martedì 19 novembre 2019

Invasi all’insaputa


Nessuno se ne è accorto, impelagati come siamo a subire questo tempo cattivo e modificato dalla scelleratezza, regina delle nostre cervici. Nessuno ha evidenziato un evento di portata storica, distolti come eravamo nel vedere la processione a Venezia di avatar dei nostri politici, intenti a ricercar le cause del malfunzionamento del Mose, c’era anche Brunetta nell’acqua, facendo rischiare un corto. Insomma: i terrestri hanno ricevuto un testo scritto da extraterrestri e nessuno lo ha evidenziato! Cose da pazzi! Il testo della manovra economica italiana ha origini aliene, è appurato, certo, indiscutibile. Prova ne è che sono stati presentati 1500 emendamenti da parte della maggioranza: ben 921 dal PD e 435 dal M5S. Se non è una prova questa! Sono tra noi!

lunedì 18 novembre 2019

Tornano tra noi...


Sai che c’è caro Blog?
Sono un pochetto già esausto dell’oramai prossimo ripetersi di eventi, come le vicine festività natalizie insegnano: stanno già attrezzandosi i "solisti buoni" di una volta all'anno, ansimano i portatori sani delle nefaste frasi " contraccambio a te e famiglia", sono sgommanti i vacanzieri natalizi partenti solo per dirtelo appena il fato, la sventura, decida di farteli incontrare. 
M'accorgo di coabitare con molti presunti indesiderati, di dover forzatamente convivere con scelte e regole che quest’anno ritengo deleterie. Clima, povertà, differenze sociali, arrembaggio dei soliti noti, fesserie travestite da novità, squallidi figuri dediti all'accaparramento insalubre. E poi i politici: non li sopporto più, tutti, ma proprio tutti; li avete visti in processione con gli stivali, in laguna con la faccia da allocchi come se il Mose lo avessero ingegnato e costruito gli alieni? 
Mi avvicino alle feste sognando una bicocca sprofondata nella neve senza telefono, senza connessione. 
Sarò depresso? Può essere. Mi irrita infatti dover rivedere volti e visi abetizzati, wathsappare in modalità jinglebells, e poi i cuoricini, la neve, i gattini strenna, gli angioletti, le lucine, le scempiaggini zuccherose tipo "bontà vuol dire camminare insieme nella strada delle vita, appoggiandosi agli amici!"
Ma vaffanculo! 
Tutto l'anno ci scanniamo, ignorandoci, chi si crede "arrivato" sfancula l'altro, sgomitiamo per un posto al sole, per un parcheggio, ci percuotiamo per sopravanzare l'altro, subitaneamente neo-inferiore; a dicembre come d'incanto sorgerà il solito e temibile "buonismo luccicante!" 
Non la sopporto più questa stucchevolezza! Voglio godermi le feste lontano da miagolii ambrosoliamente sdolcinati, aborro il florilegio di sorrisi "alla Panicucci", detesto solo l'idea di dover sorridere a comando, per ricambiare fuffa e, l'ho già detto, apprendere itinerari, comprensivi anche di numero di gate, di vacanzieri-evidenziatori, emergenti dal nulla solo per raccontarti che raggiungeranno amene località di cui me ne frega una mastodontica cippa!
Sono tra noi, sappiatelo! Si stanno preparando a modificare la normale interazione sociale. Restiamo saldi e vigilanti nell'attesa dell'Epifania (che al solito se li porterà tutti via!)

Botta e risposta




giovedì 14 novembre 2019

Grandissimo!!


giovedì 14/11/2019
Forza Ladri Vivi

di Marco Travaglio

Il problema è sempre un altro. Sull’evasione, una delle migliori trovate dei benaltristi è che limitare il contante non serve perché i “grandi evasori” se ne infischiano se la soglia del cash scende da 3 mila euro a mille. Peccato che l’evasione di 110-130 miliardi l’anno sia la somma delle grandi, medie e piccole evasioni; e quelle medie e piccole sono in gran parte di criminali che incassano in contanti dal pizzo, dallo spaccio, dalla prostituzione e devono riciclare il bottino con pagamenti legali per non destare sospetti. A questo punto il benaltrista ha pronto il piano B: le manette non servono, perché è molto più utile “incrociare i dati”. Peccato che i dati siano tutti lì a disposizione, ormai anche dai paradisi fiscali, infatti siamo pieni di organismi che li incrociano; il guaio è che, una volta scovati, gli evasori non vengono neppure indagati perché, per commettere reato, dovrebbero superare soglie così alte che non riuscirebbero a valicarle neppure se s’impegnano. E comunque la prescrizione è assicurata: l’accertamento arriva 3-4 anni dopo la dichiarazione infedele o fraudolenta, quando non c’è più tempo per fare indagini, udienza preliminare e tre gradi di giudizio. E, anche se si fa in tempo, le pene sono così irrisorie da diventare non un freno, ma un incentivo a evadere e frodare.

Ma ecco pronto il benaltrista col piano C: il carcere non serve perché è meglio “confiscare il maltolto”. Ora, a parte che l’una cosa non esclude l’altra, anzi vanno di pari passo, oggi lo Stato riesce a recuperare meno del 5% dell’evasione che accerta. E, se quasi tutte le evasioni restano sotto le soglie di non punibilità, le indagini non partono proprio, dunque non scatta neppure il sequestro preventivo, figurarsi la confisca finale. In ogni caso, anche se si arriva alla confisca, l’evasore può fingersi nullatenente e, se ha un’azienda, simulare perdite e bisogna ricominciare da capo per dimostrare che i soldi li nasconde, e poi scovarli. Tantopiù che, per i reati fiscali, le società non sono soggette alla legge 231 sulla responsabilità penale delle persone giuridiche. E non si rischia il sequestro “per sproporzione” (fra beni posseduti e redditi dichiarati). Ora, per la prima volta nella storia, il governo Conte rimedia a tutti questi buchi con un ventaglio di norme di raro buonsenso ed efficacia. I pagamenti cash consentiti passano da 3 mila a 2 mila euro nel 2020 e a mille nel 2021. Le soglie di impunità scendono. I massimi e i minimi di pena aumentano, così per i casi più gravi si va in galera sia prima (custodia cautelare) sia dopo la sentenza (espiazione pena) e, in più, si può intercettare.

La 231 si applica alle società anche per reati fiscali (con pene pecuniarie fino a 500 “quote”). E il sequestro per sproporzione vale anche per evasori e frodatori. In più, con la Spazzacorrotti in vigore da un anno, per tutti i reati (non solo fiscali) commessi dal 1° gennaio 2020 la prescrizione si bloccherà alla sentenza di primo grado: fra 3-4 anni, quando arriveranno i primi verdetti, nessuno avrà più speranza di farla franca allungando i tempi in appello e in Cassazione. Le anime in pena che, a corto di argomenti, vanno cercando l’“anima” del Conte 2 dovrebbe riconoscere che è una rivoluzione copernicana: morale (basta con l’iniquità di un sistema che costringe i poveri e gli onesti a mantenere con tasse altissime i ricchi e i ladri che non le pagano), sociale (si redistribuisce più equamente la ricchezza) e finanziaria (si recuperano risorse per le riforme sempre rinviate per mancanza di fondi). Infatti il Partito Trasversale degli Evasori (il primo in Italia: 11 milioni di elettori) sta scatenando i suoi partiti – centrodestra e Italia Viva – e giornaloni con raffiche di emendamenti e fake news.

Forza Italia Viva non si premura neppure di dare un minimo di coerenza alle balle che racconta. Ettore Rosato, già celebre per aver dato i natali alla peggior legge elettorale della storia, riesce a sostenere restando serio che, nell’ordine: “le manette non sono strumenti per combattere l’evasione” (peccato che siano in vigore in tutto il mondo fuorché in Italia); “servono solo a spaventare chi vuole investire in Italia” (Rosato è convinto che chi investe in Italia lo faccia per evadere il fisco e si spaventi se anche l’Italia mette in carcere gli evasori come il suo paese d’origine); “siamo il partito no tax” (quindi incostituzionale ed eversivo, visto che l’art. 53 della Costituzione recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”); “le manette per chi ruba ci sono già” (falso: in Italia i detenuti per reati fiscali sono poche decine, contro i 7 mila della Germania e le decine di migliaia degli Usa); “siamo contrari alle manette per chi commette degli errori” (siccome il carcere è previsto per chi occulta 200 mila euro all’anno evadendone almeno 100 mila, per Rosato chi nasconde al fisco fino a 199.999 euro e ne evade fino a 99.999 è uno sbadato). Finora i renziani dicevano: “Le manette non servono, servono multe salate e sequestri e confische dal maltolto”. Ma ora casca l’asino: vogliono cancellare dalla legge di Bilancio sia le manette agli evasori (cioè le pene più alte e le soglie più basse), sia la confisca dei beni per sproporzione, sia le multe alle società frodatrici. Cioè tornare alle norme attuali, quelle che garantiscono ogni anno il saccheggio legalizzato di 110-130 miliardi. Negli anni 80, un deputato attaccò in aula un pippone su una fumosissima riforma del Codice penale, finché il presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro lo fulminò: “Onorevole, se ci dice quale processo vuole aggiustare e quale amico vuole salvare, facciamo prima”. Oggi, a questi manigoldi, non c’è neppure bisogno di domandarlo: lo sappiamo benissimo.

Gnorri



Zaia ha imparato alla perfezione il metodo Cazzaro Verde, applicato già sulla vicenda dei 49 milioni svaniti e nella querelle russa, con il probabile tentativo di agguantare una tangente dalla vendita di prodotti petroliferi: far lo gnorri, inebetendosi al punto di apparire come un alieno appena sbarcato da chissà quale galassia. E allora a Zaia glielo dobbiamo ricordare che il Mose è stato avviato dal Puttaniere negli anni in cui quelli come Zaia governavano, pardon, gozzovigliavano sul paese già allora stremato dalla corruttela. Dobbiamo pure rammentargli i grandi manigoldi che al tempo ladrarono sul progetto, Galan e pare l’ex ministro Matteoli, tutti e due appartenenti alla fattoria del Pregiudicato, ci mancherebbe, ma alleati di quelli alla Zaia. Dovremmo anche rimembrare a Zaia che fino ad oggi il Mose ci è costato quasi 7 miliardi di euro, e che una buona fetta è finita in tasche di amici, di amici degli amici della coalizione mefitica Forza Italia-Lega. E che opere immani come il Mose rappresentano il cotechino appeso su un branco di lupi famelici e che il prossimo banchetto sontuoso si chiamerà Tav. Infine caro, si fa per dire, Gnorri Zaia un’ultima news: oggi è il 14 novembre 2019. Glielo rammento perché lassù sul pero dove siete voi tutti amici del Cazzaro, pronti a cascare alla prima presunta avversità, forse il tempo rallenta e gli eventi si dilatano misteriosamente e la colpa non è mai degli gnorri.