, tutti, troppi infervorati dalla "strisciata" della carta, che poi quest'anno ci premiano pure, dai partiamo, andiamo ad ingolfarci di pacchettini rossi con nastri dorati, ahh come sono belli, ad infarcirci delle mielose riverenze di addetti, di chierici del dio acquisto, e ora che saremo tutti gialli, un tempo giallo significava aspetto preconizzante una malattia ora è sinonimo di libertà, che c'importa più di quel cavolo di virus che ha pure rotto le gonadi, e poi i morti stan calando, solo cinquecento, solo, solo, appena cinque centinaia al giorno, ah si! un tempo inorridivamo perché scomparivano in qualche incidente cinque persone ma oggi ci siamo evoluti e possiamo dire all'unisono sono solo cinquecento morti al giorno e quindi la situazione sta migliorando, ritorneremo ad essere pregni di quella felicità, un po' anomala perché dirompente e divaricante gli status di molti, che ha nel fregiarsi di ninnoli la spina dorsale della vita cosiddetta moderna, e poi questo distanziamento sociale, necessario e basilare, guarda che anche prima era vigente, hai mai visto per esempio un riccastro a pranzo con un cassintegrato? no? e allora vedi che il rapto capitalismo profetizzava già da tempo immemore che gli umani sono diversi tra loro? Che l'evoluzione finanziaria è spartiacque tra chi può e chi vorrebbe, ma questo virus ha mescolato le carte e soffriamo tutti di solitudine, d'inappetenza, di silenzio mefitico. 

Dai sta passando, torneremo quelli di una volta, impegnati come da sempre siamo a soverchiare l'altro, emergendo sulle sue spalle per distinguerci da lui. 

No, non abbiamo capito nulla, a mio parere e mi metto in prima fila, da questa pandemia non ancora vinta, solo sospesa causa shopping. Non abbiamo compreso l'essenza dell'essere qui su questo pianeta, avendo liofilizzato i messaggi chiari ed inequivocabili a proposito della nostra caducità, del nostro incespicare su eventi complicati ed imprevedibili. 

Sapete ad esempio che giri voce, date un'occhiata a quel che asserisce il filosofo Leonardo Caffo su ciò che Nasa e Onu vanno dicendo e che riviste quali Nature e Science riportano, che cioè siano attivi una cinquantina di virus non ancora compresi, catalogati, studiati che potrebbero innescarsi da un momento all'altro? 

Non voglio fare la Cassandra, ci mancherebbe! Idealizzo soltanto la possibilità che quello che eravamo difficilmente tornerà ad essere il nostro modo di vivere quaggiù. Shopping compreso.       

domenica 29 novembre 2020