domenica 28 giugno 2020

Curricula


Il ministro Gualtieri ha scelto un consigliere per gli investimenti nella persona di Franco Bassanini, ottant’anni ed un curricula da far impallidire coloro che credono ancora nel ricambio generazionale, nel riposo di questi brontosauri della tecno-finanzia-plutocrazia, e perché no, pure rapto. Se da un lato emerge la consapevolezza che un ruolo tanto portante ed importante non possa essere affidato ad un novellino, dall’altro si staglia la necessità di mandare al sereno riposo personaggi come Bassanini, totem granitici di quel boiardismo capace con norme, paletti e cavilli di frenare, far sonnecchiare, imbolsire qualsiasi ipotesi di cambiamento sacrosanto, se guardato in un’ottica di lotta alla sperequazione, sia fiscale, che dei diritti lavorativi, che, soprattuto, delle retribuzioni salararie eque e dignitose. 
In conclusione non credo assolutamente che non vi sia qualcuno, d’età non superiore ai sessanta, in grado di gestire il basilare sviluppo degli investimenti futuri. A meno che non si voglia continuare a perseguire la canonica procedura idealizzata con “gli amici degli amici” che tante sconcezze procurò durante le Ere del Puttanesimo e del Ballismo.

PS per dovere di cronaca allego lo sterminato curricola di Bassanini, attinto dal Fatto Quotidiano odierno (leggete uno dei pochi quotidiani in grado di risvegliarvi, abbracciando la libertà d’opinione)

Franco Bassanini 
Incarichi in corso. 
Consigliere nel cda di Fimpa, l’azienda immobiliare di famiglia. Amministratore delegato di Astrid, la società di servizi legata all’omonima fondazione – creata con Giuliano Amato e di cui è presidente – per l’analisi, gli studi e le ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche e sull’innovazione nelle amministrazioni pubbliche. Presidente di Persidera, la società che gestisce le frequenze televisive di proprietà del fondo F2i. Presidente del consiglio di sorveglianza di Condotte spa, costruzioni e ingegneria. Presidente di Open Fiber, controllata con pari quota da Enel e da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Titolare di un’impresa individuale per la coltivazione di olive in provincia di Grosseto. Azionista col 25 per cento di Fimpa, col 5,6 di Residence Campolongo, con lo 0,5 di Astrid servizi.

Incarichi cessati. 
Ultimo decennio: presidente di Cdp (2008/15), Cdp Reti, Metroweb, Metroweb Sviluppo, aziende pubbliche; consigliere nel cda di Risberme, società privata. Anni ‘90: consigliere del cda di Errepi Radio Popolare; socio accomandante dell’azienda agricola La Capriola.

Politica e istituzioni. Responsabile dell’ufficio legislativo del Psi 1977/80. Deputato dal ‘79 al ‘96, prima legislatura col Psi, poi indipendente con Pci e Pds. Presidente del gruppo dei deputati della Sinistra indipendente ‘89/’91. Senatore dal ‘96 al 2006 con Pds/Ds. Consigliere comunale di Milano ‘90/’93 e ‘97/’99. Membro della direzione nazionale del Psi dal ‘78 al 1981, del Pds/Ds/Pd dal ‘92 al 2008 e della segreteria nazionale del Pds ‘91/’96. Relatore della commissione bicamerale De Mita-Iotti ‘93/’94. Presidente del comitato parlamentare per le politiche finanziarie e di bilancio ‘84/’87. Presidente della commissione interministeriale ‘79/’82 per la riforma dei rapporti fra Regioni e Stati del ministro Massimo Severo Giannini. Capo di gabinetto ‘73/’76 di Mario Toros, ministro agli Affari regionali. Ministro della Funzione pubblica e agli Affari regionali nel governo di Romano Prodi ‘96/’98. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo di Massimo D’Alema ‘98/’99. Ministro della Funzione Pubblica nei governi di D’Alema e Amato 1999/01. Autore e ispiratore della riforma Bassanini per semplificare e decentrare l’amministrazione pubblica ‘97/’99. Già membro della commissione Roma Capitale con Gianni Alemanno sindaco nel 2008 e consulente per l’innovazione dei presidenti Paolo Gentiloni e Matteo Renzi 2015/18.

Esperienze francesi. Consigliere economico del primo ministro Jean-Pierre Raffarin nel 2002. Membro della commissione Attali per la “liberazione della crescita” e della commissione Milhaud per la “cooperazione finanziaria nell’area del Mediterraneo” istituite dal presidente Nicolas Sarkozy nel 2007. Già consigliere nei cda dell’Accademia di Francia in Italia e della Scuola nazionale dell’amministrazione (Ena). Consulente di Ffsa, la Federazione delle assicurazioni francesi. Ufficiale della Legion d’onore dal 2002.

Varie ed eventuali. Membro del comitato scientifico del centro studi di Confindustria, della fondazione Accademia nazionale Santa Cecilia, del comitato di presidenza di Assonime, l’associazione fra le Spa italiane. Consigliere nel cda della fondazione per le Scienze religiose di Bologna. Consulente di Febaf, la federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza. Presidente onorario dell’organismo europeo Long term investors’ club. Già consigliere del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, in materia di tecnologie di informazione e di comunicazione ‘01/’06. Già docente di Diritto costituzionale all’università la Sapienza di Roma e collaboratore degli atenei di Milano Statale, Firenze, Sassari e Trento e del Consiglio nazionale delle ricerche. Ha scritto 19 libri e 350 articoli scientifici. Marito di Linda Lanzillotta, ex capo di gabinetto del ministro Amato, ministro nel governo Prodi II e vicepresidente del Senato nel ‘13/’18. Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica su iniziativa del presidente Giorgio Napolitano. Il futuro d’Italia è ieri.

Bombastic!



Arrivato con un'ora di ritardo, come ai bei tempi andati quando dopo l'"enricostaisereno" governò il paese, il Bomba ieri sera ha presentato il suo ultimo libro, dai non mi fate dire nulla al proposito che costui è molto amante delle querele, accompagnato e presentato dalla Lella di tutti loro. 
Sono andato a vederlo in qualità di amante del genere comico, e lui è il più grande dei comici italiani, un Groucho Marx di no' antri. L'ho ascoltato solo per una mezzoretta, il tempo per deliziarmi del suo innato senso dell'umorismo, le battute ai penta stellati con cui è al governo, gli alti ragionamenti da bar su come rinvigorire il paese, l'evidente sua convinzione di essere ancora, nonostante un 2,5% di gradimento, l'ago, la via, il nettare delle istituzioni. 


Posizionato il palco vicino ad una giostra funzionante, subliminale della sua attuale funzione, il Bomba ha condotto magistralmente, da esperto saltimbanco, il suo show costellato da riferimenti ai grandi del pianeta di cui lui stesso si sente pietra miliare, da battute da osteria, da ricerca di consensi e di incensazioni tipiche del suo ego debordante.

La madre di tutte le battute, mi è stata riferita perché nel frattempo avevo lasciato l'ilare compagnia, è stata la seguente: 

"Siete d'accordo che sarebbe meglio avere un governo legittimamente scelto dal popolo?" 

Si, ha detto proprio così il nostro Groucho, dimenticandosi dell'oramai storica "enricostaisereno"

Standing ovation a Groucho Bomba! 

Travaglione!!!


domenica 28/06/2020
Todo cambia

di Marco Travaglio

Ci avevano giurato che, dopo la pandemia, nulla sarebbe stato come prima e tutto sarebbe cambiato. Detto, fatto.
Il Senato resuscita il vitalizio, privilegio che definire medievale è offendere un’epoca seria come il Medioevo. E tutti quelli che 13 anni fa tuonavano e scrivevano articoli e libri contro la casta ridacchiano soddisfatti perché i 5Stelle sono stati sconfitti con la loro antipolitica, mentre la Politica con la P maiuscola è riempire le tasche finché morte non ci separi a vecchi arnesi mantenuti da noi dalla notte dei tempi. Fra le migliori esultanze degli incassatori per lo scampato pericolo, vince “Dalla politica ho avuto solo svantaggi”: parola di Francesco Speroni, leghista della prima ora, pensionato baby Alitalia a 50 anni, in politica dal 1986, parlamentare italiano e/o europeo dal 1989 al 2014 e financo ministro, sempre grazie alle leggendarie campagne contro “Roma ladrona”. Seguita da quest’altra: “Il taglio dei vitalizi fu una decisione pessima che ha messo alla fame alcuni ex parlamentari”: parola di un pesce di nome Zanda, già consigliere del gruppo Espresso, poi portaborse di Cossiga, poi presidente del Mose, di Lottomatica, del Giubileo2000, consigliere Rai, senatore del centrosinistra per appena 5 legislature, tesoriere del Pd (sua l’idea, l’anno scorso, di aumentare un po’ i magri stipendi dei parlamentari) dimissionario ma ancora in carica, perché nominato di fresco, alla tenera età di 78 anni, presidente della fondazione di Carlo De Benedetti (85 anni) che sta per dare alle stampe un nuovo giornale-ossimoro: Domani. Ridateci Storia Illustrata.

La Camera intanto espelle Vittorio Sgarbi perché dice dei magistrati e di chiunque lo contraddica (“vaffanculo stronza troia”) quel che diceva 30 anni fa su Canale5, prima che B. lo mandasse a spasso per non pagargli più le querele perse (tutte). Ma continuerà a essere invitato in tutti i salotti di Rai, Mediaset e La7, intervistato da tutti i giornaloni e giornalini e candidato a parlamentare, sindaco, assessore, ministro, viceministro, sottosegretario perché è tanto colto (sul fatto). Ridateci Sgarbi quotidiani.

Angela Merkel sul Mes dice un’ovvietà (“può essere usato da tutti”, ma quella dell’Italia “è una decisione italiana”), Conte risponde un’ovvietà (“A far di conto per l’Italia ci siamo io e i ministri italiani”) e tutti i giornali italiani titolano sul “gelo”, lo “scontro”, la “lite” Merkel-Conte e La Stampa su una frase mai detta dalla cancelliera (“L’Italia utilizzi tutte le risorse Ue”). Perché ovviamente ha ragione la Merkel: come osa l’Italia di non prendere ordini dalla Germania (che peraltro non s’è mai sognata di dargliene)?

Ridateci l’asse Roma-Berlino-Tokyo e la Repubblica di Salò.
Il ministro Gualtieri ha un nuovo consulente: il giovane millennial Franco Bassanini, classe 1940, una dozzina di cattedre, 7 legislature, mezza dozzina di partiti dal Psi al Pci Pd, un ministero, una decina di Cda, banche, assicurazioni (la lista completa di poltronissime è a pag.4). Ridateci i dinosauri.
Aria nuova anche nei servizi segreti: pare che Conte e altri nel governo pensino, per la vicedirezione dell’Aise, a Marco Mancini. Che non è omonimo del Marco Mancini arrestato due volte nel 2006, quand’era capo del Controspionaggio del Sismi, per concorso nel sequestro dell’imam di Milano Abu Omar e per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreto d’ufficio per aver passato dossier segreti alla Security Telecom, poi condannato a 9 anni per la prima accusa e infine salvato sia per la prima sia per la seconda dal segreto di Stato apposto dai governi di destra e di sinistra: è sempre lui. Eppure la Corte dei diritti umani di Strasburgo nel 2016 ha stabilito che il Sismi e la Cia, sequestrando Abu Omar e mandandolo a torturare in Egitto, e i governi italiani, coprendoli, hanno violato ben cinque principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e “applicato il legittimo principio del segreto di Stato in modo improprio e tale da assicurare che i responsabili del rapimento, della detenzione illegale e dei maltrattamenti ad Abu Omar non dovessero rispondere delle loro azioni”. Ridateci Pollari&Pompa.
Salvini, noto leader del futuro visto che politicamente è più vecchio di B., non perde occasione per guardare all’avvenire con la strenua difesa dei pagamenti in contanti fino ad almeno 3mila euro a botta, in tandem con l’altro giovane vecchio che porta il suo stesso nome, ma ha un dodicesimo dei suoi voti. E, siccome il Matteo maior chiede a gran voce il condono tombale per gli evasori, il Matteo minor per non essere da meno lancia l’ideona di una “voluntary disclosure”, cioè di un bel condono sui contanti in nero. Poi, per essere ancora più moderno, rilancia sul Ponte sullo Stretto. Ridateci il decreto Biondi, i lodi Schifani e Alfano, la Cirami, la Cirielli e l’immunità parlamentare.
La gara di modernità fra i due Matteo prosegue sulla campagna acquisti di parlamentari. Salvini annuncia “altri 5Stelle pronti a passare alla Lega” e l’Innominabile risponde che “nel centrodestra c’è una miniera” di voltagabbana sul mercato. Ridateci Scilipoti, Razzi e De Gregorio.
Si attende ad horas il ritorno del borsello a tracolla, del telefono a gettoni, degli scubidù, delle pastiglie Valda e dell’Amaro Medicinale Giuliani.

Parola



Ma sai che passando da piazza del Bastione mi è sorta in cuore una parola che non riesco ad esprimere? Finanziamento? No, no... fraintendimento? No, neppure questa... scivolamento? Nein! Non ci siamo... distanziamento? Forse, ma che c’entra con la foto?

sabato 27 giugno 2020

Il Ritocco


Ritocco: correzione o aggiunta di lieve entità, intesa ad ottenere la perfezione voluta.

Forte di questa definizione sono entrato nel mondo della manualità, ostico e misterioso dedalo a me del tutto sconosciuto, trinariciuto come sono da sempre rispetto allo stare alla larga dal fai da te. 
L’attività consisteva nel verniciare di bianco una striscia alta 20 cm e lunga meno di un metro, ad angolo, un ritocco appunto, cosa che amici, da me riveriti quasi fossero dei Tintoretto, avrebbero fulmineamente eseguito pure bendati e con braccio legato.
Primo step, Brico Center
Quando entro in un negozio come il Brico, avverto le stesse sensazioni tipiche di un disgelato dopo un centinaio d’anni in un pianeta lontano; attraverso con inquietante disagio scaffali pregni di attrezzi misteriosi e dannatamente inconcepibili, con persone che li prendono sapendo del loro utilizzo. Cercavo un barattolo di pittura non una fresa per micro levigate ad una turbina atomica e ciò nonostante è mancato poco che il commesso, osservando il mio girovagare alla Rumiz, chiamasse il centro Tso per informazioni circa la scomparsa di qualche soggetto affetto da instabili amnesie. 
Stavo acquistando del coppale quando una caritatevole ragazza mi ha diretto verso la vernice lavabile. Successivamente occorrevano i pennelli e dalla quantità che ne stavo accalappiando un astante si è convinto del mio incarico al rifacimento della facciata del palazzo delle Poste. Frenando la maniacale ed incontrollata fobia negli acquisti cazzo&campana dop, ho preso un rullo e un pennello di piccole dimensioni, i teli per non sporcare, sarebbe bastato un sacchetto della spesa ed invece ne ho preso per una superficie adatta alla villa di Arcore del Puttaniere, il nastro di carta anche se ne possiedo già una collezione che Sotheby’s alla mia dipartita venderà a prezzi fantastici; le spugnette con la parte rugosa per lavare i piatti, che non c’entrano nulla ma, essendo un pluripremiato socio della Ad Minchiam Shopping, ha un suo perché intrinseco.

Secondo step: la preparazione
Dopo aver, attraverso giaculatorie antichissime, richiesto l’aiuto di Santa Berenice, sono finalmente riuscito ad aprire il barattolo di vernice, attraverso l’uso scriteriato di vari attrezzi tra cui un cacciavite, una rivettatrice e la frusta per montare il bianco d’uova, il tutto compiuto dopo essermi denudato e ansimando come  Messner mentre lascia il campo base verso la vetta del Makalu. 
Una volta davanti alla bianca pittura e avendo letto le istruzioni in maori, ho compreso che necessitavo di un qualcosa per mescolarla, provocando un fuggi fuggi dalla cucina di coltelli, forchette e cucchiai di legno. Dopo una meditazione prossima al Nirvana ho rimirato il pennello appena acquistato, tra l’altro fischiettante come se stesse facendo minzione in un bagno pubblico a Marrakech. Per evitare il nervosismo nelle successive azioni, sarebbe bastato lavarmi la faccia immergendo entrambe le mani nel barattolo, mettendo a tacere una volta per tutte la prudenza fobica attanagliante ogni movimento al fine di evitare la famigerata macchiolina su indumenti o pavimento. Ed invece, estraendo il manico del pennello dal barattolo per lavarlo, ho composto un Warhol sul pavimento, gocciolando pittura anche nella tasca dei pantaloni. 

Terzo step: la pitturazione 
La tempistica irrisoria è stata frenata dall’incapacità di immergere il rullino nel barattolo senza che, estraendolo, non si spargesse pittura a mo’ di benedizione orbi. E dire che ho sperimentato ogni movimento del polso, dalla volee alla Macarena, ma non c’è stato nulla da fare. Inoltre la pittura in eccesso formava dei mini rivoli tipici di una carta geografica dei tempi di Vasco De Gama a cui solo Giobbe non avrebbe risposto con improperi curiosissimi. Terminato il ritocco, ho iniziato impercettibilmente a fischiettare, sentendomi per un attimo un novello Sanzio ammirante il compimento della sua Scuola di Atene.

venerdì 26 giugno 2020

Che ci volete fare?



Tanto per dire

Giacomo Caliendo di Forza Italia, il professor Gianni Ballarani e Giuseppe Della Torre (e sbattiamoli i mostri in prima pagina) hanno votato a favore, dietro la regia del sommo avvocato Maurizio Panis, quello della parentela di Ruby con Mubarak. 

Contro hanno votato Pillon e la neo leghista Riccardi, ex M5S (ma quando sai l'esito del voto puoi pure votare contro per farti bello) 
Quindi 300 ex senatori e 700 ex deputati, tra giubilo e giaculatorie di ringraziamento hanno riottenuto i vitalizi che a settembre del 2018 gli squinternati pentastellati erano riusciti ad abolire. Squinternati perché festeggiarono all'epoca troppo presto, inconsapevoli dei tentacoli eterni della casta, che è ritornata alla carica, subdola ed insensibile, come da copione, delle difficoltà del momento. 
Nascondendosi dietro alla rivincita del diritto, della giustizia, mettiamoci pure l'Europa, in barba alle casse integrazioni, alle sofferenze di molti a sopravvivere in questo post pandemico, i nostri ex rappresentanti hanno raggiunto il loro obbiettivo primario, succhiare nettare pro loro. 

Ma questa prova di forza dell'Inamovibile potere scriteriato, alla Re Sole per intenderci, nasconde un altro personaggio proveniente dai solari concetti della regalità, lei, l'ansiosa signora pupilla del Pregiudicato, la regina aspirante tra pochi anni ad assurgere al più alto piedistallo repubblicano, attualmente occupato da Mattarella, si signore e signori, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Castellati. Sua Grazia parrebbe aver tessuto le fila di questa rivendicazione salariale provocante in molti, me compreso, di preparar zaino, cervogia e lasagnolo, con destinazione Roma. 

La casta non demorde, non indietreggia, non si preoccupa delle lagne, delle proteste di molti, che ancora troppi e giusti non sono; zimbella e dileggia i comuni mortali, fingendo di recepire i malumori del popolino, di tutti coloro cioè che ripongono i loro valori nelle iperboli costituzionali, nei principi di uguaglianza in diritti e doveri. A guardar bene tutte le alchimie arzigogolanti istituzionali appaiono sempre più torri e muraglie a difesa dei privilegi, addolcendo conseguentemente sproni e rivalse solo in apparenza efficaci. La logica del potere, di questo potere, è essenzialmente gattopardesca: nulla muta, nulla cambia, tutto è soffice ed ovattato. Puoi infatti sbatterti come un'anguilla appena pescata a Comacchio, ma i Pierferdinando saranno sempre lì. Ti documenti, incazzandoti, sbraitando, arzigogolando sul senso della vita comune, ma le Maria Elisabetta Alberti Castellati e Dai Mettiamocene Un Altro di Cognome Visto Che Fa Tanto Chic, resteranno impassibili, immarcescibili, statuarie davanti alle obiezioni dei diversamente italici, che siamo noi. Tutto è stato organizzato scientemente al fine di resistere davanti a tutto e a tutti. Solo una possibilità rimarrebbe ma, in questo tempo fin troppo buonista, non è nemmeno il caso di citarla. E poi il sistema, questo sistema che permette ai vari CarloLiza di continuare a chiedere denari per la oramai famigerata ripartenza, da dove e per quale meta?, lagnandosi e rappresentando i furbi che ci sottraggono centonovantamiliardi all'anno, ha già preparato le adeguate contromisure per addomesticare menti e cuori indignati: calcio, uominiedonne, sconti e ... grande fratello vip! Sssst!