domenica 1 novembre 2020

Punti di vista

 


In ricordo



Son tre anni che te ne sei andato e mi manca molto quella tua gratuità iperbolica, quel donarsi senza chiedere nulla in cambio, quella disponibilità faro per molti. Chissà di questi tempi come avresti reso incandescente il servizio, l’attenzione, la vicinanza! Ciao Elia!

Martedì decisivo



In pratica è come se dicesse “se mi votate ancora, vorrà dire che siete dei coglioni”, visto che l’altro - a proposito il partito democratico avrebbe potuto candidare un sarcofago visto la freschezza di Biden - non vuole il petrolio, le armi e dio - scritto minuscolo perché il biondastro crede sicuramente in una divinità autodistruggente visto come persegue il divario sociale, la violenza, il sopruso - 
Si misurerà realmente il QI del popolo a stelle e strisce, se cioè i loro neuroni continueranno a privilegiare un riccastro della malora sfanculante il cambiamento climatico, il Covid, e il divieto di acquistare armi dal pizzicagnolo. Il problema è che, qualora rimanesse altri quattro anni al comando, l’Armageddon totale del pianeta, probabilmente, non sarà più procrastinabile. Anche per lo scoiattolo che quel rimbambito porta sulla testa, desolatamente vuota.

sabato 31 ottobre 2020

Ciao grandissimo!



Quando da bambino lo vedevo armeggiare con i nuovi ritrovati che “Q” gli proponeva, sgranavo gli occhi estasiato, sapendo che Bond, e lui era il vero, unico, inarrivabile Bond, le avrebbe usate al meglio contro il nemico di turno. E che dire di Guglielmo da Baskerville ne Il Nome della Rosa, sapiente e dotto al punto da proseguire in abilità e maestria al meglio l’investigazione secondo i canoni del James di Fleming? Quando si trasformò nel padre di Indiana seppe condire al meglio ed in chiave umoristica un ruolo ostico che l’ombra di Harrison Ford avrebbe potuto offuscarne la maestria, e quando si impregnò di Jimmy Malone negli Intoccabili raggiunse, giustamente, le vette hollywoodiane della gloria da Oscar. Se ne va quindi uno dei più grandi attori della storia del cinema e lo saluto brindando al suo ultimo viaggio con il canonico Cocktail Martini “shaken, not stirred”
Ti sia soave la terra Sean. E grazie!

Trentasette


Trentasette, 37. No, non è la temperatura, per fortuna, è solo la risposta a chi blatera, incolpa, protesta, s’infervora, scalpita, s’impregna di cicalecci - ad esempio oggi sulla Gazza quel grande uomo, per come affrontò la malattia, di Sinisa Mihajlovic se ne è uscito con questo fascio-pensiero “niente mercato a caso, non siamo il governo...” a cui verrebbe da replicare “taci fascistone e fatti i tuoi schemi” - ma quel numero, quella cifra, quei trentasette miliardi di euro defraudati alla Sanità nei malefici anni dell’Era del Purtanesimo e poi nella similare Era del Ballismo del pietoso e oramai gnomo navigante a vista con la sua italia (semi)viva, rispondono eloquentemente al disagio tremebondo in cui stanno operando tutti gli eroi - sono ritornati eroi dopo che in estate gli avevano sfanculati allorché festeggiarono al Billionaire ed affini la morte di Covid e il ritorno alla pseudo normalità, in verità anomalia sociale dove pochi regnanti distribuiscono brioche a molti - del pianeta sanitario, sotto pressione per mancanza di personale, di strategie, di medici di base e il loro filtro essenziale, di posti letto, di ricerca, di sanità pubblica sventrata dagli amici delle cliniche alla Cazzaro con il duo comico Fontana-Gallera, inspiegabilmente ancora a dirigere la catastrofe lombarda. Ritornano in mente le dichiarazioni dei babbioni di turno “non abbiamo aumentato le tasse, abbiamo trovato i soldi necessari tagliando spese inutili”, le loro facce, quella del maxi ceronato, bisturato e pregiudicato, che tra una mignottata e l’altra sforbiciava per i suoi forzieri, o quella del rigidissimo bocconiano Monti che non si fermò davanti a nulla, e poi lui, il giullare farneticante oggi nello sproloquio maximo attaccante la sua stessa coalizione solo per evitare la giusta scivolata nell’abisso dell’anonimato. 
Trentasette miliardi rapinati al dignitosissimo pianeta della sanità pubblica: quando udirete le litanie attuali degli zombie presenzialisti, vedasi quell’idiota barbuto e ridanciano, protestanti solo per cercare allocchi infarciti e storditi di fake, ruminate quel numero e, in semplicità, accompagnateli spiritualmente, soavemente, sommessamente a fare in culo! Ops!

Già!


IL COMMENTO
Chiudere i vecchi, la nostra via virale al darwinismo etico

di Daniela Ranieri

Lo studio dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) condotto dal ricercatore Matteo Villa stima che, poiché l’82% dei morti per Covid ha più di 70 anni e il 94% più di 60, isolando solo le persone anziane si ridurrebbe drasticamente la mortalità, si libererebbero le terapie intensive e si eviterebbe un lockdown generale, paralizzante per la comunità e distruttivo per l’economia. Lo studio intravede dei problemi logistici (dove isolare gli anziani che vivono coi figli?), e ne adombra di comportamentali (accetterebbero di auto-isolarsi?), ma trascura del tutto quelli antropologici ed etici. Noi siamo un Paese di famiglie, unità sociali che in molti casi hanno permesso di sopperire alle lacune del welfare sotto i colpi della prima ondata. È vero che il contagio avviene per lo più in famiglia: persone che per tutta la primavera e l’estate hanno adottato mille accorgimenti sanitari sono venute in contatto con chi alla fine della clausura si è concesso una vita sociale più attiva, e il virus ha colpito laddove le distanze tra persone si restringono, ci si concede l’abbraccio e si cerca riparo. Come un mantra consolatorio (e falso), da marzo ci ripetiamo che “muoiono solo i vecchi”, più fragili e soggetti ad avere malattie pregresse. Questo stride con i diktat progressisti di una società improntata alla prevenzione e alla medicalizzazione, con cui si cerca di procrastinare la morte stanando ogni possibile malattia e consentendo attraverso i farmaci di allungare l’età media. Perciò la nostra società invecchia progressivamente: i 37 miliardi sottratti alla Sanità pubblica in 7 anni e i 5 milioni di poveri non compaiono nelle statistiche in cui finiscono triturate vite, biografie di anziani che magari, fossero stati più in salute, non sarebbero morti.

Il Covid ha annullato queste conquiste (o dogmi, a seconda di come si intende la dialettica tra scienza e natura), come fosse l’incarnazione di una Parca, o Moira, capace di recidere il filo che eroicamente la Medicina aveva tessuto per tenerci attaccati alla vita. Questo virus destinale ci ha “donato” una specie di fatalismo, sfociato nel vitalismo dell’estate e nel darwinismo etico che oggi ci fa pensare di poter sterilizzare le vite di un terzo o di un quarto degli italiani per non bloccare noi sani, pronti a goderci il rischio dell’infezione. Certo, la soluzione proposta nello studio è mossa dalla volontà di salvare il “sistema” proteggendo anzitutto i vecchi (cioè gli improduttivi); ma siamo sicuri che non sia invece l’altra faccia, il volto speculare dello stesso nichilismo? Al di là degli aspetti costituzionali (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”), in definitiva si tratterebbe di lasciare i nostri vecchi da soli di fronte alla paura e alla morte. Si vive tutta una vita per comprendere il senso del dolore e dell’amore: noi doneremmo a chi è arrivato all’ultimo tratto della vita un presente disinfettato, impaurito, con la consolazione di lasciar vivere noi e con la promessa di un futuro sanificato che sarebbe solo più vicino. Il freddo della morte sociale portato da questa separazione igienica non è meno rigido del freddo della morte biologica.

venerdì 30 ottobre 2020

Pensieraccio

 


Mi chiedo, sicuramente sbagliando, lo so non andrebbe neanche pensato: ma con oltre 25mila contagiati al giorno, non potrebbe il fato... lo so, è un pensieraccio! 

Ma pure costui è un eclatante ommemmerda!