Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 10 maggio 2019
Già perdenti
giovedì 9 maggio 2019
Giggino travagliato
mercoledì 8 maggio 2019
Lasselo stare!
Mai dimesso
Apparire, alterare, sviare, falsificare, fuorviare, distrarre, distogliere. Ecco che il ritorno a casa del Grande Intoppo Democratico dell'ultimo ventennio, Era del Puttanesimo, assume l'aspetto di un faldone, un raccoglitore di quanto prodotto dalla sua storia politica nel nostro paese.
Come i leader russi di una volta, che scomparivano a causa della solita, ma potente, influenza, così questo vecchietto miliardario trova nuovamente nell'apparire la forza per allontanarsi da quel viale del tramonto che costituirebbe un malefico sortilegio per i suoi sterminati possedimenti.
S'erge l'ex degente nuovamente a baluardo di quella libertà, di quella politica che ha in verità barbaramente sconnesso nelle sue scorribande storiche, le cui nefaste conseguenze verranno, forse, riparate tra una decina d'anni, ammesso che scompaia la famigerata corte di inetti, bramanti potere ed effluvi di casta.
Sorretto da un clan di truccatori ha voluto lanciarci il messaggio subliminale di quanto sia faraonico, quasi divino il suo essere messaggero della buona politica, quella che gli permise di salvarsi dal tracollo, di possedere l'intera informazione televisiva, levandosi dalle palle tutti coloro che videro in lui un pericolo, Enzo Biagi su tutti.
Si ricandida per l'europee solo perché schiavo di quell'essenza mediatica costringente a dover sempre apparire onde evitare che illuminati saggi (non del PD), alla fin fine potessero legiferare giustamente al fine di ridimensionarlo democraticamente, manovra questa evitata sempre dai finti nemici, Prodi, D'Alema e Veltroni che fossero.
Tanto è stata la potenza di questo signorotto negli anni che abbiamo dimenticato, trascurato il nettare, il fulcro della sua escalation, ovvero quelle tangenti, accertate e già appartenenti alla storia, pagate alla mafia di Riina almeno fino agli anni '90.
Da nessun'altra parte nel globo uno che elargiva denari alla malavita organizzata avrebbe potuto restare al potere per così tanti anni. Solo qui, grazie al suo potere infinito, abbiamo sopportato quest'onta vergognosa, macchia non lavabile che accappona ancora coloro che credono nelle regole democratiche.
Ed oggi eccolo di nuovo tra noi, sorretto dalle alchimie mediche, dallo staff migliore di quello preservante la salma di Lenin dalla corrosione del tempo, pronto come sempre a raccontar fregnacce per il bene suo e del casato d'appartenenza. Per chissà ancora quanto tempo. Da Alloccalia per il momento è tutto!
martedì 7 maggio 2019
Non fate i Fubini!
martedì 07/05/2019
Piccoli Fubini crescono
di Marco Travaglio
Casomai l’Ordine dei giornalisti e la Fnsi trovassero il tempo, fra un sit in e l’altro per garantire 14 milioni di fondi pubblici a Radio Radicale, gradiremmo un loro illuminato parere sull’ultima impresa di Federico Fubini. L’altro giorno il nostro vicedirettore del Corriere preferito ha confessato di aver taciuto una notizia sulle conseguenze mortali delle politiche europee di austerità per salvare la reputazione (si fa per dire) delle politiche europee di austerità. La notizia è l’aumento vertiginoso della mortalità infantile in Grecia (dal 2,7 al 4,2 per mille, pari a 700 bimbi morti in più all’anno) dopo la cura europea che tagliò le cure ai malati più piccoli e deboli. Lui lo sapeva, ma – ha confessato alla tv vaticana presentando il suo ultimo capolavoro Per amor proprio. Perché l’Italia deve smettere di odiare l’Europa – “mi sono autocensurato”, perché la notizia non fosse “strumentalizzata” dagli odiati “sovranisti” contro la sua amata Ue e il suo adorato Fmi, ma anche contro di lui, vittima di “ostracismo” (quello che lo confina in clandestinità sulla prima pagina del primo quotidiano italiano) e di “attacchi assurdi sui social”. Cioè: Ue e Fmi affamano la Grecia e ne raddoppiano la mortalità infantile e il giornalista che fa? Anziché raccontare le conseguenze di quelle politiche, da lui stesso sempre applaudite come foriere di sviluppo e benessere, le nasconde ai lettori, per paura che aprano gli occhi, e a se stesso, per paura di dover cambiare idea. Immaginiamo l’entusiasmo dei lettori del Corriere nell’apprendere che il loro vicedirettore li tratta come un gregge belante e non pensante: decide lui da quali notizie preservarli per evitare che si facciano strane idee (quelle corrette, basate sui fatti). È lo stesso Fubini che il 1° novembre titolò a tutta prima “Deficit, pronta la procedura Ue”, indicando anche la data del lieto annuncio (“il 21 novembre”), mentre il suo corrispondente da Bruxelles, Ivo Caizzi, scriveva l’opposto. Che poi, incidentalmente, era la verità: nessuna procedura pronta, nessun annuncio né il 21 né mai, anzi accordo Ue-Conte. Lo stesso Fubini che annunciò mezza dozzina di volte le dimissioni del ministro Tria, tuttora felicemente al suo posto. Chissà, forse l’Ordine ha riformato a nostra insaputa la deontologia giornalistica, raccomandando di dare o non dare le notizie a seconda del cui prodest. Infatti Fubini fa scuola. Ad agosto, non riuscendo a spiegarsi perché i social 5Stelle invocassero l’impeachment di Mattarella dopo che Di Maio e Di Battista avevano chiesto l’impeachment di Mattarella, “rivelò” che dietro l’hashtag #Mattarelladimettiti c’erano battaglioni di “troll russi”.
È il suo modo di giustificare eventi per lui ingiustificabili, dalla Brexit a Trump alle elezioni italiane quando non vince chi dice lui: il complotto di Putin. Noi siamo ancora in trepidante attesa delle conclusioni della mega-indagine sui troll made in Mosca dei pm romani Antiterrorismo, ma intanto apprendiamo dai fubini de La Stampa che “ci risiamo. Gli apparati collegati al governo russo hanno ripreso le attività di interferenza in vista del voto del 26 maggio”. Chi lo dice? Fonti? Dichiarazioni? Documenti? Macché. Le solite supercazzole che si autoavverano a furia di ripeterle: “Come hanno dimostrato le denunce fatte (da chi? quali? quando? con quali prove? boh) in occasione del referendum del 2016 e le politiche dell’anno scorso…”. Anche stavolta, è roba grossa: “In Italia sono stati individuati almeno 22 account di Twitter strumenti della propaganda russa”. Una potenza di fuoco in grado di spostare – così, a occhio – almeno 22 milioni di voti. I ghostbuster de La Stampa segnalano gli account che “usano l’arresto di Assange per promuovere posizioni anti Usa e anti Ue” (strano: l’arresto di un attivista è il fiore all’occhiello di ogni democrazia). E poi – tenetevi forte – “la pagina Fb ‘La Verità di Ninco Nanco’ con i suoi post anti Ue e anti Nato”, la cui portata terroristica non sfuggirà ad alcuno. Si attende ad horas un nuovo blitz delle teste di cuoio.
Intanto i giornaloni continuano a combattere le fake news a colpi di fake news. Venerdì, per Repubblica, Salvini aveva tolto la fiducia e “dato lo sfratto” a Conte, mentre per La Stampa gli aveva dato del “carnefice” e il premier aveva minacciato le dimissioni, tant’è che il Messaggero annunciava il “voto a settembre” perché “Matteo ha deciso: stacchiamo la spina il 27 maggio”. Poi purtroppo Matteo ha dichiarato che “il governo va avanti quattro anni”. Ma a quel punto Repubblica ha anticipato Fubini dando per certa una procedura d’infrazione fuori stagione: “Europa, pronta la stangata”. Poi purtroppo, dall’articolo si è scoperto che di pronto non c’è una cippa: “La decisione finale non è ancora stata presa” e se ne riparla “dopo il 26 maggio”. Ma, se non è oggi, è domani. E se non è domani, poi la gente si scorda tutto. L’aggettivo “pronto” si porta su tutte le bufale. Tipo l’ultima del Messaggero: “Fuga dal Reddito, in arrivo ai Caf 130 mila rinunce”, “Reddito, in 130mila pronti a rinunciare” a causa degli “importi bassi” e del “carcere per chi lavora in nero”. Ora, il carcere ai truffatori è previsto da ottobre: improbabile che chi lavora in nero faccia e ritiri la richiesta in un mese. Quanto agli importi, dipendono dai guadagni di partenza: se il reddito di cittadinanza è di 780 euro pro capite (per i single), se guadagni 500 euro te ne spettano 280, se guadagni 400 te ne spettano 380 e così via. Ma anche questo si è sempre saputo. E, non esistendo uno Sportello Rinunce con 130 mila persone in fila, è ridicolo pensare che chi riceve 300 o 400 euro al mese rinunci pure a quelli. Ma questo è il bello dei nostri ghostbuster: non sapremo mai quali fake news imputano a Putin, ma sappiamo benissimo quali fabbricano loro.
Tutti in fiera!
Ma si dai, è tutta colpa della giostra, di questa giostra magnifica installata tanti anni fa dal signore dell'Era del Puttanesimo! Ma si dai, che cosa vuoi che sia! Fa parte del gioco, ormai è strano che non sia stata inglobata dagli allocchi nel cesto della banale normalità. Dai che ci vuole ad argomentare nelle oramai classiche modalità:
A) Abbiamo fiducia nella giustizia. Le indagini porteranno alla nostra completa estraneità.
B) Fino a sentenza definitiva non possiamo dar dei ladri a lor signori.
C) Giustizia ad orologeria. Chissà perché in vista di elezioni saltano fuori questi episodi.
D) Se risulteranno colpevoli (tra circa dieci anni ndr) verranno immediatamente espulsi dal partito.
Ma si dai! Che volete che sia, un centinaio di indagati, un deputato forzista, un sottosegretario in regione. Vabbè non sbattiamo il mostro in prima pagina, aspettiamo la magistratura.
E poi via ad evidenziare efferati delitti di questi pentastellati della malora, loro si che sono incapaci, disonesti, deleteri per la democrazia!
E la Raggi, dove la mettiamo la Raggi? E le buche, dove le mettiamo le buche?
E poi anche loro hanno i loro scheletri negli armadi: prendete... prendete... prendete... ah si! Quel lestofante di De Vito, il presidente del consiglio comunale romano!
Quello si che è un brigante! Come dite? E' già stato espulso dal movimento?
Ecco i giustizialisti, ecco la gogna mediatica!
Ma si dai! Che volete che sia. Per fortuna che il gabibbo erotomane si è rimesso dalla degenza e porterà avanti l'alto messaggio politico della sua Forza Italia pure in Europa!
Sempre più fieri di abitare in un simile paese libero e, soprattutto, democratico!
Avanti tutta!
Che cos’è?
Che cos’è il Genio? E i librai, soprattutto quello in questione, è vero che essendo a stretto contatto con le arti riescono a possedere guizzi, lampi geniali incommensurabili? Credo proprio di sì!
