martedì 22 gennaio 2019

Sempre lui!



Booooom! Cerco di non guardarlo e sopratutto non ascoltarlo più, ma testé sono incappato nella triste visione mentre ha pronunciato queste parole “io quota 100 la chiamerei prepensionamento!” 
Estikazzi Bomba! Prepensionamento sarebbe nel caso che un trentenne vada a riposo dopo settant’anni di lavoro, no a 62 dopo trentotto anni, ad esempio, di saldatura o di cazzuola e cemento! A 67 anni infatti girano già troppi cateteri per godersi la pensione, maremma Etruriana! Salutami il tu’ babbo va; e digli di pagare quell’operaio di colore. Che è meglio per tutti! Buon anonimato!

lunedì 21 gennaio 2019

Due notizie





Due notizie che si commentano da sole: la prima del fondo monetario internazionale, la chiave di volta per tutta la visione di merda di questa epoca basata sull'accaparramento ignobile, nefasto, insulso, inumano. 
La Lagarde portavoce del sopruso, dell'inganno, della nefasta cultura attuale che vuole un pianeta dedito alla crescita, al maggior consumo, alla sopraffazione dell'ultimo, alla sconsideratezza di specie, all'uso di risorse solo per pochi eletti. Il lucro che detta legge, impone sofferenze, schiatta i cosiddetti inutili, sotterra chi non riesce a salire sul dorato treno che inopinatamente chiamano progresso. Nel mare delle slide, dei grafici descriventi il brigantaggio di tanti, ecco arrivare il monito per la nostra nazione che, fatto inusuale, ha confezionato una manovra che pone attenzione a coloro che sono in difficoltà, circa 5 milioni dalle nostre parti. Apriti cielo! Secondo Lagarde l'Italia è uno dei fattori frenante l'economia mondiale! L'economia mondiale! Ma vaffanculo porcaccia miseria! Quando usciremo dalle nostre tane per mandare a quel paese simili orchi senza idee né dignità? 
Prendiamo la seconda notizia che si lega spudoratamente alla prima: l'Oxfam ci informa che, prestate attenzione please, il 5% degli italiani è titolare della stessa quota di patrimonio posseduta dal 90% più povero. Capito? Vi sembra un dato da commentare? Da esibire? Da mantenerci calmi? 
Il 5% dei cocchi dorati ha ammassato una squallida montagna di risorse a scapito degli altri, di tutti noi. Non è gelosia questa. E' rendersi conto di essere finiti in un gioco più grande, quasi impossibile da resettare. Hanno costruito un sistema che difficilmente potrebbe essere divelto senza ricorrere alla mai approvata violenza. Un sistema perfetto, triturante democrazia, bisogni sociali, supporti economici. Pochi s'arricchiscono, molti divengono poveri. E' così che ci vogliono, ci confanno senza tentennamenti. Vuoi vivere? Devi sottostare a ferree leggi economiche. Non puoi ribellarti, solo sperare nelle briciole. 
Ma la relazione di Oxfam presenta anche un dato terribile a livello mondiale: 26 ultramiliardari detengono oggi la stessa ricchezza della metà più indigente della popolazione terrestre. Ancora: il 20% più ricco detiene il 72% del patrimonio totale mentre il 60% più povero! Vado avanti? Tenetevi: tra marzo 2017 e marzo 2018 la ricchezza dei 1900 ultramiliardari è aumentata di... di ... 900 miliardi di dollari, 2,5 miliardi al giorno!!!
Questo è il circo che piace a Lagarde e soci; questo è il sistema mondiale fondato sull'accaparramento sfrenato, sui messaggi che c'impregnano e spronano al consumo sempre più sfrenato. E noi, allocchi senza alcuna capacità di ribellione ci sentiamo pure in colpa per non avere sei televisioni o tre auto. Consumare sempre più per ingigantire all'infinito patrimoni già infiniti. E lo chiamano pure progresso...    

Meditando


Ora che sono a contatto con medicine ed intoppi gastrodigestivi, di mio padre, ragiono e mi soffermo sulla complessità del nostro corpo, di come cioè, ad esempio, la bile venga introdotta per digerire, proprio lei, la sua unicità, il suo componimento chimico; come cioè si sia formata, chi l'abbia pensata, chi nei millenni ha indotto la sua formazione, la sua utilità. Pensateci, soffermatevi su quanto vi dico ora: sarà stata l'evoluzione o chi per essa, ma è misterioso, affascinante pensare che l'occorrente per ogni azione corporea soddisfi le esigenze oggettive dell'organo stesso. Come quando riparando un tubo dell'acqua t'accorgi, cogitandoci sopra, che sia necessaria la stoppa, o il silicone, così nel nostro meraviglioso e complesso corpo, qualcuno si è ingegnato di far affluire la bile nel duodeno per digerire ed assorbire grassi. La scintilla della vita è scoccata milioni di anni fa e da ectoplasmi senza alcunché si è formato, in quasi tutti i vertebrati, progettato ed innestato questo componente preso a simbolo della mirabolante architettura delle specie. Pindaricamente, filosoficamente se ci innalzassimo con la nostra miserrima cervice sulle vette del pensiero, riusciremmo a captare, avvertire un rivolo, un soffio, uno squarcio meditativo inducente ad accarezzare questa incredibile sinapsi: a richiesta dettata dall'evoluzione, qualcuno, qualcosa d'immateriale, soddisfa l'aggiornamento, il miglioramento, il 2.0 di mamma Natura. E' incredibile arrivare a captare ciò! E' dato di fatto che il miglioramento, l'innesco di novità, l'aggiustamento si sia verificato. Siamo difronte ad un progetto, validante la meraviglia del Creato. Ripeto: il cibo entra nell'intestino e scatta l'inserimento della bile: un prodotto specifico, quindi pensato, valutato, soppesato. E ho detto bile ma potrei dire tantissimi altri composti per l'economia del nostro corpo. Un sofisticatissimo, ingegnoso compendio di norme, leggi, composti chimici atto a soddisfare al meglio la sua esistenza, il suo andare per il pianeta, fino a quando la caducità, essenziale per alimentarne meraviglia e rapida azione, corromperà il tutto per ritrasformare il fantastico agglomerato in altri componenti dell'intero sistema, retto da leggi granitiche, immutabili, eterne, ad uso e consumo della nostra essenziale, ontologica ed innata meraviglia sfociante nello stupore di essere. 

domenica 20 gennaio 2019

Gregorianamente parlando



Dialoghi



Simbiosi travagliata


E la simbiosi continua! (Vado di corsa a comprare del marmo perché il passo 
“Se il centrosinistra avesse speso un decimo delle energie e dello sdegno che ora impiega contro il reddito per combattere una a caso delle 41 leggi vergogna di B., il berlusconismo sarebbe durato molto meno.” 
lo voglio scolpire ad perpetuam rei memoriam!)

domenica 20/01/2019
Maria Antonietta Boschi

di Marco Travaglio

Casomai qualcuno credesse ancora alla favoletta del Pd “di sinistra”, ha provveduto Maria Elena Boschi a sfatarla con la memorabile battutona sullo Stato sociale (che per lei non è il Welfare, ma la band arrivata seconda all’ultimo Sanremo) e sulla “vita in vacanza” (intesa come la pacchia sardanapalesca del reddito di cittadinanza per i 5 milioni di poveri creati anche dal suo partito). Per una volta la freddura, peraltro copiata ad Aldo Cazzullo, è riuscita a fare più danni al Pd del suo rottamatore ufficiale, che tuona contro il reddito da un tipico mezzo di locomozione proletario: un motoscafo di Venezia. Nel silenzio assoluto dei vari Zingaretti e Martina. Se non sapessimo che Maria Etruria e Matteo stanno scientificamente picconando quel che resta del loro partito per farne un altro ancora peggiore, ci domanderemmo quanto li pagano i 5Stelle e la Lega per mettere in fuga gli elettori superstiti. Mai, a memoria d’uomo, il Pd si era accanito contro una legge come ora contro il sussidio per i meno abbienti, fino al punto di annunciare un referendum abrogativo in combutta con FI (che nel programma elettorale prometteva non solo il reddito di cittadinanza, ma financo l’“azzeramento della povertà assoluta”, manco l’avesse scritto Di Maio) e con Fd’I (già “destra sociale”).

Se il centrosinistra avesse speso un decimo delle energie e dello sdegno che ora impiega contro il reddito per combattere una a caso delle 41 leggi vergogna di B., il berlusconismo sarebbe durato molto meno. Dal 2011 al 2018 i nostri “progressisti” hanno regalato senza fare un plissé 60 miliardi alle banche rovinate dai loro amici magnager; hanno votato sette manovre con 40-50 miliardi a botta di sgravi fiscali alle imprese; hanno buttato ogni anno 4 miliardi abolendo l’Imu sulle prime case (anche dei ricchi), 12 miliardi per gli incentivi del Jobs Act alle imprese e altri 10 miliardi per gli 80 euro a chi uno stipendio ce l’ha. Poi, in vista delle elezioni, si sono ricordati dei poveri: solo che l’Istat ne conta 5 milioni, mentre lorsignori li hanno ridotti a uno solo col Reddito di inclusione (in media 297 euro mensili a testa). Un primo passo contro la miseria, peraltro dimenticato in campagna elettorale per non darla vinta al M5S: così nessuno se n’è accorto. Ora che la platea si allarga a 4,9 milioni di poveri, con un assegno medio di 500 euro a famiglia (fino a 780 euro al mese a persona), il Pd si batte come un leone perché l’Italia torni a essere l’unico paese Ue senza un reddito minimo, mentre globalizzazione, delocalizzazione, automazione e nuova recessione sterminano centinaia di milioni di posti di lavoro.

Nemmeno la lezione di Macron, partito col taglio delle tasse ai ricchi, cioè molto più a destra di Salvini (che la Flat tax l’ha lasciata perdere), e convertito di corsa al “reddito universale” per rompere l’assedio dei Gilet gialli, fa riflettere il partito più cieco, sordo e ottuso dell’Occidente. Il reddito di cittadinanza, se le stime saranno confermate, costerà nel primo anno 6 miliardi (più 1 per i centri per l’impiego e i navigator). Sommandolo alla quota 100 per le pensioni, non si arriva neppure a 10. Meno della metà delle due bandiere del renzismo: il Jobs Act e gli 80 euro. Eppure chi non fece una piega quando Renzi buttò dalla finestra 22 miliardi l’anno a pioggia per due misure che non smossero i consumi né crearono posti di lavoro in più rispetto ai già pochi che nascevano prima, ora si scandalizza per 10 miliardi destinati alle fasce più deboli della popolazione: pensionati minimi, costretti a campare con 100 o 200 euro al mese, giovani senza lavoro e anziani lavoratori costretti dalla Fornero a rinviare la meritata pensione. Quasi che Conte, Di Maio e Salvini scialassero i nostri soldi in champagne, casinò e donnine allegre. Che Confindustria, abituata a mettersi in tasca la magna pars delle manovre, sia sul piede di guerra non stupisce. Che B., dimentico di aver copiato al M5S il reddito di cittadinanza in campagna elettorale, scateni i rottweiler, è normale: già è un miracolo se, ridotto com’è, si ricorda come si chiama. Che la stampa di destra titoli ogni giorno sul “regalo a fannulloni e a fancazzisti”, offendendo milioni di poveri che attendono da 25 anni i milioni di posti di lavoro promessi da tutti i governi della Seconda Repubblica, è ovvio: fanno il loro sporco mestiere.

Ma è incredibile che, salvo rare eccezioni, da sinistra e dal mondo cattolico non si levi una voce a sostegno di una misura che per la prima volta affronta concretamente l’urgenza della povertà. Si era detto che il reddito costava 50 o 60 miliardi l’anno, dunque non sarebbe mai stato approvato: ora è legge dello Stato, anche se non si sa se si farà in tempo a erogarlo alla prevista scadenza di aprile. Si era detto che avrebbe favorito chi vuole poltrire sul divano o arrotondare lo stipendio al nero. Allora il governo ha inserito paletti, controlli e sanzioni per scoraggiare i furbi (che comunque, nel Paese dell’evasione e del lavoro nero, ci saranno sempre, ma non possono penalizzare gli onesti: altrimenti, per evitare che ne approfitti chi non ne ha diritto, bisognerebbe abolire anche la cassa integrazione, il sussidio di disoccupazione, le agevolazioni sanitarie, scolastiche e universitarie ai meno abbienti, gli 80 euro, il Rei e gli altri strumenti del Welfare). E ora tutti a criticare i paletti, i controlli e le sanzioni. E a ripetere a macchinetta che ci vuol altro per creare lavoro, come se il lavoro si creasse per decreto e come se il reddito non fosse pensato proprio per chi non ce l’ha, lo cerca ma non è detto che lo trovi. Non va mai bene nulla, e neppure il suo contrario. Presto Maria Antonietta Boschi si affaccerà al balcone di Banca Etruria e annuncerà il nuovo slogan vincente del Pd: “Non hanno pane? Mangino brioche”.

sabato 19 gennaio 2019

Svista



Adesso non esageriamo! Con tutto quello che avrà da fare, compreso percepire le soffiate del Bomba che gli fecero guadagnare 600mila euro in un giorno, credo sia facile dimenticarsi di dichiarare uno yacht da qualche decina di milioni di euro, no? Certo che può capitare! Ci mancherebbe!