Dove si firma?
Ogni tanto, senza volerlo, Trump fa un regalo all’Europa. Ma i cerebrolesi che la sgovernano lo rispediscono al mittente. Dovevano dirgli sì quando chiedeva una mano per fermare la guerra russo-ucraina, spingendo Kiev a negoziare, cioè smettendo di illuderla della vittoria e di armarla sempre più per spingere la Russia a devastarla vieppiù: infatti gli han detto no. Dovevano dirgli no sui dazi al 15%, sul 5% di Pil alla Nato, sul gas americano a prezzo quadruplo di quello russo e sulle armi da comprare in Usa e regalare a Kiev perché continui a perdere uomini e territori e a rovinare la nostra economia: infatti gli han detto sì. Ora credendo di minacciarci, Donald ci fa un’offerta che rifiuterebbe solo uno scemo: annuncia il ritiro di migliaia di soldati dalle basi Usa e Nato in Europa, iniziando da Germania, Italia e Spagna, e sospende l’invio a Berlino dei missili da crociera (anche ipersonici e nucleari) che Biden aveva deciso di puntare contro la Russia (così, se Putin non ci vede come nemici, magari cambia idea). Anziché listarsi a lutto come fa l’Ue, uno con un grammo di cervello gli risponderebbe prima che cambi idea: “Ok, dove si firma?”. Anzi gli direbbe di riprenderseli tutti, i suoi soldati: i 39mila in Germania, i 13mila in Italia, i 4mila in Spagna e così via.
Ma tutti – come osserva Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa – vuol dire anche quelli che gli Usa pensano di lasciare per tenerci sotto scacco e metterci in pericolo con l’aria di renderci più sicuri (i Paesi del Golfo con basi Usa ne sanno qualcosa). Carl Bildt, copresidente del Consiglio europeo per le relazioni estere, nota che i ritiri annunciati “riguardano solo le risorse destinate alle operazioni Nato, ma non toccano le vaste reti di basi e strutture fondamentali per le operazioni non Nato al di fuori dell’Europa”. Cioè per le guerre criminali in cui gli Usa sono usi trascinarci contro i propri nemici facendo pagare il conto a noi. Una volta liberi dal ricatto armato, potremo sciogliere la fu Nato, disdettare il patto giugulatorio sul 5% del Pil e costruire la difesa europea con un esercito comune risparmiando un bel po’ (oggi, per mantenerne 27 che non si parlano, spendiamo in armi il triplo della Russia). Un esercito puramente difensivo, visto che l’Europa non ha nemici (a parte quelli che ci affibbiavano gli yankee per i loro sporchi interessi in totale conflitto con i nostri). Poi ci converrà riavviare la cooperazione energetica con Mosca e commerciale con mercati in espansione come Cina e Brics, incluso l’Iran: cosa che da anni ci è proibita dai finti amici Usa perché fa comodo a noi e non a loro. Se poi qualcuno, tipo l’Ucraina, la Polonia e i Baltici, vorrà continuare a combattere i (vecchi) nemici di Washington, la guerra alla Russia se la farà comodamente da solo.
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