Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 13 giugno 2020
Stralcio
L'Amaca di Serra
Veri maschi contro il virus
L'Amaca di Michele Serra
La mascherina è di sinistra? La domanda è cretina, me ne rendo conto, così cretina che esito a formularla nonostante mi giri per la testa da parecchio tempo.
Ma è la cronaca a riproporla di continuo, direi quasi ogni giorno: sono quasi sempre i politici di destra a levarsela con disinvoltura (buon ultimo l’onorevole Sgarbi, sgridato da Mara Carfagna). Così come, nel mondo, sono stati soprattutto i leader di destra –Trump, Bolsonaro, Johnson – a sottostimare la pandemia.
Forse per negarle, virilmente, la soddisfazione di mostrarsi troppo preoccupati.
Può anche darsi che la paura sia roba da femmine. Non per caso i Paesi nei quali il Covid ha fatto meno vittime, notizia giustamente stra-citata da settimane, sono tutti governati da donne. Di conseguenza, si capisce che gli animosi maschi di destra preferiscano perire nella pugna (Trump armi in pugno, Bolsonaro a cavallo, Sgarbi gridando «capra!» al virus) piuttosto che chinare il capo all’evidenza. Non fosse che levarsi la mascherina, come ormai sanno anche i bambini delle scuole elementari nonostante la chiusura delle stesse, non espone all’inclemenza della malattia solo il proprio bel volto intemerato; espone gli altri al tuo fiato.
Circolare senza mascherina è dunque il più classico dei “me ne frego”, da pronunciare petto in fuori. Questo ci rimanda, inesorabilmente, alla domanda iniziale: la mascherina non è di destra né di sinistra, ma non mettersela è una forma di arditismo a costo zero. Il prezzo lo pagano gli altri.
venerdì 12 giugno 2020
Rimbombanti
Leggo un articolo e mi stappo i neuroni più che i bronchi con il Vicks!
Le parole dorate e doranti sono queste:
Se si continua ad insistere nell’attribuire a un virus, e cioè a un fattore esterno, il motivo della crisi che ci attende, si continua a negare l’evidenza di un modello finanziario ed economico che funziona solo con eccesso di leva, compressione dei redditi, ampio debito speculativo e pochi investimenti nell’economia reale, un modello che non è sostenibile.
E questo non l'ha scritto un bolscevico, nononono! Fanno parte di un articolo apparso su Milano Finanza e scritto da Maurizio Novelli.
Se ne stanno accorgendo dunque che la locomotiva non ha più nessun macchinista e che il treno è guidato da terra da gente senza scrupoli che armeggiando sugli scambi tenta di non farlo deragliare e soprattutto sbattere contro il muro, prima o poi in arrivo, della sacrosanta ragione umana!
E ancora:
Se il debito cresce decisamente più del reddito che lo deve sostenere, è ovvio che questo modello condanna a crisi inevitabili sempre più sistemiche i cui postumi compromettono la tenuta del sistema finanziario e poi di quello capitalistico.Ed infine:
Sperare che questa volta tutto sarà risolto stampando moneta è pura arroganza finanziaria. Difendere a oltranza un modello di crescita che non produce più ricchezza (se non per pochi) ma solo debiti (per molti) sarà probabilmente l’errore fatale.Ragionando da incompetente in materia mi accorgo però di due o tre evidenze:
- Gli squali oramai stanno arrivando alla canna del gas. Chi specula sta facendo affari d'oro e chi s'indebita lo fa in modalità clamorosa. I puntelli che le Banche Centrali tentano di inserire nelle mura pericolanti del sistema tecno-rapto-finanziario-plutocrate stanno perdendo a poco a poco efficacia. Il tutto avviene mentre la corsa al rigonfiamento continua implacabile.
- E' il sistema che non funziona, checché ne dicano i soloni pregni di ricchezze. Il sistema, questo sistema, va rivoluzionato, ebbene si lo ridico, rivoluzionato. Occorre ridistribuire ricchezze in modo che moltissimi possano riacquistare il bene più prezioso: la dignità.
- Ci siamo lasciati abbacinare dal vorticoso giro di fondi, troiai insulsi, avendo lasciato fiducia ove non esiste, dove tutto ruota attorno al lucro e all'accaparramento.
- Stanno tentando, riuscendoci ancora, di intorbidire cervici inane convincendo molti a non ricapitalizzare i titoli acquistati, per non annichilire il sistema. Chi compra lo può fare, chi vende no.
