lunedì 29 aprile 2019

Dalla parte di Acciughino




Riguardo alla polemica sorta tra Adani ed Allegri, non ho dubbi: sto con Acciughino. E mi spiego: questi commentatori, strapagati di Sky o di altre reti, tendono a trasformare il più bel gioco del mondo in un dedalo di prefissi, 4-4-2 o 3-4-3 e via andare, tramutando tutto in ampollose elucubrazioni tecniche portanti noi malcapitati ad esclamare variegati "ma va dar via le ciap!" verso di loro, formulari viventi, saggi onnipotenti, custodi della verità pallonara. Acciughino ha ragione, il calcio è semplicità, divertimento, passione, tutte qualità che svaniscono dinnanzi a ragionamenti che farebbero cader in depressione pure il grande Albert. 
E già che ci sono: anche il Var mi ha rotto le palle, con le sue attese, i suoi verdetti che infondono la certezza in un campo, nomen omen, che di certezze non ne dovrebbe avere, se vuole continuare ad affascinare cuori labili quali sono quelli dei tifosi. Nel sacro lunedi post partite, già pure lui colpito dalla mefitica mano di Sky che pospone anche lì incontri, nel santuario del bar sono cessate le discussioni giganti attorno ad un episodio, le incazzature, gli sfottò che costituivano il condimento, il coronamento della giornata di campionato appena passata. "Eh ma il Var ha giudicato che non era fallo!" - "l'ha detto il Var!"
Ma torniamo ad Adani personificante il saccente, il tuttologo, l'illuminato in un ambito che vive di illusioni, di sospetti, di dietrologie.
Non si può ragionare sul terreno di gioco, razionalizzare ogni passaggio, evidenziare ogni carenza tattica come se si stesse parlando di chimica organica. 
Tecnicizzare il Calcio ad un bignami di formule equivale a decretarne la sua fine della sua beltà. 
Guardate la Formula 1: l'hanno ridotta ad un raccoglitore di sbadigli, dai box controllano tutto, il pilota non deve quasi più metterci del suo, la pianificazione delle strategie è ossessionante e basilare. 
Dice quindi bene Acciughino, semplicità: quando attacchi devi soffocare la difesa avversaria, quando difendi devi intontire gli attaccanti dell'altra squadra. E' tutto qui, Orsato permettendo naturalmente!     

Tanti auguri!


A leggere le previsioni di domenica prossima a Berceto c’è da andare da Giovannelli a comprare il muschio e le statuine delle pastorelle! Jingle Bells!



Estikazzi!



Principi, principesse, reali, regali messaggi altisonanti che piovono a mo' di brioche su noi popolino ingenuo, mite ed allocco! 
Guardate la foto del principe Harry che durante la giornata della Terra del 22 aprile scorso (ma quante giornate mondiali ci sono? Se rimane un giorno libero nell'anno non si potrebbe fare la giornata mondiale di quelli che organizzano le giornate mondiali?) vuole scuotere le coscienze dei sudditi, non solo i suoi ma anche di altre nazioni, perché, chi più chi meno, siamo tutti sudditi di qualcuno o qualcosa, riguardo ai poveri animali in via d'estinzione, come se gli albionici nei loro trascorsi di guerre, violenze, conquiste si fossero sempre posti il problema della preservazione delle specie, dell'ambiente. 
E che ti combina il sangue blu pazzerello! Lega l'elefante, come potete notare in basso a destra, lo fa sedare per toccarlo senza nulla rischiare. Estikazzi! 
Questi eletti da non si sa chi smaniano di apparire lindi, sensibili, amanti della natura solo per lavarsi la coscienza dal fatto che, non facendo nulla di utile in vita, il mondo debba essere salvato per mezzo della cura, dell'attenzione di ognuno di noi. 
Cercano quindi di ergersi a fari nelle nebbie di questa vita terrestre irta e pregna di delitti ambientali, di cui sono figure di riferimento.  
Fingendo di non recepire che per rimanere lì nei lussi, negli agi principeschi, occorrano necessariamente violenza e soprusi. 
Un escamotage per continuare a restare sul piedistallo reale. In fondo in fondo quel povero elefante legato e sedato ci assomiglia molto. 
Buone vacanze vostra altezza!  

domenica 28 aprile 2019

Così sembra




Non voglio fare il capzioso, né apparire quello che non sono, xenofobo. Ma questa foto scattata l’altro ieri alla stazione di Vernazza m’addolora più che la sconfitta bianconera in Champions ad Orsato. 
M’intristisce per come siano riusciti a snaturare, a deturpare luoghi resi stupendi solo dal sacro silenzio, quello del pescatore intento a riparar le reti abbracciato al fumo dell’immancabile sigaro. 
Dolore per tutti gli indigeni che non possono godere di tanta bellezza, a causa di scelte politiche vergognose che antepongono lucro e spartizione del bottino ad una saggia educazione turistica ed ambientale. 
Non me ne frega un cazzo di continuare a sentire frasi imbiancate nei sepolcri quali “una riduzione dei flussi nuocerebbe all’occupazione”, frase già spesa dai soliti noti per mascherare al tempo la containerizzazione dell’intera provincia e portante molti allocchi ad esultare ogniqualvolta fronde capziose spargono notizie funeree spacciandole per vittorie economiche, tipo il raggiungimento della movimentazione di due milioni di teu, li chiamano così ma sono solo container del cazzo, all’anno. 
Quella foto indigna, indispone, atterrisce. In questo inferno pullulante di briganti, chiedete a questi poveri naufraghi della ragione quanto hanno pagato un pezzo di focaccia o, ai più malcapitati, se abbiano davvero trascorso la notte in una cantina riverniciata a prezzi da NH, nessuno si azzarda a muovere un dito per frenare la barbarie culturale, tipica di un paese che non allontana neppure dai musei coloro che fotografano un’opera, noncuranti degli altri e di quanto sia scontato che non serva a nulla immortalare un quadro, eccetto il caso di staccarlo dalla parete per selfarsi con esso, visto che al piano terra generalmente vendono immagini molto migliori di quella sfornata dal minchioso smart. 
Numeri chiusi, controlli nelle stazioni, aumento della tassa giornaliera. Palliativi, semplici palliativi. Finché non si struttura un percorso di civiltà, di educazione, di formazione simile a quello che normalmente ti fa evitare di sparare raudi nel tinello di chi ti ha invitato a cena, tutto resterà nelle mani dei pochi seguaci di slides e grafici tendenti all’infinito a cui interessa solo il frusciar moneta, ossessivamente venerati sia da chi appioppa focaccia a 5-10 euro o organizza il triplo turno Findus ristoratore, sia da coloro che sperano ansiosamente nei futuri tre milioni di Teu all’anno. Sai che culo!

sabato 27 aprile 2019

Pizza di classe



Appunti



Premesso che non ho figli, questa storia della provincia di Taranto dei cosiddetti ragazzi di buona famiglia rende alquanto difficile non commentare, non esprimere un benché minimo fastidio in merito. 
Ma se i cardinali ci insegnano, intromettendosi, sulle vicende e le problematiche legate al sesso, perché non lanciare in etere un tremebondo vaffanculo a tutti quei genitori che per anni non si sono accorti che il loro figlio tanto carino e profumato, andava assieme ad altri ad importunare pesantemente, con violenza inaudita, una persona disabile che per paura non usciva più di casa e che è morta per un'emorragia interna, pare, frutto dei pestaggi? 
Che cazzo metti al mondo un figlio se poi non te ne curi, non gli insegni l'educazione fondamentale per aiutarlo a scegliere il bello, il giusto, l'umano? 
Anni di soprusi, di pesanti dileggi, di gare a chi gli procurava più fastidi, dolori. 
E adesso tutti ritornati buoni, angelici e poi gli avvocatoni che questi figli di papà si potranno permettere e che ma si, dai! alla fine vedrete che sarà colpa del disabile, il quale oltre ad essere morto verrà probabilmente svilito pure della poca dignità rimastagli per assecondare la voglia di impunità che già aleggia attorno a quei rimbambiti minorenni. 
Una storiaccia degna del peggior paese, del decadimento culturale così tanto eclatante che porta la famigerata frase "lo facevamo per ingannare il tempo" ad assurgere a tesi inglobata nel mefitico regno dell'impunità, seguita istantaneamente dal quel "So' ragazzi!" che a parer mio dovrebbe essere sanzionata pesantemente ogniqualvolta allocchi di ogni genere la pronunciano. 
E soprattuto un ricordo ed un pensiero al martire di questa vicenda, Antonio Stano, deceduto dopo sofferenze ed atrocità subite per mano di figli degeneri di una moltitudine di inetti ed incapaci!

Se è così...