lunedì 26 ottobre 2020

Plutocarlo

 



Carlo si chiama, ma preferisco Pluto, essendo un plutocrate di eccellenza. Pluto Bonomi che il destino ha voluto a capo di Confindustria, liofilizza e bignama tutto quello che non andrebbe fatto per mantenere la pace sociale. Il ribaldo infatti ha pensato bene di usare la frusta e approfittare della situazione attuale per proporre ad esempio ai metalmeccanici un aumento di 40 euro lordi spalmabili in tre anni, quasi dovesse battere il record da Guiness di maggior numero di vaffanculo ricevuti nell'arco di ventiquattr'ore (per la cronaca pare davvero esservi riuscito, stracciando il precedente di Byron Moreno arbitro di Corea Italia)
Ieri nel bel mezzo degli annunci di restrizioni, Pluto si è fatto sentire accusando il governo di operare alla cazzo&campana, avvertendoci pure che il Pil scenderà a percentuali post belliche e che il danno per l'economia è già di oltre 216 miliardi, come dire "Conte quando arriveranno i soldi europei, non farli neppure transitare da Palazzo Chigi, e inviaceli in via dell'Astronomia, please!" che è il luogo ove Pluto opera con scriteriata e malsana visione della realtà.
Pluto Bonomi si dimentica sempre di anteporre ai suoi ragionamenti "ad minchiam", due risposte molto importanti :

1- a quale classe appartengano i Diabolik che normalmente evadono ogni anno oltre 120 miliardi di tasse.

2- Che cosa egli abbia fatto per sanzionare, arringare, redarguire, una percentuale piuttosto alta dei suoi adepti che nel primo lockdown hanno usufruito di cassa integrazione per 2,7 miliardi senza averne i requisiti.
Se Pluto non chiarisce questi due aspetti può tranquillamente continuare a dire quel che vuole e sarà sempre aria fritta, mangime per allocchi, flatulenze in hangar prove motori di Boeing. Fuffa insomma.

domenica 25 ottobre 2020

Ci risiamo!


Non capisco questo risentimento generale, di parte, quasi lobbistico, difronte alle nuove decisioni contenute nel Dpcm. Cosa avrebbe dovuto fare Conte dinnanzi ai 20mila contagiati al giorno e, soprattutto, alle informazioni ricevute dal comitato sanitario, dove vi sono alcuni dei 60 milioni di virologi presenti in Italia, che prevedono tra una ventina di giorni il triplo dei morti di oggi? Chiudere le agenzie immobiliari? Le erboristerie? Vietare il gioco degli scacchi? È stra-chiaro che non ci voleva il ritorno del Bastardo! È lapalissiano che sarebbe stato meglio non ritrovarcelo tra i maroni! Ma è ritornato, sempre più mefitico. E allora si deve necessariamente agire, chiudendo i luoghi più a rischio contagio. Se devo muovere un appunto al governo è quello di aver fatto poco nell’organizzazione sanitaria per affrontare la nuova ondata. 
Quello che è vergognoso invece è assistere alle manifestazioni fasciste che protestano contro le nuove chiusure a causa dell’eclatante ignoranza atavica. Sarebbe auspicabile che si aggiungesse alle chiusure già decise, anche la cessazione perpetua di aggregazioni anticostituzionali alla forza nuova. Per il bene di tutti.

Sfiatatoi

 


Giornalismo serio

Quando uno è Giornalista, riesce in libertà ad esprimere la propria opinione anche in contrasto con chi, normalmente, ne ha il suo appoggio.

Ma la notte no
di Marco Travaglio
Ci auguriamo vivamente che il nuovo Dpcm centri il bersaglio: frenare l’aumento dei contagi e sfiatare l’assedio agli ospedali limitando la circolazione dei cittadini e gli incontri ravvicinati. Ma alcune misure, più che di una riflessione sui dati, sembrano il frutto delle pressioni isteriche del Pd, che non tocca palla e vuol piantare una bandierina, e degli sgovernatori falliti, ansiosi di coprire le proprie vergogne. Infatti qualcuno ha diffuso una bozza nel pomeriggio, per forzare la mano a Conte, come se non bastassero gli appelli (a Mattarella!) di scienziati apocalittici, ma digiuni della materia (fisici nucleari, vulcanologi e astronomi che scambiano i positivi per malati e i dati parziali dei tamponi per il totale degli infetti). Ragionare sui dati certi e coi nervi saldi è da temerari, presi come siamo fra gli opposti isterismi dei negazionisti e dei catastrofisti. Ma, accanto ai sacrosanti limiti ai trasporti, la bozza è affetta da almeno tre incongruenze che ci permettiamo di segnalare.
1) Il contagio galoppa soprattutto di giorno, sui mezzi pubblici che portano gli studenti alle/dalle scuole e i lavoratori ai/dai luoghi di impiego: che senso ha concentrare i divieti nelle ore serali, quando c’è molta meno gente in giro, complici i primi freddi? La movida, peraltro ormai concentrata nei weekend, l’hanno già spenta le Regioni col coprifuoco notturno e i sindaci chiudendo o transennando le piazze e le vie più affollate dai ragazzi tiratardi.
2) L’altro contesto-principe dei contagi sono le famiglie nel chiuso delle loro abitazioni, con gli studenti e i lavoratori che rincasano la sera e infettano genitori e nonni: che senso ha farli rientrare tutti in anticipo, allungando le ore di convivenza fra le mura domestiche?
3) Se lo scopo è tenere le persone il più possibile in spazi controllati e rispettosi del distanziamento, che senso ha chiudere alle 18 i ristoranti e i bar (già dimezzati dalla paura e comunque ligi ai protocolli anti-Covid), spingendo chi li frequentava ad andare a zonzo o a chiudersi in casa fin dall’ora di cena, per feste private con gli amici o serate in famiglia (con gravi rischi per gli anziani); o anche prima, visto che si chiudono tout court gli altri ritrovi distanziati come piscine, palestre, teatri e cinema?
Finora ogni Dpcm era apparso necessario e razionale. Questo, varato senza neppure attendere gli esiti degli ultimi due, sembra fatto per dire di aver fatto qualcosa, o per non fare ciò che andrebbe fatto: anzitutto il lockdown per 15-20 giorni nelle metropoli fuori controllo, come Milano e Napoli, che da sole totalizzano 2306 e 980 positivi: un sesto di quelli di tutta Italia. Sono il nuovo Lodigiano e la nuova Val Seriana, ma si fa finta di nulla.

sabato 24 ottobre 2020

Stolti chiarenti




Ad esempio



Può essere governatore uno che mette la mano davanti alla bocca per coprire il labiale, pur avendo la mascherina??? Dai non scherziamo!

Quando ci vuole...


No, non è un paese sottosviluppato quello che ha emesso il documento “Triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse!” È la regina dei “cifacciamoicazzinostri” per antonomasia, l’essenza dell’antipatia, la Lavatrice di sporchi denari frutto di mefitici affari, ancor più del tempio di satana Ior di marcinkunsiana memoria. Il regno della multinazionale che insegnò alle giovani donne africane a non allattare per poter rifilar loro il latte materno surrogato in busta, si proprio lei, la tanto decantata Svizzera. Dall’alto della loro ottusità ecco il decalogo pro medici sfanculante Ippocrate e quel giuramento granitico esigente sempre, e per sempre, l’azione sanitaria pro vita, mai indirizzabile verso la signora nera con falce. Ma questi cioccolatai incarogniti dallo sterco demoniaco ammassato nei loro straripanti forzieri, a pagina 5 del documento istruiscono chiaramente che, in caso di situazioni emergenziali, non dovranno accedere alle terapie intensive gli ultrottantacinquenni, anche se freschi e sani come un pesce, e i settantacinquenni con gravi patologie come cirrosi, insufficienza renale cronica etc. etc. 
Essere la sede internazionale della Croce Rossa pare non sia servita ad un cazzo - mi scuso per il francesismo ma quando ci vuole ci vuole!- Ho avuto la fortuna di conoscere anziani ultra ottantenni più giovani di tanti giovani già anziani. E il pensiero che, pur avendone mezzi e risorse, questo rutto incastonato tra i monti abbia deciso di lasciarli soli verso il dirupo finale, m’infervora al tal punto da indirizzare alle zucche vuote governanti questo pulviscolo culturale, il primo mattutino, improcrastinabile, sfavillante, sonoro, nestleliano vaffanculo! Ops!